Elf on the shelf, come funziona la tradizione natalizia dell’elfo sulla mensola

Una guida completa e dettagliata per portare in famiglia la magia di Babbo Natale e degli elfi fra scherzi, creatività e allegria.

Il Natale per me è una cosa seria, anzi serissima! Sono follemente innamorata del Natale, in tutte le sue forme. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che ha sempre stimolato la mia fantasia e il credere in Babbo Natale è stato per me, un passaggio fondamentale per la mia crescita emotiva.

Come ha detto l’anno scorso mio figlio guardando insieme il meraviglioso film The Polar Express (che per inteso non amo per le illustrazioni, ma per la trama): “Mamma, anche tu sei capace di sentire le campanelle, nonostante tu sia adulta!”. Beh, non poteva farmi un complimento più bello. Ebbene si, per me Babbo Natale esiste ancora, dentro di me ci credo profondamente. Ogni anno il Natale mi riconnette con la parte più vera di me, mi regala un mese di emozioni, sensazioni, atmosfere che mi fanno tornare bambina, un lusso che troppo spesso noi adulti abbiamo completamente perso.

Così, quando sono diventata mamma, ho avuto subito un obiettivo: trasmettere la stessa passione e lo stesso entusiasmo anche a mio figlio. Il periodo del “pensiero magico” è fondamentale nel percorso di crescita di un bambino e alimentarlo significa fare ai nostri figli il regalo più prezioso: insegnare loro a sognare, a immaginare, a pensare che tutto sia possibile, anche i loro sogni. Ovviamente, inevitabilmente, ci sarà il fatidico passaggio al “pensiero razionale”, i bambini diventeranno adolescenti, la fantasia lascerà spazio alla consapevolezza, come è giusto che sia, ma se saremo bravi, la magia, quella vera, non svanirà, resterà custodita ma presente nei loro cuori.  E allora, da adulti, sapranno anche loro “sentire” le campanelle di Babbo Natale. Da grandi saranno adulti empatici, sognatori, gioiosi e capaci di entusiasmarsi, cosa molto rara in questo mondo sempre più cinico e gretto.

Come cerco di rendere speciale questo magico periodo dell’anno? Decorando casa, insegnando a mio figlio la bellezza di questo momento attraverso i viaggi per ammirare i mercatini di Natale, la musica, la lettura, le tradizioni e perché no, anche la cucina. Qui il Natale si vive a tutto tondo. E il tassello che ha reso tutto più speciale è stato adottare la tradizione di Elf on the Shelf, l’elfo di Babbo Natale sulla mensola!

La storia di Elf on the shelf

© 2020 CCA & B LLC - The Elf on the Shelf®
© 2020 CCA & B LLC – The Elf on the Shelf®

The Elf on the Shelf o “l’elfo sulla mensola” è una tradizione americana nata dalla penna di Carol Aebersold e la figlia Chanda Bell, che hanno dato vita a un simpatico libro per bambini scritto interamente in rima. In realtà il libro, tutto sommato molto recente, ripropone un’antica leggenda legata alla festa del Ringraziamento e al Natale.

La storia racconta le vicende di questo elfo birichino e furbetto, mandato da Babbo Natale per far parte della famiglia in tutto il periodo natalizio. L’elfo dal vestito rosso di giorno rimane seduto sulla sua mensola a controllare cosa accade in casa e quando quando cala la notte, viaggia fino al Polo Nord attraverso la sua porticina, da Babbo Natale, per raccontargli tutto quello che ha visto: se il bambino si è comportato bene, se fa le cose che gli vengono chieste, se mangia tutto, se va bene a scuola.

Al rientro a casa però, combina qualche marachella in casa nascondendosi, facendo degli scherzi, per far divertire i più piccoli che al risveglio impazziranno di gioia per ritrovarlo. Oppure inscena situazioni divertenti, porta regalini, lascia messaggini, propone al bambino attività da fare nel tempo libero.

Il libro italiano, Che la magia abbia inizio!

Forse non lo sapete ma esiste una versione tradotta in italiano e rivisitata da parte di un gruppo folle quanto incredibile di mamme: si chiama Che la magia abbia inizio!

Sostanzialmente la storia è molto simile con qualche discrepanza: l’elfo si può toccare e non ha la funzione di “spia” ma arriva nelle case dei bambini per imparare da solo le buone maniere. I piccoli diventano quindi Istruttori elfici con tanto di attestato. Da qui sono nati altri libri, sempre su questa scia “elfica”, ma soprattutto ha preso forma e si è ingrandito un “magico” gruppo Facebook, La magia dell’Elfo, che funge da grande scatola della condivisione di idee, acquisti, file, foto con tanta generosità e pazienza.

Le amministratrici lavorano incessantemente tutto l’anno, per mettere a disposizione una quantità infinita di materiale creato nel tempo libero a titolo gratuito, per aiutare le mamme con poco tempo a disposizione ad allestire questa incredibile esperienza.

Con il tempo è diventato un luogo di scambio, di condivisione e di amicizia dove ognuno porta il suo contributo: iscrivetevi subito!

Come funziona l’elfo sulla mensola

© 2020 CCA & B LLC – The Elf on the Shelf®

Come spesso accade per le tradizioni, anche Elf on the Shelf è un’usanza che si è modificata con il tempo e l’utilizzo da parte delle persone.

