10 cose da vedere e fare a Bangkok

Bangkok è una città piena di contraddizioni e di sfaccettature, bella e brutta allo stesso tempo: secondo me non ci sono vie di mezzo, o la ami o la odi (pur apprezzando alcune attrazioni davvero interessanti).

Io personalmente non sono innamorata di questa città così caotica, così frenetica ma soprattutto così inquinata: senti lo smog che ti entra nelle narici e ti fa pizzicare la gola, il caldo è soffocante ma al tempo stesso ti basta entrare in un centro commerciale o nello sky train per congelarti e farti venire un malanno.

Per me è uno di quei luoghi che possiede alcune cose innegabilmente belle, che apprezzo singolarmente, ma ritengo sia una brutta città, sporca, invivibile e sicuramente poco adatta ai bambini. Insomma non è uno di quei posti che mi sono entrati nell’anima e che si sono ritagliati un pezzetto del mio cuore.

Invece Luca è molto affascinato da Bangkok: l’ha apprezzata entrambe le volte e la considera un microcosmo perfetto per capire e toccare con mano la vita di questa parte di mondo così incasinata.

Ho raccolto per voi le cose che ho trovato più interessanti da vedere a Bangkok se avete intenzione di soggiornarvi 3/4 giorni.

Consigli

  • La maggior parte delle attrazioni si snoda lungo il fiume Chao Praya: per evitare di rimanere bloccati nel traffico del centro, perennemente congestionato, vi consigliamo di muovervi con il traghetto che fa diverse fermate attraversando la città.
  • Cercate di concentrare la visita dei monumenti nelle prime ore della giornata: sarete più freschi per affrontare le lunghe camminate (sono aree davvero sconfinate) e soprattutto il caldo.
  • Vi consiglio di tenere i centri commerciali e il Sea Life per le ore centrali della giornata: vi permetteranno di trascorrere i momenti più caldi al fresco e patire meno il grande caldo.

 

Il Palazzo Reale

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Questa meraviglia assoluta di architettura thai era stata la cosa che più mi era piaciuta nella prima visita di Bangkok, nel 2011.

Preparatevi a possibili code e a una visita molto lunga e articolata: infatti l’area è vastissima e anche se molte parti non sono aperte al pubblico, le cose da vedere sono moltissime, a partire dal Buddha di Smeraldo e da altri templi disseminati all’interno di un labirinto di cortili e di porticati affrescati. Incantevoli poi tutti gli smalti, le decorazioni finissime e i magnifici colori dei tetti che vi lasceranno semplicemente senza fiato.

Ricordatevi di indossare un abbigliamento consono (banditi shorts e canotte) al luogo oppure di portarvi scialli per coprirvi.

 

Wat Pho

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Il Wat Pho è un grande complesso religioso che custodisce il famoso Buddha sdraiato, lungo 46 metri e ricoperto d’oro, una vera meraviglia.

Ma l’area comprende anche templi, una serie labirintica di cortili e porticati, la scuola di massaggi (dove concedersi una seduta per pochi spicci) e bellissimi affreschi che illustrano i punti del corpo da curare secondo la medicina orientale.

A differenza del palazzo reale quest’area è molto vissuta dalla gente del posto e dai monaci che utilizzano alcuni cortili come zone di meditazione e di lettura.

Se avete ragazzi e bimbi al seguito vi consiglio di provare l’esperienza di far tintinnare le monetine nelle decine di anfore che circondano il buddha: secondo la tradizione servono a farlo addormentare.

 

Wat Arun

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Questo tempio alto 114 metri e interamente ricoperto da frammenti colorati di maiolica, è uno dei simboli di Bangkok e si trova dalla parte opposta del fiume rispetto al Palazzo Reale e al Wat Pho.

Qui potrete ammirare la grande influenza khmer nella decorazione, con la presenza delle danzatrici sacre, le apsara scolpite alla base del tempio.

Un luogo molto più silenzioso e tranquillo dove fare una piacevole passeggiata.

 

Un giro in barca fra i klongs di Thonburi

Un’esperienza che ci è piaciuta davvero molto e che aiuta a capire la vita vera degli abitanti di Bangkok al di fuori di arterie congestionate e grattacieli, è un giro in barca lungo i klongs: sono una fitta rete di canali, usata dalla popolazione locale come via di scorrimento veloce, che attraversa la città e su cui si affacciano le case su palafitta.

I canali attraversano anche il centro ma la maggior parte ci concentra nel quartiere di Thonburi: noleggiando una piccola barca, potrete vedere da vicino la vita degli abitanti di Bangkok, fra bambini che giocano nell’acqua sporca e case di lamiera affastellate le une sulle altre.

Queste barche partono un pò ovunque, da quasi tutte le fermate dei traghetti lungo il fiume Chao Praya e i prezzi variano in maniera considerevole in base alla lunghezza del giro e dal tipo di barca,  privata o condivisa con altri turisti.

 

Una sera al mercato notturno Asiatique

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L’Asiatique è un grande mall commerciale costruito sul lungo fiume in stile prettamente occidentale.

Qui si trovano negozi di ogni tipo, dai souvenir alle profumerie fino all’abbigliamento e agli elementi di arredo orientali, ma soprattutto è ricco di fast food, bar, pub e ristoranti (circa 40).

E’ stato progettato per dare l’illusione di essere la rivitalizzazione urbana di una vecchia zona portuale, tipo docks, quando in realtà sono magazzini e capannoni realizzati ex novo: questi 80.000 metri quadrati sono divisi in 4 distretti che si affacciano sul lungo fiume.

Qui si snoda un bel riverfront pedonale in pedane di legno dove passeggiare in tranquillità ammirando lo skyline di Bangkok e la grande ruota panoramica. I prezzi sono abbastanza alti rispetto alla media della città ma è una bella alternativa serale (17.00-24.00) se si vuole sfuggire al caos del centro per rilassarsi in un “finto” centro interamente pedonale.

Come arrivare

  • Il modo più semplice è di arrivare in taxi ma occorre sempre contrattare il prezzo della corsa.
  • Quello più scenografico è di prendere un traghetto-navetta: ci si imbarca gratuitamente ogni 5 minuti dal molo di Saphan Taksin dalle 16.00 alle 23.30.

Il quartiere cinese

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E’ in assoluto una delle zone che più mi erano piaciute la prima volta che visitai Bangkok.

Impressioni da fidanzata senza figli

In poche vie Chinatown condensa tutto il variegato mondo asiatico e il microcosmo di Bangkok, fatto di cinesi, thailandesi e molte etnie immigrate dai paesi vicini.

E’ un dedalo di viuzze che brulicano di gente perennemente indaffarata, di bancherelle stracolme di oggetti (quasi tutti in plastica) e di venditori di cibo, di ogni specie e genere, anche i più improbabili.

Sonnacchioso nelle prime ore della giornata diventa via via più frenetico e ricco di gente, odori e colori, fra insegne al neon in caratteri cinesi e vecchie lanterne che si accendono al calar della sera.

E’ un vero paradiso per coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo asiatico ed è sicuramente un’esperienza molto coinvolgente, ideale per chi ama cimentarsi con la fotografia.

Impressioni da mamma di un bimbo di 2 anni e mezzo

Sclero totale e grande nervosismo.

Il motivo è semplice: Bangkok non è una città molto baby friendly e Chinatown ancor meno. Se poi ti sposti con il passeggino può rivelarsi un vero incubo. Le strade sono strettissime e quasi soffocate dalla merce esposta, dai tendoni dei negozi e dai venditori di cibo dotati di pentoloni anneriti pieni di olio bollente altezza bimbo e piastre incandescenti sui cui grigliare.

E’ difficile passare e camminare, la gente ha il brutto vizio di toccare la testa dei bimbi in continuazione, creando al piccolo un certo timore, gli odori sono fortissimi, i luoghi ombreggiati inesistenti e se devi disgraziatamente cambiare un pannolino non trovi né un posto dove appoggiarti né tanto meno un cestino dove gettare la “bomba”. Se poi ci capiti negli orari più caldi, con un nanetto affetto da mammite acuta che non vuole lasciarti la mano e tanto meno il collo, il rischio isteria diventa concreto.

Secondo me la situazione si ridimensiona moltissimo se viaggiate con bimbi più grandi che ascoltano, che non scappano e che vedono il mondo con occhi più consapevoli. Anzi, la visita sarà sicuramente molto interessante: potranno vedere cose molto diverse da quelle cui sono abituati, curiosare fra i banchi e rimanere incantati da insegne e lanterne.

 

Assaggiare lo street food

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Il modo migliore per scoprire un paese? Assaggiare la sua cucina. Possibilmente in strada.

E a Bankok avrete davvero l’imbarazzo della scelta. Qui lo street food è il modo più semplice per assaggiare la cucina più autentica, più diffusa e anche più economica (vi capiterà di pranzare con 2 euro a testa).

Inevitabile aggiungere che solo in rari casi si può capire cosa si sta mangiando ma il bello sta anche in questo: il mio consiglio è di provare, ma solo se vi ispira!

 

La casa di Jim Thomson

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Devo ammettere che questo angolo di antica Thailandia, nascosto in mezzo ai grattacieli del centro, mi ha veramente incantata.

Jim Thompson era una spia americana d’altri tempi, innamorata di questo paese al punto da decidere di trasferirsi qui e di rilanciare il settore delle seterie grazie al suo ingente patrimonio. Fu così stregato dalla Thailandia da creare una sorta di giardino nascosto affacciato su un klong (uno dei tanti canali della città), in cui riunire e ricostruire antiche case in teak smantellate da varie zone del paese, che oggi rappresentano una mirabile collezione dell’architettura tradizionale thailandese.

Adattando il tutto al suo gusto coloniale diede la sua personalissima impronta alla residenza grazie a oggetti d’arte di estrema finezza ed eleganza che aveva raccolto da ogni angolo dell’Asia. Il risultato è stato quello di creare un’oasi che oggi resiste all’avanzare della modernità.

Vi sembrerà di fare un salto nel tempo e nello spazio surreale, in cui i frastuoni del centro e la claustrofobica presenza di soprelevate e grattacieli saranno un lontano ricordo.

 

Visita al Sea Life Bangkok Ocean World

Premessa: in giro per il mondo ci sono tanti acquari di questo genere e sicuramente non occorre arrivare fino a Bangkok per visitarne uno.

Ma se viaggiate con bimbi al seguito nei mesi più caldi dell’anno allora vi sarà molto utile. Infatti la visita al Sea Life Ocean World rappresenta una duplice opportunità: da una parte farete felici i piccoli con un’attrazione di loro gradimento, dall’altro potrete occupare le ore più calde e torride della giornata in un luogo fresco e accogliente.

Il nostro cucciolo, pur essendo ancora piccolino, si è molto divertito fra vasche di pesci, tunnel sotto l’acqua, statue giganti vicino cui nuotano gli squali, simpatici pinguini e tante aree gioco per saltare, disegnare e apprendere tutto sul mondo marino.

 

Dedicarsi allo shopping

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Proprio sopra (e intorno) al Sea Life Ocean World ci sono gli immensi e fornitissimi centri commerciali del centro di Bangkok.

Dopo la visita all’acquario potete decidere di proseguire il pomeriggio con un pranzo nei tanti locali del Siam Paragon: 8 piani di negozi, cinema e ristoranti in cui potrete tranquillamente perdervi per qualche ora per un pò di shopping selvaggio anche se di livello. Qui potrete vedere da vicino il grande cambiamento che i popoli asiatici stanno vivendo: una corsa a perdifiato nelle braccia della tecnologia, della modernità e della visione occidentale del consumismo.

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Se invece preferite negozi più alla mano in un clima più turistico potete recarvi a Khao San Road, una zona pedonale, ex enclave dei backpackers, i viaggiatori zaino in spalla con pochi soldi a disposizione, che negli ultimi anni ha decisamente perso il suo carattere unico per trasformarsi in zona commerciale a vocazione turistica. Questo luogo affollato e rumoroso ospita un vivace mercato notturno: chincaglierie per turisti, magliette dei gruppi musicali, abbigliamento hippie e ristorantini economici.

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