Consigli per organizzare un viaggio itinerante in Thailandia

Il nostro viaggio in Thailandia è stato un vero on the road asiatico e una sorta di test avventura per il nostro piccolo di 2 anni e 8 mesi.

Infatti abbiamo scelto di percorrerla utilizzando una pluralità di mezzi e concentrandoci su 3 aree: Bangkok e zone limitrofe, Sukothai e 3 isole nel mare delle Andamane, per intenderci il versante ovest della penisola thailandese.

Devo essere sincera: è stato molto faticoso spostarsi in continuazione, da soli, con i mezzi e un bimbo piccolo, ma anche decisamente molto appagante. Non c’è nulla di più bello di riassaporare il gusto dell’avventura, questa volta in tre: inoltre il nostro bimbo ci ha seguiti con entusiasmo nonostante il caldo e i mille spostamenti.

Spero che questo mio riepilogo possa essere utile a sciogliere alcuni dubbi in cui ci siamo imbattuti in fase di progettazione.

Quando andare

Siamo partiti il 28 marzo e tornati il 14 aprile, verso la fine dell‘alta stagione per la Thailandia.

Questo bellissimo paese è soggetto quasi tutto l’anno a calore e umidità e spesso il clima risulta molto variabile, soprattutto negli ultimi anni.

Infatti dopo un marzo all’insegna delle piogge battenti (cosa anomala visto che dovrebbe essere la stagione secca) nella prima parte del viaggio ci siamo imbattuti in temperature molto alte, che hanno toccato i 42 gradi ad Ayutthaya e un clima più fresco e ventilato sulle isole.

Per fortuna questo si è tradotto in bellissime giornate, cieli tersi (tranne a Bangkok, perennemente grigia) e mai una goccia di pioggia.

 

Cosa mettere in valigia

  • Ovviamente indispensabile portare creme solari ad altissima protezione, anche se non avete la pelle lattea come me: il sole della Thailandia infuoca l’aria a tal punto che in aeroporto ti forniscono ombrelli parasole per raggiungere le scalette degli aerei.
  • Per quanto riguarda il discorso repellenti per zanzare occorre fare una premessa. Sono fermamente convinta che sia sempre meglio acquistarli in loco: ogni paese è fornito di marche e prodotti specifici per le zanzare del posto (che spesso si fanno un baffo dei nostri Autan e affini) ma a volte capita che, arrivati stanchissimi dopo il lungo viaggio e con il fuso sulle spalle, uno non abbia la prontezza di andarli subito ad acquistare (ancora devi capire bene dove sei e cosa hai intorno, soprattutto se si arriva di sera) ed è lì che le maledette zanzare ti fregano. Se io fossi in voi mi porterei comunque una piccola confezione di emergenza.
  • Antidiarroici e antivomito per grandi e piccini sono d’obbligo. Per quanto vogliate stare attentissimi all’igiene e all’alimentazione, il rischio è dietro l’angolo.

 

Itinerario

Per prendere spunti interessanti potete visionare il nostro itinerario in Thailandia.

Abbiamo scelto di coniugare una parte dedicata alla storia e alla cultura, in aree importanti per i parchi archeologi e durante il soggiorno a Bangkok, con una parte più improntata sul mare e sul relax.

 

Durata del viaggio

Il viaggio è durato 18 giorni: esclusi i giorni di trasferimento da e per l’Italia.

La nostra scelta, nell’organizzazione del viaggio, è stata quella di suddividere l’itinerario in due parti: una più intensa e faticosa, a Bangkok e nelle aree interne dedicata alle visite e una più rilassata e meno concentrata, con i soggiorni sulle isole.

Ecco la nostra ripartizione: 3 giorni a Bangkok, 2 ad Amphawa, 1 e mezzo a Sukothai, 1 ad Ayutthaya, 3 Railay, 3 a Phi Phi Island e 3 a Ko Kradan.

