Come organizzare un viaggio alle Hawaii

Distanti migliaia di chilometri dalla terraferma, le Hawaii sono uno degli eden sulla terra che ho sempre sognato di visitare: terra di leggende e di storie mitologiche, terra di passaggio di popoli e culture, avamposto dei balenieri provenienti dal New England, terra dalle mille sfumature diverse.

Sì, perché non pensiate alle Hawaaii come spiagge bianche dal mare calmo e cristallino, con le palme a incorniciare questa cartolina. E’ vero che le Hawaii appartengono geograficamente alla Polinesia ma sono un mondo a sé stante. Il mare è mosso e burrascoso, molto pericoloso. Le spiagge sono spesso nere e rosse, in base al colore della lava modellata dall’acqua nei secoli. La terra spesso trema per la forte attività vulcanica che cambia il paesaggio di anno in anno. Il verde della vegetazione lussureggiante, che ricopre i rilievi perennemente avvolti dalle nubi, è quasi accecante. Il modo migliore per visitare le Hawaii è infilarsi buone scarpe da montagna e percorrere i sentieri immersi nella natura.

Lasciate resort e alberghi, abbandonate le mete più turistiche e troverete la vera anima delle Hawaii.

Quando andare

E’ difficile rispondere a questa domanda. Le Hawaii godono di un clima squisitamente tropicale composto da 2 stagioni principali, una fresca e una calda. In generale, si possono visitare tutto l’anno ma ci sono alcune considerazioni da fare.

Per la maggior parte dei viaggiatori, il periodo migliore è sicuramente quello che va da maggio a ottobre: è il momento dell’anno meno piovoso, con il mare più calmo e adatto alla balneazione, soprattutto per le famiglie. Come contropartita, presenta le temperature più calde dell’anno, spesso asfissianti (in base alle zone delle singole isole) e lo sporadico passaggio di qualche uragano che raramente arriva a toccare direttamente l’arcipelago.

La stagione più fresca, che va da ottobre ad aprile, è invece perfetta per il surf: sono proprio i mesi invernali a garantire le onde più alte e il mare più agitato, adatto agli amanti della tavola. Inoltre è il periodo del passaggio delle balene il cui avvistamento, in questi mesi, è garantito al 90%.

Diciamo che non esiste il periodo migliore: dipende da che tipi di turisti siete e da cosa volete fare sulle isole. Se state programmando un viaggio alle Hawaii ricordatevi che l’altissima stagione si verifica in corrispondenza delle vacanze scolastiche, quindi a cavallo fra Natale e Capodanno, a Pasqua (per lo spring break americano) e nei mesi estivi di fine giugno, luglio e agosto. In questo periodo le tariffe per gli alloggi schizzano alle stelle e l’affluenza di americani diventa massiccia: basterebbe anticipare il vostro soggiorno, ad esempio a maggio o primi di giugno, per trovare prezzi più umani e minore affollamento sulle isole.

I microclimi

Ricordatevi non solo che ogni isola è un mondo a se stante, ma che anche all’interno della medesima, esistono microclimi diversi derivanti dall’azione dei venti alisei, capaci di influenzare le piogge, le temperature e i tipi di vegetazione.

Un esempio? Nonostante Big Island sia molto arida per la presenza dei suoi numerosi vulcani, nella città di Hilo e zone limitrofe piove 360 gg all’anno!

In generale le zone sopravento sono quelle maggiormente colpite dalle precipitazioni, così come i rilievi e le zone montuose. Passando dal mare alla montagna varieranno in maniera incredibile sia le condizioni meteorologiche, sia le temperature.

 

Durata del viaggio

Per arrivare alle Hawaii occorrono almeno 18 ore di volo dall’Italia, che potranno variare in base agli scali e alle rotte scelte. Inoltre dovrete affrontare tra le 11 e le 12 ore di fuso, a seconda che in Italia sia in vigore o meno l’ora legale.

Noi ci sentiamo di consigliare almeno 2 settimane, anche se la durata ideale è di 3 settimane. Non è solamente una questione di tempo, ma anche di sfruttare appieno il lungo viaggio e la spesa economica che dovrete sostenere. In sintesi: arrivare dall’altra parte del mondo, spingersi nel cuore dell’Oceano Pacifico, sostenere un viaggio molto lungo e faticoso, smaltire un fuso notevole e investire un budget considerevole per pochi giorni per noi ha poco senso. Tutti vorremmo tornare nel luoghi che ci sono rimasti nel cuore, ma non sempre si ha la possibilità di farlo. Inoltre ogni isola offre moltissime cose da fare e da vedere: sarebbe un peccato dover fare scelte drastiche.

Senza contare che le Hawaii meritano di essere scoperte senza fare le corse, prendendosi il tempo di praticare qualche sport, di ammirare i tramonti, di camminare sui sentieri e di scoprire la cultura locale. Viaggiare per mettere delle bandierine sul mappamondo, per noi serve a poco.

 

Quali isole visitare

L’arcipelago delle Hawaii è composto da circa 100 isole ma le più importanti si contano sulle dita della mano. La grande particolarità è che ogni isola vanta una sua precisa identità e caratteristiche geografiche uniche e diverse dalle altre “sorelle”.

  • O’ahu è schizofrenica, anche troppo civilizzata per i miei gusti, caotica e turistica, nonostante un’anima bucolica, nascosta ai viaggiatori più frettolosi.
  • Maui è sognatrice, è l’isola Giardino, una vera meraviglia di colori che incanteranno anche i più cinici.
  • Big Island è selvaggia, primordiale, spesso arida e la sua personalità è profondamente intrecciata con quella dei suoi imprevedibili vulcani.
  • Kauai è l’Eden sulla terra: antica, saggia, inesplorata, meravigliosamente autentica.
  • Molokai è controcorrente e solitaria, adatta a chi cerca solo pace e solitudine.
  • Lanai perfetta per chi vuole praticare sport senza preoccuparsi della vita sociale.

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Difficile scegliere, impossibile decretare quale sia davvero da escludere. Ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ma soprattutto dipende molto da quello che state cercando: la vita notturna e la mondanità a O’ahu, le spiagge più belle e romantiche a Maui, i vulcani dai paesaggi lunari a Big Island, la natura incontaminata a Kauai.

Personalmente posso dire senza esitazione che l’isola che ci ha maggiormente creato problemi e che a posteriori avremmo visitato in maniera diversa è O’ahu. Nonostante abbia una parte, quella a nord-est molto bella e di notevole interesse, tutta la zona a sud-ovest per noi è risultata insopportabile. Qui di cultura hawaiana è rimasto ben poco: di fatto è una succursale delle più affollate e cementificate città americane. Waikiki in particolare è davvero difficile da digerire: palazzoni e grattacieli, traffico perenne, superstrade a 5 corsie, affollamento, code per parcheggiare, per cenare, per visitare. Se avessi voluto il casino e il traffico sarei andata a Miami. Noi stavamo cercando pace, silenzi e rispetto della natura.

L’isola che invece ci è rimasta nel cuore e da cui non saremmo più ripartiti è sicuramente Kauai, la perla delle Hawaii. Qui il turismo è nettamente inferiore alle altre isole e gestito in maniera oculata e intelligente, ovvero senza deturpare e disturbare la natura. Inoltre il fatto che il 70% della sua superficie non sia attraversato da strade, rende Kauai incredibilmente affascinante e selvaggia.

Se dovessi dare un consiglio per un viaggio di 15 giorni direi senza dubbio: non perdetevi Maui, Big Island e Kauai. Come numero di giorni da dedicare a ogni singola isola, noi possiamo solamente indicare le nostre scelte: Maui 5 giorni, Big Island 6 giorni e Kauai 4 giorni, a cui io personalmente aggiungerei qualche giorno in più viste le innumerevoli esperienze che si possono fare. Ovviamente con più tempo a disposizione si può aggiungere O’ahu per altri 4 giorni.

Anche l’ordine di visita fa molto la differenza. Se avete intenzione di visitarle tutte e 4, allora io vi consiglierei un crescendo di emozioni e un’alternanza di paesaggi che renderà il vostro viaggio indimenticabile. Di conseguenza inizierei proprio da O’ahu, un impatto un pò drastico forse, ma perfetto per non rimanere delusi alla fine. Da qui scenderei passando da Maui fino a Big Island. Infine Kauai assolutamente per ultima, il gran finale, che vi farà lasciare le Hawaii con una lacrimuccia e con la promessa di tornarci, prima o poi.

Ci tengo a precisare che queste sono le nostre personali considerazioni, raccolte sulla base dei nostri gusti e del nostro modo di intendere il viaggio. Non è detto che valgano per tutti! 😉

 

Come arrivare

Arrivare alle Hawaii non è una passeggiata. Mettete di conto di affrontare un lungo viaggio e armatevi di santa pazienza. Dall’Italia è una delle mete più lontane: ci vogliono circa 18 ore minimo di volo, almeno 1 scalo e 11/12 ore di fuso orario. Di fatto state andando geograficamente in Oceania, anche se le Hawaii appartengono politicamente agli Stati Uniti, in mezzo all’Oceano Pacifico. Vi troverete a quasi 4mila chilometri dal continente americano, più precisamente dalla California, e altrettanti da Tahiti.

Soluzioni di viaggio

Ci sono diversi modi di arrivare alle Hawaii ma quasi tutte passano inevitabilmente dal continente americano e in particolare dalla California, il punto sulla terraferma più vicino.

Potrete scegliere se fare uno scalo in Europa, oppure uno sul suolo americano. Noi normalmente preferiamo un primo volo “piccolo”, per poi affrontare un’unica lunga tratta fino a destinazione. Questa volta, per questioni di risparmio economico, ci siamo fermati a Dallas, quindi uno scalo interno e devo ammettere che non ci ha entusiasmato: 2 voli di quasi pari lunghezza sono stati un pò pesanti da affrontare.

Una volta arrivati in California potete anche qui optare per due soluzioni: proseguire subito per le Hawaii con altre 6 ore di volo, oppure fare uno stop over per spezzare il viaggio e iniziare a riallinearsi con il fuso. Noi abbiamo scelto di fermarci a San Francisco per 3 giorni e devo dire che la scelta è stata vincente. Per prima cosa, essendo una città già visitata in precedenza, abbiamo avuto ritmi più rilassati, ci siamo presi il “lusso” di rivedere i luoghi che avevamo amato nel precedente viaggio e allo stesso tempo di visitare le cose che ci mancavano. Questa sosta è stata anche pensata per il nostro piccolo: una tregua alle innumerevoli ore di volo, la possibilità di sgranchirsi un pò le gambe e anche di fare attività a lui dedicate. Pensiamo anche i più piccoli!

Inoltre fermarci qualche giorno ci ha fatto “digerire” le ore di fuso e ci ha “traghettato” alle Hawaii senza traumi, pronti e carichi di energie per affrontare la vera parte del viaggio.

Lo stop over ha inoltre un’altra funzione: essere fissi in uno stesso posto per qualche giorno in caso di ritardo dei bagagli. Considerando che la meta finale era ancora molto lontana è stata sicuramente una precauzione sensata e ponderata.

Se viaggiate con bambini  sui voli Hawaiian Airlines diretti alle Hawaii sappiate che non esistono monitor, nonostante le 6 ore di volo. Avete però la possibilità di scaricarvi in anticipo l’App della compagnia e accedervi gratuitamente: dall’applicazione è possibile visionare tutta la programmazione di film e cartoni per adulti e bambini.

Il nostro itinerario di volo:

  • Roma – Dallas: American Airlines
  • Dallas – San Francisco: American Airlines
  • San Francisco per 3 giorni
  • San Francisco – Honolulu: Hawaiian Airlines

Il modo migliore per risparmiare sui voli è quello di monitorare le tariffe per la California.

Ormai i voli per Los Angeles e San Francisco sono sempre più economici e troverete sicuramente, muovendovi con largo anticipo, buone offerte e tariffe vantaggiose.

Come affrontare il jet lag

Siete spaventati dalle numerose ore di fuso orario?

Non è poi così traumatico. Sarete esattamente a 12 ore di differenza: questo si traduce in una perfetta inversione fra giorno e notte. Due elementi aiutano molto: scegliere “orari scomodi” che costringono a fare una levataccia per andare in aeroporto e viaggiare di giorno: infatti sarete meno portati a dormire e quindi arriverete la sera, una volta atterrati, decisamente stanchi.

Devo dire che per tutti, grandi e piccini, gli unici “fastidi” dei primi giorni saranno quelli di svegliarsi molto presto la mattina e arrivare la sera veramente cotti. Il nostro cucciolo crollava tra le 19 e le 20 tutte le sere e la cosa migliore che mi sento di consigliarvi è di cenare presto per consentire a tutti di riposare bene.

Devo dire che lo stop over a San Francisco ha aiutato parecchio. Prima di tutto ci ha permesso di spezzare il viaggio e digerire meglio tutte le ore di volo. In secondo luogo ci ha dato modo di smaltire il fuso gradualmente, in una grande città, con tante cose da fare anche la mattina presto e con tutti i servizi a disposizione.

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Come spostarsi

L’unico modo per cambiare isola è quello di spostarsi in aereo. Sono tratte molto brevi, da 30 a 60 minuti, sia diretti che con scalo, soluzione decisamente più scomoda e ovviamente sconsigliata.

Con Hawaiian Airlines

E’ sicuramente la scelta più ovvia. La compagnia hawaiiana è davvero ottima: voli puntuali, servizio a bordo impeccabile (senza pasti nelle tratte interne), personale accogliente, velivoli di medie dimensioni.

Attenzione a non sforare i kg consentiti: infatti sono concessi 23 kg per il bagaglio da stiva e sono molto rigorosi in proposito. Potrebbero farvi pagare una tassa aggiuntiva. Invece sono estremamente “easy” per quanto riguarda il bagaglio a mano.

Con la Mokulele Airlines

Esiste una soluzione alternativa ai voli tradizionali. Si tratta della Mokulele Airlines, una piccola compagnia hawaiiana, scelta soprattutto dai pendolari: si avvale di Grand Caravans Cessna da 9 passeggeri. Vi assicuro che è un’esperienza incredibile, adatta però a chi non ha paura di volare con piccoli aerei.

Non tutti possono gradire voli così particolari: il mio consiglio è di provarla, sicuramente, ma per effettuare magari le tratte più piccole. Noi l’abbiamo sperimentata da Maui a Big Island e devo ammettere che un altro volo così forse non lo avrei fatto, avendo un’alternativa tradizionale.

Da sapere

  • i voli Mokulele partono da aree secondarie degli aeroporti, ci si arriva a piedi e spesso sono male indicati dalla segnaletica.
  • verrete pesati, letteralmente: essendo aerei di piccole dimensioni devono distribuire bene i pesi a bordo e i posti verranno assegnati dagli addetti.
  • non esiste controllo bagagli e non ci sono restrizioni di oggetti a bordo: quindi le procedure di imbarco sono davvero veloci e snelle. Non occorre presentarsi con largo anticipo: basta mezz’ora prima.
  • L’altitudine di crociera ovviamente non è come quella dei voli tradizionali: volerete molto bassi e questo si traduce in maggiori sollecitazioni in volo ma anche in una vista strepitosa e ravvicinata, una vera e propria esperienza da non perdere.
  • Preparate la macchina fotografica: i posti all’interno sono disposti su due file da 1. Avrete una bellissima vista dal finestrino!

👉🏻SCARICA la mappa delle rotte Mokulele

 

Noleggio auto alle Hawaii

Una volta atterrati il modo migliore per spostarsi all’interno di ogni singola isola è quello di noleggiare un’auto. Mettete quindi in conto un noleggio per ogni isola.

Anche in questo caso, le procedure sono snelle e veloci. Gli uffici delle compagnie sono piccoli, normalmente dislocati al di fuori dell’aeroporto e serviti da navette gratuite.

Se volate con la Mokulele, dovrete chiamare telefonicamente l’ufficio della vostra compagnia di noleggio auto: le navette passano solo su richiesta.

E’ indispensabile il 4×4?

Dalla nostra esperienza, in generale, alle Hawaii non è indispensabile il 4×4. Le strade sono ben tenute, si guida in maniera scorrevole e non avrete particolari necessità. Perfino la tanto temuta Road to Hana di Maui è una semplicissima strada a tornanti senza alcun problema. Un pò più complicata è la sua prosecuzione, la Piilani Hwy, molto più ripida e in alcuni tratti sterrata, ma in ogni caso accessibile a tutti i tipi di macchina, con qualche accortezza nella guida.

L’unica isola in cui ci sentiamo di consigliare questa spesa in più (il 4×4 incide molto sul costo del noleggio) è Big Island, dove ci sono alcune zone in cui è espressamente richiesto:

  • l’ultimo tratto della salita al Manua Kea
  • la ripidissima discesa per la spiaggia della Waipio Valley
  • l’accesso alla Green Sand Beach, dove la gente locale ti chiede 20 dollari a persona per salire sui loro pick-up e raggiungere la spiaggia.

Ricordatevi che in ogni caso, le assicurazioni non coprono le problematiche che possono insorgere sulle strade sterrate.

A parte Honolulu, i banchi di noleggio delle altre isole sono decisamente piccolini e il parco macchine esiguo. Potrebbe capitare, come è successo a noi, di vedervi assegnare un upgrade di categoria, ovvero una macchina più grande rispetto a quella prenotata, senza costi aggiuntivi: spesso accade che le auto più economiche si esauriscano in fretta. Il nostro consiglio è quindi quello di aspettare a prendere un’auto superiore: al vostro arrivo verificate la grandezza della macchina assegnata ed eventualmente optate per una categoria superiore.

 

Quanto costa un viaggio alle Hawaii e come risparmiare

Inutile dire che organizzare e vivere un viaggio alle Hawaii è decisamente costoso. Soprattutto se lo avete programmato in altissima stagione come noi.

Visto che i costi complessivi sono un’incognita per tutti coloro che sognano questa meta così lontana, abbiamo voluto fare chiarezza su quello che vi aspetta e provare a condividere con voi piccole strategie per risparmiare!

Voli

Tutto sommato, sappiate che non è la voce di budget più onerosa. Sicuramente sono tanti voli e tante tratte da coprire ma occorre fare delle precisazioni:

  • per Los Angeles e San Francisco si trovano tantissime offerte in tutti i periodi dell’anno. Noi abbiamo acquistato biglietti per San Francisco a meno di 400 euro a testa, pur viaggiando tra giugno e luglio, quindi in altissima stagione. Ma occorre precisare che i voli intercontinentali possono anche sfiorare i 1000 euro a persona.
  • Diverso è il discorso per arrivare dalla California alle Hawaii: in questo caso si tratta di un volo altrettanto costoso, essendo di fatto un intercontinentale. Quindi anche qui parliamo di circa 400 euro a testa.
  • i voli interni, invece, sono abbastanza economici: si va dai 200 ai 300 euro in tre per ogni volo. Qui occorre fare invece attenzione ai costi aggiuntivi per il bagaglio da stiva e per i kg in più.

Come risparmiare

  • Il modo migliore per risparmiare sui voli è quello di monitorare con largo anticipo le offerte, le variazioni di prezzo e le tariffe per la California usando i siti Skyscanner o Google Flight.
  • Inutile dire che avere flessibilità sulle date, comporta una maggiore possibilità di risparmio: infatti nella ricerca dei voli, variare i giorni di partenza e ritorno permette di trovare le tariffe migliori e più accessibili.
  • Affidarsi a siti come Pirati in Viaggio, che trovano per voi le offerte migliori, può essere una soluzione percorribile, a patto che possiate decidere e prenotare in tempi molto stretti, essere disposti a scali e orari spesso scomodi e avere le date predefinite e non modificabili.
  • Oramai le compagnie si sono fatte furbe: nelle tariffe che propongono, sono spesso esclusi i bagagli da stiva, che vengono conteggiati a parte e a tratta. Partire con meno valigie possibili e preferibilmente con solo bagaglio a mano, consente di risparmiare discrete cifrette, se considerate che dovrete volare moltissime volte, anche internamente all’arcipelago (solo in questo viaggio ben 9 voli).
  • Volare in bassa stagione aiuta sicuramente a trovare tariffe vantaggiose: a volte basta anticipare di 15 giorni l’alta stagione per vedere diminuire sensibilmente i prezzi dei voli.

Noleggio auto

Organizzare un viaggio alle Hawaii comporta anche fare i conti con tanti e diversi noleggi auto, uno per ogni isola. Oltre alla fatica (non vi nascondo che cambiare isola e auto ogni 4/5 giorni è abbastanza stancante), occorre sostenere una bella spesa.

La media è stata compresa fra i 45 e i 50 euro al giorno per automobili di diverse dimensioni, dalla full-size (ovvero berline di medie dimensioni) al suv, decisamente più comodi e spaziosi.

Come risparmiare

  • Prenotare l’auto con largo anticipo permette di risparmiare parecchio, soprattutto se viaggiate in alta stagione: vi da accesso alle tariffe più vantaggiose.
  • Evitare i one-way, ovvero ritirare l’auto in un ufficio e riconsegnarla in un altro: si applicano tasse aggiuntive molto onerose.
  • Un altro fattore di risparmio, se viaggiate con bimbi piccoli, è quello di portare dall’Italia il vostro seggiolino auto: noleggiarlo significa pagare una tassa giornaliera. Ammetto che è una scocciatura e di fatto rappresenta un bagaglio in più (gratuito), ma questa scelta vi permette di risparmiare e di usare un seggiolino pulito e solo vostro. Noi ad esempio, ne abbiamo comprato uno in più “da battaglia” tanti anni fa, che usiamo sia a casa per la seconda auto, sia in viaggio: ovviamente è più basico e più leggero rispetto a quello quotidiano.
  • Scegliete sempre l’opzione full-full: significa ritirare l’auto col pieno di benzina e riconsegnarla alla medesima condizione. Riportarla vuota vuol dire vedersi addebitati costi superiori rispetto a farla da sé nei benzinai vicini all’aeroporto.

Alloggio

Esistono molte opzioni di alloggio alle Hawaii, che variano in base alle vostre esigenze e alle abitudini di viaggio. Queste isole sono mete romantiche, da viaggio di nozze, con resort extra lusso nascosti nella vegetazione e spiaggia privata. Ma le Hawaii per molti rappresentano “il viaggio della vita”: c’è chi decide di “spiaggiarsi” in un hotel palazzone a Waikiki (O’ahu) e spendere 250 euro a notte con pensione completa tutto compreso.

Poi ci sono gli avventurieri, che con tenda e attrezzatura da campeggio, si accampano in aree praticamente non servite, in totale libertà. Occorre molto spirito di adattamento e inclinazione ad un tipo di viaggio decisamente spartano, capace anche di superare il caldo asfissiante che si forma in tenda quando fuori si sono registrati oltre 30 gradi tutto il giorno.

Sono tutte scelte legittime e personali. Viaggiando con un bambino, cui chiediamo veramente tanto (camminate tutti i giorni, infinite ore di volo e tanti giorni lontano da casa), per il momento ci siamo sempre indirizzati verso delle soluzioni intermedie, dignitose e semplici, ma con un occhio di riguardo ai servizi minimi.

Non vi nascondo che Luca, in fase organizzativa, ha davvero faticato a trovare alloggi a prezzi umani. Viaggiando in altissima stagione, la scelta era molto ridotta e ha dovuto fare ricerche capillari sia su Booking, sia su AirBnB, sia Google Maps.

In generale abbiamo speso tra i 90 e i 150 euro al giorno in 3 persone.

Dove dormire alle Hawaii

Trovare hotel adeguati ed accessibili è stata una vera impresa. Ovviamente se non avete restrizioni di budget, potete trovare posti pazzeschi, dal lusso sfrenato e dalle location favolose.

In un viaggio lungo 3 settimane, noi abbiamo dovuto cercare di risparmiare il più possibile, optando per le soluzioni più economiche.

L’isola più costosa in assoluto è Maui, seguita da O’ahu.

Una delle soluzioni che abbiamo utilizzato maggiormente sono stati i mini appartamenti su Airbnb: permettono totale libertà, prezzi generalmente accessibili, posizioni comode e spesso pittoresche. Ovviamente ve ne sono di tutti i tipi, da quelli molto spartani arredati in stile vecchiotto, a soluzioni dotate di tutti i comfort e dal gusto elegante. Quasi tutti ormai adottano una forma di check-in veloce e impersonale, utilizzando mini casseforti dotate di codice dove prelevare e lasciare le chiavi. In questo modo non avrete limitazioni negli orari di arrivo. Inoltre molti mettono a disposizione degli ospiti tutto il necessario per la spiaggia, come maschera/boccaglio, tavole da surf, asciugamani e borse da mare.

Verificare, soprattutto nei centri abitati come Waikiki, di avere il parcheggio interno gratuito.

