Avvistare le balene a Tadoussac in Quebec

Ci sono emozioni che non si possono descrivere, attimi che rimangono impressi a fuoco nella tua testa, momenti così straordinari che anche dopo tanto tempo, ti chiedi se li hai davvero vissuti o se è stato solo un sogno.

Per noi uno di questi ricordi così spettacolari è stata l’escursione in barca per vedere le balene a Tadoussac, un minuscolo e pittoresco villaggio del Quebec, nel Canada orientale, affacciato sul fiordo di Saguenay.

Non tutti arrivano fin quassù, ma merita fare questa deviazione per lo spettacolo del parco marino, un ambiente unico che può regalare esperienze indimenticabili!

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Avvistamento delle balene nel fiordo di Saguenay

Nel Canada Orientale l’escursione per avvistare le balene e gli animali marini è sicuramente una delle esperienze più belle e più diffuse, che si può intraprendere in molti posti diversi lungo la costa.

Ma Tadoussac è sicuramente il luogo migliore in assoluto: in questo punto avviene la confluenza dell’estuario del fiume San Lorenzo e del Saguenay, delle acque dei Grandi Laghi e dell’Oceano Atlantico, una regione ecologicamente unica che rende praticamente sicura al 100% la presenza di balene da maggio a novembre.

Le condizioni oceaniche che si verificano alla confluenza del Saguenay promuovono l’emergere della vita e la concentrazione delle specie alla base della catena alimentare. La robusta topografia subacquea, la circolazione dell’estuario e il regolare innalzamento delle acque fredde ne fanno una regione molto particolare.

Infatti l’acqua fredda che risale all’inizio della Manica Laurenziana è il processo oceanografico più importante del parco marino. Questo fenomeno porta alla superficie molti nutrienti, come krill e zooplancton in grandi quantità, promuove l’ossigenazione dell’acqua e l’innalzamento delle acque fredde, grazie al ritmo delle maree, rappresenta, in un certo senso, il cuore ed i polmoni del parco marino.

L’abbondanza di cibo del parco marino attrae quindi molte specie di uccelli, balene e foche che stazionano in questa zona in determinati periodi dell’anno, un luogo quindi assolutamente eccezionale per l’osservazione degli animali che gravitano in questo ambiente naturale.

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Come scegliere l’escursione più adatta

Esistono tanti modi diversi per vivere l’esperienza del whale watching, ovvero l’avvistamento delle balene. Tutto dipende molto dal grado di comodità e di comfort che desiderate avere a bordo.

Il più comodo

© Pascal Duchesne

Il mezzo più accessibile a tutte le età e sicuramente il più tranquillo, è il classico traghetto che trasporta fino a 600 persone: tragitto predefinito, possibilità scarsa di avvicinarsi ai cetacei per motivi di sicurezza e di protezione degli animali, mal di mare assicurato in caso di acque agitate, ambiente riscaldato e protetto, due o tre ponti, una parte interna con bar, sedie, tavoli e vetrate per guardare fuori.

Questo tipo di imbarcazione l’avevamo già provata per il whale watching nel New England a Cape Cod e sinceramente non ci aveva entusiasmato: l’esperienza in sé era stata stupenda ma queste grandi imbarcazioni non permettono di avvicinarsi molto ai cetacei e inoltre fanno avvertire moltissimo il moto ondulatorio delle acque, soprattutto a motore spento, portando a nausee assicurate.

Il più avventuroso

Nel fiordo di Saguenay va molto di moda un tipo di gommone lungo circa 1o metri chiamato Zodiac: è completamente scoperto, accoglie una ventina di persone e permette di avvicinarsi moltissimo agli animali.

Come contropartita freddo e schizzi di acqua assicurati. In estate potrebbe anche essere sopportabile, ma in autunno è un vero suicidio. Anche se vi verranno forniti tutti gli accessori per ripararvi dal freddo, in mare aperto la temperatura scende molto, considerando anche la velocità ed esiste la concreta possibilità di bagnarsi per le virate e i balzi sopra le onde. Insomma, solo per veri avventurosi, incuranti delle avversità.

Importante: non sono ammessi bambini sotto i 6 anni e donne in gravidanza, per gli scossoni e per motivi di sicurezza.

Il migliore per le famiglie

Molti invece non sanno che esiste un particolare tipo di Zodiac, più grande (circa 30 posti) che permette di vivere le stesse emozioni dello Zodiac tradizionale ma con molti più comfort.