La versione ufficiale propone e suggerisce regole e modalità di svolgimento ma di fatto, ogni famiglia può apportare le sue personali variazioni, interpretazioni e modifiche, in base alle esigenze del nucleo familiare e del bambino.

Anzi: le varianti personali sono, a mio modesto parere, fondamentali. Quello che può valere e andar bene per un bambino, magari può spaventare un altro, con una sensibilità differente.

Quando cominciare e quando finire

Nella versione americana l’elfo compare il giorno del Ringraziamento e rimane fino alla Vigilia di Natale quando avrà finito il suo compito e ripartirà per il Polo Nord insieme a Babbo Natale.

In Italia molti adottano o il 1° dicembre oppure l’8 dicembre come inizio del periodo dell’avvento, seguendo le date tradizionali del Natale in Italia.

Noi invece abbiamo un’altra diversa usanza, una sorta di mix: il nostro elfo è allineato con l’inizio delle festività americane (non è più bello iniziare prima?? 😁), quindi l’ultimo we di novembre, quando avremo già tutta casa addobbata e decorata. Ma finiamo molto più tardi: infatti nostro figlio ha chiesto espressamente a Babbo Natale di poter lasciare l’Elfo Ben fino alla Befana, che tradizionalmente, chiude in Italia i festeggiamenti.

Con la chiusura del periodo l’elfo scompare per tutto il resto dell’anno. Alcuni, di fronte al rammarico dei più piccoli per “l’arrivederci” del loro amico, decidono di lasciarlo tutto l’anno, sotto forma di pupazzo inanimato che non compie scherzetti e magie. Così come lo fanno “tornare” in momenti particolari come il compleanno del bambino, il lockdown o altre ricorrenze significative.

Io personalmente non sono d’accordo: la bellezza di questa esperienza, risiede anche nella sua “temporalità“. Magia è anche attesa. Ospitare un elfo, significa attendere pazientemente l’arrivo del periodo natalizio, allenare i bambini ad aspettare, a capire, a ragionare, a non avere tutto subito quello che si desidera.

Inoltre, avere il pupazzo a disposizione sempre, ne riduce moltissimo l’importanza. Alla fine diventa come un giocattolo qualsiasi alla cui presenza alla fine ci si abitua, come un soprammobile. Il concetto di tempo e unicità invece, secondo me, sono fondamentali: insegnano ai bambini a dare il giusto valore, peso e importanza alle cose veramente speciali.

Come adottare un elfo

Anche in questo caso ci sono diverse strade percorribili, in base a come più vi piace e pensiate che sia adatto ai vostri bambini.

  1. Il bambino chiede a Babbo Natale di poter ospitare un elfo nella sua casa.
  2. Babbo Natale manda il suo elfo, cui il bambino dovrà dare un nome.

Noi adottiamo sempre una terza via! 🤣Quando era piccolino il nostro elfo già esisteva, aveva pure un nome scelto da nostro figlio, ma non si palesava: lasciava messaggi, si faceva ” sentire”, trovavamo biscotti mangiucchiati e televisione o porte lasciate aperte, spegneva la televisione quando era ora della nanna. Avevo paura che si impressionasse.

Poi, quando è cresciuto, finalmente, l’Elfo Ben si è fatto vedere “in carne e ossa” e ha cominciato a venire in casa nostra durante il periodo natalizio. E’ arrivato con tanto di attestato ufficiale e lettera di Babbo Natale che ci spiegava il perché fino a quel momento Ben non si fosse mai fatto vedere.

On line, sia sui gruppi Fb come La magia dell’elfo, sia sul sito ufficiale di Elf on the Shelf, sia su Etsy o su blog di mamme americane, si trovano moltissimi documenti da poter stampare: letterine preconfezionate, certificati “ufficiali” di adozione, richieste da parte dei bambini.

Da che età cominciare

Non esiste una risposta univoca. Certo è che bambini troppo piccoli, potrebbero non capire e spaventarsi.

Personalmente penso che sotto i 3/4 anni sia prematuro, però si possono adottare delle varianti meno interattive, più semplici e comprensibili per i più piccoli. Ogni mamma conosce bene i suoi cuccioli per sapere se sia un’esperienza adatta a loro.

Il bello di questo gioco è la possibilità di variare, modificare e adattare in base alle esigenze.

L’elfo può esistere insieme al calendario dell’avvento?

Io direi che il calendario dell’avvento può integrarsi e sposarsi perfettamente anche con l’esperienza dell’elfo, anzi la può arricchire. Si possono inventare mille modi per intersecare le due tradizioni.

Ad esempio, a casa nostra, è l’elfo che riempie i cassettini del nostro calendario e ogni anno cambia tema: un modo originale per dare sempre nuova vita a una tradizione sempre uguale.

La porta magica

La tradizione vuole che l’elfo, per tornare rapidamente al Polo Nord di notte, usi una porticina magica che gli permette di viaggiare nello spazio in maniera veloce.

Le porte degli elfi sono una variante delle porte delle fate. Queste ultime sono apparse per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1993, nella cittadina di Ann Arbor, sul battiscopa di Jonathan e Kathleen Wright che le inventarono per le figlie, ma la tradizione è antica ed europea.

