Consigli per organizzare un viaggio in California e nei Parchi dell’Ovest

Uno dei viaggi che ho amato di più è quello alla scoperta della California e dei Parchi dell’Ovest.

Ancora oggi, a distanza di anni, quando rivedo le foto di quei luoghi così selvaggi e sconfinati, mi si stringe il cuore e mi assale un’infinita nostalgia.

Un lunghissimo itinerario on the road attraverso paesaggi favolosi, luoghi mitici che abbiamo imparato a conoscere con i film della nostra adolescenza ma soprattutto una magnifica esperienza di viaggio, faticosa (per i trekking e per i chilometri percorsi) ma tanto appagante.

Ho quindi pensato di scrivere un post riepilogativo che potrebbe tornare utile a tutti coloro che hanno intenzione di intraprendere lo stesso viaggio.

Per iniziare a programmare il vostro soggiorno in California e nei parchi dell’Ovest consultate la nostra pagina dedicata a come organizzare un viaggio negli Stati Uniti.

Quando andare

  • Fine settembre e i primi di ottobre sono un periodo decisamente ottimale per visitare i parchi e non soccombere sotto alla calura che spesso li contraddistingue durante l’estate.
  • Questo ci ha permesso perfino di fare trekking nella Death Valley e di goderci appieno ogni parco senza afa e senza caldo eccessivo.
  • In California, le temperature erano fantastiche. Una via di mezzo fra una primavera inoltrata e una fresca estate: magliette a maniche corte di giorno e maglioncino la sera.

 

Durata del viaggio

Il nostro viaggio in questa parte di America è durato 25 giorni, dal 18 settembre al 13 ottobre, percorrendo 5250 km con tappe giornaliere che prevedevano dalle 2 alle 4 ore di spostamenti in auto. Vi sembreranno tanti giorni ma sono stati appena sufficienti per visitare i tanti parchi che questa area offre e la California, uno stato davvero enorme.

Nonostante il numero di giorni a disposizione vi assicuro che è stata una corsa continua: avevamo un programma molto serrato, con una successione di tappe imperdibili. Ovviamente noi volevamo vedere il più possibile ma si può tranquillamente circoscrivere il viaggio a un’area più limitata.

 

Cosa mettere in valigia

  • Un paio di scarpe da ginnastica da utilizzare fuori dai parchi: vi assicuro che se avete la malaugurata idea di usare le scarpe per tutti i giorni in un percorso di trekking se usciranno in condizioni pietose, ovvero sporche e terribilmente impolverate.
  • Ecco perché le scarpe da trekking sono indispensabili per i percorsi all’interno dei parchi. In generale vi consigliamo di portarvi abbigliamento adatto per camminare (a meno che non abbiate intenzione di vedere solo i view point).
  • Giacca a vento: non solo per i parchi ma anche per la ventosa San Francisco e la visita ad Alcatraz.
  • Pantaloni per camminare, pile e felpe.
  • Zaino da trekking per il piccolo, il classico caddy (età permettendo).

 

Viaggiare con bambini

Per tutti i consigli pratici consultate la nostra guida per viaggiare con bambini negli Stati Uniti.

Tommy aveva 13 mesi: era completamente svezzato, mangiava tranquillamente insieme a noi, tranne per il latte nel biberon a colazione e non camminava ancora. Questo ci ha permesso un timing di viaggio serratissimo, dal momento che lo portavamo in giro tipo pacco postale.

Inoltre siamo stati molto fortunati: il piccolo adorava (e adora ancora oggi) i lunghi spostamenti in macchina e stava molto volentieri sulle spalle del suo papà nello zaino durante i percorsi di trekking.

  • Posso quindi affermare che l’età del bimbo ha fatto la differenza: con un bambino più grande, che vuole correre, esplorare, che pretende (giustamente) di avere spazi e momenti dedicati a lui, non avremmo potuto visitare così tanto in tempi e tappe così serrate senza perdere praticamente nemmeno un minuto.
  • Questo è un fattore da considerare al momento della pianificazione di questo tipo di viaggio, per scegliere il numero di giorni e la quantità di cose da includere nell’itinerario di viaggio.

 

Itinerario

Il nostro lungo itinerario in California e parchi dell’ovest ha toccato 11 parchi diversi in 25 giorni di viaggio e per ognuno abbiamo fatto almeno 1 percorso di trekking:

Yosemite Park

E’ forse uno dei parchi che più mi è rimasto nel cuore per la bellezza della natura e la sensazione di essere immersi in un paesaggio ancora intatto.

Mariposa Grove

In realtà fa parte dello Yosemite ed è uno delle due aree dedicate alle sequoie. Infatti questi giganti si trovano sia al Mariposa che al Sequoia Park. Normalmente la scelta dei parco si fa in base al giro in macchina stabilito per aggirare o attraversare lo Yosemite e alle tappe successive. La visita di questo parco è un’emozione unica che consiglio vivamente a tutti.

