Come organizzare la visita alle Badlands

Il South Dakota è uno stato americano ricco di meraviglie naturali, riserve indiane e panorami molto diversi fra loro. Normalmente viene inserito all’interno di un on the road che tocca il Montana, il Wyoming e il Colorado. Oltre al famosissimo Monte Rushmore e al Custer State Parkche ospita una vasta comunità di bisonti americani, si trova un pianoro immenso disegnato nei millenni dalle piogge e dal vento, che alterna lande erbose e piane a infinite distese di pinnacoli d’arenaria.

Stiamo parlando del parco nazionale delle Badlands, una terra aspra e ostile, battuta dalla siccità e dagli agenti atmosferici, un territorio sicuramente affascinante quanto estremo. Non è difficile immaginare le tribù indiane accampate in queste praterie erbose all’inseguimento dei bisonti.

Come arrivare

Badlands National Park si trova nel South Dakota e dista circa 100 km da Rapid City e 160 da Deadwood, 135 dal Monte Rushmore e dal Custer State Park.

Esistono diversi modi per entrare nel parco e noi vorremmo suggerirvi il verso migliore per visitarlo.

Entrate dall’ingresso di Nord- Est, seguendo la Intestate 90 da Wall, seguite il Badlands Loop Road, per poi uscire a Scenic. In questo modo avrete le migliori prospettive e la giusta luce.

Molti consigliano di fare una sosta al Wall Drugstore, millantandone il suo aspetto pittoresco, sulla strada per l’ingresso al parco. Premesso che noi amiamo la cultura americana, anche quando si rivela un pò kitsh, posso dire con certezza che questo immenso centro commerciale in finto stile country è una vera pacchianata che non consiglierei al mio peggior nemico. Negozi di cineserie orripilanti, gusto pessimo e trappola acchiappa turisti: alla larga!

 

Quando andare

Queste terre inospitali ed estreme non sono adatte ad essere visitate tutto l’anno. I nativi americani che da secoli abitano questa zona, i Lakota, l’avevano soprannominata “mako sica” o “terre cattive”: temperature estreme, siccità e formazioni rocciose “difficili”, tutto un programma.

Infatti, gli inverni del South Dakota sono rigidi, nevica abbondantemente e anche se il parco rimane aperto tutto l’anno, le temperature non consentono una visita piacevole.

Il periodo migliore va sicuramente da maggio a ottobre ma occorre dire che la tarda primavera è il momento più adatto: vedrete anche delle macchie di verde, in quanto è la stagione più “ricca” dal punto di vista dalla poca flora del parco, ovvero erba alta e qualche fiore giallo selvatico.

In estate, ma anche a inizio autunno, vi garantiamo che le temperature diventano torride: noi abbiamo trovato, al 13 di settembre, 39°, un caldo esagerato: l’aria era ardente e la pelle bruciava. Inoltre il tempo può cambiare repentinamente, dando vita a violenti temporali che possono diventare molto pericolosi sia per l’acqua sui sentieri sia per i fulmini.

Controllare molto attentamente le previsioni meteo prima di inoltrarsi nel parco.

Il momento del giorno migliore per visitarlo? Ci sono due diverse risposte: se desiderate fare del trekking allora non c’è dubbio che la mattina presto vi garantirà temperature accettabili per poter camminare, invece per fotografare al meglio la conformazione rocciosa e i colori, nel tardo pomeriggio, quando si creano giochi di luce ed ombre, quando il sole non accieca, il tramonto fa sognare e quando la luce è più morbida e i colori risaltano di più!

 

Quanto tempo dedicare al parco

In generale questo piccolo parco necessita non più di una giornata. La sua estensione è decisamente concentrata in un’area ristretta e anche volendo fare del trekking, compatibilmente con le temperature, si riesce a fare tutto in un giorno solo.