A cosa serve la porta? Non è un semplice dettaglio. Le porte sono un modo per stimolare la creatività nei bambini, una porta di accesso nel mondo della fantasia. L’elfo ha anche il compito di aiutare e supportare i bambini, tenendo lontani i mostri e aggiustando i giocattoli rotti. Per questo, a volte le porte vengono lasciate nelle camere dei bambini tutto l’anno, affinché essi possano trovarvi rifugio o un luogo riservato dove esprimere le proprie emozioni.

Come costruirla

E qui viene il bello: quale porticina usare? Non esiste una regola. Chi ha poco tempo, fantasia e capacità può acquistarla on line, su Etsy o tramite fb, dalle tantissime artigiane che le realizzano di ogni foggia, dimensione e colore.

Ma la cosa più bella, secondo me, è costruirla da soli. Si può realizzarla in mille modi: usando materiali di riciclo, raccogliendo nel bosco cortecce, rame e muschio, oppure servendosi di oggetti adibiti ad altro, trasformandoli radicalmente, come vecchie scatole di scarpe o mensole per i libri o ancora utilizzare il das o il fimo modellandoli, la stoffa, il legno, la cartapesta. Insomma, basta avere creatività e molta manualità!

Parola d’ordine: sbizzarrirsi con la fantasia! Si possono usare i colori più disparati, le lucine, gli addobbi e scegliere perfino un tema: porticina stile fate, a tema bosco, antico o moderno, fantasioso, realistico.

Come compare e come si attiva

Anche sulla comparsa della porta si possono adottare diverse strategie: di solito, se è il bambino a chiedere l’arrivo dell’elfo, può essere carino costruirla insieme a lui come regalo di benvenuto. In questo caso sarà un piacevole diversivo nei lunghi pomeriggi autunnali, magari brutti e piovosi. Se invece sarà una richiesta da parte di Babbo Natale, si può farla arrivare nella notte, come una specie di corredo che l’elfo porta con sé.

Da noi è arrivata insieme al nostro caminetto finto, costruito con tanta fatica e ingegno, che ogni anno appare magicamente quando finiamo l’albero di Natale e mettiamo tutte le decorazioni. Il nostro bimbo sa benissimo che è un camino finto, ma diventerà reale la notte più speciale dell’anno: d’altronde non abbiamo un caminetto vero!

Ovviamente anche la porta si attiva con la magia: la tradizione vuole che l’elfo lasci al bambino una polverina magica da “soffiare” sulla porta al suo arrivo. La magia durerà per tutto il periodo del Natale. Cosa usare per la polverina? Glitter e porporina in una bella boccettina di vetro sono perfette!

Le regole

Esiste, nella versione americana, una sola grande regola: non toccare l’elfo. Altrimenti perderà la sua magia e non potrà tornare dal bambino. “C’è solo una regola che devi seguire per farmi tornare ed essere qui domani: per favore non toccarmi, la mia magia potrebbe sparire, e Babbo Natale non saprà tutto quello che ho visto e so” si legge nel libro di Carol e Chanda.

Questo vuol dire che i bambini possono parlargli, raccontargli la loro giornata, i loro pensieri, crucci o desideri e lui ascolterà e riferirà a Babbo Natale. Non può parlare né muoversi di giorno ma di notte provvederà ad annotare tutto quello che gli è stato confidato.

Anche in questo caso, ognuno sceglie la strada che meglio si adatta alla vita familiare. Noi ad esempio, sempre su richiesta di nostro figlio a Babbo Natale, abbiamo deciso di fargli toccare l’elfo ma, come Babbo Natale scrive “a patto di non usarlo come un giocattolo ma di trattarlo come un amico o un fratellino“. L’idea di non poterlo toccare mi sembrava francamente troppo restrittiva e possibile causa di frustrazione e mancato attaccamento. Considerarlo invece un membro a tutti gli effetti della nostra famiglia, è stata invece la scelta più giusta.

L’arrivo e l’addio

Ci sono due momenti salienti di questa esperienza: quando arriva l’elfo e quando saluta i suoi bambini. Due momenti che secondo me, vanno valorizzati e distinti da tutti gli altri.

L’arrivo

Il primo arrivo, come abbiamo detto, di solito è accompagnato da una letterina di presentazione (dell’elfo stesso o di Babbo Natale), da un certificato di adozione e dalla scelta del nome.

Ma ogni anno l’elfo tornerà e sarà divertente inscenare ogni volta arrivi divertenti e a effetto: su una mongolfiera, con dei palloncini, su una slitta, a cavallo di una scopa, dal cielo o dal camino. Non ci sono limiti alla vostra fantasia e dalla rete arriva un grande aiuto e una libreria di immagini e idee senza fine!

L’addio

Il momento in cui il vostro elfo tornerà al Polo sarà il più triste di tutti. Un commiato inevitabile che però il bambino deve vivere più come un “arrivederci”, un momento doloroso ma dolce. Una cosa da accettare insomma senza pianti ma nella maniera più allegra possibile.

