Buffalo Bill Center of the West, il museo più importante di Cody

Cowboy malinconici e solitari, mandriani che osservano attenti cavalli e mucche che pascolano in pace, avventurieri senza scrupoli che bivaccano in saloon fumosi dai divertimenti proibiti, cacciatori di orsi e bisonti che attraversano foreste inesplorate, coloni in cerca di riscatto e di una nuova terra promessa, lande polverose che nessuno desidera ma che tutti percorrono, cercatori d’oro, pony express e pistoleri in fuga dalla giustizia.

Questa è l’atmosfera che si respira in Wyoming, il Cowboy State, un terra magica dove il passato vive ancora nei villaggi pittoreschi e sui volti segnati dal vento dei suoi abitanti.

Il personaggio più famoso, protagonista di mille avventure e dalle infinite sfaccettature è sicuramente Buffalo Bill, uomo carismatico che ha rappresentato e incarnato lo spirito del vecchio west. Cody, una delle città simbolo del Wyoming, è stata la sua casa e qui potrete scoprire tutto, ma proprio tutto su di lui e sul suo mondo non del tutto perduto.

Venite con noi per innamorarvi del Wyoming e del suo museo più importante, il Buffalo Bill Center of the West.

Dove si trova

Siamo nel cuore del Wyoming, uno degli stati più belli e affascinanti che abbiamo visitato negli Usa: praterie infinite, bisonti che pascolano in libertà, montagne innevate, parchi indimenticabili, foreste a perdita d’occhio, una natura così incontaminata e selvaggia che rimarrà per sempre nei vostri ricordi.

Io ancora mi sogno e ricordo a occhi aperti la bellezza indescrivibile del Wyoming, dei suoi paesaggi indomiti e dei suoi infiniti spazi aperti.

© Wyoming Office of Tourism

La città di Cody si trova a circa 33 km ad est della Shoshone National Forest, la prima foresta nazionale d’America e a circa 86 km dall’ingresso orientale del primo parco nazionale americano, lo Yellowstone. Incastonata fra le  Montagne Rocciose, Cody riscopre il vecchio ed da impulso al nuovo senza sacrificare il suo autentico carattere western.

Cody è un pò il cuore pulsante di questa zona, una cittadina che incarna sotto tutti i punti di vista l’immagine e l’idea del west più autentico. Qui si svolgono i maggiori rodeo del paese, chiamato anche Cowboy State, qui ha vissuto il temerario e contraddittorio Buffalo Bill e qui programmava i suoi inarrivabili colpi Butch Cassidy uno dei banditi più famosi del west. Ogni cosa sembra uscita da un film o da un documentario: la cultura, la storia, la cucina e la musica.

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Il mondo del Far West

© Wyoming Office of Tourism

Un viaggio nelle Rockies e Real america è una vera e proprio immersione nel mito del vecchio West: siamo nella terra di pionieri, cercatori d’oro, cacciatori di bisonti, cowboys, banditi e avventurieri in cerca di fortuna.

L’epopea della storia americana, fatta di pionieri, coloni in cerca di riscatto, nativi americani, sceriffi e fuorilegge, è stata raccontata dalle ballate country e immortalata dai grandi classici cinematografici di Hollywood. Chi di voi non ha mai visto un film che celebra o dissacra quel periodo della storia? Un’epoca fatta di corse per la terra da conquistare, che poi era in gran parte null’altro che steppe desolate e tavolati brulli e polverosi, di viaggi in carovana esposti ai più grandi pericoli, di epiche imprese di riscatto sociale ma anche di crimini efferati.

I mountain men

© Wyoming Office of Tourism

Nelle città come Cody confluivano tutta una serie di personaggi variegati, uomini duri che sfidavano un ambiente ostile, selvaggio e spesso inesplorato. Questi uomini erano chiamati Mountain Men, avventurieri solitari e tenaci che lottavano quotidianamente per la sopravvivenza: il cinema, la letteratura e la musica li hanno celebrati in tante opere indimenticabili. Tra di loro anche alcune figure femminili, che scappavano dalle convenzioni sociali per seguire la loro natura indomita e ribelle, la più nota Calamity Jane.

