Glacier National Park, cosa vedere e come organizzare la visita

C’è un film che da sempre adoro alla follia, sebbene ogni santa volta che lo vedo, mi trasmetta una paura incredibile: Shining di Stanley Kubrick.

All’inizio del film, la famiglia Torrance percorre una stupefacente strada panoramica in mezzo a imponenti montagne vertiginose per raggiungere un grande hotel in fase di chiusura stagionale e prendere possesso delle mansioni di custodi invernali. Stanno seguendo la Going-to-the-Sun Road, il percorso più spettacolare di tutto il parco di Glacier.

Da allora ho coltivato il sogno di percorrere anche io questa strada panoramica e nel corso del nostro itinerario nelle Rockies e Real America ci sono riuscita!

Come arrivare

Devo ammetterlo, il Glacier National Park non è propriamente comodissimo da visitare. Si trova incastonato fra le altissime montagne dello stato del Montana, abbarbicato al confine con il Canada.

L’unico modo per arrivare fino a qui è passare appunto, dal Canada, atterrando a Calgary (3 ore di macchina), oppure facendo una notevole deviazione partendo dalla zona dello Yellowstone (ad esempio Bozeman, 5 ore) o ancora dallo stato di Washington, ovvero da Seattle in circa 9 ore. In ogni caso si tratta di collegamenti scomodi e che si conciliano poco con un itinerario lineare.

Noi lo abbiamo infatti inserito in un lunghissimo on the road che dal Canada, che ci ha portato fino alle Rockies e la Real America.

 

Quando andare

Il Glacier National Park è formato da un’area molto vasta in alta quota. Il Logan Pass, il punto più alto della zona è a 2.026 metri di altezza. Come ben potrete intuire, qui in inverno vengono giù tonnellate di neve che rendono impraticabile il parco.

Infatti la Going-to-the-Sun Road chiude in tutti i mesi invernali e nella prima parte della primavera. Il periodo migliore per visitare il parco è quindi, indicativamente da maggio a ottobre, salvo condizioni tardive o anticipate di maltempo.

Questi mesi sono anche i migliori per vivere il parco nella sua interezza, ovvero seguendo qualche percorso di trekking, affittando una canoa o passeggiando a bordo lago.

 

Quanto tempo dedicare al parco

In tanti viaggi negli Stati Uniti, alla scoperta di una natura incredibile e variegata, ho capito una cosa davvero importante: per ammirare e vivere appieno i parchi americani occorre muovere le gambe (e il lato B).

A meno che non abbiate impedimenti fisici o di età, il mio consiglio spassionato è quello di “vivere i parchi dall’interno”: anche se sono organizzati e strutturati in modo tale da essere fruibili a chiunque, niente sarà più appagante di entrare a diretto contatto con la natura, sentirne gli odori, ascoltarne i suoni, ammirare prospettive e vivere esperienze che, purtroppo, dai view point non sono accessibili.

I view point vanno benissimo per tutti coloro che non amano camminare o che hanno veramente poco tempo a disposizione ma cosa lasciano alla fine? Una vista da cartolina, reperibile anche on line, un’immagine tipo acquario, una bandierina da appuntare. Prendetevi il vostro tempo (compatibilmente con le vostre esigenze di viaggio), scegliete l’itinerario o l’attività più confacente al vostro modo di essere e immergetevi nella natura che vi circonda. Solo così potrete apprezzare appieno un posto.

Come tutti i parchi americani, anche il Glacier è molto vasto e ricco di sentieri e di escursioni fattibili. Nell’economia di un viaggio molto lungo (35 giorni on the road), abbiamo scelto di dedicarvi 2 giorni pieni con un terzo lasciato libero per eventuali contrattempi meteorologici.

Il primo giorno, arrivando dal Canada, è stato dedicato interamente a una zona specifica del parco, la Many Glacier, con percorsi di trekking e passeggiate, mentre il secondo alla Going-to-the-Sun RoadLa durata complessiva di percorrenza di questa strada sarebbe di 1 ora e 35 per 76 km ma come avrete già immaginato, lungo il percorso ci sono molte cose da fare e da vedere, per cui vi consigliamo di dedicarle una giornata intera, proprio per viverla e non rischiare di rimanere delusi.