Anche in questo caso ci sono tanti modi diversi per far vivere il distacco nella maniera meno indolore e più gioiosa possibile. Dalla rete troverete moltissime idee: messaggi affettuosi, sparizioni roccambolesche, mappe per trovare la strada per il Polo Nord, letterine di saluto e regalini per rendere il commiato più dolce. Ad esempio il nostro elfo ha lasciato un piccolo aiutante, un topolino che rimane con noi tutto l’anno: avrà la funzione consolatoria e di tramite per parlare con l’elfo anche durante gli altri mesi dell’anno.

Gli insegnamenti

L’esperienza dell’elfo, per un bambino, non si riduce solamente a scherzi e regalini. L’elfo, a mio avviso, ha una duplice funzione.

Da una parte è la voce della sua coscienza: è vero che spia un pochino, che riferisce a Babbo Natale le marachelle, le rispostacce e le brutte azioni del bambino, ma nella crescita non devono proprio imparare dai propri errori, capire le conseguenze e rimediare? Quindi si, l’elfo come da tradizione, osserva e riferisce.

Ma dall’altro, la sua presenza serve al bambino per superare limiti e difficoltà, capire gli sbagli e interiorizzare molti concetti difficili da comprendere. Infatti, se l’esperienza ha successo, l’elfo diventa un aiutante non solo di Babbo Natale, ma anche del bambino, un mentore, una guida, un confidente.

Se noi genitori, oltre a scherzi e regalini, sfruttiamo la sua presenza in maniera oculata e intelligente, potremo far diventare l’elfo un veicolo di apprendimento e di acquisizioni di concetti, per gestire le emozioni, superare difficoltà e paure.

Qualche esempio?

Il bambino ha paura di esibirsi in pubblico alla recita della scuola? E’ timido e introverso? Ha paura di non essere all’altezza? L’elfo si esercita anche lui, di notte, improvvisando un concerto! E potrebbe lasciargli un amuleto magico che gli infonda coraggio elfico, da tenere in tasca durante lo spettacolo. Imparerà così a buttarsi, a non lasciarsi spaventare dagli ostacoli e a superare la timidezza.

Il bambino si ammala e non può andare a scuola? L’elfo si ammala a sua volta e gli propone piccole attività da fare per riempire le giornate. Il bambino impara ad accettare gli imprevisti.

Il bambino è permaloso? L’elfo ironizza sugli aspetti “critici” del bambino e gli insegna a sdrammatizzare e a prendersi in giro. Il bambino vede se stesso riflesso nelle azioni dell’elfo e impara a mitigare i difetti.

Insomma, l’elfo insegna al bambino attraverso la sua presenza, i giochi, le situazioni che vengono create, sempre con empatia, vicinanza e cercando di mettersi nei panni del suo piccolo amico.

Un amico elfo

Ma l’elfo diventa anche un amico immaginario, un confidente cui confidare sogni, segreti, desideri e aspettative. A livello psicologico può essere per lui un compagno con cui condividere interessi e segreti, un amico che assuma le capacità che lui vorrebbe possedere, come risolvere problemi con aiuti magici, che sappia gestire le sue più grandi paure, come quella dei mostri o del buio, che sia in grado di ascoltarlo e di interagire con lui nel gioco.

Si tratta di un’esperienza che permette al bambino di esternare le proprie emozioni, preoccupazioni, paure e scoperte, di elaborare le esperienze vissute, di rivederle sotto diverse prospettive e trasformarle attraverso il gioco. Interagendo con un altro soggetto, dotato di una personalità specifica che il bambino costruisce ogni giorno, il piccolo esercita le proprie capacità relazionali, conosce meglio se stesso e inizia a riconoscere il punto di vista dell’altro, esperienze importanti nella socializzazione.

Dove si può acquistare l’Elfo?

© 2020 CCA & B LLC – The Elf on the Shelf®

Elf on the Shelf è un marchio registrato, un vero prodotto commerciale. Insieme al libro, viene fornito anche un pupazzo/elfo con tanto di attestato per dare un nome al proprio elfo. Ad esso è correlato un fiorente commercio di accessori, vestiti e strumenti per arricchire l’esperienza. Ovviamente tutto a pagamento.

Ma esistono in rete, su varie piattaforme di e-commerce come amazon, e-bay, aliexpress moltissime versioni molto più economiche. In realtà non esiste una regola: l’elfo sceglie il bambino, secondo me. Ci sono anche versioni al femminile, con orecchini e ciglia lunghe e di conseguenza accessori differenti.

Può essere creato dalle abili mani di una mamma particolarmente creativa (ad uncinetto ad esempio), può essere realizzato su commissione da una delle moltissime artigiane che si sono lanciate in questa fiorente fetta di mercato. Può essere composto da mille materiali e in tante dimensioni diverse. L’importante è che dietro ci sia il cuore.

Esistono poi versioni in cui braccia e gambe sono dotate di fil di ferro interno, che permette di far assumere al pupazzo le più svariate posizioni. Insomma, anche in questo caso, la fantasia porta lontano. Il vostro elfo non ha il filo interno? Potete inserirlo voi così!

Cosa serve

Il primo ingrediente per questo gioco dell’attesa è…la fantasia! Il vostro elfo potrà fare praticamente di tutto: basta solo che troviate idee creative e divertenti.