Inoltre, occorre dire con franchezza, che è un tipo di paesaggio che alla lunga può stancare, se non siete appassionati di ambienti aridi e di rocce. Per quanto la conformazione geologica sia interessante e i colori affascinanti, il tutto risulta un pò piatto. Questa però è una valutazione del tutto soggettiva: a Luca ad esempio è piaciuto moltissimo, io sono rimasta mediamente interessata. Preferisco di gran lunga gli ambienti “freschi” e ombrosi.

 

Come organizzare la visita

Se calcoliamo che una giornata è sufficiente per visitare questo parco, si può ipotizzare di fare qualche percorso la mattina e poi dedicarsi al giro on the road.

Badlands Loop State Scenic Byway

Questa strada panoramica lunga 60 km attraversa incredibili panorami: guglie, roccia modellata, onde colorate, il tutto visibile lungo un percorso intervallato da 15 view point, 8 sentieri e un grande centro visitatori. Le rocce sembrano state create con la plastilina e si notano molto bene le stratificazioni delle ere geologiche. Il tutto ha un che di lunare, di primitivo ma soprattutto di ostile alla vita umana.

Nonostante questa bellezza indiscussa e sebbene la strada sia organizzata molto bene, con slarghi dotati di parcheggio, passerelle e affacci per fotografare, a parte alcuni punti davvero interessanti, devo dire che il tutto risulta un pò monotono, con un paesaggio uniforme a perdita d’occhio.

C’è anche da fare un’osservazione sicuramente importante: per noi il South Dakota ha rappresentato l’ultima grande tappa alla fine di un lungo viaggio che è partito dal Canada Occidentale ed è sfociato nelle Rockies del Montana e del Wyoming, passando dal Glacier National Park, dallo Yellowstone e dal Grand Teton.

Questo significa che prima di approdare in questa zona abbiamo visitato alcuni dei più spettacolari parchi del Canada e degli Stati Uniti, dalla natura prorompente e rigogliosa e dai colori incredibili. Quindi, essendo le Badlands arrivate per ultime, non hanno diciamo sortito un effetto di grande impatto, almeno per me, reso inoltre ostico dal grande caldo.

Resta comunque da precisare che le Badlands sono in ogni caso un panorama davvero affascinante, che io consiglierei di inserire in un viaggio itinerante nelle Rockies e nella Real America.

Rim Road – Sage Creek

Ad un certo punto, la Badlands Loop State Scenic Byway vira per riallacciarsi con la statale che porta a Wall e portare fuori dal parco. In questo punto inizia una strada sterrata molto polverosa: si tratta della Rim Road e a me è piaciuta tantissimo.

Qui le rocce lasciano il posto a una prateria dorata che al tramonto regala colori incredibili e abitata da coyote, bisonti ma soprattutto una nutrita colonia di cani della prateria che vengono vicino alla vettura per osservarvi curiosi. La strada si ricongiunge naturalmente con la 44 vicino al villaggio di Scenic.

 

Cosa fare

In in ambiente ostile e selvaggio come quello delle Badlands, non ci sono molte cose da fare, che vanno attentamente valutate in base al meteo ma soprattutto alle temperature del periodo.

Trekking

Le possibilità di camminare in mezzo a questo paesaggio lunare sono molte anche se quasi tutti sono sentieri brevi e non impegnativi. Noi eravamo partiti con le migliori intenzioni ma i 39° torridi ci hanno indotto a lasciar perdere: era veramente proibitivo!

Window Trail – 0,4 km (andata e ritorno)

Facile. Questo breve sentiero conduce ad una finestra naturale nella parete delle Badlands con vista su un canyon modellato dall’erosione. Si consiglia di rimanere sul sentiero.

Fossil Exhibit Trail – 0,4 km (andata e ritorno)

Facile. Il sentiero su passerelle, completamente accessibile a tutti, offre la vista di reperti fossili e di creature ormai estinte, che una volta vagavano per l’area.

Cliff Shelf – 0.8 km (andata e ritorno)

Moderato. Questo percorso ad anello segue le passerelle e sale le scale attraverso una foresta di ginepro appollaiata lungo il muro delle Badlands. Con le piogge si crea un piccolo stagno che attira la fauna selvatica, come i cervi o le pecore bighorn. Ci si arrampica di circa 200 piedi in altezza. Si consiglia di rimanere sul sentiero.

Door Trail –  1.2 km (andata e ritorno)

Facile. Una passerella accessibile di ¼ di miglio conduce attraverso una fessura nel muro noto come “la Porta” ad una magnifica vista delle Badlands. Da lì, il sentiero segnato termina. Inoltrarsi dopo questo punto è a proprio rischio. Attenzione ai dislivelli.

Notch Trail – 2,4 km (andata e ritorno)

Moderato a faticoso. Dopo aver serpeggiato attraverso un canyon, questo sentiero sale su una scala di pietra e segue una sporgenza per arrivare a una vista spettacolare sulla White River Valley. Fare attenzione ai dislivelli. Non è  raccomandato per chi ha paura dell’altezza. NON indicato durante o dopo forti piogge per il rischio scivolamento.

Castle Trail – 16 km (andata e ritorno)

Moderato. Il sentiero più lungo del parco percorre cinque miglia in una sola direzione fino al Fossil Exhibit Trail. Relativamente in piano, il percorso passa lungo alcune formazioni di calanchi.

Visita notturna

© SD Tourism

Un’esperienza sicuramente da non perdere per chi viaggia senza figli o con bambini grandicelli, è l’escursione notturna con i ranger.

Grazie alla sua posizione relativamente remota nelle pianure occidentali del South Dakota, il Badlands National Park offre una vista incredibilmente nitida della Via Lattea, delle stelle e dei satelliti. Il cielo è sorprendentemente limpido di notte, in quanto manca totalmente l’inquinamento luminoso proveniente da grandi città: si possono vedere fino a  7.500 stelle .

La Night Sky Observing si svolge ogni sera per circa 1 ora: tutta l’attrezzatura per osservare le stelle viene fornita dai ranger, che vi indicheranno costellazioni, stelle e pianeti.

Questa esperienza non richiede prenotazioni: basta informarsi sull’orario presso il Visitor Center e presentarsi direttamente.

 

Cosa portare

Le terre ostili delle Badlads richiedono maggiore attenzione sia che vogliate solamente affacciarvi ai view point sia che desideriate intraprendere dei sentieri.

  • Acqua a sufficienza: si raccomandano due litri di acqua per persona per due ore di camminata.
  • Un cappello e occhiali da sole:  sono indispensabili, sia per adulti che per bambini.
  • Indossare scarpe robuste per proteggere i piedi dalle spine di cactus e per fare presa sulle rocce evitando scivolamenti.
  • Crema solare per evitare spiacevoli scottature.
  • Abbigliamento leggero e traspirante per le alte temperature.

 

Dove mangiare

All’interno del parco non esistono punti di ristoro al di fuori della tavola calda del Cedar Pass Lodge: verificate gli orari dal momento che in alcuni mesi chiude prestissimo!

Se invece alloggiate all’esterno, la situazione non migliora: l’unico posto accessibile per cenare è l’Horseshoe Bar and Grill, a Interior, frequentato dai nativi americani, cowboy e motociclisti veraci: non si mangia in maniera eccelsa ma il posto merita una visita per l’atmosfera.

 

Dove dormire

Il parco viene co-gestito dallo stato e dalla Oglala Lakota Nation (la seconda riserva per dimensioni in tutti gli Stati Uniti), e gli introiti divisi a metà, per il sostentamento dei nativi e per lo sviluppo di loro progetti. La zona mostra in maniera evidente che si tratta di una riserva indiana: povertà, incuria e degrado.

Sono solo due le strutture in zona: il Cedar Pass Lodge (dentro al parco)e il Badlands Inn, appena fuori dai confini dell’area protetta. Noi abbiamo alloggiato al Badlands Inn e devo dire che la struttura non merita affatto rispetto al costo spropositato

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