E cosa fondamentale: ammette tutti, compresi bambini di qualsiasi età e donne in dolce attesa.

Sono gommoni molto simili ai normali Zodiac ma dotati di una copertura totalmente trasparente che permette una navigazione all’asciutto e al caldo senza rinunciare all’avvistamento da vicino. I grandi finestroni sono parzialmente rimovibili e vengono aperti nei momenti in cui il gommone si ferma per gli avvistamenti.

Questo significa che avrete la stessa ebrezza di un normale Zodiac ma non vi bagnerete e rimarrete sempre al riparo dal vento e dal freddo pungente del mare aperto, causato dalla velocità.

Vi è un solo operatore locale che li utilizza, si chiama Croisieres Neptuneuna società che lavora da 28 anni in questa zona: affidabile, preparata e dotata di mezzi a basso impatto ambientale per questo delicato ecosistema e i suoi abitanti

In autunno non è necessario, ma in estate vi consigliamo vivamente di prenotare: i posti sono limitati e si esauriscono in fretta dal momento che le uscite giornaliere sono poche.

 

Cosa portare

 

Due sono le cose importanti da sapere quando si sta pianificando un’escursione per avvistare le balene:

  1. Fa freddo e l’aria è pungente: quindi vi consigliamo di premunirvi di sciarpa, guanti e cappello, il cui spessore e materiale cambierà in base alla stagione. Inoltre vi consigliamo di vestirvi in maniera consona in base alla stagione e al tempo della giornata, possibilmente con scarpe comode e impermeabili.
  2. Per motivi di sicurezza, anche i gommoni più agili, non potranno mai avvicinarsi troppo ai cetacei, che oltretutto si spostano in continuazione. Questo significa che spesso gli avvistamenti sono abbastanza distanti: se pensate di immortalarli con i vostri cellulari, prendereste un grande abbaglio. E’ indispensabile munirsi di una macchina fotografica dotata di un ottimo zoom e di un binocolo per aiutare soprattutto i più piccoli a individuare pinne e code di balena, oltre che le teste di foche e i beluga.

 

Come funziona

Una volta che avrete prenotato la vostra escursione (si può annullare fino a 24 ore prima, in base alle condizioni meteo), occorre presentarsi almeno una mezzora prima della partenza.

Con Croisieres Neptune si deve raggiungere il villaggio di Bergeronnes: il loro ufficio è chiaramente visibile dalla strada e non potrete sbagliarvi. Qui verrete “ispezionati” dall’occhio attento dei suoi addetti: infatti, in base alla stagione, alla giornata e a come siete vestiti, vi verranno forniti dei capi aggiuntivi come giacche, stivali di gomma, maglie termiche, guanti, cappelli, sciarpe e giubbotti.

Ricordatevi che a bordo non si può portare nulla: solamente la macchina fotografica. Sarete costretti a lasciare tutto, effetti personali compresi, nella vostra auto. Nessuno zaino, nessuna borsetta.

A questo punto verrete trasferiti al molo di Les Escoumins utilizzando dei pittoreschi pulmini delle scuole, i classici bus school gialli visti mille volte nei film americani, con immensa gioia del nostro piccolo.

 

L’uscita in mare

Ora non vi resta che prendere posto a bordo, rilassarvi e ascoltare le utilissime informazioni (ovviamente in francese o inglese) sulle balene, sul particolare ecosistema del fiordo di Saguenay e sul parco marino, che vi verranno fornite dalla guida sul gommone.

Inutile dire che per tutti i tipi di avvistamento animali, occorre una buona dose di fortuna, ma statisticamente questo è un posto in cui, vedere le balene, è praticamente matematico. Ovviamente dipende anche molto da “come” si fanno vedere. Nella nostra prima esperienza nel New England, ci eravamo accontentati di pinne, code, qualche dorso e un muso di sfuggita. Emozionante, sicuramente, ma dalle palpitazioni contenute.

Diciamo che a parità di esperienza, qui a Tadoussac, nella prima ora in mare abbiamo visto una quantità impressionante di balene: ne spuntavano in continuazione, il gommone si spostava per seguire i branchi e devo dire già così eravamo molto soddisfatti.

Ma la fortuna ci ha baciati: all’improvviso, senza nemmeno avere la possibilità di immortalare l’evento, una balena ha deciso di saltare davanti a nostri occhi, uscendo completamente dall’acqua con un incredibile quanto agile balzo con torsione per poi ripiombare nel mare. A pochi secondi di distanza, non so se la stessa o un’altra balena, ci ha regalato un secondo balzo e poi un terzo, questa volta solamente in verticale.

Insomma, vedere un salto di balena è già raro, ma vederne addirittura tre è come vincere al superenalotto!

Non vi dico l’esultanza di tutti i partecipanti ma soprattutto della guida, quasi commossa dall’incredibile evento.

Per farvi capire cosa abbiamo visto (purtroppo questi eventi casuali ti colgono alla sprovvista e nessuno è riuscito a immortalare i primi due salti), vi mostro una foto simile dell’ente del turismo.

©Manicouagan – Gremm

 

Con i bambini

Sono sincera: sotto una certa età, non so quanto sia un’attività attrattiva per i bambini.

Intendiamoci, vedere le balene è un’esperienza assolutamente indimenticabile, a patto di capire cosa stai osservando. Infatti abbiamo deciso di “rifare” questa escursione, perché all’epoca del New England, il nostro piccolo aveva 2 anni e non ha ricordi in merito.

Inoltre il tutto dura 2/3 ore (considerando la preparazione, lo svolgimento e il ritorno agli uffici) e occorre una buona dose di pazienza, saper gestire l’attesa e i tempi morti, di attenzione e di buon senso, soprattutto con lo Zodiac, dove non ci si deve sporgere e non ci si può muovere in maniera inconsulta, non si può saltare o fare gli esagitati.

E’ vero quindi che sono ammessi anche bimbi sotto i 6 anni, ma a meno che non siano davvero piccoli piccoli, occorre mettere in conto che durante il periodo dei terrible two, potrebbe risultare un’esperienza molto faticosa e stressante sia per i bimbi che per i genitori.

Insomma, io vi consiglio di valutare molto bene il rapporto fatica-benefici in base alla fase che stanno vivendo i vostri bambini!

Per tutti gli altri bambini, diciamo sopra i 5 anni, questa  esperienza sarà sicuramente indimenticabile ma vi avvertiamo: abbiamo visto ragazzini anche più grandi annoiarsi. Dopo i primi avvistamenti di dorsi, pinne, code e spruzzi, il tutto risultava ai piccoli un pò ripetitivo.

 

Dove vedere le balene dalla terra ferma

Ovviamente l’escursione in barca non è l’unico modo per avvistare le balene, anche se i prezzi contenuti (parliamo di 55 dollari canadesi per gli adulti) invitano molto a fare questo tipo di esperienza.

Con un pò di fortuna è possibile avvistarle da qualunque punto di affaccio sul mare ma calcolate di dedicare parecchie ore di attesa per cercare di individuare qualche esemplare. Inutile dire che le balene raramente arrivano vicino alla riva quindi, quello che potrete in realtà vedere, è qualche dorso o spruzzo in lontananza.

  • Pointe de l’Islet a Tadoussac: un piacevole percorso a piedi lungo la costa attorno al villaggio.
  • Cap de Bon-Désir: una terrazza panoramica naturale composta da rocce piatte, dove osservare il mare in totale tranquillità.
  • Durante le traversate in mare, ad esempio per recarsi nella penisola della Gaspé
  • Baie-Sainte-Catherine aux Escoumins
  • La zona di Sacré-Cœur

 

L’incantevole borgo di Tadoussac

©Manicouagan – Cecile Benoit

Il piccolo borgo di Tadoussac è famoso principalmente per il whale watching: infatti dal suo porticciolo partono alcuni operatori del settore e i turisti si fermano per la notte sfruttando il villaggio come base di appoggio per l’escursione in mare.

Il villaggio si compone di un pugno di case di legno dai deliziosi colori pastello e il suo edificio più famoso, un hotel dal tetto color ciliegia di fine ‘800, domina la baia con la sua figura elegante che parla di atmosfere antiche, di villeggiatura vintage, di cercatori di castoro e di pionieri.

Alla confluenza del St. Lawrence e del fiume Saguenay, Tadoussac era un luogo di ritrovo e un crocevia per il popolo delle Prime Nazioni, che era stato presente sul territorio per secoli. Questi grandi fiumi hanno permesso a esploratori e commercianti europei di penetrare nel continente. Dal 14 ° secolo, i nativi commerciavano con cacciatori di balene baschi e pescatori di merluzzo bretoni.

Nel 1535, mentre risaliva il San Lorenzo, Jacques Cartier rimase colpito dalla bellezza del sito e gettò l’ancora nella baia per visitarla. Pierre de Chauvin costruì un avamposto per il commercio di pellicce nel 1600, il primo edificio della Nuova Francia. Nel maggio del 1603, Samuel de Champlain suggellò un’alleanza tra Tadoussac e il popolo francese proprio qui. Fu un accordo commerciale, militare e di insediamento che aprì la strada alla fondazione del Quebec cinque anni dopo.

Dopo aver vissuto di commercio di pellicce, pesca e caccia alle balene, fu nel 1864 che il villaggio costruì il primo albergo per ospitare i primi vacanzieri estivi, molto facoltosi. Da allora, il turismo è stato un pilastro della vita socio-economica locale e regionale.

Oggi il villaggio si sviluppa su alture e a collegare la parte alta a quella bassa, c’è un bellissimo parco immerso nel verde, il Sentier du parc de nos Ancêtres, un piccolo percorso in mezzo al bosco nel cuore del paese, una specie di scorciatoia che collega la spiaggia alle attività commerciali. Il sentiero è scandito da poesie di autori famosi.

Da non perdere anche Le Sentier de la Pointe-de-l’Islet, un piccolo percorso ad anello di 900 metri che parte in prossimità del porto turistico e che permette di ammirare magnifiche vedute sulla baia e qualche avvistamento, con un pò di fortuna.

E’ perfetto per concludere o iniziare la giornata: infatti la mattina presto e verso il tramonto sono i momenti della giornata più indicati per avvistare qualche animale marino in solitaria.

 

Dove mangiare

Devo ammettere che a metà ottobre i villaggi canadesi di questa zona si avviano a una lenta ma inesorabile chiusura. Questo vuole dire che molte attività, negozi e ristoranti non sono più attivi e quindi le possibilità di scelta si riducono drasticamente.

A noi è piaciuto molto il birrificio Microbrasserie Tadoussac, dove gustare le ottime birre artigianali locali con qualche stuzzichino. Purtroppo non fanno una vera e propria cucina ma ci si può accontentare per una cena informale.

Dove dormire

In questo villaggio c’è molta abbondanza di strutture ricettive, ma essendo una località estremamente turistica, grazie alle escursioni di whale watching, i prezzi salgono in maniera notevole, soprattutto nei we. Occorre prenotare con largo anticipo, soprattutto in estate, ma c’è comunque la possibilità di trovare soluzioni accettabili.

Noi abbiamo alloggiato in un delizioso B&B, Le Roupillon, a due passi dal lungo mare, in pieno centro: i proprietari sono deliziosi, vi prepareranno una colazione pantagruelica di prima qualità, con piatti realizzati sul momento e vi mostreranno incredibili foto del paese sommerso letteralmente dalla neve.

Dove dormire
Bellissimo b&b a conduzione familiare: colazione favolosa e cucinata sul momento, ottima posizione a due passi dalla spiaggia, parcheggio interno e perfino dependance munita di giochi e biliardo a disposizione degli ospiti. Super consigliato.

 

A soli 20 minuti da Tadoussac si trova un’altra struttura che ci è rimasta nel cuore, Au Sommet du Fjord: uno chalet da cartolina, accogliente e rilassante dove trascorrere una serata casalinga davanti al fuoco!

Dove dormire
Meraviglioso chalet con cucina a disposizione, stupenda zona relax con divani, giochi per i bimbi e stufa a legna, vasca idromassaggio esterna e atmosfera romantica.

2 Comments

  • Ciao, complimenti per il bellissimo e utilissimo sito.
    Anche noi saremo qui in agosto con una bimba di 5 anni e siamo ancora indecisi se fare la crociera o accontentarci e sperare negli avvistamenti dalla terraferma. Vista la tua recente esperienza vorrei sapere se si soffre il mal di mare, se si patisce molto il freddo…in sostanza se me la consigli oppure no!
    Grazie

    • CIao! grazie mille dei complimenti, per prima cosa!
      Guarda, gli avvistamenti dalla terraferma sono a fortuna e comunque le vedresti molto al largo…senza contare il tempo da trascorrere a riva…
      Io ti consiglio lo Zodiac della Neptune per famiglie, ovvero il gommone chiuso che ripara dal freddo e dal vento: stai tranquilla che se lo abbiamo fatto noi a metà ottobre è assolutamente fattibile in agosto!e ti assicuro che non si soffre mentre con la crociera il rollio delle onde si percepisce molto di più a motore fermo!

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