 

Come organizzare la visita

Il nostro consiglio, valido per tutti i parchi, è quello di vagliare attentamente tutti i principali percorsi e attività disponibili nella zona, verificarne la durata, scegliere i più importanti e allocarli possibilmente la mattina: questo sia per essere “freschi” e reattivi, sia perché si sa, in montagna tutto può cambiare in fretta e quasi sempre il tempo si guasta nel pomeriggio. Nel tempo rimanente potrete tranquillamente inserire le “seconde scelte”.

Per questo è fondamentale sia lo studio a casa sia il famoso giornale del parco, che vi verrà consegnato al vostro ingresso dal ranger e che cambia in base alla stagione.

Ricordatevi che per entrare occorre acquistare il pass, valido 30 giorni, che vi permetterà di muovervi liberamente all’interno e all’esterno del parco a vostro piacimento.

Se durante il vostro viaggio avete intenzione di visitare altri parchi nazionali, e non gli state parks, che sono un’altra tipologia, fatevi due conti: potrebbe convenirvi acquistare il pass annuale.

Gli incendi

Questa è una di quelle cose che nessuno ti dice e di cui non trovi grandi annotazioni da nessuna parte, ma che ti lascia spiazzata e impreparata quando ti tocca viverla.

Sappiate una cosa: gli incendi nei parchi americani sono estremamente frequenti in estate e non sconvolgono più di tanto la gente del posto.

Ve lo dico perché noi ci siamo trovati in piena emergenza: trail interdetti, lodge chiusi, mezzi anti-incendio in attività, coltre di fumo che impediva spesso la vista e che rendeva l’aria pesante e la luce giallastra, il tutto reso ancora più persistente a causa di un’estate eccezionalmente torrida e secca. Pochi giorni dopo hanno addirittura chiuso la Going-to-the-Sun Road.

Sia in Canada che negli Stati Uniti, il fattore incendio è sempre da mettere in conto, sia sul momento, nei periodi estivi, sia in termini di paesaggi bruciati da decenni. Infatti, attraverserete intere zone annerite da anni, impressionanti da vedere e di cui nessuno fa menzione, ma che stanno li anche da lungo tempo. Noi siamo rimasti veramente allibiti a vederle. Io ero già  in preda all’angoscia e alla depressione, perché non capivo il motivo per cui la gente, in particolare i turisti nordamericani, fossero così indifferenti alla situazione e così tranquilli.

Poi ho capito: in questi paesi, a differenza dell’Europa, in cui di solito è di origine dolosa, il fuoco non è visto come un flagello devastatore che deturpa il paesaggio e l’incendio non è considerato come un danno ambientale, ma come un naturale strumento della natura per rigenerare se stessa. Per questo motivo adottano una politica di intervento contenitore che non blocca del tutto il normale processo di sviluppo di un incendio. Senza il fuoco, la terra e la vegetazione andrebbero ad esaurirsi: dalle ceneri la natura rinasce più rigogliosa di prima.

 

Cosa vedere in 2 giorni

A differenza di altri parchi americani, qui la grande protagonista è la montagna e di conseguenza, l’attività principale sono i percorsi di trekking.

Come sempre in America, ve ne sono per tutti i livelli di preparazione, lunghezza e difficoltà: basta sceglierli con cura in base alle proprie esigenze usando il giornale del parco come strumento principale.

Con un bambino di 4 anni, ovviamente, occorre mettere in conto una dilatazione dei tempi e degli imprevisti ma siamo lo stesso riusciti a fare tutto quello che avevamo in programma.

 

Primo giorno

Dopo essere partiti all’alba da Waterton, in Canada, siamo arrivati molto presto nel parco. Purtroppo le avverse condizioni relative agli incendi ci hanno fatto molto tentennare. Come vi dicevo prima, noi preoccupatissimi e gli altri turisti e i ranger assolutamente pacifici.

Iceberg Lake Trailhead

Rassicurati dal personale del nostro albergo e muniti di pranzo al sacco, decidiamo di intraprendere uno dei trail più impegnativi del nostro viaggio, l’Iceberg Lake Trailhead, lungo ben 15 km e un dislivello di circa 400 metri, difficoltà intermedia.