Come risparmiare

  • Come sempre, iniziare a cercare gli alloggi con largo anticipo permette di trovare le tariffe più vantaggiose.
  • A volte, basta allontanarsi di qualche chilometro dalle aree centrali per veder scendere i prezzi.
  • Ovviamente i resort sono la soluzione più costosa ma in alcune aree, a volte, sono i più economici, sempre parlando di cifre ampiamente sopra i 100 euro a notte. Non ci crederete ma a Maui l’unica alternativa è stata proprio un resort. Infatti molti di questi hotel extra lusso, all’interno della loro immensa area, offrono anche strutture minori, una sorta di versione più cheap ma comunque valida, con tariffe sempre care ma più accessibili.
  • Spesso le strutture più economiche richiedono un numero minimo di notti: questo si traduce o in un netto risparmio oppure in un’ulteriore difficoltà se, come noi, in molte isole abbiamo deciso di spezzare il soggiorno in due località diverse, per ottimizzare gli spostamenti.
  • Ovviamente viaggiare in bassa stagione semplifica moltissimo la ricerca.
  • Fate molta attenzione ai costi aggiuntivi dei resort. Molto spesso capitava di trovare ottime offerte ma in un secondo momento saltavano fuori delle tasse relative alla pulizia della camera, che facevano impennare la tariffa. Questi costi si nascondono molto bene nei meandri delle descrizioni: spulciate con scrupolo tutte le condizioni.
  • Verificate sempre la possibilità di parcheggiare gratis internamente: in alcune zone i parcheggi a pagamento sono carissimi!
  • Se avete un bambino piccolo abituato a dormire con voi nel lettone, vi consigliamo, in fase di prenotazione, di non dichiarare la presenza del terzo ospite. Le camere triple costano molto di più e in un letto king size si dorme perfettamente in tre.

Pasti

Qui si apre un grande capitolo che vorrei affrontare in maniera capillare. La vita alle Hawaii è molto costosa, nonostante ci siano diverse opzioni per risparmiare.

Mediamente è tutto molto più caro rispetto al continente. Per farvi un esempio: 2 caffè, 3 dolcetti e un succo allo Starbucks in California costano 9 dollari, alle Hawaii 20. Qualsiasi cosa, dalla frutta venduta al supermercato ai frullati freschi, dal caffè americano a un hamburger semplice sono un salasso.

  • Colazione: sui 20 $ a testa
  • Pranzo: 10-20 $ a testa
  • Cena: 25-30 $ a testa

Come sempre, la percezione del costo varia molto in base alle abitudini di viaggio, alla durata della vacanza e allo stile di vita che ognuno di noi ha.

Come risparmiare e dove mangiare

Con un viaggio di 3 settimane, occorre cercare di mediare tra la necessità di risparmiare e la voglia di concedersi anche qualche sfizio. I modi per conciliare queste due esigenze ci sono.

La colazione

Abbiamo capito molto presto che la colazione è una notevole voce di spesa. Farla nei caffè comporta una spesa media di 20 dollari in 3. Se poi beccate il caffè sbagliato, arrivate a pagarla anche 40 dollari. Infatti alle Hawaii vanno molto di moda gli Healthy Cafè, localini deliziosi dove servono solamente prodotti bio, dove non esiste lo zucchero, frequentati dagli hippy alla Coachella, pieni di soldi e molto glamour, attentissimi alla linea: qui vanno per la maggiore le Acai Bowl, mega ciotole di frutta fresca e secca con la purea di acai (frutto brasiliano), tritata con il ghiaccio.

Per risparmiare vi consigliamo, nel caso in cui abbiate camere o appartamenti con angolo cottura e salottino, di acquistare tutto l’occorrente al supermercato, consumando così direttamente la colazione in alloggio. Ovviamente non sempre è possibile, ma quando si hanno diverse notti nella stessa struttura può essere una valida alternativa.

Oppure alcuni supermercati hanno il caffè interno, un corner dove acquistare la colazione take away a un prezzo decisamente più abbordabile.

Pranzi veloci

La nostra strategia quotidiana consisteva, dopo la colazione, in un pranzo leggero al volo. Vi assicuro che i 35/37 gradi non stimolano molto la fame, nonostante i numerosi trekking.

La colazione abbondante e salutare normalmente ci copriva per gran parte della giornata e durante le ore pomeridiane compensavamo con gli Smoothie, ovvero giganteschi frullati di frutta esotica fresca. Vi assicuro che un super frullato di mango, molto nutriente ed energetico, vi sazia per tutto il pomeriggio!

Frigorifero portatile

Una strategia che vi consiglio vivamente di adottare è quella di acquistare al supermercato un frigorifero di polistirolo. Il costo è di 6 dollari circa e ovviamente dovrete abbandonarlo e ricomprarlo in ogni isola. Sembra uno spreco ma in realtà vi porterà un notevole risparmio. Se come noi viaggiate in alta stagione, vi assicuro che il caldo è perenne e le macchine diventano velocemente dei forni. Tenere qualsiasi cosa commestibile al suo interno è impossibile.

Con un frigo di polistirolo, riempito di buste di ghiaccio reperibili a pagamento nei supermercati o gratis nei motel, potrete stivare tutto l’occorrente per la giornata.

Supermercati

Acquistare al supermercato l’occorrente per pranzi e cene implica, ovviamente, un netto risparmio.

I Walmart alle Hawaii sono pochissimi, molto cari e con reparto fresco quasi inesistente. Noi vi consigliamo i natural food stores: si tratta di piccoli supermercati che sostengono lo stile di vita sano e la salvaguardia dell’ambiente vendendo prodotti locali, freschi, biologici e naturali. Mentre la grande distribuzione importa tutto dal continente, facendo così impennare i prezzi, questi negozi di prossimità vendono solo prodotti locali, a costo nettamente inferiore. Inoltre la maggior parte offre una gastronomia con cibi caldi e insalate fredde, succhi di frutta freschi, frullati e sandwich su ordinazione.

Fra tutti vi segnaliamo il Foodland, una catena hawaiiana di supermercati, con un reparto gastronomia di pesce spaziale: è il posto migliore per gustare a prezzi contenuti il famoso Poke, il piatto più simbolico delle Hawaii. Con 11 dollari, potrete acquistare una ciotola grande di riso su cui adagiano 2 tipi diversi di tonno crudo locale marinato. Normalmente potrete scegliere fra una dozzina di tipi diversi di marinatura! Ottimo per pranzi veloci e cene take-away in albergo.

Food Truck

I food truck, ovvero piccoli camioncini trasformati in ristoranti take-way, sono molto amati negli States: rappresentano un modo veloce ed economico per un pasto al volo.

Se sul continente sono di solito mobili e si piazzano nelle aree business di uffici e scuole, alle Hawaii sono quasi tutti fissi, sono coloratissimi e potrete trovarli in corrispondenza delle spiagge più frequentate oppure raccolti insieme in piccole piazzette dedicate al cibo nei villaggi o vicino alle principali attrazioni.

Di solito offrono cucina locale o etnica: infatti le Hawaii sono un melting pot (mescolanza) di culture diverse dove assaggiare ramen giapponesi, piatti thai, pietanze filippine o sapori messicani.

In generale non sono economici, dal momento che si rivolgono ai turisti, ma essendo take-away si evita di pagare le tasse e soprattutto la mancia, una voce importante dello scontrino negli States. I food truck sono tutti molto organizzati, si può pagare ovviamente con carta di credito, offrono una grande varietà di scelta e la clientela è decisamente informale.

Unico neo: la maggior parte chiude nel tardo pomeriggio. Sono una formula usata principalmente per il pranzo.

Food Court

Le città americane e anche molte hawaiiane hanno una precisa conformazione urbanistica. La stragrande maggioranza delle attività commerciali, fast food, pompe di benzina, supermercati e banche, sono concentrate in agglomerati periferici all’interno dei quali c’è sempre un food court.

Si tratta di una specie di piazza con diversi ristoranti take-away, senza servizio al tavolo, molto spartani e decisamente economici. I primi della lista sono i classici fast food stile Pizza Hut, McDonald, TacoBell o Subway (che noi cerchiamo di evitare a tutti i costi) ma esistono anche realtà minori, di qualità migliore e nei quali trovare piatti non ipercalorici a prezzi accessibili (anche in questo caso vi evitate la mancia). Uno fra tutti il Panda Express, cucina cinese abbordabile con menù bambini.

Birrifici locali

Se come noi avete saltato il pranzo o mangiato solo frutta, se avete camminato tutto il giorno, ovviamente la sera avrete bisogno di un pasto completo, soprattutto i più piccoli. Il nostro consiglio è quello di alternare pasti acquistati al supermercato e consumati in hotel oppure ai food court, con meritate cene in ristorantini carini.

Ovviamente, anche in questo caso, avrete l’imbarazzo della scelta. Vi consigliamo di fare delle ricerche prima di partire, per individuare locali dove si mangia bene senza spendere un capitale. Andare a fortuna può risultare frustrante e dispendioso. Inutile dire che nei centri storici, nel cuore del turismo, è tutto più caro.

Noi abbiamo spesso cenato nei birrifici locali: la cucina è normalmente di ottima qualità, spesso fantasiosa e ricercata, l’ambiente informale e rilassato ma soprattutto la birra costa poco. Sì, perché se come noi siete amanti della birra, sappiate che normalmente alle Hawaii costa un salasso! Parliamo di 8 dollari a pinta. Invece nei birrifici molto meno, diciamo come in Europa, dal momento che la produzione è propria.

 

Cosa mangiare

Le Hawaii sono un crogiolo di culture e tradizioni di popoli diversi che convivono pacificamente gli uni accanto agli altri, rispettandosi a vicenda in maniera davvero unica.

Questo si traduce in varietà culinaria proveniente da tutto il mondo. Accanto ai piatti tipici hawaiiani, troverete anche la cucina giapponese, filippina, coreana, thailandese, cinese, messicana e ovviamente americana. Se amate sperimentare, questo è il posto che fa per voi. Non mancheranno pietanze di una cultura rivisitate in chiave hawaiiana o viceversa, ma questo è il bello del viaggiare!

Ovviamente vi consiglio di provare i piatti hawaiiani, semplici e profondamente legati alla natura circostante: il pesce dell’oceano, la frutta esotica delle sue montagne come cocco, mango e ananas, il taro e le patate dolci che crescono nella fertile terra lavica.

Poke

E’ forse la specialità hawaiiana più conosciuta al mondo, ultimamente molto di moda anche in Italia per la sua vocazione light: si tratta infatti di una ciotola di riso bianco su cui viene adagiato del tonno rosso a pinne gialle a cubetti, crudo e marinato in mille modi diversi. La combinazione del poke può avere infinite varianti, aggiungendo avocado e verdure fresche di tutti i tipi, salsa allo zenzero, cipollotti freschi, noci di Macadamia, lime, wasabi o alghe.

Quando vi troverete a scegliere la tipologia andrete, come noi, in crisi. Noi ve ne raccomandiamo qualcuno, ma il nostro consiglio è di buttarsi e provarli tutti!

  • Shoyu Poke: versione con salsa di soia e cipolle dolci.
  • Lime Poke: in cui viene spinto il sapore del lime, spesso abbinato al wasabi.
  • Spicy Poke: è la marinatura piccante con salsa sriracha.

Salmon Lomi lomi

©cookingtheglobe.com

Non è altro che una tartare di salmone massaggiato con il sale e lasciato marinare insieme a dadini di pomodoro e cipolla, spesso piccante.

Anche in questo caso troverete moltissime versioni diverse, con aggiunta di avocado ad esempio.

Kalua Pig

E’ sicuramente uno dei più emblematici piatti della tradizione hawaiiana, sempre presente in tutte le feste ed eventi locali. Si tratta di una sorta di versione locale del pulled pork americano, ovvero maiale in cottura lenta.

Nel caso del kalua però, il maiale viene cotto per 5 ore in un forno interrato e come il “cugino” americano, il risultato sarà una carne sfilacciata, morbidissima e leggermente affumicata che viene servita al piatto o come ripieno per un bel panino succulento.

Una variante è il Lau lau, la cottura di carne di maiale dentro a fagottini di foglie di taro, il tubero viola delle Hawaii. Come per il Kalua, anche in questo caso la carne rimane tenera e aromatica.

Loco Moco

Non posso dire che sia uno dei piatti che più mi abbia colpito ma consiglio comunque di assaggiarlo. Si tratta di un grosso hamburger di carne locale adagiato su riso selvaggio e sormontato da uovo fritto e salsa hawaiiana.

Shave Ice

I bambini impazziscono per questa palla di ghiaccio tritato finemente e ricoperta di sciroppi dai gusti vari: mango, cocco, ananas e lilikoi, ovvero il frutto della passione.

La verità? Una mezza schifezza da concedere poche volte: tanto zucchero, poca sostanza, difficile da mangiare e che si scioglie alla velocità della luce.

Noci di Macadamia

Imperdibile invece un assaggio delle pregiate noci di Macadamia. Si trovano in tante varianti diverse, dolci e salate e pare siano una specie di elisir di lunga vita. L’acido palmitoleico contenuto in questi frutti sembra avere degli effetti molto positivi sul metabolismo, portando all’organismo benessere e longevità. Il loro sapore inebriante può diventare una vera droga ma attenzione, sono molto caloriche!

Unico neo? Sono care come l’oro e si fa fatica a trovarle nella versione “naturale”.

 

Cosa mettere in valigia

Prima di partire per le Hawaii ho passato ore a cercare informazioni per studiare la valigia perfetta, per evitare ingombri inutili e per capire esattamente il necessario da portare.

Devo tristemente ammettere che molte informazioni si sono rivelate per noi inutili o parzialmente inesatte. Mi spiego meglio: dipende tutto da cosa volete fare e in che periodo viaggiate. Non esiste in realtà un modo unico per fare la valigia.

I consigli che mi sento di darvi scaturiscono da precise scelte di viaggio:

  • tante escursioni di hiking, ovvero camminate in montagna, sui vulcani o sui rilievi.
  • periodo: altissima stagione, giugno/luglio
  • scelta di alloggi in strutture non lussuose e ricercate
  • vita di mare relativamente contenuta
  • stile di viaggio semi-itinerante, cambiando ogni giorno zona da visitare

In generale la vita alle Hawaii è estremamente rilassata, con uno stile informale e vacanziero. La maggior parte della gente viene fin qui per godersi il mare, per praticare sport acquatici e per cavalcare le onde. Niente stress, orari flessibili, vita da spiaggia e relax. Questo si traduce in abbigliamento informale e rilassato.

Memore di precedenti esperienze di viaggio, vi consiglio in ogni caso di mettere in valigia, oltre a canotte, copricostume e ciabattine anche un paio di vestitini estivi, carini e poco ingombranti, per uscire a cena o fare un aperitivo in riva al mare. Inoltre, come ogni volta, ho cercato di orientare capi e colori in base alla destinazione: ho preferito tessuti non troppo pesanti (calcolate che fa caldo a tutte le ore del giorno), evitato colori scuri, scelto fantasie in linea con la meta, capi fiorati e variopinti come ad esempio i costumi Calzedonia a tema jungle!

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La grande difficoltà di comporre la valigia per le Hawaii, se come noi avete intenzione di intraprendere camminate, è l’esigenza di portarsi abbigliamenti diversi per i differenti ambienti. Questo si traduce in doppie scarpe, doppi vestiti, doppia attrezzatura.

Quindi la parola d’ordine è: ottimizzare.

Per il mare

Ho sempre pensato che le vacanze di mare, a livello di bagagli, siano nettamente più faticose che verso qualsiasi altra destinazione. Occorre una calzatura per andare in spiaggia, che ovviamente s’impolvera, una per uscire la sera, pulita e possibilmente carina da abbinare a vestitini e gonnelline, e una aperta per camminare in città, le classiche infradito di gomma sono scomodissime per scarpinare e fanno venire le vesciche. Come si risolve, se non avete intenzione di portarvi tutto il guardaroba?

Io quest’anno ho finalmente trovato una scarpa che riassume in un unico paio di calzature tutti questi usi così diversi: le Birkenstock Eva. Posseggono la stessa conformazione delle classiche Birkenstock, con il plantare sagomato perfetto per camminare, ma allo stesso tempo sono di plastica come le classiche infradito. Questo significa che si può usarle indifferentemente sia per andare in spiaggia che in città. Basta passarle sotto l’acqua e tornano come nuove. Inoltre ci sono moltissimi colori e modelli differenti che le rendono perfette anche per uscire la sera, dal momento che l’abbigliamento alle Hawaii è assolutamente informale: vi assicuro che bisogna veramente impegnarsi per capire che sono in materiale diverso dalle classiche. Certo, occorre amare questo marchio. Non tutti le reputano belle. Io personalmente le adoro e le uso sempre, anche la sera.

Per andare in spiaggia, vi consiglio di scegliere dei vestitini da mare, in stile copricostume, adatti anche per uscire la sera, in modo tale da non dovervi portare troppa roba.

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Per la montagna

Una parte importante del nostro viaggio alle Hawaii sono state le escursioni a piedi, sia nella giungla tropicale umida e afosa, sia sui vulcani aridi e freschi. In ogni caso serve un abbigliamento adatto.

  • magliette tecniche traspiranti: sono fondamentali. Portatene a sufficienza dal momento che si suda davvero tanto.
  • gonne-pantaloni tecniche: i pantaloncini sono indispensabili. Ma da qualche anno ho scoperto delle fantastiche gonne con sotto dei pantaloncini corti, perfette per camminare. Sono pratiche e al tempo stesso carine da vedere.
  • le scarpe da trekking, per tutta la famiglia, sono indispensabili. Rocce, fango, sentieri sterrati o polverosi. Ce ne sono per tutti i gusti e il piede deve essere tutelato al meglio.
  • Una felpa e una giacca a vento leggere: se salite sulla cima dei vulcani per il tramonto, vi accorgerete che in prossimità del calare del sole, scendono anche le temperature.

Per i bambini

Oltre all’abbigliamento da mare e per le escursioni, vi consiglio di portare alcuni accessori indispensabili:

  • scarpine da mare/aperte: vale lo stesso discorso di ottimizzare la destinazione d’uso. Le Crocs a sandaletto sono perfette sia per la spiaggia che per uscire la sera.
  • cappellino a visiera: le Hawaii sono calde si, ma molto ventilate. Occorre quindi un cappellino per proteggere la testa dei bimbi dal sole e dai colpi di calore, ma che non voli via alla prima folata di vento, come spesso accade con i cappelli alla pescatora.
  • occhiali da sole polarizzati: la luce delle Hawaii è accecante e fortissima. Sui vulcani ancora di più. Proteggete bene gli occhi dei vostri bimbi senza badare a spese, scegliendo i marchi più indicati.

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Indispensabili

  • la crema solare ad alta protezione per grandi e piccini è imprescindibile. Non lesinate sulla crema e rimettetela sempre dopo i bagni anche se c’è scritto resistente all’acqua. Il sole delle Hawaii non perdona.
  • anche un buon dopo sole è necessario, per dare refrigerio alla pelle dopo lunghe giornate all’aria aperta.
  • i teli mare sono indispensabili: quelli in micro fibra sono i più indicati, grazie alle ridotte dimensioni, anche se devono essere lavati più spesso e assorbono poco.
  • per tutte le escursioni nella vegetazione e nei giardini il repellente per zanzare è indispensabile: potrete però scegliere di acquistarlo anche in loco.

Per tutto quello che riguarda il reparto profumeria, vi consiglio di portarlo dall’Italia. I prezzi per buone creme solari e affini è davvero esorbitante.

Da evitare

Qui si apre un dibattito. Partendo dal presupposto che il mare alle Hawaii è un mare insidioso e difficile da gestire, soprattutto se come noi, avete incontrato quasi sempre onde alte, dalla nostra esperienza mi sentirei di sconsigliare di mettere in valigia l’attrezzatura specifica per lo snorkeling, a meno che non siate esperti ed appassionati. Senza contare che i fondali delle Hawaii sono interessanti (soprattutto le tartarughe) ma di certo non sono le Maldive o il Mar Rosso.

Maschere, boccagli, pinne e ovviamente scarpe da scoglio sono accessori ingombranti e si possono tranquillamente acquistare in loco, trovare nelle case in affitto o addirittura noleggiarli. Senza contare, che se decidete di intraprendere un’escursione in barca, vengono forniti gratuitamente dall’agenzia. Il nostro consiglio è di lasciare tutto a casa e partire più leggeri!

In fase organizzativa, avevamo letto ovunque della necessità assoluta di portare i kway, a causa delle frequenti piogge che caratterizzano il variabile meteo hawaiiano. Che piova spessissimo, soprattutto nell’entroterra e sulle alture è verissimo, che siano indispensabili i kway è assurdo. Avete presente indossare una giacca impermeabile e non traspirante quando fuori si registrano 35 gradi? E’ pura follia! E’ come indossare un sacco della spazzatura! Tra le altre cose nessuno li indossa (ci sarà un motivo) perché la pioggia va e viene in continuazione e la maggior parte delle volte è del tipo nebulizzato, impalpabile e sottilissima. Semmai mi verrebbe da consigliare adeguate borse impermeabili per le macchine fotografiche, per evitare danni a causa di questa pioggia insidiosa. Quanto a bagnarsi, ci si asciuga molto velocemente a quelle temperature.

Se non avete intenzione di vedere l’alba o le stelle in notturna sui vulcani, è assolutamente inutile portare abbigliamento pesante.

Avevo letto ovunque che la temperatura scende notevolmente salendo sulla cima dei vulcani, dove si passa rapidamente da 0 a 4000 metri di altezza. Verissimo, ma come chi frequenta la montagna potrà confermarvi, le temperature scendono in maniera significativa solamente al calar del sole. Fino a quel momento sarà sufficiente al massimo una felpa, e non nelle ore centrali del giorno. Quindi, se leggerete l’indispensabilità di piumini o giubbotti per salire sui vulcani, è riferito solamente per coloro che intendono ascendere nel cuore della notte per assistere al fenomeno dell’alba, oppure per coloro che hanno deciso di rimanere oltre il tramonto per ammirare le stellate più belle della terra. Per tutti gli altri, è assolutamente inutile!

 

Hawaii con i bambini

Qui apro una piccolissima parentesi. Di solito siamo una famiglia che non ama particolarmente le attrazioni turistiche specifiche per i bambini. Ovviamente, chiedendo a nostro figlio davvero tanto impegno, in termini di ore di volo e di fuso, di camminate tutti i giorni e di lunghi periodi lontano da casa, cerchiamo di dedicare del tempo solo a lui e ai suoi interessi.

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Ma in generale, pensiamo che la natura variegata della terra sia il più grande parco a tema del mondo. E le Hawaii sono un vero paradiso naturalistico: spiagge nere e rosse, cascate, parchi sconfinati, canyon selvaggi, vulcani portentosi, giardini lussureggianti, oceano dai fondali cristallini, tartarughe marine, arcobaleni mozzafiato. Cosa c’è di meglio per un bambino di avvicinarsi ad una natura così incontaminata? Scendere in spiaggia e trovarsi una tartaruga sulla sabbia?

Cosa hanno bisogno di più i bambini per divertirsi? Onde con cui giocare, pesci variopinti da osservare, baie dove nuotare, sentieri da percorrere e angoli da esplorare. Ad esempio noi abbiamo deciso di non visitare Pearl Harbour, non per una mancanza di interesse storico, ma perché pensiamo che non sia educativo portare i bambini a visitare materiale e armamento bellico.

E’ invece indispensabile, con bambini un pochino più grandi, prepararli bene al viaggio e alle straordinarie cose che vedranno grazie a film, libri e letture.

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Salire sui vulcani

Ci tengo ad aprire una parentesi sulla visita dei vulcani con bambini piccoli. E’ sicuramente una delle esperienze più intense che vivranno e che più rimarrà indelebile nei loro ricordi.

Occorre però dire che sarà per loro molto impegnativa da un punto di vista fisico: si tratta di montagne molto alte, che superano i 3000 metri e in alcuni casi, come il Manua Kea, anche i 4000. Questo vuol dire che, partendo dal livello del mare, si salirà in pochissimo tempo in alta quota. Infatti le vette dei vulcani hawaiiani sono raggiungibili tranquillamente in auto.

Il nostro consiglio è quello di fare delle soste lunghe anche 45 minuti (soprattutto nel caso del Manua Kea) per farli acclimatare in maniera graduale ed evitare giramenti di testa e nausea. Va inoltre sottolineato che gli americani sconsigliano la salita in vetta del Manua Kea a bambini al di sotto dei 13 anni e donne in stato di gravidanza. Poi ognuno segue la sua coscienza: la nostra pediatra non ci ha dato limitazioni (nostro figlio ha in ogni caso 6 anni) e abbiamo visto salire famiglie anche con bimbi molto piccoli. Per qualsiasi dubbio, ci sentiamo di dirottarvi verso la vostra pediatra di fiducia per chiedere un consiglio più specifico. Infatti sull’argomento c’è molta confusione, sia sulle guide cartacee che on line.

Ricordatevi che all’interno dell’area dei vulcani non esistono punti di ristoro né di soccorso: portatevi dietro tutto quello che ritenete opportuno per affrontare la giornata, specialmente in base all’età dei vostri bimbi.

 

Attività da fare

Le Hawaii sono il paradiso per gli amanti degli sport acquatici e dei vulcani. Qui la natura va vissuta appieno, altrimenti, e questo è il nostro personalissimo pensiero, per rimanere spiaggiati nei resort tanto vale scegliere mete più vicine e meno costose.

Infatti occorre dire che tutte le escursioni guidate e organizzate, di qualsiasi tipo, dall’elicottero alla barca, dalla zip line al kayak sono carissime. E’ davvero difficile scegliere l’operatore, l’isola e il tipo di attività, ma in ogni caso mettere in conto un piccolo budget significativo. Ovviamente le Hawaii si visitano benissimo anche in autonomia, senza spendere un patrimonio, ma ci sono esperienze che vale davvero la pena di vivere, altre che sono consigliate solamente agli appassionati.

Prima di effettuare qualsiasi tipo di attività, consultate sempre le condizioni meteorologiche, che possono cambiare molto rapidamente. Il sito più affidabile è sicuramente Accuweather, di cui si può scaricare una comodissima App.

Per questo motivo, mi sento si sconsigliarvi di prenotare con largo anticipo le escursioni a pagamento: se è vero che in alta stagione i tour si riempiono in fretta (specialmente le gite in mare), è anche vero che elicotteri e barche escono lo stesso, anche con la pioggia, tranne in particolari condizioni avverse. Visti i costi esorbitanti, io preferirei essere sicura di trovare una giornata di sole e cielo blu, possibilmente con mare calmo.

Vita da mare e sport acquatici

Iniziamo con il dire una cosa importantissima: il mare alle Hawaii è pericoloso. Non è il mare calmo e placido dei Caraibi, è oceano aperto, abitato da squali.

Non sono le paturnie di una mamma ansiosa: come vedrete voi stessi già atterrando, la popolazione locale mette in guardia i turisti in tutti i modi, con opuscoli, video informativi al ritiro bagagli, con cartelli all’ingresso di ogni spiaggia e con la voce dei bagnini che sorvegliano i bagnanti. Le parole d’ordine, che ho letto mille volte sono: se sei in dubbio, non entrare in acqua.

Le correnti oceaniche non perdonano, la risacca è fortissima e ti porta letteralmente via, le onde s’infrangono e s’impennano anche a riva, dove spesso si nascondono insidiose rocce sommerse. Si consiglia solamente a sportivi esperti di praticare snorkeling al largo, surf, windsurf e kayak in mare aperto. Vi assicuro che spesso è difficile anche entrare in acqua. Non è un caso se le Hawaii sono una delle capitali del surf. Detto questo, occorre fare molta attenzione ai bambini che possono soccombere in fretta alle onde alte.

Il mare è più calmo al mattino, nel pomeriggio si agita quasi sempre.

Tutte le attrezzature sportive si possono noleggiare in loco e quasi tutte le spiagge sono accessibili  e gratuite, anche quelle dei resort. Una delle cose che più mi ha colpito è la perfetta gestione delle spiagge: oltre ad essere tutte pubbliche, sono quasi sempre super attrezzate con bagni, docce, spogliatoi, aree pic-nic e torretta dei Baywatch, ovvero dei bagnini, pronti a intervenire proprio come nei film. Molto spesso sono aree protette, veri beach park. Quasi mai sono presenti chioschi che vendono da bere e da mangiare, quindi occorre attrezzarsi con pranzi e snack al sacco.

Luau, un’esperienza da evitare

Devo ammettere che sono rimasta molto delusa dalla difficoltà di avvicinarmi alla cultura hawaiiana. Occorre dirlo: la cultura a stelle e strisce ha asfaltato quella locale, piegandola alle esigenze degli americani in vacanza. Sebbene esista e venga conservata gelosamente, per un turista medio è davvero difficile vederne le sue espressioni più autentiche.

Da appassionata di danza, ero molto curiosa di vedere dal vivo la spettacolare Hula, un’arte millenaria, che racconta, con i movimenti del corpo, le leggende e la storia di questo popolo. Viene studiata a scuola, si pratica fra i giovani, ma trovare manifestazioni autentiche è quasi impossibile, a meno di non avere la fortuna di capitare nel posto giusto al momento giusto, ovvero in occasione di competizioni e feste locali, come il Merrie Monarch, il più importante campionato di Hula, che si svolge in aprile.

La maggior parte degli eventi è ad uso dei turisti e quelli più autentici sono rari e difficili da incastrare con il proprio itinerario di viaggio. Con tantissimi dubbi e una vocina interiore che mi diceva di non farlo, ho quindi insistito per partecipare a un Luau. Ero curiosa di sentire musica locale e ammirare le danzatrici. In origine la parola Luau indicava la classica festa hawaiiana tradizionale che si svolge in occasioni particolari, da quelle familiari come matrimoni, lauree e compleanni a quelle ufficiali con personaggi illustri della comunità. Tutte sono accomunate dalla presenza di musica, danza tradizionale e un lauto banchetto con i più importanti piatti locali in abbondanza.

Purtroppo questa consuetudine è stata completamente stravolta e inglobata dalla macchina del turismo di massa. A meno che voi non abbiate la fortuna di essere invitati a una festa privata, l’unico modo per assistere a un Luau, è di  partecipare a quelli organizzati da resort.

Vi avviso: sono vere e proprie macchine mangiasoldi di dubbio gusto.

Mi pento amaramente di aver ceduto alla tentazione e ora vi spiego il perché:

  • il Luau si svolge all’interno di lussuosi resort pieni di gente danarosa.
  • le pietanze sono di qualità scadente e vengono servite in formula buffet dove la gente si accalca per accaparrarsi montagne di cibo come se non mangiasse da una settimana (avanzando ovviamente un sacco di roba).
  • il servizio è approssimativo e frettoloso, come una pratica da archiviare in rapidità.
  • le danze sono carine ma il tutto ha un sapore così finto da infastidire.
  • la durata dell’evento è molto breve e i tempi sono dettati in maniera ferrea e prestabilita.
  • i costi sono esorbitanti, dai 75 ai 250 euro a testa, in base alla formula.

Non buttate i vostri soldi e dirottateli verso attività più meritevoli.

Escursione in elicottero

I voli in elicottero sono tra le attività più gettonate delle Hawaii e possono essere praticate su tutte le isole.
Siamo stati davvero in dubbio fino all’ultimo dal momento che:

  1. il costo è pazzesco: dai 200 ai 400 euro a testa per 30/60 minuti di volo.
  2. il meteo è variabile e quindi è difficile individuare il giorno giusto.
  3. non sapevamo su quale isola fare l’escursione, visto che ognuna ha le sue spettacolari peculiarità: O’ahu e Maui le verdi montagne, Big Island i vulcani attivi, Kauai i canyon e la Napali Coast.

Alla fine abbiamo scelto Kauai e non finiremo mai di consigliare questa escursione!

L’elicottero fornisce, più di qualunque mezzo, una prospettiva unica e pazzesca sull’isola sottostante. Solo dall’alto è possibile ammirare certi panorami e l’emozione di volare in maniera così ravvicinata, compensa al 100% il notevole costo che si deve sostenere.

Consigli e cose da sapere

  • Possono volare tutti senza restrizioni di età anche se alcune compagnie non accettano i bambini sotto i 4 anni.
  • Si può risparmiare prenotando on line, oppure recandosi direttamente in loco in giornata.
  • Non mettete nulla nello stomaco (soprattutto liquidi) nelle due ore precedenti il volo: si soffre di stomaco (per l’instabilità del mezzo alle sollecitazioni) e potreste avere tantissima nausea.
  • I voli senza barriere né vetri sono quelli più costosi e quelli che ovviamente garantiscono la migliore visuale.

Escursione in barca

Avrete l’imbarazzo della scelta sia come tipologia di imbarcazione, dal catamarano al gommone fino allo yatch più lussuoso, sia come escursione. Infatti, in base al periodo, potrete avvistare balene (da dicembre ad aprile) e delfini, ammirare i tramonti con aperitivo e cena romantica a bordo, fare snorkeling fra tartarughe e delfini, oppure nuotare nelle calette più inaccessibili.

Consigli e cose da sapere

  • Se avete bambini prediligete sempre le ore del mattino: il mare è calmo e maggiormente indicato alla navigazione.
  • Il pomeriggio è invece l’orario migliore per il tramonto e gli avvistamenti di animali marini.
  • Sono escursioni molto lunghe: si parla di 4/5 ore minimo.
  • Vi consigliamo di scegliere la tipologia di imbarcazione in base all’età dei vostri bimbi e ai vostri interessi. Ad esempio i gommoni, in cui si sta in piedi aggrappati al bordo, sono poco indicati ai bambini piccoli (in alcuni casi proprio vietati) per questioni di sicurezza e per le forti sollecitazioni durante la navigazione. Solo le imbarcazioni più grandi sono dotate di bagni.
  • Questo tipo di escursione secondo noi è maggiormente indicata a coloro che hanno buona dimestichezza con il mare, che non soffrono la navigazione e che sono abituati a nuotare in mare aperto e fare snorkeling.
  • I costi variano molto in base alle compagnie, all’isola, al tour scelto ma non scendono quasi mai sotto i 150 euro a testa.