Se l’immaginazione non è proprio il vostro forte, sappiate che in rete si è scatenata una elf mania: sui social troverete centinaia di idee, prodotte dalla fantasia dei genitori di tutto il mondo. Su Facebook, su Pinterest o Google Images, basta digitare elf on the shelf ideas e verrete sommersi letteralmente da spunti e idee da copiare.

L’elfo può essere:

  • divertente e spiritoso: crea situazioni esilaranti che faranno sorridere i bambini.
  • ma anche birichino e un pò dispettoso: al risveglio i piccoli troveranno marachelle combinate da lui nella notte.
  • può essere un amico che porta regalini/libri da leggere/giochini oppure merende deliziose da mangiare insieme ai componenti della famiglia.
  • può invitare i bambini a fare delle attività, lasciando ad esempio il materiale per disegnare, fare i biscotti, dvd da guardare in famiglia, l’occorrente per lavoretti creativi.
  • può lasciare messaggi, avvertimenti/notifiche sul comportamento dei bambini, video messaggi.

Le possibilità sono praticamente infinite.

Preparare un Elf Planner

Teoricamente questo gioco prevede una sorpresa al giorno(che può essere uno scherzo/messaggio/regalino/attività/situazione), una specie di calendario dell’avvento elfico.

Trovare per tutto il periodo novità da lasciare non è sempre facile, soprattutto per genitori molto impegnati e con una vita lavorativa e familiare stressante. Ma non è impossibile. Ricordatevi sempre che si possono realizzare situazioni molto complesse che richiedono tempo, materiali, messaggi stampati e abilità manuale come scherzetti da pochissimi minuti di impegno.

Basta avere molta organizzazione. Se ogni giorno si arriva a sera senza aver pianificato, si rischia seriamente di impazzire e di mollare prima del previsto.

Il mio consiglio? Soprattutto per coloro che si avvicinano a questo mondo per il primo anno, la cosa più sensata da fare è quella di prendere spunto dalle mille idee che si trovano in rete, crearsi sul pc una cartella dove scaricare le foto degli scherzi che si avvicinano alla nostra sensibilità (non tutto quello che si trova on line può piacere) e infine studiare a tavolino la fattibilità di ogni scherzetto in base ai propri tempi e mezzi a disposizione. Infine crearsi una scaletta di azione, un planner dettagliato, in cui giorno per giorno pianifichiamo le attività da realizzare, i materiali da reperire e i file da stampare. Un elf planner!

Prendere spunto da quello che accade nella vita del bambino

E qui viene il bello. Un altro consiglio spassionato che mi sento di darvi è quello poi di adattare la scaletta a quello che accade al bambino e alla famiglia man mano che si va avanti con il gioco. In questo modo, la presenza del proprio elfo sarà ancora più realistica e non una semplice riproduzione di idee preconfezionate. Il vostro bambino sentirà che davvero il suo elfo è partecipe della sua vita!

Qualche esempio?

  • Il bambino prende l’influenza: si ammala anche il suo elfo e deve prendere anche lui le medicine.
  • Il bambino è triste perchè ha litigato con il suo migliore amico? L’elfo gli propone di preparare un lavoretto da regalare all’amico del cuore per fare pace.
  • Il bambino ha preso un brutto voto o non è riuscito bene a scuola? L’elfo gli propone di leggere o studiare insieme per rimediare e migliorare.

Insomma, prendete spunto dalla vostra vita quotidiana per arricchire l’esperienza dell’elfo: il tutto acquisirà una partecipazione molto più sentita. E anche voi vi divertirete moltissimo!

Divertirsi

Ma l’ingrediente più importante di tutti siete voi: se non vi divertite per primi, se non tornare un pò bambini, se non riuscite a connettervi con il vostro io piccolo, allora lasciate perdere.

Solo divertendovi saprete interpretare questo gioco nel modo migliore. E allora non vi lascerete spaventare dalle serate passate a incollare, tagliare, sistemare, facendo le ore piccole mentre vostro figlio dorme, dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro.

Non vi peserà la fatica di trovare sempre nuove idee, di dormire poco durante questo periodo. Sarete ricompensati dallo stupore e dalla gioia stampati sui volti dei vostri bambini.

Come allestire

Gli allestimenti, anche in questo caso, sono praticamente infiniti:

  • potete utilizzare tranquillamente mobili, accessori, giochi che avete in casa;
  • potete ritagliare e incollare i template che si trovano in rete sia sul sito ufficiale che nei mille blog delle mamme americane (usate sempre le parole chiave per trovare spunti);
  • potete acquistare materiale ad hoc, sfruttando i corredi delle case delle bambole per ricreare situazioni di gioco: dal thè delle 5 al giardinaggio, dal campo da basket al set fotografico.

Materiali economici

Artigiani, designer, blogger di ogni nazionalità hanno dato sfogo alla creatività e cercando con le parole chiave elf on the shelf free printable, troverete davvero materiale infinito. Potrete trovare davvero gli sfondi per mille situazioni differenti: palestra, cucina, libreria, sala giochi, scuola solo per citarne alcune. Ovviamente si necessita di una stampante a colori e tanto tempo e pazienza per ritagliare, incollare e sistemare.