 

Dove dormire

La scelta degli hotel in questo viaggio è stata davvero variegata e sempre molto valida. Bellissimi giardini, camere confortevoli, contatto con la gente del posto e location strategiche.

Fra tutti, vi vorrei segnalare due strutture che mi sono rimaste piacevolmente nel cuore.

Railay Bay Resort

Una struttura veramente stupenda. Affacciata sulla spiaggia più famosa della penisola valeva appieno la spesa.

Vista incantevole sul mare a colazione, camera favolosa con panorama sulle montagne, piscina sulla spiaggia e buon ristorante.

Relax Beach Resort

Un eco resort immerso nella lussureggiante giungla di Phi Phi Island che degrada direttamente sulla spiaggia.

Spartano, silenzioso, a contatto con la natura (scimmie sul tetto dei bungalow, pipistrelli volanti al calar della sera e blatte nei bagni), con un ottimo ristorante.

Un’esperienza che consiglierei a tutti soprattutto con i bambini, che si divertiranno come matti (giochi a disposizione, amache, calcetto sulla spiaggia con i bambini locali). Unico consiglio: poche notti 😉

 

Isole

Quando stavamo progettando il viaggio ci siamo scervellati per ore nella scelta delle isole giuste. La Thailandia vanta un numero altissimo di isole e tutte ormai molto battute dal turismo di massa. Ma quali scegliere?

La maggior parte sono mecca di giovani globetrotter e di “alternativi” che cercano divertimento e sballo (vi ricordate The Beach?) mentre noi desideravamo riposo, solitudine e natura incontaminata.

Allo stesso tempo però il “tarlo di vedere com’è” ci ha convinti a suddividere la nostra permanenza di mare in 3 isole, cercando il giusto compromesso:

Railay

Sapevamo che questa penisola era molto turistica ma eravamo comunque curiosi di ammirare il suo scenografico panorama naturale. Così ci siamo orientati per il versante ovest, con strutture più care ma atmosfera più tranquilla.

Phi Phi Island

Analogo discorso. Premesso che fino all’ultimo siamo stati altamente indecisi se eliminarla o no dall’itinerario, alla fine siamo arrivati a un compromesso: vi abbiamo trascorso 3 giorni (che poi sarebbero diventati 2) ma pernottando in un’ansa del versante est raggiungibile solamente via mare e quindi isolata e tranquilla, lontana dal chiasso notturno.

Ko Kradan

Anche in questo caso l’indecisione è stata alta. Ma in senso contrario. Essendo consapevoli del suo carattere solitario e selvaggio (non ci sono strade o negozi), temevamo di dedicarle troppi giorni e di annoiarci. Invece i 3 giorni concordati ci sono sembrati anche troppo pochi: è un vero paradiso incontaminato.

 

Trasporti

Qui arriva la parte divertente del nostro viaggio: ci siamo veramente sbizzarriti ad utilizzate tanti e diversi mezzi che hanno reso la nostra vacanza divertente e al tempo stesso un pò faticosa.

  • Aerei: 7 di cui 4 di A/R (Roma-Doha, Doha-Bangkok) e 3 interni (Bangkok-Sukothai, Bangkok-Krabi, Trang-Bangkok)
  • Treno: da Phitsanulok a Ayutthaya
  • Trasferimenti taxi/privati: i più importanti e lunghi sono stati Bangkok-Amphawa, Amphawa-aeroporto di Bangkok, Sukothai-Phitsanulok, Krabi aeroporto-Krabi beach, Ko Kradan-aeroporto Trang. Normalmente usiamo poco i taxi ma con 2 zainoni, un passeggino e il piccolo, usarlo è stata spesso la salvezza. Totale 8.
  • Tuk-tuk: Amphawa-mercato sui binari a Maeklong-Mercato galleggiante di Damnoern Saduak, in giro per Ayutthaya.
  • Bicicletta: per visitare l’aera archeologica di Sukothai.
  • Traghetti di linea: Raylay-Phi Phi Island, Phi-Phi Island-Ko Kradan
  • Traghetti urbani: il modo migliore per spostarsi a Bangkok sono i traghetti sul fiume. Ne abbiamo presi 7.
  • Barchette di legno a remi: una tenace vecchietta ci ha condotto lungo i canali del mercato galleggiante di Damnoern Saduak.
  • Barchette di legno a motore. In Thailandia si usano in diverse situazioni e anche a noi è capitato di salirci con molta frequenza: per raggiungere la penisola di Railay in notturna, per salire e scendere dai traghetti di linea fra le isole, per fare le escursioni come ad esempio alla famosa Maya Bay o tra i canali di Amphawa e di Bangkok. Direi che siamo a 10 volte in tutto.

