Cosa vedere a Montreal in due giorni

La città di Montreal, in Canada, mi affascina da sempre, fin da quando avevo meditato di trasferirmi per un periodo, finita l’università. Ma non trovai il coraggio, iniziai a lavorare e in compenso la voglia di andarci mi rimase bloccata in gola.

Ci sono andata vicino qualche anno fa, durante il nostro viaggio nel New England, il cui confine si trova proprio nel Vermont: ma ancora una volta, prevalse il desiderio di non aggiungere troppe cose diverse e di concentrarci su un’unica zona.

Ma nel nostro itinerario nel Canada orientale finalmente ci sono riuscita! E come immaginavo, Montreal non mi ha delusa. E’ una città dalla doppia anima: da una parte c’è la sua parte antica, sofisticata, storica, dall’altra non si può non amare la sua anima moderna, eclettica, frizzante e vivace. Impossibile non vederle entrambe, impossibile non amarla.

👉🏻SCOPRI come organizzare un viaggio in Canada orientale

Cosa vedere a Montreal in due giorni

Come in tutte le cose, il tempo da dedicare a una città varia molto in base alle esigenze e agli interessi.

Per la pluralità di cose da fare, ma soprattutto da vivere, Montreal è una città cui si potrebbe dedicare più tempo, ma all’interno dell’economia di un viaggio lungo, 2 giorni sono sufficienti per ammirare le località principali senza fretta, godendosi soprattutto la sua vivace atmosfera.

👉🏻LEGGI il nostro itinerario in Canada Orientale

 

1° giorno

Il centro di Montreal è molto raccolto e si visita con facilità. Muovendosi a piedi, si riescono velocemente a toccare tutti i punti principali senza fare le corse, anche senza avere tutta la giornata a disposizione (noi siamo arrivati in tarda mattinata).

Old Montreal

Il cuore di Montreal è la città vecchia, un piccolo reticolo di stradine pittoresche e antiche. Non si può paragonare alla bellezza di Quebec City, che secondo me rimane inarrivabile, ma è in ogni caso un bel centro storico ben conservato.

Iniziate la visita scendendo dalla stupenda Place Jacques Cartier, incorniciata da case squisitamente francesi, affacciatevi al giardino dello Château Ramezay, per poi imboccare Rue Saint Paul e sbirciare nelle viuzze laterali fino ad arrivare alla Basilica di Notre-Dame.

Passeggiando si noterà subito come i deliziosi bistrot e le boutique sofisticate siano offuscati dalla presenza massiccia di ristoranti molto turistici e negozi di souvenir decisamente pacchiani. Questo, a mio avviso, rovina un pò l’immagine del centro che potrebbe essere preservata di più.

 

La Basilica di Notre Dame

Montreal nasconde la sua origine francese rispetto ad altre città del Canada orientale, ma la sua Basilica richiama moltissimo l’omonima parigina: stile neogotico, torri ai lati, interno maestoso con rosoni e vetrate colorate.

Un’esperienza che vi invitiamo a provare è Aura, uno spettacolo di suoni e luci che esalta la bellezza e l’architettura di questa chiesa attraverso giochi di immagini e di musiche. Aura si svolge tutto l’anno all’interno della basilica in determinati orari. Purtroppo noi abbiamo sottovalutato la presenza massiccia dei turisti e non siamo riusciti ad acquistare i biglietti in loco (vi consigliamo di farlo in anticipo on line).

Una passeggiata al Vieux Port

Dalla città vecchia, si raggiunge il Vieux Port: 2,5 chilometri di passeggiata pedonale che si affaccia sul fiume San Lorenzo, scandita dalla presenza di 4 moli (quais).

E’ un luogo incantevole per portare i bambini a fare due passi in libertà: si tratta di un grande parco con zone ricreative, food truck (chiusi in autunno), museo della scienza, teatro, una grande ruota panoramica alta 60 metri, una spa affacciata sull’acqua, una zip line, parchi giochi e moltissimi eventi in base alle stagioni.

