Buenos Aires in due giorni

Quelli che seguono sono vecchi appunti del periodo 2001-2012, scritti mentre eravamo in viaggio, il più delle volte durante i trasferimenti su bus o treni. Pensiamo possano comunque essere interessanti e utili.

Buenos Aires non è Ha Noi. E fin qui è facile. Non lo è perchè un anno fa in Vietnam, appena giunti nel paese che più avevo sognato, ogni angolo, ogni insegna, ogni viso era una scoperta, una novità. Buenos Aires invece è l’esatto opposto.
È un pezzo di Italia, un già visto, un simile a, un sembra come.

Siamo atterrati all’Aeroporto Pistarini mercoledi 30 maggio dopo 18 ore di volo, partiti da Roma con breve scalo  Amsterdam. Il volo KLM, come il servizio a bordo, è stato impeccabile. Peccato solo per quei sedili troppo stretti che vanno bene per un Roma-Londra, di certo non per una traversata oceanica.
Ad ogni modo, una volta atterrati la nostra prima preoccupazione è stata l’arrivo dei bagagli. Eravamo già pronti a farne a meno per un paio di giorni, ma incredibilmente sono stati tra i primi ad uscire.

Appena fuori l’area bagagli, dritti verso un taxi. Erano le 20 e di tutto avevamo voglia fuorchè sbatterci tra bus e lunghe camminate zaino in spalla. Arrivati in ostello, preso atto della semplice camera in coloratissima struttura, abbiamo dato forma al materasso con 11 ore di sonno utili a recuperare 1 intera giornata di viaggio con fuso incorporato.

Giovedì, dopo una rapida colazione, abbiamo puntato subito verso la celebre Plaza de Mayo. Ora, sarà stato il fuso, la stanchezza o il mate di prima mattina, ma ci siamo ritrovati sotto ‘obelisco. Poco male, dopo aver preso atto che non siamo piu i ghepardi de na volta e che cominciamo a confondere le mappe, sterziamo verso la pedonale via Florida, elegantosa e chic come noi non saremo mai, fino al parco San Martin. E qui comincia l’odissea….

Sulla mappa i quartieri di Recoleta e Palermo sembrano a due passi. Pensiamo bene quindi di usare una volta tanto gli arti inferiori e farcela a piedi… peccato che quella che sembrava una passeggiata di mezz’ora si è trasformata in una traversata disumana di 4 ore! Se andate a Buenos Aires non fate lo stesso errore… diffidate dalle mappe e usate i mezzi pubblici o i taxi,costano poco e vi risparmiano piedi fumanti!

Dopo aver quindi attraversato TUTTI i parchi cittadini, visitato i giardini giapponesi, costeggiato lo zoo e superato Piazza Italia, ci fermiamo finalmente a pranzo in un caffè molto molto carino, il Vertigo, dove con 3 empanadas cadauno pranziamo egregiamente.
Ci sarebbe da aprire un capitolo sulla proporzione dei costi argentini,totalmente senza senso secondo i nostri standard (della serie che con 15 pesos – circa 2,5 euro, puoi prendere 2 empanadas, mezzo litro d’acqua ma non ti bastano per un caffè…) ma ora è troppo lunga da spiegare.
Fatto sta che con 8 euro a testa pranziamo, salutiamo la cameriera che era venuta in vacanza a Ostia e decidiamo di prendere la metro per andare in Plaza de Mayo dove alle 15.30, come ogni giovedì da 30 anni, si radunano le madri dei dissidenti desaparecidos scomparsi sul finire degli anni ’70,chiedendo verità e giustizia.

Il tempo è grigio e promette pioggia, ma il gazebo delle madri, blu con il logo del fazzoletto bianco, è sempre lì. Ci avviciniamo, supportiamo la causa prendendo una zucca da mate come ricordo, ed empaticamente partecipi le salutiamo con un sorriso solidale.

Intorno è pieno di agenti antisommossa, probabilmente per la contemporanea manifestazione contro la gestione governativa della questione Falklands/Malvinas. Il clima non è molto disteso, lasciamo la piazza, ci affacciamo in direzione Puerto Maldonado, ma il grande traffico ci fa passare la voglia.
Decidiamo allora di fare due passi nel microcentro, direzione via Perù, dove nemmeno a dirlo c`è un mercato di artigianato peruviano.
Vie moderne e piacevoli, ma dopo tanto camminare ci fermiamo in un fruit fast food, ovvero una sorta di mc donald dove però è tutto a base di frutta!

