Come organizzare la visita all’Everglades National Park

Le Everglades, chiamate anche il Mare d’Erba, sono un luogo incredibilmente strano, bizzarro, anomalo.

E’ un parco nazionale diverso da tutti quelli visitati finora negli Stati Uniti, un ecosistema naturale in perenne cambiamento, in continua evoluzione ma soprattutto è un luogo estremo, sfuggente e decisamente difficile da descrivere e classificare.

Infatti stiamo parlando di una vastissima regione subtropicale di natura paludosa. Vi troverete di fronte a uno degli angoli più selvaggi, incontaminati ed inaccessibili di tutti gli Stati Uniti. Il suo immenso territorio è per la maggior parte inavvicinabile all’uomo, la natura è ancora primordiale e gli uomini sono solo spettatori marginali.

Vi devo confessare che questo tipo di ambiente naturale non mi ha mai particolarmente entusiasmato né interessato granché, ma mi sono dovuta ricredere. Non tanto per la sua evidente uniformità, a cui continuo a preferire altri tipologie di ambienti, quanto per l’incredibile varietà di animali presenti, che dominano l’ecosistema e che si possono incontrare con facilità estrema.

Come arrivare

 

Con la sua vastissima estensione, pari a un’area di circa 1,5 milioni di acri, le Everglades si trovano all’estrema punta a sud della Florida e sono facilmente raggiungibile da Miami in circa 70 km, da Orlando in 440 km e da Tampa in 340 km.

Anche se vengono proposti spesso tour organizzati in partenza da Miami, noi vi consigliamo di visitare questo parco in totale autonomia. Infatti la sua visita è estremamente semplice, le distanze contenute e le opportunità di fare le visite in maniera individuale assolutamente alla portata di tutti.

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Quando andare

Il periodo migliore per visitare le Everglades è senza dubbio la stagione secca, che va da dicembre ad aprile.

Noi ci siamo stati nella seconda metà di aprile e già le temperature erano torride, il sole picchiava in maniera incredibile ed era quasi impossibile camminare al sole. A nostro figlio è bastato un quarto d’ora di passeggiata (con cappello e sotto la calotta del passeggino) e gli è venuto un piccolo colpo di calore. Non si scherza con questo caldo.

Se viaggiate con bambini vi sconsiglio vivamente il periodo umido: con il cambio di stagione non solo il caldo diventa insopportabile, ma aumentano le precipitazioni e la presenza massiccia di zanzare che invece noi non abbiamo quasi avvertito.

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Quanto tempo dedicare al parco

©nps.gov

Devo essere sincera: io non dedicherei più di un giorno a questo parco. Nonostante ci abbia stupito positivamente per la facilità e la quantità incredibile di animali che abbiamo visto, occorre anche precisare che è un ambiente un pò monotono e ripetitivo: paludi, pianure secche, canali di mangrovie.

Sebbene ci siano molte attività da fare, è anche vero che ad esempio, con i bambini, non tutte sono accessibili e facili da realizzare. E’ un ambiente tendenzialmente ostile, difficile, a cui prestare continuamente attenzione e a meno che non siate appassionati di birdwatching potrebbe, a lungo andare, annoiarvi.

Invece posso dire che insieme a DisneyWorld e al Kennedy Space Center, questa tappa è stata una delle più amate da nostro figlio per il grande numero di animali visti!

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Come organizzare la visita

Sono due le strade che attraversano il parco: la Tamiani Trail, il cui nome curioso non è altro che una crasi tra Tampa e Miami, che taglia il parco quasi in orizzontale, collegando la Costa di Naples con quella di Miami e la State Hwy 9336 che collega Florida City con la punta meridionale, dove si trova il Flamingo Visitor Center.

Le ore centrali della giornata sono decisamente difficili da occupare: muoversi è faticoso, il sole brucia la pelle, l’aria è ardente e la calura opprimente. Se intendete fare attività outdoor come la canoa o le passeggiate in bicicletta vi consigliamo vivamente le prime ore del mattino, ancora vivibili.