Vi segnalo il gruppo La magia dell’Elfo su Facebook: le amministratrici sono mamme creativi e di gran cuore che hanno creato negli anni un database di moltissimi files tutti gratuiti da scaricare e stampare per rendere ancora più magica questa esperienza. Le stesse creatrici del gruppo hanno anche scritto un libro che traduce, in chiave italiana e leggermente diversa, la tradizione americana dell’elfo: Che la magia abbia inizio!

Un grande aiuto che vi consiglio di sfruttare è la piattaforma Alixpress: questo grande rivenditore cinese offre minuterie da doll house (casa delle bambole) a prezzi stracciati, così come Ebay per il materiale Elf on the shelf. Unico neo: i tempi. Spesso le consegne richiedono un paio di mesi di attesa: occorre quindi muoversi con larghissimo anticipo e avere fin da subito idee molto chiare di quello che si vuole realizzare.

Un altra fonte davvero preziosa è la catena Tiger, che si trova nelle principali città italiane: qu troverete moltissime cosine a basso prezzo per allestire o far divertire i vostri bambini. Ci sono accessori, sticker, addobbi, giochini e materiale di cartoleria.

Il mio consiglio? Tutto l’anno, quando siete in giro per commissioni, buttate sempre un occhio: dalla libreria al Brico, dal negozio di cinesi a Dmail, dall’Ikea alla Maison du monde, da Lidl a Eurospin. Pensate sempre in chiave “piccolo popolo” e immaginate a cosa potrebbe servire. Io acquisto poco alla volta tutto l’anno, ogni volta che trovo qualcosa che potrebbe essere utilizzato allo scopo, lo archivio in attesa del periodo di natale.

Idee più costose

© 2020 CCA & B LLC – The Elf on the Shelf®

Il marchio ufficiale Elf on the Shelf ha prodotto una linea di accessori, di strumenti, di vestiti pensati apposta per l’elfo: vengono venduti su Amazon o Ebay e sono abbastanza costosi. Purtroppo nel market place italiano, la scelta la scelta è limitata mentre su Amazon americano, ovviamente si trovano molti più accessori e a un prezzo decisamente inferiore: dalla pesca al campeggio, dalla mongolfiera agli strumenti per attaccarsi ovunque, dal trenino a tutto l’occorrente per organizzare una colazione “elfica” insieme a tutta la famiglia.

Il materiale per le bambole, si sa, è molto costoso. Ci sono marchi che creano cose davvero favolose: primo fra tutti Maileg, una ditta danese che realizza pupazzi e accessori di una bellezza sconvolgente. La Maileg ha creato proprio una linea di elementi stupendi per i suoi topolini e coniglietti che sembrano fatti apposta per i nostri elfi.

Io ho acquistato alcune cosine sfruttando i saldi on line di alcuni siti rivenditori e devo dire che ho trovato allestimenti meravigliosi: dalla valigetta dell’elfo alla tenda da campeggio, dai vestitini per i suoi aiutanti alla slitta dell’arrivo.

Anche Moulin Roty e Sylvanian Family sono marchi di giocattoli che realizzano linee adattabili al gioco del’elfo: spulciate i cataloghi e troverete idee illuminanti.

Per i template più belli e realizzati con più cura, potete cercare su Etsy: anche qui troverete davvero mille cose a tema, sia fisiche che file da scaricare a pagamento, da stampare, ritagliare e incollare a piacimento.

Sfruttare le potenzialità della casa

La casa stessa può essere fonte di idee: avere un caminetto, un giardino, scale interne, piante o balconi, può diventare lo scenario per situazioni divertenti o scherzetti fantasiosi.

Divertitevi a trasformare la vostra casa in un immenso parco giochi, sfruttando gli accessori, i mobili e gli angoli più particolari che avete a disposizione.

Farlo interagire con i giocattoli di casa

Una strategia molto divertente e di grande effetto è quello di creare delle relazioni tra l’elfo e i giocattoli del bimbo. L’elfo guida le sue macchinine, va a cavallo di dinosauri, gioca a carte con le bambole, legge storie ai peluche.

Sono tutte situazioni che lasceranno a bocca aperta e indurranno a creare l’illusione che di notte ci sia vita per casa! Inoltre questo tipo di scherzetto richiede davvero pochissimi minuti!

Reciclare

Qualunque oggetto può servire per il nostro gioco, può avere una seconda vita.

Basta solamente guardarsi intorno e troverete spunti interessanti: giocattoli vecchi e nuovi, strumenti di cucina, materiale scolastico, libri, accessori del bagno, caramelle o carta da cucina. Non ponetevi limiti!

Usare applicazioni divertenti

Esistono alcune app per i cellulari che permettono di rendere l’esperienza ancora più viva e realistica.

Ad esempio Animal Pets consente di “animare” il vostro elfo e con un registratore vocale si può camuffare la vostra voce: il riconoscimento facciale dell’elfo permetterà poi al viso di animarsi e di “parlare.

Oppure il famoso ElfYourself consente di creare video musicali divertenti abbinando le foto dei componenti familiari alle sembianze degli elfi, con sfondi urbani e naturalistici davvero simpatici.