Hiking

Camminare nella natura è in assoluto l’attività che amo di più fare quando viaggio. Alle Hawaii è particolarmente emozionante perché potrete intraprenderla negli ambienti più diversi: nella vegetazione umida e fitta, nei vulcani fumanti e polverosi, lungo le coste frastagliate di lava sedimentata.

Con qualche dritta sperimentata sul campo potrete organizzare delle giornate indimenticabili!

Consigli e cose da sapere

  • Se possibile, concentrate i trail nella prima parte della giornata: sfruttate i momenti freschi perché con il passare del tempo il caldo e l’umidità incombono. Questo vale soprattutto se avete bambini al seguito.
  • Partite attrezzati con abbigliamento e calzature adeguati: ho visto gente andare sui sentieri in infradito e non riuscire a risalire.
  • Portate con voi almeno 1 litro di acqua pro capite e qualcosa da mangiare in base alla lunghezza del percorso.
  • Siate attrezzati con crema solare, cappello e repellente per zanzare, soprattutto se il sentiero si snoda nella vegetazione.

Visitare i parchi nazionali

Alle Hawaii sono presenti ben 3 National Parks americani:

  • Volcanoes National Park a Big Island
  • Haleakala National Park a Maui
  • Kaloko-Honokohau National Park a Big Island

Se il vostro viaggio prevede esclusivamente le Hawaii e non avete intenzione di visitare altri parchi nazionali sul continente americano, allora non vi conviene acquistare il Pass Annuale dei National Park che costa 80$.

Vi consigliamo invece di prendere il Hawaiʻi Tri-Park Annual Pass: con 50$ avete l’accesso annuale ai 3 siti nazionali presenti sul territorio hawaiiano. Il pass, che copre il veicolo e le persone che vi viaggiano, permette di entrare più volte all’interno del sito.

I parchi sono molto vasti e richiedono una buona organizzazione per essere visitati nella maniera più completa possibile: come in tutti i parchi americani, anche quelli delle Hawaii possono essere visitati in molti modi diversi, dai semplici view point alle escursioni adatte a tutta la famiglia, fino ai sentieri indicati solamente ad escursionisti esperti.

Non dimenticate di passare dai Visitor Center che, oltre a fornire tutte le informazioni più attendibili sul parco, fungono anche da piccoli musei sulla natura che andrete ad esplorare.

 

Difficoltà incontrate

Un viaggio alle Hawaii è un sogno che si realizza ma non è così semplice da organizzare, almeno per come concepiamo noi il viaggio. Certo, se vi arenate sulla spiaggia di un resort per due settimane, facendo ogni tanto qualche escursione, grossi problemi non ne avrete.

Ma se come noi amate spostarvi, viaggiare in maniera itinerante e visitare il più possibile, allora le cose si complicano.

Organizzare itinerario e alloggi

Mai come in questo viaggio la questione alloggi e spostamenti interni è stata delicata. Le isole, a parte Big Island, non sono grandissime, ma le strade sono spesso tortuose e lunghe da percorrere. Per questo motivo, ha poco senso cambiare alloggio ogni notte, ma nemmeno avere un’unica base.

Questo si traduce in circa 2 alloggi per isola, la cui zona va individuata molto bene in base a quello che si vuole visitare, alle escursioni che da intraprendere e a quanti chilometri si vuole percorrere ogni giorno.

Senza contare lo stile di viaggio che uno predilige: noi ad esempio tendiamo a stare alla larga dal turismo sfrenato e preferiamo di gran lunga i piccoli villaggi con una frequentazione più limitata. Amiamo i posticini con 4 case, 2 ristoranti e 3 negozi, piuttosto che una Waikiki brulicante di catene internazionali. La difficoltà di trovare consigli adeguati al nostro stile di viaggio, ci ha portati in alcuni casi a non ascoltare il nostro istinto e a pentirci un pò delle scelte fatte. Insomma, ci sono pro e contro che rendono più faticoso programmare gli aspetti logistici del viaggio.

Organizzare le giornate

Siamo programmatori seriali 😂. Questo vuol dire che siamo abituati a definire in maniera molto precisa e dettagliata il programma di ogni singola giornata. Ovviamente questo è quasi inevitabile in lunghissimi on the road in cui si cambia alloggio ogni giorno e dove le variazioni possono essere minime.

In un viaggio alle Hawaii, invece, questo è praticamente impossibile: il meteo cambia repentinamente e il cosa fare giornaliero diventa intercambiabile, obbligandoci in un certo senso a vivere alla giornata. Devo ammettere che questo mi ha parecchio destabilizzata: non sono abituata a improvvisare, a decidere giorno per giorno cosa fare. Non fa decisamente per me. Non ha sicuramente aiutato un clima ballerino abbastanza anomalo (ma come in tutto il mondo, le stagioni stanno cambiando).

Inoltre è difficile incastrare le cose da fare nei diversi momenti della giornata. Mi spiego meglio: il trekking è consigliato al mattino, soprattutto con un bambino, quando le energie sono al massimo e le temperature sono più fresche. Ci veniva quindi naturale, andare in spiaggia al pomeriggio, per rilassarci dopo la fatica e gratificare il piccolo. Purtroppo nel pomeriggio il mare si agita, con onde più alte e difficoltà ad entrare in acqua. Questo ha significato spesso grande frustrazione nel nostro cucciolo, che dopo tante fatiche non riusciva a divertirsi in mare come avrebbe voluto.

Anche la scelta delle spiagge è difficile: sulle guide classificano come imperdibili baie e litorali esteticamente meravigliosi, ma spesso non adatti alle famiglie. Ciò che è bello da fotografare o da vivere con gli sport acquatici, non è detto che sia ideale per i bambini o per chi nuota in maniera incerta. Senza contare che di spiagge alle Hawaii ce ne sono centinaia: impossibile vederle tutte, tanto meno fermarsi in ognuna, soprattutto con bambini al seguito. Se si viaggia da soli è molto più semplice, il tempo si riesce a gestire bene, ma con un bambino “fermarsi” vuol dire: scendere in spiaggia, giocare con la sabbia, fare il bagno fino allo sfinimento, lavarsi dalla sabbia, raccogliere tutta la roba. Risultato? Perdere moltissimo tempo ogni sosta, a meno di non trasformarsi in genitori cerberi con il cronometro. Quindi per noi il motto è stato: tante foto alle spiagge ma scelta oculata di quelle in cui sostare.

Inoltre ristoranti e take away in molte località chiudono presto: a meno che non ci organizzi in anticipo, non si può andare lunghi in spiaggia per non rischiare di rimanere senza cena.

Cambiare isola ogni 4/5 giorni

Se da un lato cambiare isola ogni tot giorni ha significato grande varietà di viaggio, con un’altalena di emozioni che ci ha fatto letteralmente volare le 3 settimane in programma, dall’altro questo si è tradotto in un surplus di stanchezza.

Normalmente, nei nostri viaggi on the road, una volta atterrati e in possesso della nostra auto, ci dimentichiamo dei bagagli fino al giorno del rientro. La nostra macchina diventa un pò la nostra casa ambulante.

Alle Hawaii invece, ogni 4/5 giorni dovevamo preoccuparci di svuotare e lasciare la vettura in buone condizioni, espletare la procedura di riconsegna (con pieno di benzina prima di arrivare in aeroporto) per ricominciare da capo nell’isola successiva.

Non solo: dovevamo ogni volta risistemare bagaglio a mano e valigia da stiva in maniera impeccabile per ogni volo, per non incorrere in sanzioni sul peso, senza contare il seggiolino auto del piccolo.

Insomma, questo continuo cambiare ci ha tenuto vigili e in allenamento per tutta la vacanza!

6 Comments

  • Come sempre un meraviglioso articolo! Grazie per tutte le informazioni dettagliate, è nella wishlist da tempo e dopo avervi letto abbiamo le idee più chiare su cosa aspettarci!

  • Sono proprio felice! ho cercato di condensare tutto quello che avrei voluto leggere in fase organizzativa ma non ho trovato da nessuna parte!

  • Wooowww!!!! Sarebbe un sogno riuscire a fare questo viaggio…ammetto che vorrei visitare anche Pearl Harbour!!!! Inizierò il salvadanaio pro-Hawaii. Grazie per i tuoi consigli!!!!

  • Cara Chiara, come sempre ci fai sognare con i vostri viaggi ed i tuoi preziosi ed indispensabili consigli di viaggio. Dopo Real America, Canada e Florida spero anche questi tuoi articoli serviranno presto per organizzare il nostro viaggio alle Hawaii .. anche se purtroppo non sappiamo ancora quando ;-(

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