E fu grazie alla spedizione di Lewis e Clark, che questi uomini e donne coraggiosi trovarono un nuovo eden, un mondo vergine ancora inesplorato: in 3000, tra il 1820 e il 1840, affrontarono la natura selvaggia delle Rocky Mountains, ricchissima di risorse cui attingere ma abitata solamente da orsi feroci e nativi americani, inconsapevoli di quello che stavano per patire.

Erano minatori, cercatori d’oro, cacciatori di pellicce, cowboys e avventurieri impolverati che andavano a ingrossare le fila degli avventori dei tanti saloon dell’epoca d’oro, fra scommesse, gioco d’azzardo e prostitute di frontiera. Da qui, da questa mescolanza di mestieri, caratteri e ambienti naturali che nasce il mito dei cowboy, la sua essenza malinconica e solitaria: attraversava praterie selvagge e sconfinate prendendosi cura delle mandrie, in totale solitudine.

Il Wyoming nella stagione estiva pullula di rodei: questa competizione sportiva mette alla prova le abilità equestri dei cowboy moderni nel governare e dominare indomiti cavalli e i capi bovini. Il numero più apprezzato è il roping: catturare l’animale con il lazo.

Dove vedere un vero rodeo? Questa antichissima tradizione vive tutta l’estate, da luglio a settembre, in molte città del Wyoming. Prima fra tutte proprio Cody, ma anche Cheyenne, Sheridan, Jackson Hole, Buffalo e molte altre. Una ghiotta occasione per calarsi e comprendere la cultura del west.

I coloni

Ai mountains men si aggiunse un’altra categoria fondamentale per la nascita del vecchio west, i pionieri erranti senza nulla da perdere, un popolo in movimento che dal 1842, anno di apertura della prima pista, l’Oregon Trail, al 1870 si avviarono verso il Pacifico in cerca di fortuna e libertà religiosa.

Oltre 500.000 emigranti affrontarono mille pericoli con le loro infinite e lente carovane in cerca della terra promessa, di un nuovo inizio, per radicare i loro usi e costumi quotidiani, le loro abitudini alimentari, la propria fede religiosa in un luogo vergine e libero dai soprusi. Una delle tante anime del variegato e complesso mondo degli emigranti, che hanno composto e dato vita alla nazione americana.

L’idea originale
A Jackson, nel cuore del Grand Teton National Park, si può partecipare a un bellissimo tour che attraversa il Cache Creek Canyon e che termina con una cena in un tipico bivacco da pionieri.

Gli organizzatori cucineranno per voi in un pittoresco quanto spartano dutch oven, i fornelli da campo che utilizzavano proprio i pionieri durante il loro viaggio in carovana. Noi non abbiamo proprio trovato il tempo, ma ci sarebbe davvero piaciuto: chi lo sa, magari la prossima volta che torneremo da queste parti. 😉

I cercatori d’oro

Un altro genere di uomini che popolavano l’universo del vecchio west erano i cercatori d’oro. Si spostavano in base ai filoni d’oro che venivano scoperti. Il Wyoming e il Montana custodiscono ancora oggi moltissime ghost town, ovvero città fantasma: relitti cigolanti e impolverati, quello che rimane di fiorenti città cresciute a dismisura all’apice delle attività estrattive di oro e argento.

In queste città nate dal nulla confluivano personaggi di ogni tipo: disperati a caccia di riscatto sociale, fuorilegge, banditi e gente di malaffare, attratti da traffici loschi e facili fortune, speculatori dalla dubbia morale che insieme a prostitute, baristi e giocatori d’azzardo, sfruttavano la sedicente avidità e i bisogni di svago proibito creando saloon, bordelli e teatri grotteschi.

Una delle ghost town più famose è sicuramente Virginia City, in Montana: qui vennero estratti circa 40 miliardi di dollari in oro nel giro di 25 anni. La città crebbe a dismisura, creando un proprio giornale, una scuola, una loggia massonica e un teatro per spettacoli leggeri. Altrettanto velocemente cadde in rovina quando i filoni d’oro si esaurirono.