Ma il mio preferito è sicuramente PNP North Pole: un servizio a pagamento (esiste anche una versione di base gratuita) che permette di far arrivare al vostro bambino video personalizzati da parte di Babbo Natale. Compleanni, verifica del comportamento del bambino, periodo dell’avvento: potrete aggiungere la foto, il nome, l’età e personalizzarlo in base alle “criticità del periodo”. C’è anche la possibilità di far arrivare sul vostro cellulare una telefonata o una videochiamata direttamente dal Polo Nord! E non solo: i video creati sono scaricabili e con la funzione registra emozioni tramite la fotocamera frontale, potrete registrare le reazioni del vostro bimbo durante la visione!

Cosa fa l’elfo

© 2020 CCA & B LLC – The Elf on the Shelf®

Ogni elfo rispecchia la famiglia e il bambino che lo ospita: è un nostro riflesso. Di conseguenza le cose che gli faremo fare, nasceranno dalla nostra fantasia, inclinazioni e interessi. E’ inevitabile. Ma è anche bello: significa che noi trasmetteremo tramite l’elfo le nostre passioni.

L’elfo però è anche una grande opportunità: può stimolare i nostri figli a fare cose nuove e diverse, provare esperienze inedite che magari loro non accettano come proposta dei genitori. Può essere quindi un veicolo per strade inaspettate ed esperienze coinvolgenti. E’ tutto nelle vostre mani! Non per mettervi ansia eh! 🤣

Quando far trovare le azioni dell’elfo

La tradizione del libro vuole al mattino, quando il bambino si sveglia e la casa si riempie di meraviglia. Anche in questo caso non esiste una regola.

Se il bambino però va a scuola, il mattino potrebbe rivelarsi complicato. Allora il mio consiglio è questo: io lascio per i giorni della settimana in cui la famiglia ha orari ristretti (andare al lavoro, fare colazione, prepararsi e andare a scuola) gli scherzetti semplici: nostro figlio dovrà solo “trovare” l’elfo e ammirare quello che ha combinato.

Rimando invece le sorprese o le attività o le proposte più complesse (come esperimenti, cacce al tesoro, indovinelli) per il sabato e la domenica, quando abbiamo tutti più tempo e in cui possiamo rilassarci senza avere i minuti contati.

Scherzi

L’ambito più usato dai genitori sono gli scherzetti, bonari ovviamente. Marachelle o birbonate divertenti per strappare una risata al bambino la mattina e riempire la casa di sorrisi.

Cercando su internet (fb, pinterest, instagram) troverete una casistica praticamente infinita. Per il primo anno vi consiglio di replicarli, in modo da prendere dimestichezza con l’argomento. Poi man mano che andrete avanti, vi verranno idee originali e assolutamente personali.

Di solito si usa l’ambiente casalingo e quello che abbiamo a disposizione: vi sono scherzi complessi ma anche semplici posizioni esilaranti in cui far trovare l’elfo che richiedono al massimo 5 minuti di lavoro.

Dispetti

I dispetti non sono un ambito che amo molto per l’elfo. Non dovrebbe dare il cattivo esempio, secondo me. Essendo una guida e un mentore, dovrebbe comportarsi bene lui per primo.

Può però capitare, ad esempio, che usi un dispettuccio per far capire al bambino come NON ci si deve comportare: aiuterà quindi il bambino a vedere le cose da un altro punto di vista, quello del genitore. Ma sempre in modo molto discreto e delicato.

In rete girano anche versioni poco edificanti dell’elfo che secondo me non andrebbero usate: come l’elfo che fa i bisogni in giro per la casa, o mette tutto in disordine apposta. Io credo che l’elfo debba assumere un ruolo simile a quello del grillo parlante di Pinocchio, ma in versione amica e confidente.

Attività

Il ruolo propositivo dell’elfo secondo me è importante. Stimola il bambino non solo a vedere e ragionare, ma anche a FARE. Propone attività da realizzare da solo o insieme alla famiglia.

Può portare tutto l’occorrente per realizzare un lavoretto, disegnare a tema, preparare i biscotti di Natale, vedere insieme un film a tema mangiando i popo corn oppure costruendo per il bambino una caccia al tesoro con filastrocche e indovinelli, costruire un addobbo natalizio, imparare una canzone, ideare un regalo per i nonni, seminare una piantina, osservare le stelle.

Le possibilità sono infinite e dipendono molto dalle inclinazioni dei genitori.

Regali

Il periodo dell’elfo coincide di fatto con quello dell’avvento e del Natale, momenti pieni di regali e regalini.

Secondo me non è educativo che anche l’elfo sia un portatore a tempo pieno di regali: i bambini ne farebbero un’abbuffata esagerata. Però, essendo un amico e confidente, occasionalmente anche lui premia il bambino per i buon comportamento, a casa e a scuola.

A mio avviso devono essere pensierini molto piccoli, nulla di esagerato. Anche le attività e il materiale per realizzarle, in fondo, è una specie di regalino. Possono essere dvd da guardare in famiglia, o bei libri di Natale da leggere insieme prima di dormire, oppure piccole dolcezze da assaporare.

Situazioni

Io ero partita con i classici scherzetti trovati on line e poi, andando avanti, ho scoperto che mi divertiva tantissimo inscenare dei veri e propri set che descrivevano situazioni.