Sappiate che queste isole (tranne per il Tonsai Pier a Phi Phi Island) non hanno i moli per attraccare e quindi la maggior parte dei traghetti si ferma a distanza in mezzo al mare e sei costretto a trasferirti munito di bimbo, passeggino e bagagli su queste piccole imbarcazioni di dubbia sicurezza per raggiungere la tua destinazione.

 

Viaggiare con bambini

Il nostro bimbo aveva 2 anni e 8 mesi e devo dire che si è comportato benissimo, sia per il fuso, che per i ritmi di viaggio.

Ha retto senza problemi o cedimenti i mille trasferimenti, i voli, le attese e anche il caldo, una delle mie più grandi preoccupazioni (era più arzillo lui di noi e soprattutto di me, che spesso camminavo come un cadavere ambulante).

Nota dolente, il cibo: purtroppo nella prima parte del viaggio ha mangiato poco, grandi quantità di frutta e scorte di cracker (complice anche il caldo) mentre nella seconda, forse anche in virtù di un netto calo delle temperature, ha scoperto il riso bianco e gli è tornato l’appetito.

 

Attività particolari

Una delle cose più belle che abbiamo fatto in questo viaggio è stata la visita del parco archeologico di Sukothai in bicicletta.

Affrontando caldo e temperature proibitive ci siamo molto divertiti a pedalare per la città, sia in mattinata che nel tardo pomeriggio, le fasce orarie migliori per muoversi con un clima così torrido.

 

Difficoltà incontrate

Il caldo

Non lo nascondo: mi ha portato non poche ansie da mamma, intimorita dai 42 gradi e dalla paura del colpo di calore. In realtà il piccolo era molto più arzillo di noi e ha retto benissimo.

Il cibo

Noi felicissimi ovviamente ma Tommy ha davvero mangiato molto poco, forse per colpa del caldo. A salvarci i super pacchi di cracker presi nei fornitissimi supermercati di Bangkok, frutta a quintalate, riso bianco e gelati. A rimpolpare un pochino il nostro cucciolo le ottime pizze di Railay e di Ko Kradan.

La stanchezza

Diciamo che forse questa volta abbiamo esagerato con gli spostamenti, soprattutto visto e considerato che non avevamo una macchina da riempire ma era tutto a carico nostro. I momenti critici sono stati i trasferimenti in barca in cui dovevamo caricare tutto sulle barchette direttamente in acqua.

Il passeggino

Con un bimbo che fa ancora le nanne pomeridiane, il passeggino è stato un accessorio indispensabile ma devo ammettere che si è rivelato un bagaglio molto faticoso da portare in giro. Bangkok è molto poco baby friendly, le scale mobili e gli ascensori scarseggiano, per cui diventa molto impegnativo portarselo in giro. Stessa cosa per le isole.

Piccoli malanni gastrointestinali

In tanti anni ne siamo stati miracolosamente immuni.

Questa volta, chi più, chi meno, chi a più riprese (la sottoscritta), ne siamo stati affetti tutti e tre. Questo ha comportato ovviamente spiacevoli inconvenienti: una notte in più a Railay (e ovviamente una giornata in meno a Phi Phi Island), qualche giornata da zombie e un’escursione prenotata cui abbiamo dovuto rinunciare (la grotta dei pirati a Ko Muk).

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