Le ghost town più importanti del Wyoming sono South Pass City, Atlantic City, Kirwin, Overland Trail Stage Station e Grand Encampment Copper District.

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I cacciatori di pellicce

© Wyoming Office of Tourism

Altrettanto indomiti, e spesso loschi, erano anche i cacciatori di pellicce, specializzati in pelli di orsi e di bisonte. Venivano assoldati non solo per le pregiate pellicce ma soprattutto per motivi strategici, politici e commerciali. Infatti questi grandi e pacifici mammiferi erano la base della società dei nativi americani: sterminarli, fino a quasi rischiare l’estinzione, significava impoverire e mettere alla fame le tribù indiane, guadagnare spazi per gli allevamenti dei coloni e non avere ostruzionismo per la costruzione delle linee ferroviarie in espansione.

In circa un secolo i bisonti passarono da 70 milioni a 600 esemplari: una caccia massiccia e spietata che fruttava notevoli fortune ai più coraggiosi avventurieri.

I fuorilegge e i pistoleri

In questo variegato scenario umano, si innestano le figure più affascinanti del vecchio west, borderline e sfuggenti: banditi contro sceriffi, pistoleri contro uomini di legge, bene e male, il cui confine, in questa terra sperduta e selvaggia, era spesso labile, mutevole e soprattutto ingannevole.

Legge del taglione, vendette, rapine a mano armata, delitti efferati, duelli in mezzo a strade polverose erano all’ordine del giorno e questo scenario a metà fra il tentativo di imporre l’ordine e l’assenza della legge in molti luoghi, è stato il terreno fertile per mille film sulla leggendaria vita nel vecchio west. Per sopravvivere dovevi possedere una pistola, per non farti schiacciare dovevi dimostrare di saperti difendere.

I rapinatori Butch Cassidy e The Sundance Kit sono solo alcuni dei più famosi fuorilegge che hanno alimentato storie leggendarie, creandosi un’aura quasi mitologica, sicuramente affascinante, oltre la legge e l’ordine costituito.

Ancora oggi in diverse cittadine di questa zona si rievocano quei tempi duri, in cui l’ordine faceva fatica ad imporsi.

Qualche esempio? Molte rappresentazioni si svolgono a Deadwood, a Cheyenne, a Cody e a Laramie.

 

La figura controversa di Buffalo Bill

William Frederick Cody, per tutti Buffalo Bill, può essere eletto in maniera quasi indiscutibile, ad essere una delle più leggendarie figure della conquista del west. Pioniere, esploratore, fondatore del Pony Express, cacciatore spietato di bisonti, attore e regista di teatro, visionario commerciante e perfino stratega accanto all’amico Presidente Teddy Roosevelt.

Ma chi era veramente Buffalo Bill? La sua vita sfrenata, fatta di glorie sul campo, di ombre nella vita (lo sterminio dei bisonti di cui fu uno dei più accaniti artefici ebbe un peso determinante nella Guerra di Secessione e nella lotta alle popolazioni native), di successi lungo le praterie spazzate dai venti, si è poi conclusa con l’immobilità cristallizzata del mito che lui stesso ha contribuito a creare.

In estate cacciava ed esplorava, in inverno si spostava con la compagnia teatrale da lui fondata per mettere in scena il Wild West Show, uno spettacolo grandioso quanto caricaturale in cui raccontava le sue prodezze insieme a un cast d’eccezione: Toro Seduto, Calamity Jane e Alce Nero. Con i suoi spettacoli girava l’America e perfino l’Europa fino al punto in cui la sua vita artistica si fuse con quella reale, dando vita a un epilogo deprimente: la sua ridicolizzazione.

Nelle sue mille attività, come il dare vita al il Bureau of Reclamation, costruire la diga più alta dell’epoca, la Shoshone Dam, una riserva d’acqua, la Buffalo Bill Dam and Reservoir, indispensabile per la produzione di energia elettrica e i fabbisogni dell’agricoltura, favorire la nascita della prima grande Foresta Nazionale, la Shoshone e della prima Ranger Station, a Wapiti, trovò anche il tempo di fondare la città di Cody nel 1802.

Proprio qui Buffalo Bill inaugurò anche il famoso “Hotel in the Rockies”, l’Irma Hotel, chiamato così in onore dell’ultima figlia, un vero gioiello da non perdere: potrete ammirare la favolosa sala da pranzo originale che sembra uscita da un film.

© Wyoming Office of Tourism

Qui Buffalo Bill vi fece sistemare un imponente e magnifico bancone di legno di ciliegio, in stile vittoriano, proveniente dalla Francia e regalato niente di meno che, dalla Regina Vittoria come ringraziamento per lo spettacolo Wild West Show cui aveva assistito a Londra.

Il museo

Questa lunga introduzione al mondo del vecchio west non è stato un tentativo di annoiarvi 😂, ma la descrizione di un mondo complesso e variegato, la cui conoscenza è indispensabile per capire e apprezzare il Buffalo Bill Center of the West

Il più importante museo di Cody è un complesso espositivo gemellato con il prestigioso Smithsonian Institution di Washington: è composto da ben 5 musei su una superficie di 31 mila metri quadrati complessivi. Una vera meraviglia per gli amanti del west.

Buffalo Bill Museum

La sezione più famosa è sicuramente quella dedicata alla figura di Buffalo Bill che vi accoglie in versione fantasma all’ingresso.

Potrete “vivere” l’epopea del far west attraverso una serie incredibile di oggetti e costumi originali appartenuti al celebre avventuriero, che era al tempo stesso protagonista e addetto stampa di se stesso, coltivando in maniera incredibilmente moderna il proprio mito. Ammirerete i suoi costumi di scena, le locandine teatrali, le sue armi, le diligenze e gli oggetti a lui appartenuti durante la sua rocambolesca esistenza. Nel patio del museo è perfino conservata la sua casa d’infanzia, smontata in Iowa e rimontata qui dopo un viaggio in treno.

A farci innamorare però sono state anche altre due sezioni altrettanto interessanti: quella sul servizio di Pony Express e quella sulla figura del cowboy delle Rockies. La prima racconta la storia del west, fatta di grandi distanze da percorrere, dei pericoli da affrontare, della tenacia dei suoi cavalieri. Qualche numero per avere un’idea: 160 stazioni, 400 cavalli, 10 giorni per portare una lettera da un capo all’altro del paese.

Altrettanto bella la sezione dedicata ai cowboy: pistole, oggetti di vita quotidiana, diari, abiti di tutte le stagioni e una parte incentrata sulle cowgirl, sicuramente rare ma presenti. In un mondo fatto di estremi, in cui si chiedeva di essere o donne pie o prostitute provocanti, le cowgirl sceglievano la libertà. In un mondo al maschile fatto di sottomissione e doveri, queste donne vivevano alla giornata nella consapevolezza di un’esistenza pericolosa e difficile ma assolutamente libera.

In tutto questo non poteva mancare un playground, ovvero un parco giochi a tema west, con perfino la prigione annessa!

Plains Indian Museum

A dir poco eccezionale il museo dedicato ai nativi americani. Forse è uno dei musei più ricchi e completi dedicati al mondo degli indiani. Non solo ospita una collezione vastissima di oggetti e gioielli appartenuti alle diverse tribù della zona, come Sioux, Cheyenne, Piedi Neri e Pawnee, ma anche tutti i corredi di vita quotidiana come abiti, copricapi, giocattoli, arte sacra, armi e utensili, divisi in base alle epoche.

Quello che lascerà davvero a bocca aperta i vostri bambini e non solo 😉 sono le grandi ricostruzioni a grandezza naturale dei diversi tipi di habitat in cui vivevano, le abitazioni e i costumi e usanze di ogni tribù. Un viaggio incredibile nella cultura dei nativi americani.

Molto più drammatica e imbarazzante invece, la parte che descrive i soprusi e gli orrori vissuti da queste popolazioni: dallo sterminio dei bisonti al confinamento nelle riserve, alle malattie portate dai bianchi fino ai metodi di acculturamento perpetrati dall’amministrazione americana e dalle fedi religiose per piegare e sottomettere queste popolazioni. Furono costretti a vivere come i bianchi, a occultare i loro dialetti, a rinnegare le loro religioni e ad abbandonare i loro costumi e le loro tradizioni.

Il tutto è corredato da utilissimi filmati, materiali audiovisivi e strumenti interattivi per coinvolgere e attrarre anche bambini e adolescenti.

Greater Yellowstone Ecosystem: Draper Natural History Museum

Se tutto questo vi sembra già ampiamente sufficiente, sappiate che la visita non solo non è ancora finita, ma non smetterà di stupirvi.

Questa sezione del museo è totalmente incentrata sul parco di Yellowstone e sarà utilissima sia a coloro che devono ancora visitarlo, per prepararsi adeguatamente, sia per chi ci è appena stato, per approfondirne la conoscenza.

E’ un sorta di Museo di Storia Naturale dedicato al micro cosmo del parco di Yellowstone. Grazie a una lunga discesa a spirale, che vi porterà sempre più in basso, potrete scoprire mano mano i vari ecosistemi che compongono il meraviglioso mondo dello Yellowstone, ognuno indispensabile alla vita degli altri.

I vostri figli potranno conoscere in maniera divertente la fauna e la flora che caratterizzano i vari livelli di altitudine del parco: alpine, mountain forest, mountains meadow, plain basin. Il tutto è reso ancora più vivo e interessante grazie a pannelli interattivi, diorami, ricostruzioni degli ambienti naturali e spiegazioni pedagociche.

Non dimenticate di prendere all’inizio del percorso il “passaporto del museo”: alla fine di ogni livello naturale c’è un timbro da apporre per guadagnarsi il riconoscimento di “esperti” dello Yellowstone!

Nel punto più basso del museo si trova anche la parte dedicata ai ricercatori: qui abbiamo assistito in diretta a una lezione su Skype di un docente che illustrava la natura dello Yellowstone a una classe di bambini di New York!

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Cody Firearms Musem e Whitney Gallery of Western Museum

Per completezza delle informazioni, ovviamente dobbiamo dirvi che ci sono altre due sezioni. Ma siamo anche altrettanto onesti nel dire che è impossibile vedere tutto il museo in poco tempo: è davvero immenso.

La sezione dedicata alle armi, ben 5000 raccolte dal periodo del west ad oggi, per noi è sicuramente poco interessante e altamente diseducativa (anche se molto “americana”). Non amiamo il mondo della guerra e tanto meno delle armi, motivo per cui l’abbiamo scartata a priori.

La parte dedicata ai pittori dell’ovest penso sia davvero interessante ma sicuramente di minore importanza e meno attrattiva: dovendo fare una scelta, abbiamo deciso di scartarla.

 

Da non perdere: l’Old Trail Town

Appena entrati a Cody si trova un altro gioiello dedicato al vecchio west: l’Old Trail Town incarna una vecchia cittadina del Wyoming, creata assemblando strutture provenienti da tutte le Rockies, risalenti a un periodo compreso tra il 1879  e il 1900.

Vi sembrerà di essere stati catapultati improvvisamente in un’altra epoca e non farete fatica a immaginarvi pistoleri stanchi e cowboy pensierosi aggirarsi fra le taverne. Tutto è rimasto come allora, compresa la Hole in the Wall, la vecchia baracca in cui Butch Cassidy, Sundance Kid e dagli altri fuorilegge del Mucchio Selvaggio si riunivano di nascosto per progettare i colpi futuri.

Saloon, botteghe da maniscalco, stazioni di cambio cavalli, venditori di crinoline, empori stracolmi di oggetti e perfino prigioni. Non perdetevi la casa di Curley, lo scout indiano al servizio del Generale Custer durante la Battaglia di Little Big Horn e il River Saloon, covo di cowboy, minatori e banditi, sulla cui porta potrete vedere con i vostri occhi i fori delle pallottole.

Non dimenticate di provare a lanciare il lazo ed esercitarvi a prendere le mucche per le corna!

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