Che la giornata fosse difficoltosa avremmo dovuto capirlo: infatti, a differenza della buona volontà messa in tutti i percorsi fatti in Canada, oggi il nostro piccolo non ne vuole sapere di camminare. E’ lagnoso, capriccioso e infastidito da tutto. Sarà il caldo afoso di questa strana giornata, sarà il sonno che avanza, sarà che siamo partiti troppo tardi rispetto ai nostri standard, ma nonostante le mille strategie messe in atto (canzoncine, filastrocche, storie a memoria) proseguire è un vero calvario e non serve nemmeno la “presenza” di uno scoiattolino da aiutare a ritrovare la sua mamma per fargli tornare la voglia di camminare.

Vi consiglio moltissimo questo percorso, è davvero incantevole. Dopo un primo pezzo di salita abbastanza ripida, quasi tutto il trail si svolge a mezza costa della montagne che incombe sopra le vostre teste, attraversando prati in fiore, boschi ombrosi, ruscelli, ammirando panorami stupendi fino ad arrivare alla prima tappa, dopo 4.3 km, le Ptarmigan Falls.

Io e il bimbo ci fermiamo su questa terrazza di roccia all’ombra per pranzare e fare il riposino, mentre Luca prosegue nella parte più impegnativa del trail, altri 3,3 km fino ad arrivare alla vera meta del percorso, l’Iceberg Lake, chiamato così per i grandi blocchi di ghiaccio che galleggiano sulla sua superficie in estate e per il suo colore irreale.

👉🏻SCARICA la mappa dei trail del ManyGlacier

Swiftcurrent Lake

L’Iceberg Lake Trail ci ha portato via praticamente tutta la giornata. quindi non ci resta che affacciarci al scenografico Swiftcurrent Lake per ammirare il tramonto prima di lavarci e cambiarci per la cena.

Volendo è possibile seguire Swiftcurrent Lake Nature Trail: il sentiero fa il giro completo del lago e avremmo dovuto farlo se nostro figlio fosse stato più collaborativo. Sono 4, 3 km totali nei quali non è raro avvistare molti animali fra cui alci e orsi.

 

Secondo giorno

Going-to-the-Sun Road

Questa meravigliosa strada taglia ed attraversa le Montagne Rocciose americane in alta quota. Il verso migliore da punto di vista panoramico è quello da ovest a est, per avere la visuale dal lato in cui si guida, ma ovviamente, la scelta dipende dal vostro itinerario. Noi, ad esempio, arrivando dal Canada, l’abbiamo percorsa da est a ovest ed è bellissima lo stesso.

Anche se la strada è lunga solamente 76 km, che si possono percorrere in un’ 1 ora e 35, occorre mettere in conto quasi una giornata se si intende visitare le numerose attrazioni che si trovano lungo il percorso.

👉🏻 SCARICA la mappa del percorso

Oltre ai numerosi view point e ai bellissimi passaggi e tunnel scavati nella roccia che attraverserete, ci sono un paio di trail che meritano di essere percorsi.

Primo fra tutti l’Hidden Lake Overlook, che partendo dal Logan Pass Visitor Center, in 2.2 km porta alla vista del lago: il percorso, quasi tutto in salita, ma realizzato per la maggior parte in gradini e passerelle di legno, è facile e attraversa meravigliosi pianori punteggiati di fiori di campo, ruscelli e animali selvatici. Se decidete di proseguire per altri 2 km arriverete a una bellissima terrazza panoramica sul lago. Totale 8,4 chilometri. Imperdibile.

Preparatevi a dover attendere parecchio per trovare un parcheggio al Logan Pass: i posti sono limitati e non è concesso il parcheggio selvaggio. Armatevi di pazienza.

👉🏻SCARICA la mappa dei sentieri della zona

Scendendo verso valle c’è un altro bel trail da seguire: il Trail of the Cedars o sentiero dei Cedri, 1.2 km andata e ritorno, senza nessuno sforzo, strada realizzata con passerelle di legno, che porta a una delle immagini più famose del parco: una piccola cascata in uno stretta gola con colori blu magnifici.

Il sentiero poi prosegue, per chi lo desidera, verso l’Avalanches lake, un bellissimo lago di natura glaciale situato a 3.7 km (solo andata) dal parcheggio. Questo sentiero, non particolarmente difficile, sale però di 200 m di dislivello. Purtroppo al nostro arrivo era chiuso a causa degli incendi e anche il sentiero dei Cedri era in condizioni critiche.

Si arriva così al Lake Macdonald, un lago lungo e stretto incorniciato dai monti. Ovviamente, arrivando dai colori fosforescenti dei laghi del Canada, questo ci è sembrato un pò sottotono, situazione accentuata  ancor di più dalla pessima visuale e dai colori smorti ed appiattiti dovuti alla foschia creata dagli incendi. Inoltre anche il famoso Lake Macdonald Lodge, un meraviglioso lodge storico risalente ai primi del ‘900, realizzato bordo lago interamente con immensi tronchi di legno, è chiuso per ristrutturazione.

Prima di uscire dal parco, abbiamo voluto prenderci una pausa rigenerante sulla spiaggia ad Apgar, sulla punta meridionale del lago. Ad attendervi un agglomerato di casette vacanza, negozietti e noleggio canoe con una spiaggetta deliziosa di sassolini rossastri. Inevitabile mettere i piedi nell’acqua gelida per recuperare le energie!

 

Altre cose da vedere

Grinnell Lake

©VisitMontana

Questa è una delle escursioni più belle ma data la lunghezza, circa 18 km, abbiamo preferito scegliere l’Iceberg Lake. Dal momento che il sentiero parte dal Many Glacier Hotel e segue il profilo del Swiftcurrent Lake, si può accorciare l’escursione prendendo un battello che vi porta all’estremità opposta.

Il percorso è molto affascinante e attraversa paesaggi idilliaci fino ad arrivare alla vista spettacolare del lago turchese.

St Mary Falls e Virginia Falls

©VisitMontana

Questo è un piccolo trail di circa 5 km poco impegnativo che porta ad ammirare queste piccole ma scenografiche cascate con passerelle e ponti di legno.

 

Cosa fare

Trekking

Ovviamente questa è una delle attività principali del parco: bacchette, zaino con rifornimento di acqua, qualche snack, scarpe da trekking e via!

Avrete moltissimi sentieri da poter seguire: infatti ci sono altre aree nel parco, minori sicuramente, ma ricche di percorsi. Tutto dipende da quanti giorni volete dedicare al Glacier e che tipo di viaggiatori siete!

👉🏻SCARICA la mappa dei sentieri di Two Medicine

👉🏻SCARICA la mappa dei sentieri di North Fork & Goat Haunt

Canoa

Nei numerosi laghi del parco è possibili affittare le canoe o il kayak e trascorrere qualche ora in mezzo alla natura.

Boat Tour

©VisitMontana

Se invece volete un giro più rilassante potete seguire un tour in barca per esplorare tutto il Lake Macdonald. Ci sono diverse partenze dal piccolo molo del Lake Macdonald Lodge.

Red Buses

Durante la percorrenza della Going-to-the-sun-road spesso vedrete passare più volte dei pittoreschi autobus rossi in stile vintage anni ’30. E’ una flotta di 33 vetture originali perfettamente conservate che fanno avanti e indietro da una parte all’altra del parco offrendo la possibilità di ammirare la natura senza stress.

Si possono prenotare direttamente nei vostri hotel, se alloggiate nel parco e ci sono diversi punti di fermata

Non vi nascondo che mi sarebbe piaciuto farlo, con più tempo a disposizione ma poi mi sono accorta che la clientela è decisamente “attempata!

👉🏻SCARICA la mappa delle fermate

 

Cosa portare

Essendo un parco incentrato sulla montagna, dove si consigliano percorsi di trekking, occorre partire premuniti dell’attrezzatura giusta e adatta alle escursioni in quota.

Per i bambini è indispensabile avere con sé gli strumenti adatti a rendere piacevole la passeggiata.

  • Occhiali da sole: siamo in alta quota e nelle giornate di sole la luce può essere accecante.
  • Crema solare: noi per sicurezza ci spalmiamo di crema prima di partire. Infatti è meglio essere protetti anche in caso di cielo coperto o di foschia: i raggi passano lo stesso e si rischiano pericolose scottature.
  • Scarpe comode, possibilmente da trekking: per aiutare i vostri bimbi a vivere bene la montagna è indispensabile attrezzarli per rendere la camminata meno faticosa. Le scarpe adatte sono fondamentali, soprattutto per la protezione dei piedini e delle giunture.
  • Giubbotto anti vento, una sciarpina leggera e cappellino: il tempo in montagna può cambiare rapidamente e dopo grandi sudate, occorre essere attrezzati per coprirsi velocemente ed evitare di ammalarsi.

