San Francisco, cosa vedere in quattro giorni

Una guida dettagliata per visitare San Francisco: cosa vedere, cosa fare con quattro giorni a disposizione e tante informazioni utili sul clima e sui mezzi pubblici.

San Francisco, in California, è una città dalle mille anime, dai molti volti e dalle tante contraddizioni: esageratamente bella, con le sue case vittoriane, antiche e colorate e la sua storia ancora viva, incredibilmente sfuggente per le sue infinite sfaccettature, assurdamente sporca, per la presenza massiccia dei senzatetto, che sparsi ovunque ricordano a tutti il lato oscuro della società.

San Francisco ti entra nelle vene come una droga psichedelica del movimento hippy, che vide la luce proprio nei suoi quartieri alternativi. Sa Francisco è l’insieme dei contrasti: la luce e la nebbia, il mare e le colline vertiginose, la modernità e il passato, la grandiosità dei suoi ponti e dei suoi grattacieli sfidata dalla piccolezza delle sue case vittoriane, ancora in piedi nonostante incendi e terremoti.

Impossibile rimanere indifferenti alla sua bellezza decadente. Impossibile non amarla, nonostante la fatica fisica per visitarla a piedi affrontando le sue salite.

Quando andare

A differenza di molte città americane, San Francisco è visitabile tutto l’anno. Il clima si mantiene praticamente costante, senza grandi picchi verso l’alto o verso il basso. Possiamo dire che qui troverete estati fresche e inverni miti. Quello che cambia sensibilmente fra la stagione fredda e quella calda, è l’aumento delle precipitazioni, che in inverno sono consistenti, soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio.

In generale, il periodo migliore da un punto di vista turistico, è sicuramente quello che va da maggio a settembre.  Bisogna però partire consapevoli che a Frisco non fa quasi mai caldo. Detto in parole povere, possiamo descrivere il meteo di San Francisco come una perenne primavera. Anche in pieno luglio, vi assicuro che le temperature non salgono mai sopra i 24/25 gradi: generalmente, si rimane sempre intorno ai 20/21° nelle ore diurne, 10/12° in quelle notturne.

La sua posizione affacciata sull’oceano, influenzata dalle correnti, mantiene sulla città un clima fresco, ventoso sul mare, con sbalzi di temperatura fra le prime ore del giorno e quelle centrali. Anche nei mesi estivi potrete assistere a repentini cambi di temperatura fra i vicoli riparati del centro, in cui si può girare tranquillamente a maniche corte e i quartieri che si affacciano sul mare, dove occorre ricorrere a una buona giacca a vento.

Inoltre si verifica spesso il fenomeno della nebbia. Infatti, essendo San Francisco circondata dal mare su tre lati, in alcuni giorni l’aria fredda che arriva dall’oceano si scontra con l’aria calda della città, formando così una spessa coltre di nuvole che staziona sopra la metropoli, anche per diversi giorni. Moltissimi turisti tornano delusi: a volte il Golden Bridge rimane invisibile, completamente avvolto dalla nebbia.

 

Cosa portare

In virtù del suo clima fresco e ventoso, vi consigliamo di vestirvi a strati e partire equipaggiati per il fresco anche in piena estate.

La mattina e la sera le temperature scendono, anche a luglio: indispensabile quindi una buona giacca a vento, sciarpina e cappellino leggeri per i bimbi e una bella felpa, soprattutto se avete intenzione di noleggiare la bicicletta lungo il mare e fare il Golden Gate a piedi o pedalando.

Non dimenticate poi di portare con voi scarpe comode per camminare: a San Francisco si scarpina da morire e se non avete calzature collaudate per le lunghe distanze, potreste arrivare a sera con i piedi distrutti.

 

Come spostarsi a San Francisco

Rispetto alle classiche e sconfinate città americane, San Francisco non ha le dimensioni da metropoli. La maggior parte delle principali attrazioni turistiche si concentra in una porzione del centro piuttosto ristretta.

Il grande problema consiste nel fatto che la città si sviluppa su colline: salire e scendere è all’ordine del giorno. Se come noi pensate che ammirare una città significa girarla a piedi, allora mettete in conto di camminare moltissimo.

Ovviamente occorre anche affidarsi ai mezzi pubblici per ottimizzare gli spostamenti e raggiungere velocemente zone distanti fra loro.

Come arrivare dall’Aeroporto di San Francisco al centro

Affacciato sulla baia, il San Francisco International Airport dista circa 20 km dal centro ed è ottimamente collegato con la città tramite diversi mezzi.

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La scelta del mezzo da utilizzare per raggiungere San Francisco dipende dalla zona in cui alloggiate e nella quale vi dovete recare.

BART

Il mezzo più comodo e veloce per raggiungere il centro di San Francisco è sicuramente la Bart, un trenino su rotaia che collega le principali città che si affacciano sulla baia: tramite le 5 linee a disposizione si possono raggiungere i punti più importanti. La frequenza delle corse si attesta mediamente ogni 15 minuti nei giorni lavorativi e ogni 20 nei weekend e durante le festività.

Se siete arrivati con un volo internazionale, dopo aver ritirato i vostri bagagli, dovrete raggiungere la stazione della BART che si trova al Terminal G.

Se invece siete atterrati con un volo interno, avendo fatto uno scalo in un aeroporto americano, avrete molta più strada da fare: vi conviene prendere l’AirTrain, un trenino gratuito e interno all’aeroporto, che collega tutti i terminal fra di loro e che porta sia alla stazione della BART sia agli uffici del noleggio auto.

Il treno da prendere per raggiungere il centro è Pittsburgh/Bay Point e la fermata più vicina a Union Square è Powell Street Station.

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Autobus

La società di autobus SamTrans mette a disposizione diverse linee per andare in centro città: 292, 397 e la 398. Ovviamente è la scelta meno comoda: gli autobus impiegano circa 1 ora per arrivare in città, sono spesso affollati anche se meno cari rispetto alla BART.

Taxi o Uber

Se invece volete la massima comodità e il minimo sforzo ma prezzi maggiori, allora potete optare per il taxi o una macchina Uber. In questo caso tramite l’app potrete prenotare la vettura che vi porterà direttamente alla vostra destinazione.

Spostarsi in città

Muni Metro

A differenza di quello che si potrebbe pensare, la metropolitana di San Francisco non è altro che un tram di superficie che offre sei linee (J, K, L, M, N e T in diversi colori) che collegano i vari quartieri.

La società gestisce anche i tram storici come il cable car e alcune linee di tram più recenti ma comunque molto particolari come la linea F, che collega Downtown con il Fisherman’s Wharf: rimarrete a bocca aperta quando vi troverete a salire sui vecchi tram di Milano degli anni ’30. Ma non è l’unica curiosità: ci sono convogli che provengono anche da Edimburgo, Amburgo, Osaka, Porto e Mosca.

Per acquistare i biglietti nel modo più comodo e veloce possibile, potete scaricarvi l’app per smartphone e pagare direttamente con carta di credito.

👉🏻SCARICA la mappa di Muni Metro

Cable car

© San Francisco Travel Association

I cable car sono una delle immagini più famose di San Francisco: questi antichi tram di fine ‘800 si inerpicano sferragliando rumorosamente su e giù dalle vertiginose colline della città, con un metodo rimasto antico e immutato.