👉🏻SCARICA la mappa del Vieux Port

China Town

Il piccolo quartiere di Chinatown è facilmente riconoscibile dall’immancabile porta rossa che contraddistingue le zone cinesi in tutto il mondo e dalla presenza massiccia di negozi, ristoranti e attività asiatiche. Non solo cinese ma anche thailandese, vietnamita e giapponese. Variopinto, “profumato di fritto”, pittoresco, perfetto per una cena economica ma gustosa.

Il quartiere si innesta con quello a luci rosse, molto meno invasivo rispetto ad altre città: niente di eclatante, niente di eccessivo, solamente qualche sexy shop, alcuni club castigatissimi all’esterno, un cinema e poco più. Noi avevamo l’alloggio proprio qui e la sera rientravamo senza problemi. Non abbiamo notato nulla di strano o di spiacevole.

2° giorno al Plateau Mont Royal

Se la città vecchia si vede in poco tempo, la visita dei quartieri “alternativi” di Montreal merita una giornata intera, da vivere senza fretta.

Il Plateau Mont Royal è una delle zone più vivaci, frizzanti e divertenti di Montreal, nato come quartiere operaio e trasformato nel tempo in culla di scrittori, stilisti, hippy e bohemien. In realtà è composto da una serie di micro quartieri, ognuno con una sua identità, che si susseguono a formare una zona stupenda da girare a piedi.

Scoprirete così che questa parte di Montreal ha conservato le tracce delle diverse comunità d’immigrati che nei decenni si sono stanziati qui. Come sempre accade dalla notte dei tempi, i nuovi arrivati spingevano verso nord i più vecchi. Una varietà incredibile di enclave di immigrati provenienti da paesi lontani che parlano lingue diverse, che custodiscono tradizioni antiche portate con sé e che nei decenni si sono amalgamate con la cultura canadese.

Sono i luoghi urbani che piacciono a noi: informali, ricchi di locali, caffetterie, bistrot, birrerie e ristoranti, coloratissimi grazie alla massiccia presenza di meravigliosi quanto variegati murales che si nascondono dietro ogni muro e ogni angolo, boutique e negozi di design, casette a due piani in colori pastello collegate alla strada da scale in ferro di forme assurde, antiche residenze vittoriane, piazzette ombrose con fontane e playground (parchi giochi) di quartiere piacevoli da frequentare.

Vi consigliamo di iniziare la visita seguendo Boulevard St. Laurent che attraversa tutti i micro quartieri: durante questa piacevole passeggiata avrete infiniti motivi per fermarvi, prendetevi tutto il tempo necessario ed esplorate le zone circostanti.

Quartier Latin

Questa zona allegra e vivace ha un aspetto vagamente grunge impreziosito da un tocco di ricercatezza francese. Qui troverete una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Ogni muro, ogni casa vanta almeno un murales: queste opere di street art variano di anno in anno, alcune diventando parte dell’arredo urbano, altre nascendo e scomparendo nel giro di pochi mesi.

Questo fa si che il quartiere si rinnovi in maniera “viva e pulsante” grazie anche ad un panorama di bar, bistrot, negozi di dischi e caffetterie che lo rendono il luogo ideale per passeggiare di domenica mattina.

Le Village

© Eva Blue – Montreal Tourisme

La comunità gay di Montreal è riuscita a invertire la tendenza di questa zona del Plateau Mont Royal: da quartiere degradato e trasandato a culla di cultura, musica, moda e arte, che si respira in ogni angolo.

Qui accanto a boutique e negozietti hipster troverete media agency, gallerie d’arte e bellissimi locali trendy. Molto particolare Rue St. Cathrine, riconoscibile grazie ai palloncini che, osservati in prospettiva, formano i colori della bandiera della pace, simbolo della comunità gay.

