Grand Teton National Park, cosa vedere e come organizzare la visita

Il Grand Teton non è uno di quei parchi iconici famosissimi e instagrammati all’impazzata come la Monument Valley oppure lo Yellowstonemolti nemmeno se lo filano un granchè, non avendo dei luoghi precisi conosciuti su larga scala.

E invece sa emozionare moltissimo. Purtroppo noi abbiamo avuto la sfortuna di visitarlo con la coltre di fumo perennemente presente nell’aria, cosa che ha tolto parte del suo fascino, avendo una visibilità irrisoria e colori spenti, ma nonostante tutto la sua bellezza ci ha lo stesso colpito tantissimo.

Il motivo? Praterie sconfinate su cui pascolano i bisonti, altissime montagne che svettano alle loro spalle, laghetti incantevoli nascosti alla vista o raggiungibili solamente a piedi e infine, ma non marginale, pochi turisti!

Come arrivare

Il Grand Teton National Park si trova a ridosso del parco di Yellowstone, alla sua entrata meridionale.

Normalmente viene abbinato alla visita di quest’ultimo ma non tutti arrivano fin quaggiù, diciamo coloro che atterrano o ripartono da Salt Lake City (quasi 5 ore di macchina) oppure da Denver (quasi 8 ore in auto).

Noi lo abbiamo infatti inserito in un lunghissimo on the road che dal Canada,  ci ha portato fino alle Rockies e la Real America.

👉🏻LEGGI il nostro speciale sullo Yellowstone

 

Quando andare

Il Grand Teton fa parte delle Rocky Mountains e per secoli è rimasta una regione selvaggia e inesplorata, terra di indiani, di bisonti e di pochi coraggiosi avventurieri.

Questo perché il Teton Range, la vertiginosa catena montuosa che si erge bruscamente al di sopra delle sue praterie, per molto tempo ha rappresentato una barriera invalicabile e inaccessibile.

Come avrete capito qui nevica parecchio in inverno, e quindi il periodo migliore per visitare il parco è sicuramente l’estate, per seguire i vari trail e raggiungere angoli stupendi (quando però il rischio incendi è altissimo) e l’autunno, quando gli animali sono meno infastiditi dalla presenza umana.

Gli incendi

Come per gli altri parchi, vorrei spendere due parole sulla questione incendi, che si legge poco e niente nei blog di viaggi e di cui nessuno parla.

Tutti i parchi americani sono, chi più chi meno, afflitti da questo problema, un fenomeno qui del tutto naturale, che negli ultimi anni sta aumentando in maniera considerevole a causa dei cambiamenti climatici e per l’innalzamento delle temperature globali (grazie anche alle scellerate politiche ambientali di molti paesi).

Mentre in Europa sono fenomeni quasi sempre di origine dolosa, vissuti dal territorio come una deturpazione delle bellezze naturali, nell’America del Nord invece sono considerati un naturale strumento della natura per rigenerare se stessa. Per questo motivo adottano una politica di intervento contenitore che non blocca del tutto il normale processo di sviluppo di un incendio. Senza il fuoco, la terra e la vegetazione andrebbero ad esaurirsi: dalle ceneri la natura rinasce più rigogliosa di prima.

Nessuno può essere preparato a vedere il fuoco da vicino e a vederne gli effetti sull’ambiente circostante ma devo ammettere che rispetto ad esempio al Glacier National Park, allo Yellowstone e ai parchi canadesi come il Jasper, il Grand Teton non presenta grandi aree bruciate, almeno non visibili ai turisti nei percorsi più battuti.

Però incendi distanti anche moltissimi chilometri e che si stanno svolgendo in altri parchi, possono avere effetti anche in quelli vicini: cappa di fumo, aria irrespirabile, foschia, scarsa visibilità e colori spenti nella migliore delle ipotesi.

Preparatevi psicologicamente, perché purtroppo fa parte della natura e l’azione stupida dell’uomo ne sta accentuando la frequenza. Ogni anno è diverso e ogni anno c’è da sperare che l’estate non porti con sé la sua dose di fumo e di fuoco.

 

Quanto tempo dedicare al parco

Il parco del Grand Teton non è molto vasto. Calcolate che per attraversarlo tutto, diciamo da Jackson all’entrata sud dello Yellowstone, si impiega di pura percorrenza, solamente 1 ora e 20.

Ovviamente al suo interno ci sono moltissime cose da fare e da vedere ma se vi limitate ai view point, come fanno la maggior parte dei turisti, potreste rimanere un pò delusi.

A volte, leggendo vari articoli sui parchi americani, soprattutto quelli minori, m’imbatto in frasi del tipo “non c’è molto da vedere”, “si vede in poco tempo”, “le Alpi sono decisamente meglio” etc, etc…
Mi permetto di affermare con assoluta certezza che la natura americana è vastissima e per esplorarla e capirne la vera bellezza, occorre entrarci dentro, andare “al di là” delle terrazze panoramiche, viverli dall’interno e associare delle esperienze a questi luoghi. Altrimenti rimangono delle semplici cartoline viste e riviste, istantanee che si trovano anche on line.

Come tutti i parchi americani, ci si può stare pochi giorni o un’intera settimana, in base alle attività che volete fare e le escursioni che intendete intraprendere. Nell’economia di un lungo viaggio partito in Canada Occidentale e proseguito nelle Rockies, abbiamo deciso di dedicarci 2 giorni pieni, sufficienti per ammirare non solamente le principali attrazioni ma fare anche alcuni trail nella natura.

👉🏻SCOPRI il nostro itinerario delle Rockies e nella Real America

 

Come organizzare la visita

Quando organizziamo un viaggio, cerchiamo sempre di distribuire in maniera varia ed alternata le attività che desideriamo provare e ci annotiamo, man mano che ci informiamo sulle varie zone, le cose da fare e i percorsi che più ci sembrano adatti a noi.

Ovviamente una volta raggiunta la destinazione, riceviamo dai Ranger il giornale del parco.

E’ uno strumento utilissimo e fondamentale per confrontare gli appunti con le attività disponibili.

Infatti, in base alla stagione e alle condizioni contingenti, molte cose possono variare ed essere diverse da quello che avevamo preventivato: zone interdette per anomala e intensa attività degli orsi, percorsi chiusi per incendi o manutenzione, visitor center in ristrutturazione, solo per citarne alcuni.

👉🏻SCARICA la mappa del Grand Teton

Il nostro consiglio spassionato è quello di concentrare la mattina il trekking e lasciare le visite minori nella parte restante della giornata e i giri in auto alla ricerca di animali nell’ora del tramonto, quando si hanno maggiori possibilità di avvistamento.

👉🏻LEGGI la nostra guida per avvistare gli animali nei parchi americani

Ricordatevi che nelle cittadine della provincia rurale americana non si mangia tardi e che le cucine chiudono presto!

 

Cosa vedere in 2 giorni

Al Grand Teton si possono alternare percorsi di trekking, gite sul lago, strade panoramiche e punti per l’avvistamento degli animali.

Come sempre nei parchi americani, scegliete con cura i percorsi a piedi in base alle vostre possibilità, al tempo a disposizione e alla capacità dei vostri figli di seguirvi.

Primo giorno

Arrivando da Virginia e Nevada City, siamo approdati in zona Teton in tarda mattinata, non certo un orario adatto per intraprendere percorsi impegnativi.

👉🏻LEGGI tutto su Virginia e Nevada City

Jenny Lake

Così ci siamo per prima cosa diretti al Jenny Lake, dove troviamo il Visitor Center in ristrutturazione, aperto solo parzialmente e diversi trail chiusi.

Prendiamo il traghetto per raggiungere l’altra sponda del lago, con il morale a terra per la pessima visibilità. I famosi riflessi del Teton Range erano scomparsi del tutto per lasciare il posto a un grigiore diffuso. Il lago è comunque incantevole e la possibilità di avvistare animali molto alta.

Se avete tempo a disposizione si può percorrere il sentiero che fa il giro del lago.

👉🏻SCARICA la mappa dei trail nella zona Jenny Lake

Hidden Falls

Non ci lasciamo scoraggiare e decidiamo di salire fino alle Hidden Falls, un piccolo trail non impegnativo (2,4 km) ma molto divertente, fra massi giganti, ponticelli in legno e cascate.

Mormon Row Historic District

Prima di rientrare a Jackson Hole, essendo arrivata quasi l’ora del tramonto, ci dirigiamo verso una delle strade panoramiche più famose del Grand Teton. La sua fama deriva dalla presenza di bellissimi fienili e fattorie mormoni in legno, risalenti a un periodo compreso fra il 1908 e gli anni ’50, che si stagliano contro la magnifica catena montuosa del parco. Un’immagine da Casa nella Prateria.

Purtroppo la delusione è cocente: le montagne sono completamente sparite dietro la coltre di foschia fumosa lasciando un panorama deprimente e giallognolo.

Le fotografie migliori vanno fatte nelle primissime ore della mattina perché al pomeriggio la luce è sfavorevole.

Secondo giorno

Il mattino dopo partiamo carichi per goderci la giornata: sembra che la foschia sia leggermente diminuita e questo ci fa ben sperare!

Bradley & Taggart Lakes

Ci dirigiamo all’imbocco del trail che ci porterà a due laghi incantevoli, il Bradley e il Taggart: è un percorso molto più lungo, non impegnativo, ma esposto al sole in gran parte. Per questo motivo consigliamo le prime ore del mattino.

Durata: 3 ore minimo
Lunghezza: circa 9 km
Dislivello: 240 metri di dislivello
Difficoltà: moderata in alcuni punti

Lungo questo sentiero attraverserete prati in fiore, pianori verdissimi incorniciati da magnifiche vedute del Grand Teton mentre i due laghi sono semplicemente meravigliosi.

Il pezzo più faticoso è la risalita della morena del Bradley Lake, con una bella pendenza che vi lascerà senza fiato ma ampiamente ricompensata dalla vista del lago.

Attenzione perché l’attività degli orsi è molto alta in questa zona!

👉🏻SCARICA la mappa del trail

Signal Mountain Summit Road

Il nostro cucciolo, dopo la faticaccia del trail, si addormenta subito dopo aver mangiato qualcosa al volo e crolla in auto. Così decidiamo di percorrere questa strada panoramica che porta alla sommità di questa altura.

Salendo incontriamo un gruppetto di cervi che brucano placidamente nel sottobosco.

Antelope Flats

Per tornare in città scendiamo dall’altro lato del parco, seguendo la Antelope Flats, che collega Moran e Moose Junction: questa strada taglia incantevoli praterie dorate, dove pascolano bisonti e antelopi. Una vera meraviglia!

Snake River

Purtroppo a causa della siccità e dell’estate particolarmente torrida, il fiume principale del parco è molto in secca ma riusciamo comunque a vedere dei castori e un alce sulla riva.

Jackson Hole

Ne approfittiamo per rientrare un pochino prima in città e visitare questa deliziosa cittadina western molto molto pittoresca.

Purtroppo il tempo a disposizione è molto scarso (anche perchè i musei chiudono alle 17) e riusciamo solo a fare un giro per le deliziose stradine contornate da tipiche case in legno, curiosare fra i negozietti country e ammirare la magnifica Town Square, una piazza giardino cui si accede da 4 immensi archi costruiti con cataste di palchi di cervi e wapiti.

Non pensiate che siano un orrore di caccia: i cervi e i wapiti ogni anno perdono naturalmente i loro palchi, che abbandonano e che ricrescono con la nuova stagione.

Jackson Hole è il prototipo della cittadina western da film, che sa regalare un’atmosfera davvero fantastica: saloon ricchi di cimeli e biliardi, uomini che girano con i cappelli da cowboy (e non per fomentare il turismo) e stivali di pelle, ottima musica e la sensazione di essere stati catapultati in un set cinematografico.

 

Altre cose da vedere

Come in tutti parchi americani, i trail a disposizione sono moltissimi e si potrebbe rimanere diversi giorni per esplorarli in tutte le loro parti. Nel bilancio di un viaggio occorre fare delle scelte anche in base ai proprio interessi.

Qui di seguito troverete alcuni altri trail giornalieri che potrete percorrere

  • Phelps Lake
  • Lakeshore Trail a Colter Bay
  • Swan Lake e Heron Pond
  • Two Ocean Lake e Emma Matilda Lake

👉🏻SCARICA la mappa dei trail giornalieri

 

Cosa fare

Il Grand Teton è un parco magnifico per le attività outdoor: sono tantissime le opzioni tra cui scegliere in base ai vostri interessi e al tempo che avete a disposizione.

Avvistamento animali

Ovviamente individuare i vari animali presenti nel parco è una delle sfide più divertenti: avrete sempre gli occhi puntati su ogni singola curva, nella speranza di avvistare un orso o un alce.

Purtroppo devo anticiparvi che entrambi sono molto difficili da vedere: gli orsi sono animali schivi e solitari, che rifuggono il caos, mentre gli alci sono timidissimi e si affacciano sulle sponde dei corsi d’acqua in prevalenza all’alba al tramonto.

👉🏻SCOPRI i i luoghi migliori e i consigli per avvistare gli animali

Trekking

Un consiglio spassionato: ritagliatevi il tempo per fare un percorso a piedi, anche breve e non impegnativo.

Vi permetterà di “entrare” nel cuore del parco, viverlo dall’interno e associare dei ricordi indelebili a questi luoghi. Altrimenti passare da un view point a un altro, sarà come vedere il Teton con Google Image: asettico e ripetitivo.

Rodeo

Il Montana e il Wyoming sono la terra dei rodeo, uno degli sport più amati e seguiti negli stati del west americano. In queste manifestazioni i cowboy esibiscono la propria abilità in una serie di prove, che derivano dal tradizionale allevamento dei bovini nelle praterie.

Le categorie più spettacolari sono il catturare capi di bestiame col lazo, cavalcare cavalli o tori selvaggi senza sella, cercando di restare sul dorso dell’animale imbizzarrito più a lungo possibile. E’ un ritrovo per gli abitanti del posto molto amato e molto seguito nonostante risalga al 1883.

