Big Island: cosa fare e cosa vedere

Big Island è un luogo ipnotico, assolutamente unico. E’ l’isola più selvaggia, più primordiale, più atavica di tutto l’arcipelago delle Hawaii.

In questa isola grande e variegata si sente la potenza della natura ribollire sotto i vostri piedi: vulcani attivi, scosse di terremoto, cieli stellati: qui il paesaggio è stato plasmato dalla forza dirompente della lava, che cambia e modella l’isola a suo piacimento. L’uomo ha ben poco margine di azione, se non di adattarsi alle scelte di Madre Natura.

Ma è anche un’isola ricca di contrasti e di sorprese inaspettate: si passa velocemente dai panorami desolati ricoperti di lava alle spiagge dai colori paradisiaci, dalle foreste umide e rigogliose alle praterie dove corrono i cavalli e le mandrie dei ranch.

Non potrete non innamorarvene: il suo sguardo ipnotico non vi lascerà scampo!

Come arrivare

Nell’isola di Big Island ci sono due aeroporti internazionali: quello di Ellison Onizuka Kona (KOA) a Kona, nella zona ovest dell’isola, e l’aeroporto internazionale di Hilo (ITO) nella parte est. La maggior parte dei visitatori arriva a Kona. C’è anche la possibilità di volare prima su Oahu, atterrando all’aeroporto internazionale di Honolulu (HNL) e poi prendere un breve volo di 35-40 minuti per Big Island.

A seconda di come avete organizzato il vostro itinerario, si può volare direttamente dagli Stati Uniti continentali, con i principali vettori aerei americani e canadesi direttamente a Kona. La maggior parte dei voli diretti proviene dalla costa occidentale degli Stati Uniti come Los Angeles, San Jose, San Francisco, Oakland, Porland, Seattle e Anchorage, oltre a Denver e Phoenix e stagionalmente da Vancouver. Alcuni vettori stagionali effettuano anche voli charter e c’è anche un collegamento diretto da Los Angeles a Hilo.

Mokulele Airlines

Noi abbiamo scelto di spostarci da Maui a Big Island utilizzando la Mokulele Airlines, una piccola compagnia locale, a bordo di Grand Caravans Cessna da 9 passeggeri.

Non vi nascondo che è un volo a bassa quota, estremamente panoramico, ma anche molto adrenalinico, sconsigliato a chi ha paura di volare. Infatti ogni sollecitazione del veivolo si sente in maniera amplificata: ci sono solamente 9 passeggeri più due piloti! Personalmente mi ha fatto molto effetto quando ci hanno letteralmente pesato e in base al nostro peso, ci hanno assegnato i posti a sedere per bilanciare l’aereo.

Vi segnalo che i vettori Mokulele hanno un gate separato dal resto dell’aeroporto di Maui: si trovano al fondo, una volta superati gli arrivi.

Quando andare a Big Island

I periodi migliori per visitare Big Island, tenendo in considerazione il tempo, l’affollamento dell’isola e la richiesta di alloggi sono i mesi che vanno da aprile a ottobre.

Sapere quando visitare la Big Island è essenziale, quando si pianifica il viaggio. Onestamente, non c’è un momento sbagliato per visitare l’isola: ha un’incredibile diversità che si adatta a quasi tutti i tipi di viaggiatori, dall’avventuriero all’aria aperta, a coloro che vogliono fare vita di mare.

Per la maggior parte, la Big Island è calda e tropicale tutto l’anno. Le temperature medie, vicino alle principali aree di villeggiatura, vanno dai 23 ° ai 29 °, rispettivamente in inverno e in estate.

Alle quote più elevate come Volcano e Waimea, le temperature sono spesso molto più fresche, soprattutto durante la notte. Hilo può anche avere temperature più basse e, naturalmente, la vetta del Mauna Kea e i fianchi del Mauna Loa o dell’Hualalai possono essere piuttosto freddi, se non addirittura gelidi anche in estate.

Inverno

Se hai intenzione di visitare le Hawaii durante i mesi invernali, avrai l’opportunità di vedere le megattere che migrano ogni anno dall’Alaska per accoppiarsi, partorire e dare alla luce i loro piccoli in queste acque calde.

Inoltre questo è il periodo in cui si trovano le onde più alte e le tempeste più scenografiche, elementi indispensabili per gli amanti del surf.

Stagione degli uragani

Gli uragani e le tempeste tropicali sono eventi storicamente rari sulla Big Island e nelle Hawaii in generale, ma è comunque importante essere preparati se il vostro soggiorno è stato pianificato tra giugno a novembre.

Negli ultimi anni si è assistito a un aumento dell’attività intorno alle isole, inclusa Big Island: quindi è essenziale monitorare le condizioni meteorologiche quando si intraprende il viaggio. Ovviamente noi ne abbiamo sfiorata una, che ha toccato Big Island fortunatamente appena avevamo già lasciato l’isola per spostarci a Kauai!

Alloggi e tariffe

Il periodo più trafficato dell’isola è durante le vacanze di Natale, Capodanno e Giorno dell’Indipendenza negli Stati Uniti. Molte famiglie americane hanno seconde case alle Hawaii e la relativa vicinanza permette a molti di visitare l’isola durante il periodo delle vacanze estive. Questi sono quindi i mesi più intensi, il che significa un aumento significativo dei prezzi in tutta l’isola.

Anche l’ultima settimana di aprile è molto impegnativa sulle isole hawaiane. Questa settimana è chiamata “Settimana d’oro”: arrivano moltissimi visitatori dal Giappone per le festività nazionali nel proprio paese.

Altri due eventi generano un afflusso di visitatori cospicui: sono il Merrie Monarch Festival, la più importante gara ed esibizione di danze locali di hula e la competizione Ironman. Il Merrie Monarch Festival si tiene ogni anno a partire dalla domenica di Pasqua, sul versante di Hilo, mentre Ironman Triathlon si svolge sul lato di Kona, in genere nel mese di ottobre.

Quanto tempo dedicare all’isola di Big Island

Non esiste un numero di giorni preciso per visitare Big Island: dipende molto da quanti giorni avete a disposizione complessivamente da dedicare alle Hawaii e dalle attività che avete intenzione di intraprendere. Ci sono turisti che addirittura fanno una gita in giornata partendo da Oahu. Per me questa scelta è da escludere a priori: Big Island è talmente bella, ricca di contrasti, varia e interessante che è un vero peccato sacrificarla così tanto.

Noi infatti abbiamo scelto di fermarci nell’isola più grande delle Hawaii ben 6 giorni: desideravamo girarla bene, dedicare del tempo alle passeggiate e alle attività tipiche dell’isola come l’esplorazione dei vulcani, i rodeo e i luau (una delle grandi delusioni di questo viaggio), visitare anche le zone meno battute, come la Waipio Valley.

Big Island non solo è una delle isole più estese delle Hawaii ma presenta moltissime attività da fare, luoghi da scoprire, zone da esplorare. Meriterebbe anche più di una settimana, soprattutto se desiderate dedicare del tempo alla vita di mare e alle meravigliose spiagge che si nascondono lungo le sue coste.

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Come organizzare la visita

Le 6 regioni di Big Island

Big Island, come suggerisce il nome, è l’isola più grande dell’arcipelago delle Hawaii. Si divide in micro regioni, molto diverse fra loro.

  1. Kona: la regione di Kona è caratterizzata da spiagge di sabbia nera, piantagioni di caffè, piccoli borghi e una rigogliosa foresta alle sue spalle.
  2. Kohala Coast: se cercate spiagge cristalline dai colori caraibici, questo è il posto giusto. Le anse sono spesso nascoste dai terreni di lava vulcanica o presi d’assalto dai resort.
  3. North Kohala: spesso questa zona non viene citata ma per me è un angolo magico. Addentrandovi verso l’interno vedrete che il paesaggio lavico lascia improvvisamente il posto alle praterie. Non è un caso che questa parte dell’isola sia il regno del paniolo, il pittoresco cowboy hawaiano. Qui ci sono moltissimi ranch!
  4. Hamakua Coast: il paesaggio cambia di nuovo, si fa rigoglioso ed intricato con lussureggianti foreste tropicali, cascate e piccole fattorie. Qui si trova la Waipio Valley e la Pu’u O Umi Natural Area Reserve: un’area completamente incontaminata e percorribile solamente a piedi.
  5. Hilo: alle spalle della cittadina più volte flagellata da tsunami, si estendono magnifiche foreste tropicali. Al loro interno si nascondono cascate e giardini, resi lussureggianti dal clima umido e piovoso e sorvegliati dal vertiginoso vulcano Mauna Kea.
  6. Puna e Kau: pensavate che fosse tutto qui? Sbagliato! L’angolo sud est dell’isola è in assoluto la parte più arida e lunare: qui si alternano colate laviche, foreste pietrificate dalla lava, spiagge di sabbia nera, villaggi nascosti dalla cenere e un paesaggio che è stato modellato nei secoli dalle eruzioni del vulcano Kilauea.

Dividere il soggiorno

Per riuscire a ottimizzare gli spostamenti ed evitare di passare troppo tempo in macchina, vi consigliamo di spezzare il viaggio a Big Island in 2 soggiorni.

La cosa migliore, a nostro avviso, è trascorrere un paio di giorni in zona Hilo, per avere la possibilità di raggiungere facilmente il vulcano Kilauea ed esplorare le zone più rigogliose dell’isola e un altro soggiorno in zona Kona, strategica da un punto di vista logistico.

In questo modo avrete modo di raggiungere facilmente le varie località dell’isola e le principali attrazioni in poco tempo.

Organizzare le giornate

Non vi nascondo che mi sarei fermata un giorno o due in più a Big Island. Il motivo? Nonostante i grandi protagonisti dell’isola siano i vulcani, Big Island vanta spiagge meravigliose che purtroppo abbiamo visto in minima parte.

Da un lato il tempo variabile e mutevole dell’isola spesso costringe a cambiare i propri piani giornalieri, dall’altro le escursioni e le camminate, a causa delle temperature elevate, sono da intraprendere la mattina: questo per noi ha significato che il tempo rimanente per il mare si riduceva sempre al tardo pomeriggio. Peccato che sia proprio la mattina il momento migliore per andare in spiaggia alle Hawaii: infatti con il passare della giornata il moto ondoso aumenta, il mare tende a incresparsi e non si vedono più i suoi meravigliosi colori.

Bisogna anche dire, per onor di cronaca, che noi non siamo proprio tipi da spiaggia: non ci crogioliamo al sole, non siamo dei fan degli sport acquatici e non sappiamo stare fermi per più di un’ora. Questo significa che non passiamo intere ore in spiaggia, a meno che non si cambi lido più volte nell’arco della giornata. Diciamo che con il senno di poi forse avrei dedicato un giorno a girare più spiagge diverse: in ogni ansa un bel bagno rigenerante!

Essere flessibili

Il clima ballerino di Big Island, che si trova proprio sulla rotta delle tempeste tropicali, potrebbe costringervi a cambiare programma nel corso della giornata. Gli acquazzoni sono frequenti e spesso inevitabili, soprattutto nella zona di Hilo.

Questo significa che i vostri programmi potrebbero cambiare rapidamente e potreste essere costretti a modificare l’organizzazione della giornata. Fortunatamente, le attrazioni non sono mai lontanissime tra loro e questo permette di essere abbastanza flessibili.

Cosa vedere a Big Island in 6 giorni

Big Island è un luogo affascinante e dai mille contrasti: i vulcani fumanti, le distese di terreno lavico che vi attendono all’atterraggio, le foreste rigogliose e le spiagge turchesi. Gli ingredienti perfetti per un soggiorno vario e mai banale, che vi farà alternare esperienze e tipologie di ambienti.

Il nostro consiglio, se avete tempo a disposizione, è quello di non sacrificarla, ma dedicarle il giusto tempo per apprezzare le sue diverse anime.

1° giorno

Essendo partiti la mattina presto da Maui, abbiamo avuto tutto il tempo di sfruttare appieno la giornata. L’aria è rovente e il caldo davvero elevato, ma non ci scoraggiamo e partiamo con la prima esplorazione.

Akaka Falls

Queste suggestive cascate, che si gettano da 135 metri di altezza, si trovano all’interno di un piccolo parco statale con ingresso a pagamento.

Il percorso pavimentato ad anello (600 metri di lunghezza) per ammirare le Akaka Falls, si snoda all’interno di una lussureggiante vegetazione tropicale composta da felci, fiori variopinti, uccelli canterini, camaleonti nascosti tra le foglie. Una sosta davvero incantevole, anche se purtroppo il sentiero passa abbastanza lontano dalla cascata, a cui non potrete avvicinarvi.

La mattina presto è il momento ideale per fotografare gli arcobaleni che spesso si creano con il sole.

Noi ovviamente abbiamo trovato cielo grigio!

Honomu

Prima di riprendere la strada verso Hilo, ci fermiamo in questo incantevole villaggio composto da un pugno di case pittoresche. Il borgo merita una sosta per gli edifici colorati, i negozietti d’altri tempi, il bel murales variopinto e una caffetteria/drugstore che vende un pò di tutto, dove facciamo incetta di frutta e qualche dolcetto per uno spuntino al volo.

Pepeekeo Scenic Drive

Riscendendo percorriamo la Pepeekeo Scenic Drive, una bellissima strada panoramica che segue il profilo della costa lavica, fra insenature suggestive, ruscelli gorgoglianti e una meravigliosa natura incontaminata.

Mauna Kea

Il vulcano dormiente del Mauna Kea è una delle vette più alte degli Stati Uniti: pensate che arriva a misurare 4.205 metri, ma in realtà sarebbe la montagna più grande del mondo, anche superiore al Monte Everest, se la misurazione fosse effettuata a partire dai fondali dell’Oceano Pacifico.

A differenza del Kilauea, la sua caldera non è ben visibile, dal momento che è sommersa da depositi piroclastici e coni di cenere. Grazie alla sua posizione isolata, all’altitudine considerevole e alla mancanza di inquinamento luminoso e atmosferico, sulla vetta del Manua Kea si possono osservare incredibili stellate, tra le più spettacolari della terra. Infatti non è un caso che proprio qui siano installati fra i più potenti telescopi astronomici del mondo, una vera e propria stazione di osservazione spaziale, tutti privati e non visitabili. Mensilmente si svolgono dei tour guidati che vanno prenotati in anticipo.

Da sapere
  • La vetta del Manua Kea si raggiunge comodamente in auto ma si sale rapidamente da 0 metri sul livello del mare a 4.205 metri nel giro di pochi chilometri. Questo significa andare incontro a problemi di adattamento. Per questo motivo si consiglia di fare una pausa di circa 45 minuti alla prima tappa della salita, il Visitor Center Station. In questo modo darete tempo al vostro corpo di abituarsi all’altitudine improvvisa.
  • Se si consulta il sito ufficiale, viene chiaramente indicato che, a causa dei rischi del mal di montagna, le donne in gravidanza, le persone in cattive condizioni di salute e i bambini di età inferiore ai 13 anni NON devono avventurarsi al di sopra del Visitor Center. Purtroppo nessuna guida cartacea affronta in maniera chiara ed esaustiva l’argomento. Sfortunatamente abbiamo trovato il Visitor Center chiuso, dove avremmo sicuramente chiesto maggiori delucidazioni in merito. Anche leggendo on line, i pareri sono contrastanti: chi sale con bambini senza troppi problemi, chi non lo prende nemmeno in considerazione, chi preferisce la prudenza.
  • Noi abbiamo scelto l’ultima opzione anche perché, purtroppo, non avevamo una macchina 4×4. Nell’ultimo tratto di salita, infatti, l’asfalto cede il posto allo sterrato, le condizioni della strada non sono ottimali, la pendenza considerevole e in caso di problemi, l’assicurazione del noleggio auto non copre i danni. Anche in questo caso, i pareri che si trovano on line sono molto discordanti: noi non ci siamo fidati a salire senza 4×4. C’erano cartelli a caratteri cubitali ovunque: evidentemente accade spesso che i turisti si trovino in difficoltà. Non lo so se alla fine abbiamo  fatto la scelta giusta, forse non lo sapremo mai. In ogni caso, ancora oggi, la mancata salita sulla vetta del Mauna Kea è un conto in sospeso che spero un giorno di poter saldare!
  • Le condizioni meteorologiche sulla vetta cambiano in maniera repentina: meglio verificare sempre prima di avventurarsi!
  • In quota la temperatura scende sensibilmente e occorre partire ben attrezzati, soprattutto se avete intenzione di fermarvi a vedere le stelle.

Rainbow Falls

Proprio a ridosso della città di Hilo si trovano queste belle cascate (anche se non eccezionali, a nostro avviso) alte 24 metri e larghe 30, che si tuffano in un bel laghetto turchese (se avete la fortuna di vederlo con il sole).

Essendo così vicine alla città, una piccola sosta è consigliabile e non porta via tempo: infatti si arriva davanti alle cascate direttamente con la macchina.

Armatevi di anti-zanzare: i mosquitos non perdonano!

2° giorno

Hawaii Volcanoes National Park

Decidiamo di dedicare l’intera giornata all’Hawaii Volcanoes National Park, una zona che abbraccia l’attivissimo vulcano Kilauea e il vulcano Mauna Loa, con ben 1000 mq di estensione.

L’area è vastissima e la sua visita non è scontata. Infatti sia il Mauna Loa che il Kilauea sono i vulcani più attivi del mondo. Questo significa che in base alle eruzioni recenti, le aree aperte al pubblico cambiano di anno in anno e si possono ridurre drasticamente. Occorre informarsi molto bene prima di partire. Noi, ad esempio, a seguito dell’eruzione del 3 maggio 2018, abbiamo trovato intere parti interdette, fra cui il Lava Tube e il Jaggar Museum, che purtroppo è stato danneggiato dalle scosse di terremoto che hanno accompagnato l’eruzione.

All’interno dell’area troverete moltissime cose da fare e da vedere. Come sempre, non ci stancheremo mai di darvi lo stesso consiglio: non accontentatevi dei view point. Inforcate buone scarpe da trekking, spalmatevi la crema solare, armatevi di tanta acqua e camminate sui sentieri, per ammirare questa incredibile natura in tutta la sua bellezza. Nulla come un buon trail vi permetterà di vivere i parchi americani dal loro interno e non come semplici spettatori. Nel Hawaii Volcanoes National Park avrete circa 200 km di sentieri percorribili fra cui scegliere in base alla vostra preparazione!

Nell’arco della giornata noi siamo riusciti fare molte attività:

  • Iki trail: un favoloso percorso lungo 12 km che scende attraverso una lussureggiante foresta pluviale, fino al fondo del lago di lava solidificato del Cratere Kīlauea Iki. Faticoso, caldissimo ma imperdibile.
  • Crater Rim Drive: meravigliosa strada panoramica che si snoda in mezzo a distese di colate laviche di epoche differenti. Un paesaggio lunare affascinante e incredibilmente irreale. Lungo la strada troverete moltissimi punti panoramici dove fermarvi.
  • Chain of Craters Road: non dimenticatevi di proseguire per questa strada che arriva fino al mare attraversando magnifici panorami. Pensate che dal 1986, la lava ha attraversato ripetutamente la Chain of Craters Road. La superficie del Parco è aumentata di centinaia di acri e quasi 9 miglia (14,5 km) di strada sono state inondate dai flussi. Nel giugno 1989, il centro visitatori di Waha’ula e gli edifici associati furono bruciati e coperti di lava. La Waha’ula Heiau è stata circondata da lava più di una volta e infine è stata completamente sepolta nell’agosto del 1997. Il sito del villaggio di Kamoamoa, Heiau, il campeggio, l’area picnic e la spiaggia di sabbia nera sono stati coperti di lava nel novembre 1992. Qui potrete davvero vedere da vicino la potenza della natura in azione.
  • Hōlei Sea Arch: alla fine della strada si trova uno stupendo arco marino, alto circa 27,4 metri, destinato a scomparire a causa dello sgretolamento progressivo della roccia lavica, dovuto alla forza del vento e del mare.
  • Trail Petroglifi di Pu’u Loa: per secoli questa è stata una zona di insediamento di antichi popoli e seguendo un bel trail di 2,25 km, potrete ammirare le testimonianze dell’uomo in queste terre ostili.
  • Steam Vents, Steaming Bluff e Ha’akulamanu – Sulphur Banks: prima di arrivare alla bocca del Kilauea, vedrete delle zone in cui i gas vulcanici fuoriescono dal terreno insieme al vapore delle acque sotterranee. Questi gas sono ricchi di anidride carbonica, anidride solforosa e acido solfidrico, il gas che odora di uova marce.
  • Kīlauea Overlook: è sicuramente uno dei punti più emozionanti del parco. Con un solo sguardo abbraccerete l’immensa bocca del vulcano in tutta la sua atavica bellezza. Noi abbiamo avuto la fortuna di ammirarla con uno splendido arcobaleno completo, grazie a una finissima pioggerellina.

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3° giorno

Oggi ci aspetta una lunga traversata verso Kona: ci mettiamo l’anima in pace e stabiliamo 2 tappe intermedie.

Hilo

Hilo è una città strana: si capisce al volo che porta dietro pesanti cicatrici. Infatti, accanto a bellissimi edifici storici, si vedono chiaramente i segni della ricostruzione. Sì, perché il 1 ° aprile 1946 l’onda alta 14 metri di uno tsunami ha investito la città causando la morte di 160 persone, come conseguenza di un terremoto di 7,8 magnitudo nei pressi delle Isole Aleutine, in Alaska. Come se non bastasse, il 2 maggio 1960, un altro tsunami, causato questa volta da un terremoto di 9,5 magnitudo al largo delle coste del Cile, ha seminato altre 61 vite. In città c’è anche un museo dedicato alla duplice tragedia, ma sinceramente non ce la siamo sentita di visitarlo con un bambino accanto.

Decidiamo invece di ammirare i Liliʻuokalani Park and Gardens, un meraviglioso parco pubblico dedicato alla regina Lili’uokalani, l’ultima della monarchia hawaiana. Fra laghetti, ponticelli in stile giapponese e tempietti asiatici, potrete fare una bella passeggiata in mezzo al verde. Il nostro bimbo si è molto divertito a scorrazzare liberamente.

Punalu’u Black Sand Beach

Questa è una delle più caratteristiche spiagge di Big Island, una magnifica lingua nera, di chiara origine lavica, la cui sabbia è formata da basalto polverizzato che proviene dalle eruzioni del vulcano Mauna Loa.

Incorniciata da una bella fila di palme, Punalu’u Black Sand Beach è sicuramente una tappa imperdibile: soprattutto per le dolcissime tartarughe che abitano regolarmente il suo bagnasciuga. Qui ci sono 2 regole ferree: non avvicinarsi alle tartarughe (dal momento che siamo noi umani a invadere il loro habitat naturale) e non portare via manciate di sabbia come souvenir, visto che rappresenta il carattere distintivo di questa spiaggia così particolare.

Qui si può fare il bagno abbastanza agevolmente a patto di non allontanarsi troppo: le correnti al largo sono molto forti e diventano pericolose.

Green Sand Beach

A Papakolea si trova una delle poche spiagge di sabbia verde del mondo. Il colore smeraldo della sabbia deriva dalla forte presenza di una sostanza chiamata olivina, che si trova all’interno della roccia di cui sono composte le pendici, la base e il cratere del vulcano. Infatti sotto la superficie dell’acqua della piccola baia, si trova il vulcano Pu’u Mahana, inattivo da 49 mila anni e parzialmente sprofondato nell’oceano. L’erosione dell’acqua trascina a riva queste sostanze, che si cristallizzano e formano così la sabbia della spiaggia.

Purtroppo la baia è inaccessibile con la macchina. Per raggiungerla a piedi si deve seguire un sentiero di 3 km solo andata che scende fino alla base della spiaggia. Il percorso è molto faticoso e privo di ombra, motivo per cui, con tanto rammarico, decidiamo di rinunciarci.

L’unico altro modo per scendere, è quello di farsi portare da uno dei tanti fuoristrada 4×4 abusivi, che stazionano al parcheggio. I taxisti ci chiedono una cifra decisamente esorbitante per un servizio di pochi minuti e hanno un aspetto davvero poco rassicurante. Sinceramente non ce la sentiamo, oltre a essere particolarmente infastiditi per questo “monopolio” del trasporto.

4° giorno

Waipio Valley

La Waipio Valley è una perla naturale di incredibile bellezza, che si estende per 10 km fra dirupi scoscesi, ricoperti da una vegetazione lussureggiante e spesso impenetrabile, ruscelli gorgoglianti, mandrie di cavalli liberi, antichi luoghi di culto e di sepoltura e una magnifica spiaggia di cottoli battuta dai venti.

La maggior parte dei turisti si accontenta di ammirarla dall’alto, fermandosi al Waipiʻo Valley Lookout, una terrazza panoramica da cui fotografare la valle in tutta la sua magnificenza. Infatti l’unico modo per scendere fino sul fondo è quello di avere una macchina 4×4: e stavolta è davvero necessaria. La viuzza che porta alla Waipio è stata classificata come la strada più ripida degli Stati Uniti d’America: una lunghissima strada vertiginosa con una pendenza del 25%!

Pur non essendo dotati di un mezzo adeguato, non vogliamo rinunciare a vederla da vicino e come dei pazzi decidiamo di scendere a piedi. Sono 4 km in tutto per arrivare alla spiaggia: se la discesa è ardua ma fattibile, con un pò di attenzione per non affaticare le ginocchia, la salita è mostruosa, soprattutto sotto il sole delle ore centrali. Devo ammettere che abbiamo messo nostro figlio a dura prova: le gambe chiedevano pietà, il fiato era corto, il sole  picchiava ma la nostra piccola capretta di montagna non ha mollato mai (come i veri ranger!) e ha superato brillantemente la prova.

La fatica però è stata ampiamente ripagata: se dal view point la vista è pazzesca, da sotto il panorama è idilliaco. Una volta arrivati alla fine della discesa vi attende un pezzo in piano, tutto sterrato, che attraversa un ambiente bucolico di incredibile bellezza: ruscelli gorgoglianti, vegetazione lussureggiante, cavalli che pascolano liberamente e spuntano dal nulla, tempietti votivi e la sensazione di essere giunti in un posto magico.

Punto finale del trail è la Waipi’o Black Sand Beach, una spiaggia nera con tanti ciottoli, orlata di palme, battuta dai venti, solitaria e silenziosa. In realtà da qui partono alcuni dei sentieri più belli ma impegnativi dell’isola, adatti solo ad escursionisti esperti, in quanto prevedono di pernottare all’aperto: come quello che porta alla Waimanu Valley, una valle incantata priva del tutto di strade o il percorso fino alle Hi’ilawe Falls.

Hanokaa

Dopo la grande fatica della risalita, ci concediamo finalmente un momento di riposo, con il pranzo nel villaggio di Hanokaa. Questo borgo, che si sviluppa sulla Main Street, è davvero carino: negozietti hippy, gelaterie, gallerie d’arte e piccoli bistrot dove fare uno spuntino veloce.

Waimea

Che pensereste se improvvisamente, dopo aver lasciato spiagge laviche e negozi di hukulele, vi ritrovaste circondati da praterie, cowboy e mandriani in perfetto stile Real America?

Ebbene, Waimea è cuore country di Big Island, con una lunga tradizione di allevamento del bestiame. Qui infatti si trova il più grande ranch degli Stati Uniti, il Parker Ranch: con i suoi 91.000 ettari di terreno, questo enorme ranch risale ai primi dell’800 quando un marinaio del Massachussets, dopo essere arrivato alle Hawaii alla giovane età di 19 anni, finì per sposare Kipikane, una pronipote del re Kamehameha. Con la terra che gli venne assegnata in dote, iniziò la creazione di questo immenso ranch.

Nella ridente cittadina di Waimea, tutto parla di bestiame e di ranch: i mandriani si chiamano panioli, vestiti con jeans e cappelli da cowboy, le camice aloha si mescolano con gli stivali e gli speroni. Dopo una sosta per far giocare il cucciolo in bellissimo parco giochi, scopriamo che il giorno dopo, il 4 luglio, festa nazionale americana, si terrà un rodeo speciale al Parker Ranch. Non resistiamo, ovviamente, e acquistiamo subito i biglietti presso il negozio di merchandising della tenuta, che si trova al centro commerciale di Waimea.

Hāpuna Beach State Park

Concludiamo la giornata con una bellissima spiaggia: Hāpuna Beach è una meravigliosa lingua di sabbia lunga 800 metri, dal mare cristallino e acque calme, perfette per la balneazione. Si trova all’interno di uno State Park ed è dotata di tutti i servizi essenziali.

Purtroppo non riusciamo a vedere i colori cristallini delle sue acque turchesi dal momento che è tardo pomeriggio ma ci fermiamo fino ad ammirare quelli favolosi del tramonto, mentre il nostro cucciolo si diverte con il papà tra le onde basse e lunghe provando a surfare!

5° giorno

Rodeo al Parker Ranch

Ci alziamo presto per arrivare tra i primi al Parker Ranch. Infatti le tribune coperte hanno posti limitati e la giornata si prospetta torrida. Non sbagliamo affatto: alle 9 il parcheggio e le tribune sono già stracolme e troviamo 3 posticini per puro miracolo! L’atmosfera è bellissima: l’evento è gremito di numerose famiglie hawaiiane che sono qui per tifare le rispettive squadre. Sì, perché a sfidarsi nelle varie categorie e prove, ci sono i rappresentanti di diversi ranch di Big Island.

Turisti ben pochi, entusiasmo moltissimo. Assistiamo alle varie cerimonie di apertura, all’inno hawaiiano (molto emozionante, devo ammettere), alle gare di velocità, di destrezza, di abilità, individuali, a coppie, bambini, adolescenti, padre/figlio e molte altre che ci fanno scoprire la bellezza di questo evento.

Intorno poi ci sono tutti gli ingredienti tipici di una country fair squisitamente americana: food truck con millemila prelibatezze locali, stand di artigianato e ovviamente, essendo un evento per famiglie, un’intera area dedicata ai bambini con laboratori a tema 4 luglio (creare la propria bandana da paniolo con i colori della bandiera), giro a cavallo, ingresso nelle stalle di vari animali da cortile, esercitazioni con il lazo.

In prossimità della fine del rodeo, il tempo decide di guastarci i piani: il pomeriggio era pensato alla scoperta di alcune delle spiagge più belle di Big Island, in attesa della parata in tarda giornata. Ma un forte temporale ci costringe a vagare in auto e a tornare in città per trovare un parcheggio prima della chiusura delle strade.

Parata del 4 Luglio a Kona

Chiarimento iniziale: non siamo a New York o a Washington. Ovviamente, la parata del 4 luglio qui alle Hawaii e soprattutto in una piccola comunità come quella di Big Island, non poteva che essere piccola, a carattere locale e decisamente pittoresca. A sfilare ci sono i politici locali, le miss di bellezza dell’isola e molte piccole attività commerciali che hanno contribuito economicamente alla realizzazione dell’evento.

Nonostante le ridotte dimensioni, ho trovato bello partecipare come una persona del posto e sventolare le bandierine americane con entusiasmo! La giornata si conclude con i fuochi d’artificio sul mare, funestati nuovamente dalla pioggia torrenziale che ci costringe a tornare velocemente alla macchina.

6° giorno

Pu’uhonua O Hōnaunau National Historical Park

Nel lungo processo di preparazione al viaggio, questo incantevole sito storico appare senza troppa enfasi. Io invece ci tenevo molto a visitarlo, anche a costo di tornare indietro lungo la costa e raggiungere la Baia di Kealakekua, dove perse la vita James Cook durante uno scontro con le popolazioni locali.

Quello che vi attende è un sito di grande valore spirituale per il popolo hawaiiano: proprio qui si ergeva una cittadella sacra, una città rifugio. Infatti un tempo l’ordine sociale e politico era regolato dal Kapu, un ferreo sistema di leggi e di severe punizioni per i trasgressori. L’unico modo per sfuggire alle sentenze, era raggiungere una città rifugio prima di essere catturati: una volta all’interno della cittadella, il delinquente doveva sottoporsi a un duro processo di espiazione della colpa e purificazione dell’animo. Una volta terminato questo percorso spirituale, non poteva più essere condannato o arrestato: aveva rimediato alle propri azioni.

E’ un luogo sacro: quindi non si può fare il bagno, non si può girare in costume e occorre mantenere un basso livello della voce!

Oggi quello che potrete vedere, dopo un interessante museo sull’argomento, è la ricostruzione fedele di questo antico villaggio di origine polinesiana. Questo luogo è semplicemente incredibile: orlato di palme, affacciato su una piccola baia dall’acqua cristallina, immerso nel silenzio. Non vi nascondo che ho lasciato lì un frammento del mio cuore. Sono rimasta davvero colpita. Seguendo il percorso potrete ammirare il Grande Muro, una muraglia a secco realizzata con un complicato sistema di incastrati e le peschiere per la piscicoltura, traboccanti di pesci multicolori che creano meravigliosi effetti di specchi a contrasto con il cielo.

Il momento migliore per visitarlo? La mattina presto con un bel sole che fa risaltare i colori del mare o la sera al tramonto!

Magic Sand Beach

Dopo essere tornati in zona Kona, ci rechiamo alla Magic Sand Beach: il colore del mare è spaziale, la sabbia finissima, ma purtroppo il mare è molto agitato a causa del vento e non troviamo il coraggio di entrare in acqua.

Ci godiamo la vita da spiaggia in attesa di recarci presto allo Sheraton per la serata Luau che si rivelerà una grandissima delusione, oltre che una perdita di tempo e di denaro.

Per saperne di più sui Luau, leggi il nostro speciale sulle Hawaii!

Cosa fare a Big Island

Come tutte le isole Hawaii, anche Big Island si presta moltissimo ad attività di varia natura, dagli sport acquatici al trekking, dalle osservazioni astronomiche ai voli in elicottero.

Avrete davvero l’imbarazzo della scelta in base alle vostre inclinazioni, interessi e budget.

Bagno con le mante

Siamo stati molto combattuti sul prenotare questa esperienza incredibile, la Manta Ray Night Dive. In pratica è una sessione di snorkeling, in cui i partecipanti si attaccano ad una tavola da surf, a una piccola barca o a un galleggiante e osservano le mante affiorare in superficie, attirate dalle luci messe appositamente per attrarle.

Se dovessi tornare alle Hawaii le metterei subito in nota ma con un bimbo di 6 anni è ancora presto. Infatti non è raccomandato sotto  6 anni: si deve stare fermi in acqua di notte. Dopo una lunga giornata il nostro bimbo normalmente è sull’orlo del collasso e occorre invece stare svegli e ben reattivi.

Osservare le stelle al Mauna Kea

Photo: Andrew Richard Hara

Non esistono posti al mondo come la vetta del Mauna Kea, per osservare tra i cieli più limpidi e ricchi di stelle del pianeta. Il problema è che la sera la temperatura scende moltissimo e chi viaggia con bambini piccoli deve metterlo in conto. Senza considerare che oltrepassare il Visitor Center è altamente sconsigliato per i minori di 13 anni.

Ogni martedì, mercoledì, venerdì e sabato sera, presentandosi al Visitor Center tra le 19 e le 22, i ranger mettono a disposizione le loro conoscenze e i telescopi per osservare insieme la meravigliosa volta celeste.

Per chi desidera vivere un’esperienza ancora più incredibile, ci sono diverse agenzie che offrono tour organizzati. Prenotandosi con largo anticipo, potrete partecipare a una visita guidata: insieme agli accompagnatori potrete salire in cima a piedi, fare un pic-nic aspettando il tramonto e infine ci sarà l’osservazione con un telescopio in dotazione.

Luau

Troverete pubblicità praticamente ovunque: i Luau sono ormai una delle attrazioni turistiche più inflazionate e diffuse sulle Hawaii. I Luau nascono come feste hawaiiane tradizionali che si svolgono in occasioni particolari, da quelle familiari come matrimoni, lauree e compleanni a quelle ufficiali come meeting di personaggi illustri della comunità.

Purtroppo oggi sono diventati dei carrozzoni finti e privi di interesse, ad uso e consumo dei turisti frettolosi e danarosi. In pratica non sono altro che delle cene a buffet con spettacolo di danze tradizionali che si svolgono nei più lussuosi resort dell’isola. Una formula collaudata e riproposta in tutte le isole: i costi sono esorbitanti, la qualità del cibo scadente, la durata dell’evento non adeguata alla spesa e perfino le danze non sono sempre all’altezza della situazione.

Ovviamente noi possiamo riportarvi la nostra personalissima esperienza: non li abbiamo provati tutti. Forse quelli che costano anche 250 euro a persona garantiscono standard qualitativi adeguati. In ogni caso i luau sono quanto di più lontano dalla vera cultura tradizionale: attori e danzatori mediocri che si esibiscono per i turisti, orde di avventori che si siedono al tavolo con piatti strabordanti di cibo (che per la maggior parte verrà avanzato), la sensazione di star sprecando il proprio tempo.

Purtroppo ci siamo cascati, o meglio, ho insistito io: sono una grande appassionata di danza e cercavo in tutti i modi di vedere dal vivo la hula, la danza tradizionale hawaiiana. Purtroppo, per sfortuna o per mancato tempismo, non siamo mai riusciti a trovare lungo il nostro itinerario un solo evento di danza. Rimaneva solo il luau e così, non senza qualche remora, ho convinto Luca a provare. Ad oggi rimane la più grande delusione del viaggio.

Rodeo

Completamente diversa è stata l’esperienza del rodeo. Sebbene non sia così immediata l’associazione Hawaii e cowboy, il mondo dei ranch e dei rodeo non potrebbe essere più autentico e davvero interessante da vivere.

Infatti non molti sanno che ben prima della Corsa all’Oro, prima che il Far West venisse conquistato, i cowboy hawaiiani già cavalcavano e usavano il lazo per raccogliere le mandrie. Dopo aver importato le mucche dal Messico nel 1803, la tradizione mandriana si radicò in maniera consistente in questi territori e la popolazione locale presto acquisì tutte le caratteriste del mondo cowboy: la transumanza del bestiame dai pascoli al mare, l’abbigliamento pittoresco che unisce cappelli a tesa bassa, stivali con gli speroni e jeans attillati con poncho colorati, bandane e camice aloha coloratissime.

Visitare un lava tube

Vi sono 5 tunnel lavici a Big Island, alcuni visitabili solamente con tour organizzati.

  • Kaumana Caves (vicino a  Hilo, entrata libera)
  • Kazumura Caves (Puna district, accessibile con un tour)
  • Kula Kai Caverns (Ka’u / Ocean View, accessibile con un tour)
  • HueHue lava tube (Kailua Kona, attualmente chiusa)

Il più famoso, che ha riaperto proprio nel 2020, è il Thurston Lava Tube: è molto accessibile e ben illuminato.

Purtroppo durante il nostro soggiorno era chiuso a causa dell’eruzione. In ogni caso avevamo già provato questa esperienza a Maui e forse sarebbe stata una ripetizione.

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Giro in elicottero sui vulcani

Non vi nascondo che il giro in elicottero alle Hawaii sia stata una delle esperienze più belle mai fatte in vita mia. Ogni isola è meritevole per provare questa ebrezza, ciascuna per motivi diversi. I costi però sono molto elevati e occorre scegliere con molta attenzione.

Se la mia opinione può valere qualcosa, mi sentirei di consigliare l’elicottero a Big Island sono nel caso in cui aveste la fortuna di capitarvi durante l’attività lavica. L’emozione di vedere le colate dal vivo e dall’alto credo sia eccezionale. In caso contrario sarà sicuramente suggestivo, ma vi consiglio maggiormente la Napali Coast a Kauai, una vera meraviglia della natura.

In ogni caso troverete diverse compagnie che offrono questo servizio e avrete davvero l’imbarazzo della scelta.

Dove mangiare

Per risparmiare

Come in tutte le isole Hawaii, anche a Big Island la voce di costo legata ai pasti è molto alta. Occorre inventarsi modi alternativi per cercare di risparmiare sia in termini economici che di tempo.

Come famiglia che viaggia tanto e per periodi molto lunghi, ci siamo dati delle linee di massima: cerchiamo di sfruttare il più possibile le giornate, cercando di dedicare il minor tempo possibile al pranzo, a meno che la giornata non sia disastrosa dal punto di vista del meteo. Normalmente facciamo una buona e abbondante colazione, acquistiamo il necessario per un pasto veloce al supermercato, come frutta, cracker e piccoli snack per poi concederci, quando è possibile, una lauta cena seduti in un localino accogliente.

Quando invece troviamo alloggi dotati di cucina, spesso proviamo a preparare a casa la cena: in questo modo risparmiamo, ci prendiamo del tempo per riposare e ci godiamo la struttura in cui dormiamo. Un ottimo posto per reperire tutto il necessario per pranzi veloci come i poke o cene casalinghe è la catena dei FoodLand, supermercati molto forniti di cibo locale. Al banco del pesce, potrete comporre i vostri poke (insalate di riso con pesce crudo) come più vi piace. Qualità del pesce: freschissimo a prezzi decisamente abbordabili!

Un altro posticino super economico ma in ogni caso con un ottimo standard qualitativo è Ultimate Burgers: all’apparenza sembra un fast food ma l’idea alla base è l’esatto opposto. I buonissimi hamburger vengono realizzati solamente con ingredienti locali, acquistati dalle fattorie di Big Island: dall’insalata biologica al manzo dell’isola, proveniente da bovini nutriti con erba, senza antibiotici e privi di ormoni, che sono più magri e più sani del manzo alimentato a cereali della terraferma.

Per rilassarsi

Se invece volete concedervi una serata relax con ottimo cibo locale, allora vi consigliamo alcuni posticini meritevoli.

Jackie Rey’s Ohana Grill Hilo

Questo meraviglioso ristorante nel cuore di Hilo, si trova in un edificio storico, miracolosamente scampato allo tsunami. Qui una coppia del Colorado ha voluto mettere nei piatti la propria visione della ristorazione: ingredienti a km 0, prodotti biologici locali, pesce pescato quotidianamente in zona, filetti tagliati a mano, dolci fatti in casa, cottura perfetta di ogni prodotto, il tutto servito e condito con aloha, ovvero passione, cura e amore per la cucina.

Kona Brewing

Il birrificio più famoso di Kona serve una birra artigianale strepitosa in un ambiente piacevole e rilassante. Perfetto dopo una giornata di camminate e chilometri percorsi.

On the rocks

Alla fine del lungo mare di Kona, si trova questo baretto con ristorazione in cui si mangia con i piedi nella sabbia! la filosofia di On the rocks è informale: musica dal vivo, piatti semplici ma gustosi, preparati con gli ingredienti dell’isola più freschi e realizzati alla perfezione.

Dove dormire

Big Island è un’isola davvero estesa, per farvi capire, è grande due volte la dimensione di tutte le altre isole messe insieme. Ed è anche diversificata come ambienti, temperature e cose da fare: molti visitatori spesso non sono sicuri su quale lato dell’isola soggiornare. E poiché esiste una così ampia varietà di alloggi disponibili, il processo di selezione può essere impegnativo.

Noi abbiamo scelto di dividere il soggiorno in due parti: 3 giorni a Hilo, per visitare bene la parte est dell’isola e 3 a Kona, per girare in maniera agevole l’altra metà di Big Island.

La nostra scelta

Dove dormire
Ottimo ostello, con anche camere private: familiare, accogliente, immerso nella natura, in posizione perfetta per visitare la città.

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