Mile End

© Tourisme Montréal – Madore, Daphné Caron

A seguire il reticolato di Mile-End, uno dei quartieri più alla moda. E qui si assiste a un vero “incastro” di culture: storicamente questa zona è di fatto il quartiere ebraico di Montreal, sede della comunità più ortodossa, quella degli “chassidim“. Ma sempre qui, si sono rifugiati i più creativi “hipster-bohémien” made in Canada.

Accanto a charcuterie ebraiche che sfornano panini kasher, potrete trovare bakery alla moda e caffè trendy, così come potrete veder passeggiare sullo stesso marciapiede uomini con tonaca nera e cappello di feltro accanto a giovani aitanti e tatuati in bicicletta, che sfoggiano barbe curatissime e All Stars colorate ai piedi.

Mile Ex

© Frédérique Ménard-Aubin – Tourisme Montréal

Proseguendo verso nord, si trova un altro quartiere emergente, il Mile Ex: è una zona in continua e completa trasformazione. Da vocazione industriale, si sta progressivamente trasformando in quartiere di tendenza.

Poiché molte delle case erano destinate alla demolizione, è diventato un faro per l’architettura sperimentale contemporanea ed è stato definito il “quartier des architectes“. Qui troverete caffè, ristoranti, fabbriche riconvertite in gallerie d’arte, birrerie ricavate dentro a cortili di vecchi edifici. Insomma, una bolla creativa in continuo fermento.

Little Portugal

© Tourisme Montréal – Marie Deschene

Forse non tutti sanno (e nemmeno noi all’inizio) che un’ondata significativa di immigrati ​​portoghesi si stabilì a Montreal verso la fine degli anni cinquanta. Questi nuovi Montrealers venuti soprattutto dalle Azzorre, hanno lasciato il loro paese a seguito di un’eruzione vulcanica sull’isola di Faial, che si è verificata tra il 1957 e il 1958. Hanno trovato rifugio in una porzione del Plateau Mont Royal incuneata fra Little Italy e il Mile End.

Due sono i fulcri di questo micro quartiere. Rue Colonial, dai colori delle facciate blu, verdi e gialle, per ricordare le tradizioni dei pescatori portoghesi che usavano i colori avanzati per dipingere le imbarcazioni, anche per tinteggiare le facciate delle loro case. In questo modo, quando erano in mare, la loro barca era ancora riconoscibile alle persone rimaste a terra. Gli acquirenti potevano così individuare, dal colore della casa, dove trovare ogni giorno pesce fresco. Il secondo punto di riferimento è il Parc des Amériques, decorato con i motivi dell’America Latina, il gallo portoghese, i disegni della cultura Maya e un mosaico di mappe geografiche del continente americano.

Ovviamente non potete sottrarvi a una sosta per un pasteis de nata!

La Petite Italie

Infine si giunge al quartiere italiano, La Petite Italie. Vi ricordate la canzone “Aveva una casetta piccolina in Canada, con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà”? Da piccola pensavo fosse solamente un motivetto bizzarro e invece era il riflesso di una delle più grandi ondate migratorie Italiane verso il Canada, avvenuta nel decennio 1950-60.

In quel periodo ben 7 milioni di italiani migrarono nel mondo e arrivarono, dal porto di Halifax, anche in Canada: erano tendenzialmente di un ceto sociale basso, con un alto tasso di analfabetismo e in cerca di lavori occasionali, visti con sospetto e un certo rifiuto dalla popolazione locale. Per questo motivo vennero create nelle principali città canadesi comunità che conservassero le tradizioni regionali, la lingua e il dialetto: si costruirono un luogo protetto e sicuro, ideale per stabilirsi senza traumi, in attesa di uscire dall’anonimato sociale e dalla marginalità.