Nonostante il loro fascino, non sono sicuramente il modo migliore per girare la città: le tre linee rimaste oggi (un tempo erano ben 23) sono super affollate, spesso occorre fare più di un’ora di attesa per salire, i biglietti sono cari, ben 7 dollari (si possono acquistare sempre tramite app muni) e si impiega molto tempo per attraversare la città.

Possiamo dire che non si sale su un cable car per comodità, ma per fare un’esperienza unica e per vivere un pezzo di storia della città.

Le tre linee sono:

  1. Linea Powell – Hyde line: parte da Ghiradelli Square e arriva a Union Square fino a Market Street. E’ proprio questa la linea da prendere se volete raggiungere la famosa Lombard Street, con la vista dall’alto.
  2. Linea Powell – Mason line: parte esattamente dallo stesso capolinea della Powell, in Market street e ne condivide tutto il primo tratto. Ad un certo punto però, prenderà una direzione diversa, arrivando a circa 2 isolati dal Fisherman’s Wharf, all’angolo fra Bay Street e Taylor Street. Anche questa linea passa vicino a Lombard Street ma si potrà ammirare la famosa strada questa volta dal basso.
  3. Linea California St.: collega Van Ness Avenue al Financial District.

👉🏻SCARICA la mappa dei cable car

Autobus

Spostarsi a San Francisco in autobus conviene soprattutto quando si vuole raggiungere quartieri fuori dal centro, come ad esempio la zona ispanica di Mission , il parco del Presidio oppure il Golden Gate Bridge per attraversarlo a piedi ( MUNI bus della linea 28 o la 30, la 70 e la 101 per percorrerlo).

In macchina

Muoversi a San Francisco in macchina non è una buona soluzione: rischiate di rimanere imbottigliati nel traffico, avrete sicuramente problemi di parcheggio e potreste incorrere in multe salate. Per questo motivo noi generalmente consigliamo, soprattutto se la città si inserisce all’interno di un viaggio in California, di lasciare la visita di San Francisco o all’inizio o alla fine dell’itinerario. In questo modo risparmierete giorni di noleggio e non avrete la scomodità di portare la vettura in centro.

Se proprio non avete altra scelta, allora vi suggeriamo di trovare un alloggio con parcheggio, in modo tale da lasciare l’auto per tutta la permanenza in città.

Pass per i mezzi pubblici

Conviene acquistare un pass per i mezzi pubblici? La risposta è sì solamente se avete intenzione di farne un uso massiccio. Tante volte ci è capitato di prendere un pass e scoprire a conti fatti che non lo avevamo minimamente sfruttato. A noi piace camminare, anche troppo a volte. D’altronde quale modo migliore di vivere e ammirare una città di girarla a piedi? Anche se devo ammettere che negli ultimi anni, soprattutto da quando il nostro piccolo non va più sul passeggino, ci siamo imposti di usare di più i mezzi, per evitargli inutili sfacchinate. Della serie: si cammina sempre, ma preferibilmente quando ne vale la pena.

Muni Pass

Questo abbonamento ai trasporti consente un uso illimitato su tutti i mezzi Muni, ovvero metro, autobus e tram, compreso il Cable Car.

Attenzione: non è valido per la BART.

Può essere acquistato per la durata di 1, 3 o 7 giorni dal momento della convalida e conviene solo se mediamente effettuate almeno 2 corse al giorno.

San Francisco City Pass

Un’altra opzione percorribile è quella di acquistare il City Pass, un abbonamento per mezzi pubblici e attrazioni turistiche. La prima cosa che salta immediatamente all’occhio, rispetto ai City Pass di altre città americane, è che le attrazioni incluse non sono sicuramente i luoghi che si visitano la prima volta a San Francisco. Sono indubbiamente musei interessanti ma con 4 giorni a disposizione, non sono la nostra prima scelta.

Cosa include:

  • il trasporto illimitato su tutti i tram, autobus, cable car e sulla Metro Muni per tre giorni consecutivi.
  • ingresso al California Academy of Sciences, Blue & Gold Fleet Bay Cruise Adventure, Aquarium of the Bay Exploratorium o San Francisco Museum of Modern Art — SFMOMA
  • E’ possibile sostituire il Blue & Gold Fleet Bay Cruise Adventure con la gita ad Alcatraz a patto di acquistare il biglietto direttamente presso Alcatraz Cruises.

 

Cosa vedere a San Francisco in quattro giorni

San Francisco è una città meravigliosa. Il mare, il vento, le temperature fresche, le case colorate, la sua anima vivace e anticonformista, il suo passato (anche il presente) hippy, la sua solarità e la sua atmosfera rilassata sono tutte caratteristiche che rendono San Francisco una città indimenticabile.

Rispetto a molte altre città americane San Francisco non ha mille attrazioni e musei da visitare. San Francisco è un luogo da vivere, da assaporare, da scoprire e da girare a piedi.

Questa suddivisione è puramente indicativa. Ovviamente si possono fare aggiustamenti e sostituzioni ma in generale è ben ottimizzata in base alle aree.

Come vedrete, nella giornata in cui noi abbiamo previsto Alcatraz, avanza mezza giornata: si può spendere questo tempo approfondendo una zona in particolare, facendo un’attività oppure allocandovi altre attrazioni per snellire le giornate.

1° giorno

Vi sembrerà che l’elenco delle cose da vedere a San Francisco sia immenso ma non preoccupatevi: ogni attrazione è molto vicina alle altre e passeggiando con il naso all’insù non vi accorgerete nemmeno di quanta strada a piedi avrete percorso.

Questo elenco può essere ovviamente modificato in base ai vostri tempi, alle vostre esigenze e alle condizioni meteorologiche.

Union Square

La nostra giornata parte da qui, dal centro pulsante di San Francisco, Union Square: qui troverete i marchi internazionali, gli alberghi di lusso, i grandi magazzini, i caffè. Se volete buttarvi sullo shopping questo è il posto che fa per voi: Macy’s, Saks e tutti i negozi più famosi stanno in prossimità di questa piazza.

E’ un punto di incontro e un viavai perenne. Spesso all’interno della piazza si svolgono concerti e manifestazioni e sedersi ad osservare la gente che passa è un’attività cui vale la pena dedicare qualche minuto.

Financial District

Questo quartiere compatto e moderno rappresenta il cuore di Downtown: alzate lo sguardo e ammirate i mille stili diversi dei grattacieli di San Francisco. Accanto ai palazzi più moderni, dalle forme avveniristiche e ricoperti di vetri e specchi, troverete antichi edifici in mattoni rossi e ghisa, cornicioni lavorati e insegne vintage. E’ un contrasto che personalmente amo moltissimo e che racconta visivamente l’evoluzione e la storia della città.

Qualche palazzo da non perdere? Il Frank Lloyd Wright Building, il Transamerica Pyramid, il Solari Building, il Larco’s Building. La maggior parte degli edifici più interessanti si trova fra Montgomery Street e Jackson Square.

Se amate le atmosfere western, allora fate un salto alla Wells & Fargo Bank History Room, un piccolo ma incantevole museo gratuito che racconta, attraverso oggetti originali, il periodo delle diligenze, della corsa all’oro, del Pony Express e degli avventurieri di quell’epoca così affascinante.

Ferry Building

Questo meraviglioso edificio che si ispira alla Cattedrale di Siviglia, è il simbolo della riqualificazione della zona portuale di San Francisco.

Inaugurato nel 1898, il Ferry Building divenne il punto focale del trasporto per chiunque arrivasse in traghetto. Dalla corsa all’oro fino agli anni ’30, l’arrivo in traghetto divenne l’unico modo in cui viaggiatori e pendolari – tranne quelli provenienti dalla penisola – potevano raggiungere la città. I passeggeri al loro arrivo attraversavano questa elegante stazione a due piani: all’apice della sua attività, da qui transitavano fino a 50.000 persone al giorno.

Con il trasferimento delle attività portuali dal centro città a Oakland, questa zona è stata piano piano riconvertita: i vecchi magazzini sono stati restaurati per ospitare uffici, alloggi, ristoranti e musei mentre le banchine sono diventate stupende passeggiate pedonali.

Il Ferry Building Marketplace è il luogo perfetto per fare colazione (mi raccomando non troppo presto altrimenti troverete tutto chiuso) o un pasto veloce: all’interno si trovano meravigliosi negozietti, pasticcerie, panetterie e bistrot, un vivace raduno di agricoltori locali, produttori, artigiani e imprese alimentari indipendenti. Tutto biologico, km 0, eco-sostenibile e green: insomma, ottima qualità del cibo ma prezzi da gioielleria!

Il momento migliore per visitarlo? Martedì, giovedì e sabato mattina, quando si svolge il Ferry Plaza Farmers Market: un tripudio di stand di ogni tipo per assaggiare le prelibatezze locali.

The Embarcadero

Dal Ferry Building parte una meravigliosa quanto lunga passeggiata pedonale completamente riqualificata fra i vecchi moli portuali. Lungo la strada troverete di tutto: negozietti, caffè, panchine, musei e ristoranti.

Bellissimo e imperdibile è il Pier 7: una lunga passerella in legno che si inoltra nel mare con lampioncini retrò e panchine. Difficile non immaginare passeggeri di fine ‘800 con bombette e crinoline camminare frettolosamente appena sbarcati dai traghetti.

Per rendere l’idea, dal Ferry Building al Pier 39 dovrete mettere in conto 2 km di camminata.

Pier 39

Il Pier 39 è sicuramente uno dei luoghi più famosi e turistici di San Francisco. Come molti wharf americani, è la ricostruzione di un vecchio molo di pescatori, ma in uno stile a metà fra un luna park e un centro commerciale.

Questo villaggio di casette in legno racchiude una serie di attrazioni, negozi e ristoranti, vere trappole per turisti. Ma il suo aspetto inconfondibile, i suoi colori vivaci lo rendono uno dei posti che, inspiegabilmente, riesce a farsi amare anche dai più critici. Il suo fascino kitsch mette un’allegria dilagante e vi sembrerà di essere sul set di qualche film americano.

Detto questo, tutto quello che si trova al suo interno è davvero eccessivamente stravagante e caro: dal negozio di soli magneti a quello dei calzini più assurdi, dal rivenditore di orologi al contrario e oggetti per mancini allo shop dedicato ai trucchi del celebre illusionista Houdini. Per non parlare di bizzarre attrazioni come il labirinto di specchi, il carosello, la 7D Experience o le scale musicali.

Il nostro consiglio? Passeggiate come bimbi al luna park, tenete ben chiuso il portafogli e godetevi l’atmosfera!

I posti migliori per fotografarlo sono le passerelle del piano superiore da cui godrete di una vista complessiva del molo.

Non dimenticate di arrivare fino in fondo: lì si trova una terrazza panoramica da cui si gode una bellissima vista sulla baia e sull’isola di Alcatraz!

Da questo punto girate verso sinistra, per ammirare l’attrazione (gratuita) più famosa del Pier 39: le otarie che stazionano perennemente sulle banchine: potrete fotografare decine e decine di leoni marini spiaggiati gli uni sugli altri a prendere il sole. Attenzione alla puzza tremenda quando il vento cambia direzione!

Fisherman’s Wharf

Proseguendo lungo il mare si arriva a un altro cuore pulsante di questa zona, il Fisherman’s Wharf, il vecchio quartiere dei pescatori di San Francisco.

Chiamato un tempo Meigg’s Wharf, questa zona era il porto principale di San Francisco. Un crocevia di navi, merci di ogni tipo e uomini che arrivavano qui come migranti per lavorare e per trovare fortuna. In particolare qui si concentravano pescatori cinesi e italiani che si mantenevano con il duro lavoro della pesca di granchi e pesci nella baia.

Dopo aver subito pesanti danni a seguito del terremoto del 1906, oggi questo luogo si è trasformato in un’immensa area commerciale ad uso dei turisti: artisti di strada, ristoranti dai prezzi stratosferici, negozi di souvenir di dubbio gusto, il museo delle cere e anche bizzarre attrazioni senza senso.

Ma sotto l’aspetto kitsch esagerato, il suo fascino non vi risparmierà. Curiosando fra le attrazioni più eclatanti, infatti, si possono trovare ancora degli angoli autentici e indubbiamente da non perdere.

  • Gli affacci sul mare, come nel tratto fra Jones Street e Taylor Street, custodiscono le piccole barche con cui ancora oggi viene effettuata la pesca dei granchi, la specialità della zona. Se amate le atmosfere marinare, fatte di boe scolorite, reti, corde e odore di salsedine, allora dedicate qualche minuto ad osservarle.
  • Gli appassionati di navi antiche invece dovranno recarsi al Hyde Street Pier: qui si trova il San Francisco Maritime National Historical Park che include sia il Maritime Museum, un edificio a forma di nave con reperti della storia marittima di San Francisco (ad esempio arpioni da baleniera, polene intarsiate, modellini e fedeli ricostruzioni in scala), sia 5 navi autentiche e visitabili: Balclutha, Hercules, Alma, Eppleton Hall e C.A. Thayer, per rivivere le atmosfere marinare di un’epoca passata.
  • Sempre all’incrocio fra Jones Street e Taylor Street si trova la celebre e iper fotografata insegna del Fisherman’s Wharf: su questo piccolo tratto di strada si affacciano gli Historic Seafood Stands. Sono piccoli banchi di street food take away a base di pesce. Qui potrete assaggiare i celebri panini con il granchio!
  • Un altro posticino poco conosciuto che mi è piaciuto molto è The Cannery, un magnifico edifico in mattoni rossi del 1907: qui per 30 anni ha trovato posto una fabbrica di cibo in scatola, la più grande industria conserviera negli Stati Uniti. Oggi l’intero complesso e i suoi cortili vintage sono stati trasformati in una specie di centro commerciale che ospita negozi, birrerie, ristoranti e perfino un hotel! Vi consigliamo il ristorante di pesce Blue Mermaid: qui potrete assaggiare il cioppino, una zuppa di pesce strepitosa, di chiara influenza italiana.

Ghirardelli Square

Poco più avanti, salendo una vertiginosa strada in salita, si trova uno dei miei posti del cuore, Ghirardelli Square: come molti luoghi di archeologia industriale, anche questo maestoso edificio di mattoni rossi del 1895 un tempo era una fabbrica, della Ghirardelli Chocolate Factory. Dopo aver subito un periodo di abbandono, ora ospita un elegante insieme di negozi e ristoranti che si affacciano su una piazzetta squisitamente romantica, perfetta per le famiglie.

Con le sue lucine bianche, la spettacolare vista sulla baia, la sua atmosfera incantevole, non potrete non innamorarvi di questo delizioso angolino di pace e relax. E soprattutto non resisterete alla tentazione di assaggiare i mille gusti di gelato e fare shopping di dolci al Ghirardelli Ice Cream and Chocolate Shop.

Golden Gate Bridge

L’inconfondibile ponte rosso è l’emblema assoluto di San Francisco. Il Golden Gate Bridge troneggia come un gigante silenzioso sulla baia e s’intravede fra le nuvole e la nebbia.

Questo colosso dell’ingegneria permette ad automobili e camion di passare da una parte all’altra della baia ed è capace di resistere al fortissimo vento che soffia fra i i suoi cavi, alle onde del mare spesso impetuose e ai terremoti che ogni tanto affliggono la California (può resistere a più di otto metri di oscillazione).

Ci sono diversi modi per ammirarlo in tutta la sua grandiosità:

  1. percorrerlo in auto: sicuramente un’esperienza particolare ma poco adatta alle fotografie e decisamente stressante e frettolosa. Se poi decidete di sostare al Vista Point o al North Tower Golden Gate Parking, mettete in conto code e possibili sbagli nelle uscite che vi faranno perdere tempo e pazienza.
  2. raggiungere i view point in autobus: anche in questo caso non è facile individuare la linea giusta che ferma al Golden Gate Bridge Toll Plaza. Ad esempio c’è il  76X-Marin Headlands Express ma è in funzione solo il sabato, la domenica e i giorni festivi. Noi abbiamo perso moltissimo tempo la prima volta, con diversi cambi, richiesta di informazione ai passanti e una certa dose di frustrazione. Francamente non ve lo consiglio. Una volta saliti sul ponte, vi garantisco che percorrerlo a piedi è una bellissima esperienza ma decisamente stancante: 2700 metri a piedi sono un’eternità, soprattutto se tira un forte vento, come spesso accade sulla baia.
  3. arrivare al ponte in bicicletta: è di gran lunga l’esperienza che più vi consiglio. Non solo sarà facile e divertente percorrere il ponte ma la lunga pedalata per raggiungerlo permette di visitare un’area molto vasta, difficilmente percorribile a piedi e sostare in alcuni dei più scenografici punti panoramici: il Crissy Field, il Fort Point, il Golden Gate Bridge Welcome Center.

Osservarlo, vi assicuro, sarà ipnotico: lo avete visto così tante volte in tv e al cinema che vi sembrerà irreale trovarvelo davanti. Prendetevi tutto il tempo per gustarlo e fotografarlo da ogni angolazione.

Che abbiate deciso di percorrerlo in bicicletta o a piedi, un consiglio sempre valido: armatevi di giacca a vento e di tutto l’occorrente per coprire gola e orecchie ai vostri bimbi. Infatti il vento spazza il ponte praticamente ogni giorno!

2° giorno

Questa giornata è pensata per girare i quartieri alternativi di San Francisco: qui è nato il movimento hippy, in queste vie vivevano e traevano ispirazione alcuni tra i più grandi giganti della musica anni come Janis Joplin e Jimmy Hendrix, da questo angolo partì quel fermento culturale e sociale che dilagò in tutto il mondo, dando vita a una vera rivoluzione dei costumi e della società.

Proprio fra queste strade si consumò la famosa Summer of Love del ’67: in quella pazza estate artisti, liberi pensatori, musicisti, scrittori, attivisti contro la guerra in Vietnam e migliaia di giovani si diedero appuntamento a suon di musica a San Francisco, creando un rivoluzionario sogno psichedelico all’insegna della pace, dell’amore e della libertà di pensiero e di espressione. Passeggiare per queste strade significa vivere un pezzetto di quell’atmosfera, che in parte è ancora viva e presente: la gente che abita qui ha mantenuto in vita quei valori, ci crede ancora. E si avverte palpabile nelle persone che incontrerete.

Questi meravigliosi quartieri si susseguono uno dopo l’altro e visitarli nella stessa giornata risulta particolarmente naturale: ovviamente la nostra proposta di itinerario è puramente indicativa.

Potrete decidere di “spezzare” il percorso, approfondire una zona piuttosto che un’altra, aggiungere o togliere alcune parti ma in questo modo ottimizzerete moltissimo la vostra giornata.

I murales di Mission

Il quartiere di Mission risale alla fine del diciottesimo secolo, quando i padri francescani spagnoli decisero di edificare una missione allo scopo di convertire la popolazione locale alla fede cattolica. Ma la concentrazione di abitanti latini si traduce nella formazione di un vero e proprio ghetto ispanico solamente negli anni ’60, in seguito ai forti flussi migratori dal Messico.

Anche questa parte della città subì i fermenti che stavano agitando San Francisco negli anni ’70 e in queste strade si tradusse nella nascita dei murales a tema sociale e politico. La street art diventa la “voce” degli immigrati per parlare di esclusione sociale, di integrazione, di uguaglianza, di fratellanza: il quartiere diventa una tela gigante su cui esprimere dissenso e tematiche scottanti.

Come sempre accade per la cultura della strada, i murales nascono e muoiono, vengono cancellati e riscritti, abbandonati o conservati. Potreste camminare ore scoprendone sempre di nuovi, pensate che ve ne sono più di 250, ma se non volete perdere troppo tempo, vi consigliamo una precisa zona in cui trovarne di bellissimi.

La maggior concentrazione di murales si trova lungo due piccolissime vie, quasi nascoste, Balmy Alley (tra 24th Street e 25th Street) e Clarion Alley (tra 17th Street e 18th Street).

Ad attendervi un susseguirsi ininterrotto di opere dai temi più vari: dall’odio all’amore, dal femminismo all’integrazione, dalla politica all’ecologia.

Come raggiungere il Mission District? Potete prendere la BART da Embarcadero/Montgomery Street in direzione Daily City oppure l’autobus Muni n°14 da Market Street o il 49 proveniente da Ghirardelli Street.

Mission Dolores Park

Con una piacevole passeggiata, punteggiata ovviamente da street art di vario genere, si arriva al Mission Dolores Park, un bellissimo parco pubblico con prati all’inglese e l’inconfondibile facciata della Mission Dolores (non è imperdibile).

All’interno dell’area verde si trova il posto perfetto per far divertire un pò i vostri bimbi: un grande parco giochi a più livelli, adatto anche ai più piccini, curato e ben tenuto.

Castro

Il quartiere gay di San Francisco vi darà un colorato e allegro benvenuto con le sue mille bandiere arcobaleno appese a tutti i lampioni, ai negozi, ai cartelli e perfino dipinte sull’asfalto, come quella enorme che sostituisce le strisce pedonali nel punto in cui Castro Street incrocia Market Street, centro nevralgico del quartiere.

Questa zona vivace e molto tranquilla, abitata da giovani famiglie, artisti e programmatori informatici è un susseguirsi di negozietti di abbigliamento, librerie, ristorantini e bar. In una bella giornata di sole è una tappa perfetta per passeggiare e ammirare le meravigliose case vittoriane di cui è disseminato il quartiere.

In origine si chiamava Eureka Valley ed era la residenza degli immigrati operai scandinavi e irlandesi. Solo nel periodo della Summer of Love, Castro divenne il punto di ritrovo della comunità gay, grazie anche al basso costo delle case e all’apertura dei primi locali dichiaratamente omosessuali.

Imperdibile da fotografare è il Castro Theatre, un cinema del 1922, un piccolo gioiello fortunatamente restaurato e ancora oggi funzionante.

Painted Lady e le case vittoriane

Chiamate anche le seven sisters, queste piccole e colorate casette in legno sono le dimore vittoriane più famose di San Francisco. La loro fama deriva dalla posizione scenografica, affacciate su Alamo Square, una bella piazza con parco cittadino e con alle spalle lo skyline della città.

In realtà gran parte di San Francisco è caratterizzata dall’architettura vittoriana: si calcola che vi siano ben 13.487 case vittoriane in tutta la città. Sono state costruite fra la fine dell’800 e primi del ‘900, sono realizzate in legno, per adattarsi al particolare clima cittadino e sono quasi tutte originali. Infatti il terribile terremoto e il conseguente incendio del 1906, pur avendo distrutto gran parte del centro, risparmiarono invece i quartieri periferici dell’epoca, ovvero Alamo square, Bernal Heights, Haight-Ashbury, Castro, Nob e Russian Hill.

Anche se vi sembreranno dopo un pò tutte uguali, di legno, a due o tre piani, fornite di una bay window, in colori sgargianti, in realtà sono state costruite in stili diversi, con tanti dettagli assolutamente originali, perfino con delle “firme” degli architetti che le hanno realizzate: gli stili più importanti sono Italianate (1860 – 1880), Stick (tutto 1800) e Queen Anne (decennio dal 1890 in poi).

Il nostro consiglio per ammirare le case vittoriane? Lasciarvi guidare dall’istinto e girare senza meta ammirando le facciate.

Haight-Ashbury

Siete arrivati nel cuore hippy di San Francisco e ve ne accorgerete subito: del periodo dell’amore libero, delle droghe allucinogene, della musica psichedelica, dei festival revival rimangono i nostalgici che girano con outfit usciti direttamente dagli anni ’60, negozietti di abbigliamento vintage, coffee shop, giovani ricoperti di tatuaggi e piercing.

Questo quartiere, che è ha subito molteplici rinascite e cadute (soprattutto a causa delle droghe e dell’eroina degli anni 80/90), oggi è una enclave tranquilla e pacifica di ex sessantottini, di amanti delle atmosfere hippy, un crogiolo di colori, murales variopinti (Cole Street), negozi originali ed eclettici circondati da un ambiente architettonico favoloso.

Infatti è proprio addentrandosi per il reticolo di vie di Haight-Ashbury che si possono ammirare fra le più belle e colorate case vittoriane della città. Anche in questo caso il nostro consiglio è quello di passeggiare senza fretta, curiosando fra i negozi, fotografando le insegne più buffe e andando alla ricerca delle facciate più particolari.

Da non perdere una serie meravigliosa di case chiamate Four Seasons: sono quattro case gemelle costruite nel 1896 a tema stagionale. Ogni casa rappresenta una stagione e sono stati scelti motivi e colori in grado di esprimere al meglio la bellezza e la diversità di ogni periodo dell’anno. Se la Winter House è sui toni freddi degli azzurri con fiocchi di neve, la Spring House è invece caratterizzata dai toni crema e malva con vasi fioriti, mentre la Summer House spicca per i colori tenui e i delicati rami di vite a differenza della Fall House orientata sui colori oro e vermiglio in cui si innestano fasci di grano.

Altrettanto meravigliose sono la Grateful Dead House e le Painted Houses di 144-146 Central Ave, la case più instagrammabili della zona!

Golden Gate Park

Seguendo Haight Street si arriva perfettamente e senza sforzi all’inizio del Golden Gate Park. Qui occorre una doverosa premessa: questo immenso parco cittadino (ben più grande di Central Park a New York) è lungo 5 chilometri e da solo rappresenta un’attrazione molto complessa da visitare.

Infatti, oltre ai sentieri e alle piste ciclabili (oltre 10 km), il parco vanta al suo interno laghi, giardini botanici, musei, parchi giochi e tante aree in cui rilassarsi. Dobbiamo essere sinceri: per visitarlo tutto occorrono 1/2 giorni, in base ai vostri interessi. Il nostro consiglio è di visionare in anticipo tutte le attrazioni al suo interno, selezionare quello che vi interessa e di conseguenza organizzare il tempo a vostra disposizione. Inoltre, se avete intenzione di visitarlo per intero, vi consigliamo di affittare le biciclette, per non sfiancarvi spostandovi da un punto all’altro. Girarlo tutto a piedi è un’impresa titanica.

Per questo motivo, noi abbiamo inserito il parco in questa giornata. Ha senso arrivare fino a qui, solamente se decidete di rimanere nella parte più vicina a Haight-Ashbury, un piccolo assaggio della sua complessa varietà.

In ogni caso la maggior parte delle attrazioni più meritevoli si concentra nella parte est del parco, mentre quella ad ovest comprende per lo più giardini, centri sportivi, golf club e aree verdi.

Japanese Tea Garden

Uno dei nostri angoli preferiti è il Giardino Giapponese, un luogo di assoluta pace zen con pagode, ponticelli laccati di rosso, laghetti abitati da carpe, ruscelli gorgoglianti e la possibilità di assaggiare il thè in questa cornice incantevole.

Botanical Gardens

I giardini botanici sono immensi: in 55 acri di giardini e spazi aperti vengono conservate piante da tutto il mondo. Oltre 8.000 varietà che spaziano dalle sequoie alla macchia mediterranea, dalle foreste pluviali della meso-America e del sud-est asiatico alla flora proveniente da Cile, Australia e Giappone.

Conservatory of Flowers
©Golden Gate Park

Il Conservatory of Flowers è una meravigliosa serra vittoriana risalente al 1879, costruita in vetro e legno, di un candido laccato bianco. Al suo interno, uno scrigno di fiori tropicali e farfalle che svolazzano. Come la scena di un libro di fiabe pop-up per bambini, vi si aprirà davanti agli occhi un caleidoscopio di colori, forme e profumi di oltre 2.000 specie di piante provenienti da tutto il mondo. Superlativo.

De Young Museum
© Fine Arts Museums of San Francisco San Francisco Travel Association

All’interno di una costruzione futuristica, il De Young Museum è uno dei più prestigiosi musei di arte negli Stati Uniti. Comprende una collezione di arte americana contemporanea, tesori dell’America centrale e andina, arte primitiva dell’Oceania e della Paua Nuova Guinea.

California Academy of Sciences
© California Academ Sciences

Pesantemente danneggiato dal terremoto del 1989, la nuova sede del California Academy of Sciences è stata progettata da Renzo Piano per diventare un modello di design eco energetico. Al suo interno troverete un planetario, una foresta pluviale con passerella a spirale che porta a scoprire i vari livelli di vegetazione, il Kimball Museum of Natural History, che si sofferma in particolare sulle specie estinte o in via di estinzione e sui danni ambientali causati dall’uomo e infine un acquario con 900 specie di animali marini

Koret Playground

Questo immenso parco giochi è un punto di riferimento per le famiglie con bambini che visitano il Golden Gate Park: dedicato a tutte le età, è un luogo armonioso e divertente, davvero imperdibile.

Il parco giochi, chiamato un tempo Sharon Quarters for Children fu aperto nel 1888 e si pensa che sia stato il primo della nazione. A quell’epoca, l’idea di fornire uno spazio dedicato esclusivamente alla ricreazione dei giovani era rivoluzionaria e fece scalpore.

Stow Lake & Strawberry Hill e Huntington Falls

In questo incantevole laghetto è possibile affittare delle barchette a remi o un pedalò per un giretto romantico.

3° giorno

Alcatraz

Questa piccola isoletta, a soli 2 km dalla terraferma, per molto tempo è stata adibita a carcere federale: qui hanno scontato la loro pena alcuni fra i più famigerati criminali americani, primo fra tutti Al Capone. Molti di loro vi hanno trovato la morte per la durezza delle condizioni di vita o per i numerosi tentativi di evasione non andati a buon fine. Ben 36 uomini hanno tentato, senza successo, l’impresa di evadere via mare ma le forti correnti e le temperature gelide dell’acqua della baia hanno fatto miseramente fallire i loro piani.

Oggi visitare The Rock e il suo carcere rimane una delle tappe imperdibili di un viaggio a San Francisco. Camminerete in libertà fra le varie sezioni del carcere e grazie all’audioguida potrete scoprire curiosità e aneddoti di questo posto inquietante, conoscere le storie dei suoi detenuti, in particolare di coloro che tentarono la fuga. Inoltre dalla terrazza potrete ammirare un panorama incredibile su San Francisco e il suo skyline davanti al mare.

Vi consigliamo di prenotare con largo anticipo, anche svariati mesi, dal momento che è un’attrazione gettonatissima, ben 1,5 milioni di visitatori ogni anno.

Ci sono varie opzioni di visita con Alcatraz:

  • Alcatraz Cruises: è la società più utilizzata, che fornisce una preziosa audioguida in italiano, a nostro avviso indispensabile per visitare il carcere e scoprire le storie che si celano dietro camere quasi completamente spoglie.
  • Ticketbar: è l’opzione scelta da chi vuole acquistare da un operatore italiano. Sarete però costretti a versare una quota di spese di gestione.
  • Se invece avete intenzione di visitare altre attrazioni, potrete valutare la San Francisco City Pass, che include anche la visita ad Alcatraz.

Numerosi anche i tipi di tour disponibili:

  • Early Bird Tour: se non vi spaventa alzarvi molto presto la mattina, allora potreste considerare il primo tour della giornata, che vi garantirà di visitare la prigione in totale silenzio e senza troppe persone.
  • Day Tour: questo è il giro più gettonato dai turisti e potrete scegliere tour dalle 9:30 del mattino fino al primo pomeriggio, con traghetti disponibili ogni ora.
  • Night Tour: questa opzione è particolarmente suggestiva dal momento che, partendo nel tardo pomeriggio, permette di ammirare splendidi tramonti sull’isola.

Ricordatevi che l’orario indicato nella prenotazione corrisponde all’orario di partenza del traghetto: occorre presentarsi al Pier 33 con almeno mezz’ora di anticipo per le procedure di imbarco con i vostri documenti d’identità.

4° giorno

La giornata è pensata per visitare una serie di micro quartieri che si susseguono uno dopo l’altro su e giù dalle colline di San Francisco. Preparate le gambe e il fiato, dal momento che qui occorre camminare tanto!

Chinatown

Fondata nel 1848, quando partì un grande flusso migratorio da Guangdong e Hong Kong, oggi Chinatown è considerata la più grande comunità cinese al di fuori dell’Asia. Oltrepassato il Dragon Gate, la classica porta che “comunica” i confini del quartiere cinese (fra Bush Street e Grant Avenue), entrerete in un altro mondo. Qui vivono più di 100.000 persone (spesso parlano solo cinese mandarino o cantonese), che custodiscono gelosamente i loro usi, costumi, tradizioni.

Camminate senza meta, lasciandovi guidare da templi, lanterne rosse, negozi incredibili, antiquari e ristoranti dove assaggiare i dim sum (ravioli cinesi), ammirando la Chinatown più antica degli Stati Uniti.

Non esiste un preciso itinerario: curiosate fra le pagode, i murales, i luoghi di culto come il Tien Hau, il tempio taoista più antico di Chinatown, fondato nel 1852, The Chinese Historical Society of America, un museo che racconta la storia della comunità cinese in America, Portsmouth Square, il cuore del quartiere, Stockton Street, la via dello shopping e la pittoresca Waverly Place.

North Beach/Little Italy

Questo micro quartiere non si riconosce subito a prima vista, come il suo omonimo newyorkese. Incastonato fra Telegraph Hill e Chinatown, Little Italy è una delle zone più interessanti del centro di San Francisco, grazie ai bellissimi edifici variopinti, ai suoi murales e alle installazioni artistiche, alla concentrazione di locali e ristoranti, italiani ovviamente, ma non solo.

Se negli anni ’60-70 Haight-Ashbury divenne la culla del movimento hippy, North Beach ha dato i natali alla Beat Generation negli anni ’50: era l’epicentro della boheme letteraria e musicale, proprio come avvenne a New York nel Greenwich Village e a Los Angeles a Venice.  Infatti proprio qui si trova la celebre libreria City Lights, cuore della letteratura Beat, fondata negli anni ‘50 dal poeta statunitense Lawrence Ferlinghetti, mecenate di noti scrittori quali Jack Kerouac e Allen Ginsberg.

In queste vie si respira un’aria intellettuale, un passato rimasto tuttora vivo, la sensazione che la cultura alternativa del pensiero beat sia ancora presente nella vita dei suoi cittadini. Fricchettoni, giovani intellettuali, universitari idealisti si ritrovano qui per passare una serata nei tanti locali alla moda e nei tipici bistrot.

Fra i tanti ristoranti di chiara matrice italiana, vi consigliamo SottoMare, dove assaggiare una cucina di pesce davvero strepitosa!

Il consiglio che vi diamo è quello di camminare con il naso all’insù, ammirare i vecchi edifici e sedervi a qualche caffè storico come il Vesuvio Café, il luogo di ritrovo preferito di Jack Kerouac, Dylan Thomans, Neal Cassidy e tutti gli esponenti della Beat Generation.

Oppure il Zoetrope Café, realizzato all’interno dell’originale Sentinel Building del 1906 (ispirato al Flatiron Building di New York), di proprietà di Francis Ford Coppola. Il suo nome infatti richiama lo studio cinematografico americano fondato da Coppola e George Lucas.

Se invece amate la cucina cinese di alta qualità è imperdibile China Live: assolutamente strepitoso!

Coit Tower

La cima di Telegraph Hill è dominata dalla Coit Tower, una torre art decò costruita del 1933 e circondata dal Pioneer Park. Dall’alto dei suoi 64 metri, offre una splendida vista a 360° sulla città ai coraggiosi che affronteranno i suoi 383 gradini.

Il nome della torre deriva da Lillie Hitchcock Coit, rivoluzionaria signora benestante che visse fra il 1843 e il 1929: nota a tutti nell’ambiente per la sua allergia all’autorità, per i suoi travestimenti da uomo, le sue trasgressioni nel gioco d’azzardo e per l’amore che nutriva per i pompieri (venne salvata da un incendio a 7 anni), stabilì nel suo testamento che ben $125,000 fossero donati per abbellire la città e onorare il corpo dei vigili del fuoco.

Infatti gli interni della torre sono affrescati con una serie di murales, sovversivi per l’epoca, che raccontano la Grande Depressione, la crisi del ’29, gli scioperi, la povertà con non troppo velati accenni alle mancanze del governo di allora.

Lombard Street

Questa curiosa viuzza è forse una delle strade più fotografate al mondo, grazie alla sua curiosa conformazione a tornanti che si susseguono a creare un serpentone verde e fiorito.

Costruita nel 1922 per cercare di porre rimedio alla pendenza ed agevolare la discesa delle auto, oggi assiste a un via vai perenne di persone che da tutto il mondo arrivano fin qui per immortalarla.

Il punto migliore per fotografarla? Sicuramente dal basso, frontalmente. Ma preparatevi a sgomitare con altre decine di persone e a schivare il passaggio delle auto.

Russian Hill

Questo incantevole angolo di San Francisco, poco frequentato dai turisti, è sicuramente impagabile. Non esiste un’attrazione precisa da vedere ma occorre lasciarsi guidare dalle proprie gambe, inerpicandosi per le vertiginose strade che custodiscono edifici antichi di grande bellezza, viste mozzafiato dall’alto con Alcatraz sullo sfondo e un’atmosfera rilassata da vivere con lentezza. Qui si gira solo a piedi e occorre prepararsi per salite e discese impegnative.

Se Lombard Street è “the world’s crookedest street”, ovvero la strada più tortuosa del mondo, Filbert Street, tra Hyde Street e Leavenworth Street, è la strada più ripida di San Francisco, con una pendenza del 31,5%.

Gli edifici vittoriani punteggiano il quartiere e per scovarli, l’unico modo è quello di girovagare nelle viuzze laterali, nascoste a occhi indiscreti. Russian Hill conserva un fascino d’altri tempi, una specie di French Quarter, ricco di negozi di antiquariato e bistrot giovanili, che si snoda nella zona attorno a Polk, Hyde e Green Street.

Nob Hill

Molto più snob ed elitaria è invece Nob Hill, il colle più alto di San Francisco, che un tempo ospitava le ville dei magnati della ferrovia e dell’industria mineraria arricchitesi con la corsa all’oro.

Oggi rimane una zona ricca dove si trovano gli edifici più costosi, i locali più alla moda e i ristoranti più lussuosi della città.

Vi consigliamo di passeggiare per le pittoresche strade ammirando i pregiati edifici storici e godendovi una vista mozzafiato della città.

Il cuore di Nob Hill è si trova all’incrocio tra California Street e Powell Street, dove le nuove tendenze si mescolano perfettamente con le vecchie case ristrutturate.

 

Cosa fare a San Francisco

San Francisco è una città frizzante e vivace e ci sono moltissime esperienze da fare, con un pò di tempo a disposizione. Noi vogliamo segnalarvi due attività secondo noi davvero imperdibili, non eccessivamente impegnative ma capaci di regalare ricordi incredibili!

Noleggiare la bicicletta e arrivare fino al Golden Gate Bridge

A San Francisco ci siamo stati due volte: la prima avevamo un cucciolo di 14 mesi, era ottobre e tirava un vento pazzesco, condizione che ci ha fatto perdere entusiasmo per la bicicletta. Al Golden Gate ci siamo arrivati in autobus, il ponte lo abbiamo percorso a piedi e ci siamo ammalati tutti lo stesso!

Nella nostra seconda visita, a 5 anni di distanza, era giugno, faceva lo stesso freddo ma questa volta ci siamo lasciati ispirare dall’entusiasmo di nostro figlio e abbiamo noleggiato le biciclette al Pier 41, con la Blazing Saddles Bike Rentals and Tours.

Non posso che consigliare questa esperienza stupenda: con le biciclette, affrontando il vento e il fresco, ben equipaggiati con giacche a vento e cappellino, percorriamo tutta la marina, arriviamo fin sotto il ponte da cui si gode una vista pazzesca, saliamo sopra il Golden Gate Bridge, lo percorriamo in bici, ridiscendiamo dall’altra parte della baia, pedaliamo fino a Sausalito, un pittoresco villaggio proprio di fronte a San Francisco e rientriamo al pier imbarcando le bici sul traghetto.

Una vera gita fuori porta che divertirà grandi e piccini!

Un giro con il cable car

I tram cittadini, che si inerpicano coraggiosi sulle colline vertiginose della città, sono uno degli emblemi di San Francisco. Purtroppo i cable car hanno due grandi difetti: sono molto costosi, ben 7 dollari a corsa (questo vuol dire che se scendete per qualsiasi motivo dovrete comprare nuovamente il biglietto) e i capolinea sono presi d’assalto dai turisti. Questo significa che in alta stagione potreste fare anche 1 ora di coda per salire. Infatti, a causa della loro capienza limitata e della lentezza con cui viaggiano, il tempo di attesa si allunga spesso a dismisura.

Ricordatevi che il biglietto non vale per andata e ritorno sulla medesima tratta: una volta giunti al capolinea si deve scendere e per tornare indietro si deve fare un nuovo biglietto e una nuova coda.

Detto questo, secondo me rimane un’esperienza unica da fare, che permette di ammirare scorci incredibili e prospettive fantastiche, percorrendo per intero una delle 3 linee a disposizione. Infatti i cable car salgono e scendono dalle colline della città regalando panorami mozzafiato. Come in tutte le cose occorre fortuna: individuare il momento giusto, con meno fila alla partenza, trovare una vettura con poca gente (quasi impossibile), riuscire a sedersi nel posto migliore.

Attenzione: attaccarsi alle pedane esterne vuole dire prendersi tutto il vento in faccia!

Un trucchetto per evitare le grandi code, è quello di posizionarsi a una delle fermate intermedie lungo strada e richiedere al conducente di salire, alzando la mano dal marciapiede. Occorre però sapere che se la vettura è al completo, non vi faranno salire e dovrete comunque attendere quella successiva.

 

San Francisco con i bambini

Nonostante le molte contraddizioni, San Francisco è una città perfetta per i bambini: ci sono molti spazi verdi, tanti parchi giochi, attrazioni a loro dedicate e attività da fare insieme.

La conformazione stessa della città è un elemento che diverte molto i bimbi: le salite e le discese, i murales colorati (il nostro bimbo è impazzito a vedere galli giganti, robot psichedelici e dragoni cinesi), il mare e i leoni marini. Insomma è una di quelle città capaci di divertire grandi e piccini, anche senza recarsi per forza in un museo dedicato solo ai bambini.

Cosa fare con i bambini a San Francisco

Se avete la fortuna di fermarvi a San Francisco oltre i 4 giorni, allora avrete la possibilità di fare tutto con più calma, distribuire le visite in maniera più rilassata e magari inserire nel vostro programma di viaggio anche alcune attrazioni minori che normalmente vengono scartate per motivi di tempo, ma che sono perfette per i bambini.

Oltre al già citato Pier 39 con i leoni marini e il California Academy of Sciences, presso il Golden Gate Park, ci sono molte attrazioni dedicate ai piccoli, che spaziano dalla vita del mare alla scienza, dalla creatività ai cartoni animati.

Exploratorium

Affacciato direttamente sulla baia, al Pier 15, l’Exploratorium è un meraviglioso museo delle scienze. Qui tutto è a portata di bambino e qui tutto DEVE essere provato, toccato, esplorato.

Nessuno dirà ai bambini di non toccare o di fare silenzio: il museo è pensato per loro!

Ad attendervi, infatti, ci sono più di 650 esposizioni sperimentali: dai tornado ai ponti avvolti nella nebbia, dagli specchi ricurvi alla costruzione di un sistema solare, dal Tactile Dome (con un biglietto a parte), una capsula che ti catapulta nel buio più totale dove potrai usare solamente il tatto fino agli esperimenti per capire il DNA.

Anche se il museo è accessibile a tutti, noi vi consigliamo di visitarlo specialmente con bambini in età scolare, che potranno sperimentare e capire quello che stanno facendo con maggiore consapevolezza.

Si compone di 6 gallerie:

  1. Human Phenomena: si esplora tutto quello che riguarda il corpo umano, i comportamenti sociali e le emozioni, compreso il Tactile Dome (dai 7 anni).
  2. Tinkering: un’area riservata alla creatività e all’uso delle mani.
  3. Seeing and Listening: qui i bambini impazziranno con esperimenti sulla luce, la vista, i suoni e l’udito.
  4. Living System: un viaggio all’interno del DNA, delle cellule degli organismi viventi e degli ecosistemi.
  5. Outdoor Exhibits: qui si imparerà tutto su venti, sulle maree e sui fenomeni naturali.
  6. Observing Landscapes: il focus è sull’ecosistema della baia di San Francisco, con approfondimenti sugli aspetti storici, geografici ed ecologici della zona.

Purtroppo non esistono guide in italiano: preparatevi a tradurre e spiegare tutto ai vostri bambini.

Walt Disney Museum

© Caitlin Moneypenny-Johnston

Ci teniamo a sottolineare che qui si parla delle origini della Disney. Non dovete pensare a un parco a tema o un museo sulle creazioni recenti: se credete di trovarci Frozen o anche solo la Sirenetta, allora avete sbagliato posto.

Il Walt Disney Museum, pensato e creato dalla figlia del magnate dei cartoni, è stato ideato per raccontare le origini e la nascita di un mito geniale e senza tempo. Nelle 10 gallerie troverete la storia cronologica della sua vita dal 1901 al 1966 con alcuni approfondimenti sui passaggi cruciali del suo lavoro.

Si parla quindi delle origini e degli albori di questo mastodontico impero. Vedrete disegni, bozzetti, oggetti originali e fotografie oltre ad approfondimenti sulla nascita di Mickey Mouse, Alice nel Paese delle Meraviglie, Biancaneve e i 7 nani, Bambi, Fantasia, Dumbo, Pinocchio, insomma i grandi classici.

Aquarium of the bay

Per scoprire la bellezza e la diversità della vita acquatica della California del Nord, il posto giusto a San Francisco è l’Aquarium of the bay. Situato sullo storico lungomare di San Francisco al PIER 39, l’Acquario ospita oltre 20.000 animali marini tra cui squali e razze eleganti, polpi, meduse, acciughe scintillanti, lontre di fiume amorevoli e molti altri.

Gli amanti della natura hanno l’opportunità di conoscere le più importanti sfide ambientali come i cambiamenti climatici, l’inquinamento da plastica negli oceani e la perdita di habitat.

Consigliato solo se non prevedete di recarvi all’Acquario di Monterey, molto più grande e articolato.

Children’s Creativity Museum

Il Children’s Creativity Museum è un’esperienza multimediale e artistica pratica, progettata per creare fiducia creativa nei bambini di età compresa tra 2 e 12 anni. Si vuole alimentare la creatività e la collaborazione in tutti i bambini e le famiglie, offrendo opportunità di espressione creativa, innovazione e pensiero critico.

I parchi giochi

Siamo rimasti folgorati dai parchi giochi di San Francisco. Ve ne sono tantissimi, molto curati, pensati per tutte le fasce d’età, divertenti ed estremamente originali.

Quelli che ci sono piaciuti di più?

  • Alamo Square Playground: si trova proprio di fronte alle Painted Ladies.
  • Helen Diller Playground al Mission Dolores Park: questo meraviglioso parco giochi si divide per età, dalla zona di sabbia per i più piccoli, all’area 5 anni con una barca piratesca munita di periscopio e telescopio, ponticelli e scalette fino al super slide, un vertiginoso scivolo toboga che farà impazzire i più grandi, oltre alle pareti di arrampicata e ai giochi sonori.
  • Koret Playground al Golden Gate Park: un enorme parco giochi con tante aree di interesse, strutturate per età e uno scivolo di pietra da affrontare con cartoni sotto il sedere, proprio come si faceva una volta.

Cosa portare con i bambini

A causa del particolare clima di San Francisco, vi consigliamo di partire attrezzati per il vento e le temperature fresche anche in estate. Questo vuol dire portarsi dietro una buona giacca a vento, cappellino e sciarpa leggera per proteggere orecchie e gola, felpe: vestire i bambini a strati è sempre la cosa migliore, soprattutto perché tendono a sudare di più quando si muovono e a raffreddarsi velocemente appena si fermano.

Anche buone scarpe per camminare sono indispensabili, possibilmente comode e collaudate a casa, per evitare spiacevoli vesciche e male ai piedi dopo intere giornate passate a camminare.

Molti di voi, che partiranno con bambini sotto i 4 anni, si chiederanno se portare o meno il passeggino. Per nostra esperienza diretta posso dirvi che senza dubbio è sempre meglio averlo con voi: dal momento che le strade a San Francisco sono spesso fatte da ripide salite, bisogna considerare la grande fatica cui i vostri bambini saranno sottoposti. Se non sono abituati a camminare tanto e ancora sentono la necessità di usare il passeggino nelle ore dei riposini, allora averlo con voi potrebbe essere la salvezza. Inoltre il passeggino vi permette di portare con voi tutto l’occorrente: considerando le grandi camminate che vi attendono, avere un supporto non è cosa da poco.

Se doveste noleggiare la bicicletta non preoccupatevi: vi terranno il passeggino in custodia fino al vostro ritorno.
Se invece avete deciso di prendere il cable car, ricordatevi che l’ammissione a bordo del passeggino è a discrezione del personale: in caso di vettura particolarmente affollata potrebbero non accettarlo. In ogni caso occorre chiuderlo prima di salire.

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