Passiamo in albergo, rapida doccia e via ancora verso il quartiere Palermo. La guida dice sia la zona dei locali, ma scesi dalla metro e arrivati nel cuore del quartiere, tutto ci sembra tranne che un quartiere pieno di vita.
Fortunatamente abbiamo un indirizzo di un ristorantino gagliardo dove provare il celebre asado argentino.
Il ristorante non tradisce le aspettative, il filetto de lomo è come burro, sanguinolento al punto giusto e saporitissimo. Ho anche la fortuna di imbroccare il vino giusto, un tinto di cafayate, Don David, che risulta essere il compagno ideale del nostro pregiato pezzo di manzo.
Sazi e soddisfatti torniamo in ostello via taxi, visto che la metro ci ha chiuso i cancelli sotto al naso…

Oggi, venerdì 31, non contenti di aver attraversato mezza Buenos Aires a piedi, decidiamo di provare l’altra metà verso sud, direzione quartiere Boca, quello del caminito, della Bombonera, di Maradona.
Dopo i primi due chilometri attraverso San Telmo, incontriamo un gentilissimo signore sulla settantina che avendoci visti perplessi sulla strada, si è avvicinato per aiutarci.
Scopriamo che è uno dei tantissimi oriundi italiani, nato a napoli ed emigrato bambino. Ci trattiene un bel pò, parlandoci di quanto sia cambiata l’Argentina, degli immigrati che rovinano il paese (storie vagamente familiari), dei pericoli a cui stare attenti e dandoci qualche consiglio in tema ristoranti.

Ci aiuta anche a trovare il bus giusto per la Boca, il 29, che come tutti i bus accetta solo monete che chiaramente non abbiamo…
Un ragazzo sul bus, vista la nostra difficoltà, ci paga i biglietti con la sua tessera e noi lo ricompensiamo in banconote. Grandissimo!
Al capolinea siamo praticamente dentro il Caminito, la celebre via ultra colorata del quartiere più malfamato di BA.
Qui gli operai che lavoravano nei cantieri navali, finite di dipingere le chiatte, rovesciavano le vernici avanzate sulle loro case in lamiera, per dargli colore. Nel tempo la zona, coloratissima, è diventata la principale attrazione turistica dell città e seppur in zona poco raccomandabile, almeno di notte, perchè a noi oggi è sembrata molto tranquilla, i turisti la assediano ogni giorno.
I più si limitano a percorrere esclusivamente le due vie che la compongono, senza mettere il naso oltre.
Noi ci siamo spinti un po più in la, fino allo stadio della Bombonera e oltre, e ci è sembrata relativamente tranquilla.

Dicevo dello stadio, lo stadio del Boca Junior, la squadra simbolo di BA e forse di tutto il sud america. È l’unico stadio del mondo interamente finanziato dagli abitanti del quartiere, quello che ha visto nascere la stella di Maradona cosi come di decine di altri fenomeni del calcio mondiale.
Pur non essendo un calciofilo, non potevo non fare un salto a visitarlo e la sorpresa è stata grande nello scoprirlo tutto sommato piccolino ma dagli spalti soffocanti per la loro vicinanza.

Tornati al Caminito, circondati sempre dai procacciatori dei ristoranti, ballerini di tango veri e fasulli, artigiani di strada, sosia di Maradona e sagome danzanti per foto a 5 pesos, abbiamo ripreso il bus e ci siamo fatti lasciare a San Telmo, il quartiere degli artisti.

Qui obiettivamente, dopo due giorni da girovaghi tra tutti i quartieri di una città che abbiamo faticato ad inquadrare, abbiamo trovato la nostra dimensione. Bar a ripetizione, qualche piazzetta con artisti di strada, ristoranti e caffè da puro relax, San Telmo è il quartiere che fa per noi…. peccato solo averlo scoperto cosi tardi!
Decidiamo di passarci tutto il resto della giornata, girando tra le vie spesso malmesse. Una sosta al cafè di Nonna Bianca ci svolta la giornata. Eravamo distrutti dopo ore di cammino, prendiamo un frullato e una erba mate e ci passiamo buona un’ora sfruttando la wifi…
Una permanenza di per se già ottima, ma la ciliegina sulla torta è stata la zucca da mate con relativa cannula che l’anziana proprietaria mi ha regalato quando ha sentito che ero italiano…

Anche lei di origini italiane, zona Avellino, ha voluto omaggiarmi di un ricordo del suo locale… un pensiero bellissimo e un regalo stupendo: ora ho la mia personalissima zucchetta da mate!!!

La serata è andata avanti a cerveza in un tavolino all’aperto su via Cile e un tagliere abnorme in una taverna di San Telmo…
Distrutti ma soddisfatti si va a nanna con la testa già a domani, quando alle 4 avremo il volo per le cascate Iguazù!!!

Qualche indicazione per Buenos Aires

  • I taxi sono convenienti, usateli! Con 30 pesos attraversate mezza città.
  • Occhio ai prezzi, se non sono indicati sul menu, potrebbero applicarvi la maggiorazione da turista pollo.
  • Adottate le solite misure di buon senso e non avrete più problemi di quanti potreste averne a Roma o Milano.
  • Occhio alle distanze, si rischiano km a piedi, vedi punto 1.
  • Se cercate localo alla moda puntate su Palermo, altrimenti molto meglio San Telmo per le vostre serate…

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