Death Valley

E’ uno dei simboli indiscussi di questo viaggio. Un luogo inaccessibile e per questo portatore di un fascino ineguagliabile.

Zion

Questo parco dai colori caldi viene spesso saltato dai circuiti turistici ma a noi è piaciuto moltissimo. Anzi, avremmo voluto avere un giorno in più da dedicargli, invece di mezza giornata.

Bryce

Un altro capolavoro della natura, un luogo che ha superato tutte le aspettative per la sua bellezza e i suoi colori.

Capitol Reef

Un piccolo parco quasi sconosciuto ai più, solitario e romantico, ex territorio mormone, che regala fattorie idiliache e paesaggi davvero spettacolari.

Canyonlands

E’ un grand canyon in miniatura meno facile da esplorare ma sicuramente interessante.

Arches

Una delle scoperte del viaggio. Un parco indimenticabile per i percorsi meravigliosi che si possono fare, paradiso di scalatori, escursionisti e ciclisti.

Monument Valley

Qui non credo servano parole. Un’icona paesaggistica che conosciamo grazie ai capisaldi del cinema americano, così famosa da essere quasi (ma è un quasi poco convinto) deludente.

Antelope

Forse in assoluto uno dei parchi che ho amato di più per la variegata fantasia delle sue forme e dei suoi colori. Ci si sente un pò come Indian Jones.

Grand Canyon

Qui devo fare una considerazione. Per apprezzare al meglio questo mito della natura occorre più tempo da dedicare ai percorsi escursionistici (decisamente più impegnativi rispetto agli altri parchi) e una grande fortuna meteorologica.

Dai view point si può capire solamente la vastità di questa meraviglia (ma è difficile da scoprirla dal momento che si sviluppa in verticale verso il basso) e si possono solo ammirarne i colori che si accendono nelle limpide giornate di sole (noi ovviamente abbiamo trovato nuvoloso).

 

Dove dormire

Per la maggior parte dei soggiorni la scelta è caduta sui motel, una soluzione comoda, pratica, economica e in alcuni casi indispensabile.

Alloggiare all’interno dei parchi è molto oneroso, anche se caratteristico in quanto la maggior parte sono lodge in legno molto pittoreschi e spesso risalenti agli anni 20-30. Per questo motivo si deve prenotare con larghissimo anticipo, per accedere alle tariffe migliori.

In alcuni casi, come lo Yosemite o la Death Valley, ci siamo concessi di dormire all’interno (erano le uniche soluzioni accettabili per ottimizzare i tempi) ma nella maggior parte dei casi abbiamo scelto strutture situate appena al di fuori dell’area dei parchi, abbattendo notevolmente i costi.

Di tutti gli alloggi utilizzati mi sento di segnalarne alcuni che ho trovato particolarmente validi per motivi differenti.

Curry Village

Si trova nel cuore dello Yosemite Park. Noi abbiamo scelto di dormire in una tenda riscaldata nel campeggio: un’esperienza divertente e inimitabile. Al nostro arrivo ci hanno fatto vedere un video per conoscere le norme di sicurezza anti-orso:

  • vietato lasciare qualsiasi oggetti di genere alimentare o di profumeria all’interno dei veicoli parcheggiati o nelle tende
  • riporre tutto in apposite cassette anti sfondamento posizionate davanti alle tende.
  • andare nei bagni comuni si deve usare un codice per sbloccare le porte di sicurezza anti-orso.

Inoltre il campeggio si trova due passi da tutti i sentieri e al risveglio la vista è semplicemente favolosa.

Furnace Creek Ranch

Si trova nel mezzo della Death Valley e merita una nota assolutamente positiva: è una vera oasi nel deserto, molto pittoresco, dotato di piscina riscaldata, di pub, ristoranti, aree gioco per i bimbi e bellissimi bungalow che ti fanno sentire come nel vecchio west.

Inoltre si ha il notevole vantaggio di dormire a poca distanza da tutti i punti di interesse senza dover fare tanti chilometro per rientrare all’interno del parco. Questo ottimizza moltissimo l’itinerario e permette di guadagnare tempo.

The View

Occorre spendere due parole anche per il The View, il gigantesco hotel affacciato sulla Monument Valley.

Premesso che come struttura non merita prezzi così alti e non fornisce nemmeno un ristorante meritevole, occorre dire che l’emozione fortissima di sedersi sul proprio balconcino privato, nel silenzio più assoluto, a contemplare una stellata indimenticabile sulla Monument Valley illuminata solo dalla luna e ammirare lo spettacolo indescrivibile dell’alba hanno dato un senso all’alloggio più costoso della vacanza.

Il motel migliore del viaggio

Fra tutti i motel provati in questo viaggio (ovviamente l’uno vale più o meno l’altro), mi sento di segnalare il Laurel Inn Motel a Salinas, non lontano da Monterey: un motel estremamente confortevole e curato che vanta un autentico american diner dove si mangiano favolose costolette di maiale, il Black Bear.

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