Noi inizialmente avevamo ipotizzato di spendere 1 giorno e mezzo alle Eveglades: il primo da dedicare alla Tamiani e alle sue numerose attrattive e il giorno dopo a quelle che si trovano lungo la Hwy 9336. Alla fine abbiamo deciso che il giorno dopo avremmo proseguito direttamente per le Keys. Il motivo? La nostra dose di paludi, di mangrovie, di alligatori e di uccelli di varia natura era stata sufficiente e sinceramente la monotonia dell’ambiente non ci ha invogliato a dedicarci altro tempo, senza contare il caldo opprimente che mal sopportiamo tutti e tre.

 

Cosa vedere in 1 giorno

Partendo da Naples, siamo andati dritti dritti in direzione Everglades.

Fate benzina prima di addentrarvi nel parco perché all’interno dell’area protetta non ve ne sono!

Big Cypress Boardwalk

Questo facile percorso a piedi su passerelle di legno, quasi non si nota passando con la macchina: arrivando da Naples ve lo troverete sulla sinistra e dovrete fare fatica per avvistarlo.

Il sentiero è facilissimo, tutto in piano (2 km in tutto) ma a senso unico: non è un anello ma un percorso che porta fino a uno stagno, per poi dover ripercorrere i propri passi. Questo è uno dei punti delle Everglades che più mi è piaciuto: eravamo in totale solitudine, abbiamo ammirato mangrovie, cedri altissimi e alligatori a pochi metri da noi in libertà, oltre a tartarughe e uccelli.

Attenzione: non ci sono bagni né punti informativi con presenza di personale

Il percorso è quasi sempre fiancheggiato da stagni, corsi d’acqua o rigagnoli verdognoli: posso solo immaginare la quantità di zanzare che si possa sviluppare durante la stagione umida. Ho letto di una ragazza che nel breve percorso per arrivare in fondo al sentiero ha contato ben 46 punture!

Ochopee

Lungo la Tamiani si incontra questo bizzarro villaggio, che riflette molto bene la natura solitaria delle Everglades: qui vivono solamente 5 abitanti.

Inoltre vanta l’ufficio postale più piccolo degli Stati Uniti: per ufficio si intende una piccola cabina in stile gabbiotto di legno, occupata da un efficiente e simpaticissimo addetto che si presta per mille foto con i turisti, sempre con un sorriso contagioso e luminoso.

Oasis Visitor Center

Questo è il centro visitatori della riserva di Big Cypress, che si trova sempre nell’area delle Everglades, in cui è possibile ammirare, con molta fortuna, la pantera della Florida.

La sua peculiarità è la presenza di un lunghissimo fossato con acqua stagnante dove si raduna una quantità impressionante di alligatori grandi e piccoli. Una passeggiata rialzata, sicura e protetta, permette ai visitatori di ammirarli. Noi ne abbiamo contati più di 40!

Tour con gli airboat

Il mare paludoso delle Everglades è difficilmente esplorabile. E’ vero che ci si può addentrare con canoe, con sentieri a piedi (solamente nella stagione secca) e con kayak. Personalmente, vista la natura paludosa del parco, la presenza di animali pericolosi e di zanzare, il caldo asfissiante, la carenza di servizi, io non me la sarei sentita di portarci un bambino piccolo.

Abbiamo così optato per una soluzione più comoda, gli Airboat. Cosa sono? Si tratta di barche dal fondo piatto, adatte a muoversi in mezzo al labirinto di canali di acqua bassa e mangrovie che costituiscono le paludi di questo ecosistema. Occorre dire che è un’attività molto, molto turistica: ci sono decine di operatori che offrono questo servizio. Leggendo on line abbiamo scoperto che questo genere di business è altamente dannoso per l’ambiente: queste barche inquinano parecchio, disturbano gli animali e sfrecciano a velocità pazzesche in mezzo a canali molto stretti, provocando spesso danni alle piante, solamente per divertire i turisti, che alla fine del tour vengono portati a visitare le colonie di alligatori in cattività (cosa davvero assurda dal momento che il parco pullula di alligatori in totale libertà).