A differenza di altre “little Italy” americane, qui si respira un’atmosfera autentica, non la classica esaltazione turistica del Bel Paese. Anche se ci sono locali e ristoranti di chiara matrice italiana, il tutto ha un sapore genuino, mescolato perfettamente con la cultura locale. Qui sono tutti abitanti di seconda o terza generazione che apprezzano la cultura gastronomica del paese di origine ma che non hanno più un vero legame con l’Italia: infatti si alternano bar che sembrano usciti direttamente dagli anni ’60, li potremmo chiamare Bar Nostalgia, che appartengono all’epoca in cui i primi immigrati si sono trasferiti e pizzerie e ristoranti di ultima generazione, che rispettano le tradizioni ma senza sbandierarlo ai quattro venti.

Mercato coperto di Jean-Talon

Per noi ha rappresentato il punto di arrivo della lunga passeggiata lungo il Plateau Mont Royal, prima di riscendere verso Chinatown.

Nel mezzo della Petite Italie, si trova questo meraviglioso mercato coperto, definito come il più grande del Nord America, dove si respira l’atmosfera di un villaggio, un luogo familiare in cui sono cresciute le generazioni di commercianti (qui venivano a vendere i loro prodotti gli italiani immigrati che erano riusciti a comprarsi un pezzetto di terra da coltivare) e di clienti. Potrete mescolarvi alle famiglie del quartiere per la spesa settimanale (è aperto tutti i giorni), per assaggiare qualche piatto locale o etnico e sentire un pò di musica di strada o assistere a uno spettacolo di qualche artista.

Street Art

Una menzione particolare deve essere fatta per l’incredibile street art della città. Lungo le vie del Plateau Mont Royal potrete ammirare un museo a cielo aperto che si rinnova ogni anno grazie al Mural Festival.

Parte integrante del giro a piedi è proprio la scoperta dei murales: piccoli, grandi, immensi, coloratissimi, geometrici, fumettosi, ce n’è per tutti i gusti e sarà una vera sfida ammirarne il più possibile!

Il più famoso? Il Mary Pop Pop Poppins, una celebrazione in chiave Pop della celebre tata inglese immortalata dalla Disney.

👉🏻CONSULTA la mappa interattiva

 

Con più tempo a disposizione

In due giorni siamo quindi riusciti a vedere il centro storico e la parte emergente e multietnica di Montreal. Ma questa eclettica, giovane e creativa città ha molto di più da offrire a coloro che desiderano fermarsi qualche giorno.

Una passeggiata al Parc du Mont Royal

©lemontroyal.qc.ca

Avremmo tanto voluto inserire il Parc du Mont Royal nella nostra visita di Montreal, ma con due giorni a disposizione e un bimbo sotto fuso orario, occorre fare delle scelte.

Questa altura, che domina la città, fu acquistata per un milione di dollari e il progetto affidato a Frederick Law Olmsted, l’ideatore non solo di Central Park a New York, ma anche del Golden Gate Park di San Francisco. Il parco canadese non ha nulla da invidiare al simile cugino americano: 200 ettari di grandezza, un lago artificiale, un belvedere da cui ammirare la città in tutto il suo splendore, soprattutto la sera, un magnifico foliage in autunno.

Numerose le attività che si possono fare, i sentieri da percorrere e il tempo da dedicargli.

Visitare la Montreal Sotterranea

Fortunatamente siamo riusciti a visitare Montreal con il sole e una mite temperatura autunnale che ci ha permesso di camminare senza giacche.

Ma in inverno le cose cambiano, di notte le temperature scendono anche a -27 e la città viene avvolta dalla neve: camminare per la città può diventare davvero problematico. Per questo motivo è stata creata una città sotterranea: 33 chilometri di tunnel che collegano sotto terra i principali punti di interesse di Montreal, corredati di centri commerciali, bar, negozi, ristoranti, farmacie. Inoltre sono stati creati accessi diretti agli uffici, per permettere ai lavoratori di passare direttamente dalla metropolitana al posto di lavoro senza uscire nel ghiaccio e nella neve.