Questo è in assoluto il lavoro più complesso, lungo e dispendioso (a livello di tempo e di energie) che si possa fare, ma anche il più gratificante.

Qualche esempio? Mio figlio si prende l’influenza: il giorno dopo trova l’elfo a letto con la pezzetta sulla fronte, la Tachipina vicino, il termometro e tutti i fazzolettini usati sparsi dappertutto.

Mio figlio deve tornare a scuola? L’elfo gli fa trovare una scuola elfica, con tanto di lavagna, compiti per l’elfo in formato mini, un ripasso di numeri e alfabeto.

Un giorno ha organizzato un set fotografico per immortalare tutti i suoi amici tomte facendo scatti veri e divertenti che ritroviamo poi sulla scheda della macchina fotografica.

Un’altra volta si è ricreato una Elf Beach, con tanto di palme, conchiglie, crema solare, occhiali e cocktail, per far capire che è stanco e ha bisogno di una vacanza!

Temi

© 2020 CCA & B LLC – The Elf on the Shelf®

Alcuni genitori, per variare di anno in anno, a volte scelgono un tema: dinosauri, sport, spazio, Harry Potter etc…

Sicuramente è una strada percorribile ma secondo me, adottata per tutto il periodo, diventa davvero impegnativa. Immaginate di trovare una cosa al giorno sempre in linea con il tema. Complesso, complicato e secondo me, alla fine, anche un pò noioso.

Molto meglio secondo me variare: cambiando ogni giorno, per il bambino sarà una continua sorpresa!

Esperimenti

Un altro elemento davvero simpatico è l’ambito degli esperimenti. In rete si trovano moltissimi esempi che si adattano perfettamente con il mondo della magia. Basta solamente declinarli in chiave elfica.

Le parole chiave per cercare sono: experiments for kids easy. Ne verranno fuori tantissimi! Esistono anche tanti libri a tema esperimento che potrete utilizzare per creare momenti intelligenti, creativi e stimolanti per i vostri bambini.

Qualche esempio?

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Lettura

Un altro ambito che il nostro elfo utilizza spesso sono i libri, ovviamente a tema natalizio! Farli arrivare come regalo, leggerli insieme è un momento davvero magico e speciale, per tutte le età!

Molti sfruttano i libri come calendario dell’avvento: un modo stupendo e originale per arricchire la libreria dei nostri bimbi!

Dopo Natale

La tradizione vuole che con la fine delle festività venga archiviato anche l’elfo fino al Natale successivo.

Accade però che in alcuni casi, si crei un vero e proprio legame del bambino con il proprio elfo. La tristezza e la mancanza si fanno sentire. Alcuni genitori decidono di fare delle “comparsate” a sorpresa nei moment difficili oppure per ricorrenze speciali come il compleanno del bambino.

Messaggi durante l’anno

Noi personalmente non lo abbiamo mai fatto: lasciamo che la magia sia qualcosa di unico ed eccezionale, da aspettare con trepidazione. Ma nulla vi vieta di far “sentire” la sua presenza in maniera alternativa.

Infatti la magia del Natale serve all’elfo per palesarsi fisicamente, ma noi abbiamo sempre raccontato a nostro figlio che il suo elfo lo segue, lo vede e lo accompagna tutto l’anno, senza farsi vedere.

Per questo motivo, il nostro amico elfo ha mandato delle letterine a nostro figlio diverse volte, in occasioni speciali: per fargli gli auguri di compleanno, con selfie notturno insieme a lui, Pasqua o Halloween, per complimentarsi per l’ottima pagella scolastica o augurargli un buon inizio anno scolastico, oppure per infondergli ottimismo e allegria durante il difficile lockdown a causa del Covid19.

In alcuni casi, gli ha lasciato anche dei libri in regalo o dei pensierini da vero amico di famiglia: ad esempio gli ha recapitato un album fotografico con la crono-storia dell’ultimo Natale insieme, giorno dopo giorno, con tutti gli scherzetti organizzati e tante didascalie dolcissime.

Una volta gli ha perfino spedito una cartolina dalle sue vacanze al mare con tanto di timbro postale!

L’intervento più significativo è stato a Pasqua 2020, in pieno lockdown, quando, vista la situazione difficile e i grandi turbamenti emotivi che ha avuto nostro figlio, tramite il Coniglio di Pasqua, gli ha inviato un amico fidato, il coniglietto Tobi, che ha riempito di regalini, cacce al tesoro di pasqua e allegria, un momento delicato e molto complesso da superare.

Costruire una casa per l’elfo

Se la mancanza da parte del bambino è davvero tanta, si possono adottare varie strategie, per riempire i lunghi mesi prima dell’arrivo dell’elfo.

Noi, ad esempio, ci siamo lanciati in un progetto ambizioso ma molto creativo. Costruire la casa per il nostro elfo. E non solo, addirittura un’area giochi/condominio anche per Tobi e il topino Mikael.

Anche in questo caso le possibilità sono pazzesche: in cartone, legno, stoffa, usando oggetti reinventati. Ci si può davvero sbizzarrire, coinvolgendo il bambino attivamente nella sua realizzazione!

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