Quando viaggiamo, cerchiamo  di fare il più possibile un turismo etico e responsabile. Per questo motivo, dopo molte ricerche on line, abbiamo individuato Everglades City Airboat Tours. E’ stata la prima azienda a proporre questo servizio e sono molto attenti a non essere invasivi: infatti, come abbiamo potuto provare, offrono tour più brevi, massimo 1 ora, non portano a nessun santuario degli alligatori e soprattutto si muovono con cautela all’interno del groviglio di mangrovie, accelerando solamente nei canali grandi e spaziosi. Inoltre, vi portano a vedere tanti animali diversi, in silenzio, spegnendo il motore e facendo attenzione a non disturbarli. Abbiamo così potuto avvistare molti uccelli, procioni e delfini.

Anche la permanenza a bordo è molto comoda: ogni barca contiene al massimo 6 persone, ciascuna dotata di cuffie Two Way (in effetti i motori esterni delle barche sono molto rumorosi) che permettono al comandante di comunicare con i visitatori e fornire tutte le spiegazioni sull’ambiente circostante.

Shark Valley Visitor Center

Nell’area delle Everglads esistono 4 Visitor Center, da cui partono sentieri e attività: Ernest CoeFlamingo, Gulf Coast e Shark Valley.

Presso il centro informazioni troverete servizi igienici, un piccolo store che vende bibite, panini e gelati, un gift shop e un’ampia zona con panchine all’ombra.

Trail a piedi

Da qui partono una serie di piccoli trail per esplorare l’area caratterizzata da cipressi, alberi tropicali e piante fluviali.

  • Bobcat Boardwalk: 800 metri su passerelle
  • Otter Cave Hammock Walking Trail: 400 metri su sterrato anche in mezzo al fango

Scenic Loop in bicicletta

©nps.gov

Questa zona del parco può anche essere esplorata in bicicletta seguendo il Scenic Loop, lungo 24 km. 

Le biciclette si possono noleggiare presso il Visitor Center ma ricordatevi che non forniscono seggiolini per bambini di età intermedia: o cestini per piccoli sotto i 15 kg oppure biciclette per bambini già grandi.

Noi con un bimbo di quasi 5 anni che non sa ancora pedalare senza rotelle, non abbiamo potuto affittarle. Ma in realtà è stata solamente una fortuna: nel primo pomeriggio le temperature erano proibitive e sicuramente ci saremmo sentiti male con quel calore e con la lunghezza del percorso.

  • Non esistono modi di rendere il percorso più rapido: l’unico modo per rientrare è quello di tornare indietro sulla stessa strada.
  • La durata del percorso è di 2/3 ore minimo.
  • Occorre mantenere una distanza di sicurezza dagli alligatori di almeno 5 metri.
  • Non dare da mangiare agli animali.
  • Mantenere la destra e dare la precedenza ai tramtour per evitare incidenti.
  • La strada è asfaltata e in piano ma spesso affiancata da canali in cui stazionano gli alligatori: massima attenzione.
  • Le temperature sono torride e occorre portarsi sufficienti quantità di acqua per evitare la disidratazione: lungo il percorso non c’è acqua potabile.
  • La Florida è la capitale dei fulmini degli Stati Uniti, e le sue estati offrono degli spettacoli meteorologici straordinari. La maggior parte dei temporali si verifica durante le ore da metà a tardo pomeriggio, quindi il momento migliore per andare in bicicletta è il mattino, quando è ancora fresco.

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Scenic Loop in Tramtour

Una validissima alternativa alla bicicletta è il Tramtour: è un trenino aperto su ruote che percorre esattamente lo stesso tragitto dello Scenic Loop ma stando comodamente seduti e soprattutto al riparo dal sole.

  • Il tour dura 2 ore e occorre prenotarsi in anticipo pagando allo sportello del Visitor Center.
  • Il gruppo di persone è accompagnato da un Ranger che vi spiegherà tutti i segreti di questo particolarissimo ecosistema, vi racconterà gli aneddoti e coinvolgerà i più piccoli.
  • Durante la visita potrete ammirare moltissime specie di animali fra cui alligatori, tartarughe e tantissimi uccelli diversi.
  • Vi consigliamo l’ultimo tour della giornata: non solo le temperature sono meno torride, ma avvicinandosi l’ora del tramonto, molti animali iniziano a uscire in una meravigliosa luce di fine giornata.
  • Lungo il percorso c’è un’unica sosta (dove ci sono i servizi igienici) alla torre di avvistamento: dalla sua sommità si riesce a capire perché le Everglades siano chiamate mare d’erba.