Per darvi due numeri: la Underground City vanta ben 10 collegamenti con stazioni della metro e con circa 1.200 uffici, 60 complessi commerciali e residenziali, 2.600 negozi e più di 50 ristoranti. la University of Quebec oltre ad una cattedrale e tre sale per esposizioni. Impressionante e invisibile!

Il quartiere degli spettacoli

Place des Arts, o piazza degli artisti, è il fulcro di questo micro quartiere dedicato alle arti e agli spettacoli. Non solo artisti di strada ma anche il museo d’arte contemporanea, gallerie d’arte,  grandi manifestazioni internazionali, iniziative culturali, teatri, cinema e musical.sale per spettacoli teatrali e musicali.

Per passare la serata da non perdere Rue St. Denis ricca di locali e ristorantini.

 

Dove mangiare e dove bere

Inutile dire che questa città dalle mille anime offre infinite possibilità: ristoranti tradizionali, etnici o emergenti, bistrot, birrerie e caffè ma anche localini alla moda dove bere qualcosa o dove assaggiare le novità culinarie più trendy. Insomma avrete l’imbarazzo della scelta!

Se dovessi tornare a Montreal dedicherei una giornata intera solamente a scovare e provare più localini possibili al Plateau Mont Royal, costruendomi una specie di food tour personalizzato. Ovviamente con un bimbo è molto più complicato, non tutti i locali sono adatti o accettano minori e in generale spesso non riusciresti comunque a goderti a pieno l’atmosfera.

Abbiamo voluto raccogliere i posticini che abbiamo testato noi personalmente.

Nella Old Town

Pub BreWskey – Un simpatico pub in pieno centro dove degustare qualche piattino insieme a buona birra locale.

Les 3 Brasseurs – Una brasserie artigianale informale e adatta alle famiglie dal menù molto interessante, come le tartare di pesce crudo.

Le Petit Dep – Un minuscolo localino squisitamente francese dalle atmosfere romantiche: metà pasticceria e boulangerie, metà negozio di prodotti gastronomici particolari, un pò bistrot con 4 tavolini per un pasto veloce e gustoso.

Nel Plateau Mont Royal

Casa del popolo – Questo pittoresco bar molto giovane ed eclettico è famoso per il suo incredibile e quotidiano programma musicale dal vivo.

Schwartz’s – In città è una vera istituzione, un deli specializzato in pastrami dal sapore vintage: sembra infatti di aver fatto un salto indietro del tempo di 60 anni. A tornare al presente ci pensa la coda chilometrica perennemente presente.

Les Impertinents – Questo minuscolo caffè che propone anche qualche piattino vegano, si trova all’interno di una scuola di danza e yoga. Squisitamente arreda, caffè da urlo e possibilità di qualche acquisto nel piccolo shop interno.

 

Negozi da non perdere

E’ scontato sottolineare che Montreal vanta negozi favolosi in ogni quartiere: design, vintage, hipster, hippy, vinili e boutique di abbigliamento. Avrete solo bisogno di tanto tempo a disposizione!

Noel Eternel – Una chicca per gli amanti sfegatati del Natale che come me, acquistano decorazioni in qualunque parte del mondo e in qualunque momento dell’anno!

Le marche des saveurs – Assomiglia a una boutique gastronomica ma i prezzi sono assolutamente concorrenziali. Qui troverete l’eccellenza dei prodotti del Quebec: tutti i derivati dello sciroppo d’acero (come zucchero, burro e granella) o a base di linfa l’acero come creme per il corpo e burro di cacao per le labbra, oltre a una serie infinita di paté, terrine, birre artigianale e ogni delizia per il palato.

L’empreinte cooperative – Qui invece potrete trovare regali o souvenir di alto livello: designer e artigiani locali propongono oggetti di uso quotidiano, per la casa e di abbigliamento fatti rigorosamente a mano.

Che amiate il design, l’architettura, lo shopping o i locali notturni, non importa, Montreal vi sorprenderà!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *