Quelli che seguono sono vecchi appunti del periodo 2001-2012, scritti mentre eravamo in viaggio, il più delle volte durante i trasferimenti su bus o treni. Pensiamo possano comunque essere interessanti e utili.
Difficile descrivere cosa sia Angkor: non un semplice sito archeologico, non una serie di rovine suggestive.
Agkor è un luogo magico che dopo 3 giorni di camminate, caldo e fatica sotto un’umidità pazzesca, non smette di stupirti e di sorprenderti con il suo fascino misterioso e la sua bellezza esotica.
Maestoso, imponente, arcaico ma soprattutto avventuroso: ogni gradino, ogni anfratto, ogni labirintico tempio ti riporta indietro nel tempo e ti fa sentire un piccolo esploratore solleticando in te la curiosità un po’ bambina che è in ognuno di noi.
Cose da ricordare
- L’emozione di entrare per la prima volta ad Angkor Thom e Angkor What: siamo tornati bambini!
- La natura selvaggia che si riappropria dello spazio rubato e fagocita i templi di Ta Prom.
- Perdersi nelle delizie gastronomiche di Siem Reap (abbiamo mangiato il pitone!!!!!!!!!!!!)
- I colori e la varietà del vecchio mercato.
- Andare alla ricerca di spezie esotiche da riportare a casa.
- Sedersi in cima a un tempio e godersi il tramonto su Angkor What ascoltando le nostre canzoni…
- Girare fra i templi sotto una pioggia torrenziale e sentieri di fango.
- Ascoltare la musica di Harry Potter diffondersi nell’aria mentre stai per assaggiare un piatto tipico cambogiano: surreale!
- Le 4 ore di puro terrore nella tratta Phnom Penh – Siem Reap con un autista pazzo.
- Conquistare la cima di un tempio altissimo sotto il diluvio!