 

Altre cose da vedere

Se avete ancora voglia di esplorare il parco, se il caldo non vi avrà ancora sfiancato, allora potete dedicare un’altra giornata alla seconda parte, quella che si estende da Florida City al Flamingo Visitor Center.

The ten thousand island

© Peter W.Cross – VisitFlorida

Dal Gulf Coast Visitor Center e il suo porto turistico partono le escursioni in barca per visitare l’intricato labirinto di mangrovie e isole verdi: durante il giro si possono avvistare manati, aquile calve, falchi pescatori, spatole rosate e i delfini che amano saltare e giocare lungo la scia delle barche.

La gita è molto simile a quella che si fa con gli Airboat nell’altra parte del parco: noi vi consigliamo di sceglierne 1 sola per evitare l’effetto noia.

Ahinga, Gumbo Limbo e altri sentieri

©nps.gov

Questi due sentieri interamente strutturati in passerelle di legno si inoltrano nel paesaggio delle Everglades e potrete vedere alligatori distesi al sole, varie tipologie di trampolieri e uccelli come la famosa ahinga e tartarughe a non finire. Anche in questo caso sono molto simili allo scenic loop e al Big Cypress Boardwalk come ambiente e animali da avvistare.

Lo steso vale anche per il Mahogany Hammock, Pinelands, West Lake Trail e Christian Point: tutti sentieri che vanno dagli 800 metri ai 3 km in pezzo ai fiumi di erba, stagni, paludi e alberi tropicali.

👉🏻CONSULTA tutti i sentieri percorribili

Pa-hay-okee Overlook

©nps.gov

E’ una piattaforma sopraelevata dalla quale si può ammirare una delle anse più belle della zona. Le passerelle si snodano al di sopra del mare d’erba, un paesaggio sicuramente affascinante quanto un pò monotono alla lunga.

 

Cosa portare

La prima cosa che dovete chiedervi è: che attività andrò a fare? Se siete sportivi accaniti, allora avrete bisogno della vostra attrezzatura specifica. Se invece siete dei semplici viaggiatori che amano la vita all’aria aperta allora le cose da avere con voi sono semplici ma fondamentali per voi e i vostri bambini.

  • Abbigliamento leggero e in colori chiari: le temperature dalla primavera in poi sono molto alte e si soffre terribilmente il caldo. Viaggiate leggeri e possibilmente con capi traspiranti che non facciano sudare.
  • Crema solare: è assolutamente indispensabile, soprattutto se intendete camminare o andare in bicicletta.
  • Cappello o bandana: il sole picchia e non per modo di dire. A metà aprile l’aria era ardente, il sole bruciava sulla pelle e prendersi un colpo di calore è stato davvero semplice.
  • Acqua e snack in abbondanza: la disidratazione è dietro l’angolo e i bambini hanno bisogno di bere moltissimo. Prediligete frutta e gelati piuttosto che panini difficili da digerire.
  • Spray antizanzare: state per visitare un ambiente al 90% umido, stagnante e paludoso. Nella stagione secca è consigliato (anche se noi siamo stati molto fortunati) mentre in quella umida è pressochè necessario e indispensabile per sopravvivere alle punture. Potete portarlo da casa o acquistarlo direttamente in un supermercato locale.

 

Dove mangiare

All’interno del parco non esistono punti di ristoro o bar. Le uniche cose che troverete sono bibite, snack, panini confezionati o gelati nei Visitor Center.

Vi consigliamo di mangiare leggero con gelati o frutta portati da fuori per agevolare la digestione, visto il grande caldo che si soffre in questo tipo di ambiente.

 

Dove dormire

Come in tutti i parchi americani, anche alle Everglades la possibilità di alloggiare è molto limitata e in questo caso non esistono alberghi ma solo campeggi.

I punti più vicini per trovare una sistemazione comoda sono Naples, Marco Island, Homestead e Weston.

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