  • Bacchette da trekking: se il vostro bimbo è grandicello, sopra i 4 anni, può essere utile averle. Sarà uno strumento utile e un diversivo per rendere divertente la camminata.
  • Binocolo: sui versanti ripidi e scoscesi delle montagne del Glacier, non è raro vedere molti animali, tra cui i bighorn e le capre bianche. Con un binocolo potrete ammirarli meglio e avere uno strumento per i vostri bambini.
  • Scorta di acqua: quando si vuole intraprendere un percorso di trekking, l’acqua pro capite è fondamentale. Portatene in abbondanza.
  • Zaino porta bimbo: in base alla sua età e alla sua predisposizione a camminare, può essere indispensabile uno strumento per portare o aiutare il vostro bambino durante il percorso.

 

Dove mangiare

All’interno del parco ci sono ben pochi punti di ristoro: la maggior parte, se alloggia qui, cena direttamente in hotel e si attrezza per il pranzo al sacco. Infatti gli hotel dispongono di piccoli negozietti con frutta, snack e panini.

Parks Cafè

Vogliamo però segnalarvi un posticino favoloso per fare colazione. Parks Cafè si trova a St. Mary, fuori dal parco, in corrispondenza dell’inizio della Going-to-the-sun-road. E’ un classico dinner americano, in stile anni ’50, specializzato in colazioni: da quelle salate a meravigliosi waffles, pancakes e torte ai mirtilli!

Inoltre a fianco c’è pure un grocery, ovvero un emporio dove acquistare il necessario per il vostro pranzo al sacco e i vostri spuntini.

 

Dove dormire

Il Glacier National Park si è rivelato uno dei posti più cari dove trovare da dormire durante il nostro viaggio nelle Rockies e Real America, probabilmente perché non ci sono grandi centri abitati in prossimità delle entrate del parco, ad differenza di Yellowstone, ad esempio.

Nel versante est, Babb e St. Mary sono veramente dei paesini minuscoli, mentre un pò più di scelta si trova a West Glacier. Se non avete intenzione di dedicare molto tempo al parco, una soluzione sarebbe quella di spingersi fino al Flathead Lake, dove i prezzi si riducono sensibilmente.

Se invece intendete soggiornare almeno 2 notti, io vi consiglio di tentare di trovare una notte all’interno del Glacier, sia per una questione di praticità, dal momento che esistono poche strade e fare avanti e indietro è molto scomodo, sia per un fattore di “esperienza” in un alloggio particolare. Le alternative sono molte, se amate le atmosfere vintage: il Lake Macdonald Lodge, il Glacier Park Lodge, il Many Glacier Hotel, il Cedar Creek Lodge Hotel o il Rising Sun Motor Inn & Cabins. Sono tutti alloggi d’epoca, perfettamente ristrutturati, che offrono alloggi in camere o cabin, ovvero bungalows immersi nella natura.

Il nostro alloggio, il Swiftcurrent Motor Inn & Cabins

Dove dormire
Confortevoli cottages, area comune con fuoco per arrostire e parco giochi, struttura principale costruita in legno nel 1907 fornita di ristorante.

 

Il Swiftcurrent è un bellissimo hotel immerso nel verde, vicino alla montagna, punto di partenza di numerosi sentieri fra cui l’Iceberg Lake Trail. Oltre alla struttura principale, fornita di ristorante, visitor center e grocery, ci sono moltissimi cabin storici, ovvero bungalows deliziosi, arredati in stile country.

Quelli che costano meno, ovviamente, non hanno il bagno in camera ma solo un piccolo lavandino: occorre quindi utilizzare i bagni pubblici che sono in stile campeggio con docce a gettone che si acquistano alla reception.

Dormire qui è stato bellissimo: siamo rientrati dalla cena alla luce della luna e ci siamo svegliati al cinguettare degli uccellini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *