Cosa vedere a Essaouira in Marocco

Sono passati diversi anni ormai ma il fascino bianco e blu di Essaouira, la candida città del Marocco affacciata sull’oceano Atlantico, è ancora impresso nella mia memoria.

E’ stato uno dei primi viaggi avventurosi che abbiamo fatto e ci sentivamo dei veri viaggiatori, con lo zaino in spalla e tanto entusiasmo nella testa.

Quando arrivammo a Essaouira, mi sembrò di essere stata catapultata in una pagina delle mille e una notte, in una favola colorata e misteriosa: le porte blu, i negozi variopinti, la pietra dei bastioni color cipria che si accende al tramonto, il fragore del mare e il rumore dei gabbiani.

 

La Medina

medina

Il cuore di Essaouira, come in tutte le città marocchine, è la medina: un labirinto intricato di vicoli stretti, archi di pietra, passaggi affollati di gente e della merce variopinta dei negozi.

La medina di Essaouira è stata dichiarata Patrimonio Unesco e non è difficile capirne il motivo: il suo fascino senza tempo incanta i viaggiatori che potrebbero rimanere ore a perdersi nella sua intricata topografia, osservando la vita che scorre.

Una cosa che avrei voluto fare ma non c’è stato il tempo: qualche ora di relax in uno degli splendidi hammam della medina.

 

La qasba fortificata

qasba

Se siete stati a Saint Malo, in Bretagna e poi arrivate a Essaouira, avrete un dejavù.

Ma non sarà un scherzo della mente: entrambe le fortificazioni di queste due città furono progettate da Théodore Cornut, un architetto francese chiamato dal sultano del Marocco per organizzare la città.

La rocca fortificata, affacciata sul mare, è un piccolo gioiello: potrete fare una romantica passeggiata sulle mura e osservare la città dall’alto.

Inoltre nelle casematte situate nella parte bassa si trovano i laboratori degli intarsiatori di legno d’ebano e di cedro, i pittori e tanti artigiani: una splendida occasione per fare acquisti e immergervi nella cultura locale.

 

Il porto

 

Una passeggiata fino al porto al tramonto o alle prime luci del giorno vale il viaggio.

Potrete ammirare il profilo inconfondibile di Essaouira e delle sue mura fortificate da lontano, con le onde che si infrangono e i gabbiani che volano per posarsi sulle rocce.

Addentrandovi nella zona portuale vi attende l’incantevole spettacolo delle barche blu adagiate in attesa della pesca e se sarete fortunati potrete assistere alla pulitura del pesce che richiama lavoratori e gabbiani in attesa degli scarti.

Prima di arrivare al porto, affacciati sulla grande piazza centrale, si trovano una serie di ristorantini dove assaggiare del buon pesce fresco (ma anche più caro rispetto alla media del Marocco), arrivato direttamente dalle barche del porto. Potete scegliervi il pesce dal banco e gustarvelo cucinato al momento.

 

Le porte

 

Ho lasciato volutamente per ultimo questo paragrafo.

Le porte e le finestre di Essaouira mi hanno fatto innamorare: una città all’insegna del blu, dell’azzurro in tutte le tonalità e sfumature.

Un colore che ricorda il mare, il cielo e i fondali imperscrutabili come il mondo che si cela dietro quelle porte e quelle finestre.

Antichi battenti, grate, borchie antiche rendono questi dettagli ancora più misteriosi e incredibilmente affascinanti.

 

I mercati

mercati

Un altro posto da non perdere è il mercato di Essaouira.

Questa zona è una delle più vive e meno turistiche: i banchi di prodotti freschi sono frequentati dalla gente del posto e dovrete camminare lentamente schivando i carretti che portano enormi fasci di menta verdissima.

Ovviamente la zona del pesce è quella più vivace e colorata. Anche qui potrete acquistare il pesce che preferite e farvelo cuocere al momento mangiando sui tavolacci di legno e gettando gli scarti a terra come consuetudine locale.

Mi raccomando: prima di fotografare qualunque oggetto, banco e soprattutto persona, chiedete sempre il permesso, onde evitare spiacevoli discussioni

 

La Mellah

mellah

Questa zona, oggi degradata e abbandonata, è il vecchio quartiere ebraico, meta di pellegrinaggio: infatti nei secoli scorsi qui abitava una nutrita comunità ebraica.

Ci si arriva proseguendo oltre la zona del souk e dei mercati: merita una visita anche solo per vedere da vicino una realtà che sta lentamente morendo e scomparendo.

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