Come coinvolgere i bambini al viaggio: la nostra esperienza in Canada e Real America

Quando i nostri figli iniziano a crescere e riescono a comprendere il senso del viaggio, può essere molto utile studiare delle strategie per coinvolgerli attivamente.

A partire dai 3/4 anni i piccoli viaggiatori acquisiscono sempre maggiore consapevolezza, immagazzinano ricordi che manterranno nel tempo, si appassionano alle storie ma soprattutto hanno ampliato il loro bagaglio di conoscenze, ad esempio sul mondo della natura e degli animali e di competenze, con l’uso di strumenti e di attrezzi.

E’ quindi arrivato il momento di renderli protagonisti dei viaggi in famiglia, in base alla meta, al periodo e alle esperienze che intendiamo fargli vivere. Da questo momento diventeranno parte attiva dei vostri viaggi.

Ora vi illustro cosa abbiamo usato per il nostro on the road fra Canada e Stati Uniti, un esempio pratico che vi potrà essere di sicuro aiuto per un viaggio analogo in queste zone.

Prima della partenza

Quando Tommaso era piccolo aveva il ruolo di bimbo inconsapevole e paziente. Ora, a 4 anni, si pone (e ci pone) quesiti, fa i suoi ragionamenti e vuole conoscere il perché delle nostre scelte.

Organizzare un viaggio adesso richiede anche questa attenzione. Renderlo partecipe significa creare per lui aspettative, fornirgli le nozioni necessarie per capire cosa faremo e dove andremo, stimolare la sua curiosità e dipingere un immaginario che gli rimarrà impresso in maniera indelebile nel tempo.

Libri

La lettura secondo me è la via migliore. Leggere apre la mente dei bambini, li allena all’immaginazione e crea ampi spazi fatti di sogni e idee che si concretizzano poi nel gioco.

Quale strumento migliore per trasmettere emozioni, fissare nella mente, agganciare le immagini alla voce dei genitori?

Per il nostro viaggio fra Canada e Stati Uniti ho utilizzato diversi libri e in particolare vi consiglio quelli della collezione Lonely Planet Kids, una bellissima collana dedicata ai più piccoli:

  • Rocky Mountain Explorer, Lonely Planet Kids: è un meraviglioso libro illustrato che racconta con una mappa, sviluppata in orizzontale, tutta la zona delle Rocky Mountains e delle sue principali attrazioni (che vengono spiegate nel retro).
  • Esploriamo la montagna, Lonely Planet Kids: utile libro attività con più di 250 sticker per esploratori curiosi e motivati, che aiuta a conoscere il mondo della montagna. Imparare a montare una tenda, mantenere l’equilibrio mentre si arrampica, scalare l’Himalaya o le Montagne Rocciose.
  • Scopri gli animali nascosti, De Agostini: un divertente libro per scoprire gli habitat di tutto il mondo, sollevando una alla volta le alette e cercando gli animali. Molto adatto ai bambini piccoli.
  • Parchi nazionali degli Stati Uniti, Lonely Planet: non è per bambini ma sfogliarlo insieme è comunque servito a fargli vedere dove andremo e a stuzzicargli la curiosità. Dall’Acadia a Zion fino allo Yellowstone, questa panoramica approfondita sui 59 Parchi Nazionali degli Stati Uniti è ricca di fotografie evocative, illustrazioni originali, consigli e informazioni pratiche su che cosa vedere e fare in ciascuno di essi.

Film e cartoni

Non sempre è facile trovare cartoni che parlino esattamente del luogo che si sta per visitare ma a volte la fortuna assiste i genitori, come per una puntata di GiustinTemp dedicata al Canada.

Ma il grande protagonista del nostro viaggio è stato sicuramente Planes 2, Missione Anti Incendio

Infatti l’ambientazione del film si ispira in gran parte al Parco di Yellowstone:

  • Fusel Lodge: è la fedele rappresentazione dell’Old faithful, il più antico hotel all’interno dei parchi americani.
  • Whitewall Falls e Augerin Canyon sono ispirati allo Yellowstone Canyon.
  • Gasket Gayser: ovviamente è l’Old Faithful Gayser, l’unico perfettamente prevedibile. Erutta ogni 90 minuti con una tolleranza di 10 esattamente di fronte all’omonimo hotel.

Tommaso era elettrizzato all’idea di andare al “Piston Peak Park”!

 

Busy bag a tema piccolo esploratore

Il nostro bimbo nei mesi precedenti alla partenza ha sviluppato un interesse per la scoperta: ha passato interi pomeriggi con in mano lente e bussola per andare alla ricerca delle lucertole in giardino.

Non potevamo esimerci dal creare una busy bag a tema esploratore per rendere la visita ai parchi canadesi e americani ancora più interessante e divertente.

1. Binocolo

Piccolo e compatto della Decathlon è uno strumento che è servito non solo a Tommaso per affrontare i lunghi percorsi di trekking (un modo per tenere viva l’attenzione e la concentrazione sul percorso) ma anche a noi per avvistare gli animali nei parchi.

2. Torcia

Leggerissima e tascabile non è servita molto da un punto di vista pratico, ma è risultata un valido strumento per calarsi nel mondo dell’esplorazione.

3. Bussola

La passione per le bussole è nata a carnevale con il costume da pirata ed è l’oggetto inseparabile da diversi mesi: sempre Decathlon, sempre piccola e leggera.

4. Macchina fotografica

Da qualche mese il nostro cucciolo ha scoperto che gli piace fotografare: è giusto che anche lui abbia un piccolo strumento da usare e gestire come i grandi.

5. Lente di ingrandimento

Per andare alla scoperta di impronte, di insetti e di foglie e fiori da raccogliere e riportare a casa come ricordo.

6. Borraccia

Indispensabile strumento per i percorsi di trekking.

7. Cards plastificate

Ho trovato in rete un pdf di attività montessoriane: sono card che illustrano con foto davvero molto belle i vari animali del Nord America.  Le ho fatte stampare su fogli plastificati, le ho ritagliate e ho selezionato solo gli animali che effettivamente vivono nelle aree che visiteremo. Ho lasciato i nomi degli animali in inglese perché spero possano diventare uno strumento utile per imparare la lingua anche in futuro. Una bellissima occasione per imparare viaggiando.

8. Animali del Nord America

Come corredo alle card, ho trovato una confezione portatile della Safari Ltd con all’interno gli stessi animali del Nord America illustrati nelle card: imparare giocando.

9. Mappe illustrate

Un’altra passione recente di nostro figlio riguarda le mappe. In Giappone rimaneva letteralmente incantato ad ammirare quelle poste all’ingresso delle aree dei templi. Così ho fatto una lunga ricerca in rete e ho trovato belle mappe illustrate, una per ogni città grande inserita nel nostro viaggio, ovvero Vancouver, Seattle e Denver, e una per ogni parco, Jasper, Banff, Glacier, Yellowstone, Teton, Badlands. Sempre plastificate per riuscire a riportarle a casa per ricordo.

Ovviamente ogni viaggio può avere una specifica busy bag, trovando la giusta chiave e il tema che appassiona i piccoli di casa.

Nota utile

In fase di progettazione del viaggio ci siamo chiesti se portare da casa gli strumenti da esploratore oppure se acquistarli in loco e se scegliere una versione da bambini, da gioco insomma. Alla fine abbiamo optato per oggetti pensati per adulti (ma di piccole dimensioni), riutilizzabili anche negli anni futuri.

Vogliamo segnalarvi che è possibile acquistare più o meno gli stessi oggetti da piccolo esploratore anche nei Visitor Center dei parchi americani ma vi avviso, di scarsa qualità. Il Canada invece è molto meno organizzato: i centri visitatori sono decisamente essenziali per quanto riguarda il merchandising mentre nelle città pullulano i negozi dedicati agli amanti della natura, del campeggio e delle attività outdoor con prezzi però abbastanza elevati.

 

In viaggio

Tutta la preparazione a monte è inutile se non viene sostenuta anche in viaggio. Occorre rendere i bambini parte attiva della giornata per evitare che si sentano solo “portati in giro”.

Le città

Negli ultimi anni le città si sono rivelate le mete più difficili, perché non suscitano particolare entusiasmo in nostro figlio. Le mappe sono state un valido supporto, anche se i 4 anni sono un’età ancora molto difficile: il bambino perde in fretta entusiasmo e interesse e sono ancora indispensabili le soste ai playground, ovvero i parchi giochi (che in Canada in particolare sono stupendi) e le attrazioni più coinvolgenti come le Tower.

Gli animali

Innamorato degli animali, ha avuto tutti gli strumenti per vederli da vicino, capirli e riconoscerli. Tra Canada e Stati Uniti ha potuto ammirare bisonti, alci, cervi, cani della prateria, daini, scoiattoli, coyote, castori, antilopi e molti altri. Ovviamente più il bambino è grande e più si appassiona agli animali che ha studiato a scuola, di cui ha letto e di cui ha una conoscenza sicuramente più approfondita.

Il trekking e la natura

Nostro figlio ama camminare e correre e di solito le vacanze a contatto con la natura lo affascinano. Durante la programmazione del viaggio abbiamo azzardato molto, inserendo lunghi trail tutti i giorni in tutta la parte centrale dell’itinerario, con percorsi lunghi anche 12 km. La busy bag è stata un ottimo incentivo per camminare a lungo e per appassionarsi ancora di più al viaggio.

Ogni giorno sceglieva lo strumento da portarsi in mano in base ai giochi che faceva durante il percorso: avvistare in animale, aiutare uno scoiattolo a ritrovare la sua casa, osservare le tracce degli elfi e degli gnomi del bosco. Si è anche divertito molto con le bacchette da trekking che in realtà erano per noi adulti: lo ha fatto sentire “grande” e ha trascorso bellissimi momenti imparandone l’uso insieme al suo papà.

I parchi

Se vostro figlio è appassionato di natura e animali, allora nei parchi americani si divertirà moltissimo a diventare un Ranger.

Il programma Junior Ranger

Ogni centro visitatori organizza piccoli “corsi” di 20/3o minuti in cui i bambini interagiscono con i Ranger, rispondono alle domande sul parco e alla fine ricevono il distintivo con tanto di giuramento. Purtroppo non è sempre facilissimo far coincidere il momento dell’attività (si svolgono in orari precisi) con la visita al parco. Noi li abbiamo mancati diverse volte e se il bambino non conosce la lingua ed è piccolo, diventa un pochino difficoltoso.

Nei panni di un Ranger

Una valida alternativa è quella di fargli vivere lo stesso questo sogno, regalandogli il cappello e gilet multitasche da Junior Ranger (in vendita nei Visitor Center): non ho mai visto il nostro cucciolo tanto fiero e felice! In ogni tasca ha riposto con cura tutti gli oggetti da esploratore, vi ha attaccato anche il campanello anti orso e si è sentito veramente protagonista delle visite ai parchi.

Il passaporto dei parchi

Per i bimbi più grandi, può essere simpatico acquistare il Kids’ Passport: è un finto passaporto che permette al bambino in età scolare di approfondire la storia, la natura, le caratteristiche di ogni parco. Ogni volta che ne visiterà uno nuovo, potrà apporre il timbro del parco con la data specifica, il francobollo celebrativo e la firma del ranger con cui ha seguito eventualmente il mini corso.

Le attività

Più i bimbi crescono e più aumentano le possibilità di coinvolgerli in attività pratiche, soprattutto outdoor che rimarranno indelebili nella loro mente. In questo viaggio fra Canada e Stati Uniti ci siamo divertiti moltissimo: funivie, ponti tibetani, percorsi sulle sequoie, idrovolante, canoa, trenini d’epoca, città western e molto altro.

 

Rientro a casa

Un viaggio non si conclude con l’atterraggio in Italia, un viaggio si sedimenta nei ricordi con il passare del tempo.

Per questo cerco sempre di rifare mente locale con nostro figlio di tutte le cose meravigliose vissute, i luoghi visti, le esperienze fatte insieme, i momenti salienti: con le foto, i ricordi, i racconti e perché no, anche i magneti sul frigorifero.

Insomma, in ogni fase del viaggio, occorre trovare la chiave per far scattare interesse e curiosità in quello che si sta vivendo, cercando di responsabilizzarli, di coinvolgerli attivamente e di costruire insieme un nuovo bagaglio di conoscenze.

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