Noi purtroppo non siamo riusciti ad assistere nemmeno a uno spettacolo, dal momento che si svolgono prevalentemente fra luglio e agosto ma sono davvero pittoreschi e interessanti da vedere mescolandosi alla gente del posto.

 

Gita in barca sullo Snake River

©Travel Wyoming

Oltre alle classiche uscite in canoa, kayak o rafting, un’idea interessante per le famiglie è quella di un’escursione in barca sullo Snake River per avvistare gli animali e scoprire l’ambiente naturale del Grand Teton insieme alle guide specializzate.

Infatti questo fiume scorre molto in basso rispetto alle strade che attraversano il parco e quindi è molto meno accessibile: per questo motivo è molto frequentato dagli animali che si spingono sulle sue rive per abbeverarsi, nascosti alla vista degli umani.

Troverete tutte le informazioni presso il Visitor Center, dove potrete anche prenotare la vostra esperienza.

Bicicletta

©Travel Wyoming

Il parco del Grand Teton è prevalentemente pianeggiante, dal momento che attraversa magnifiche praterie e che le montagne sono tutte posizionate da un lato.

Per questo motivo potrebbe essere interessante e divertente noleggiare le biciclette per esplorarlo in maniera diversa.

 

Cosa portare

Come già per il Glacier National Park o lo Yellowstone, anche il Grand Teton è un parco montano e quindi occorre attrezzarsi per i cambi repentini del tempo, per i percorsi di trekking e per il sole che non perdona, soprattutto in estate.

Portarsi i bambini in zone montane isolate per lunghi percorsi, equivale a partire ben attrezzati a qualsiasi evenienza. Ad esempio, non potendo sapere con esattezza il tempo che si impiegherà per completare un sentiero, è meglio avere nello zaino snack da spizzicare e tanta acqua.

  • Occhiali da sole: nelle giornate di sole estive è fondamentale riparare gli occhi con le dovute protezioni.
  • Crema solare: lo stesso discorso equivale per la pelle, anche se il cielo risulta coperto o con foschia. Ci si può scottare anche in una giornata nuvolosa. Un metodo che noi adottiamo sempre è quello di spalmarci di crema ogni mattina prima di uscire.
  • Scarpe comode, possibilmente da trekking: incidenti e storte spesso accadono per calzature inadeguate in montagna, non solo per gli adulti ma anche per i più piccoli. Scarpe comode equivale a bambini più felici.
  • Giubbotto anti vento, oltre a una sciarpina leggera e cappellino: basta che cambi il vento e in montagna il tempo può cambiare rapidamente. Senza contare che una folata d’aria dopo una grande sudata può far ammalare in poco tempo. Meglio essere equipaggiati.

  • Bacchette da trekking: per incentivare i vostri bambini a camminare può essere utile trovare degli escamotage per divertirli anche durante i percorsi. Un’idea? Le bacchette da trekking sono geniali oltre che davvero utili soprattutto in salita.
  • Binocolo: il nostro bimbo si è divertito moltissimo a camminare con il binocolo appeso al collo. Uno strumento per avvicinarli al mondo naturale e responsabilizzarli con un’attrezzatura tutta loro.
  • Scorta di acqua: non partite mai per un percorso di trekking senza un’adeguata scorta di acqua pro capite.
  • Zaino porta bimbo: se i vostri cucciolo non camminano o sono ancora piccoli, lo zaino è un validissimo aiuto per i genitori, che potranno godersi la giornata con i bimbi sulle spalle.

 

Dove mangiare

© Silver Dollar Bar

All’interno dei parchi gli unici punto di ristoro si trovano in corrispondenza dei Visitor Center, dei lodge o dei campeggi.

Per questo motivo, vi consigliamo di attrezzarvi nei centri abitati con pranzi al sacco per non perdere troppo tempo nel cercare posti per mangiare.

© Million Dollar Bar

Locali country: Silver Dollar Bar e Million Dollar Bar

Per la sera invece Jackson Hole vanta tante e diverse alternative. Ma ho una nota dolente da segnalare.

I meravigliosi locali country della città, come il Silver Dollar Bar e il Million Dollar Bar, tempio di cowboy con cappello e stivali, di ottima musica dal vivo e piste da ballo, non fanno entrare i bambini dopo le 20.

© Million Dollar Bar

Queste pietre miliari del mondo western  non sono molto accessibili alle famiglie. Entrambi offrono ristoranti di livello (anche per i prezzi) accanto al locale principale, dove i bambini possono mangiare (noi abbiamo cenato al ristorante del Silver, con una cucina favolosa) ma le zone live sono interdette. Un vero immenso peccato.

The Gun Burrel

Vi consigliamo invece un altro posto molto pittoresco, sempre a tema country adatto a tutti: il The Gun Barrel, il paradiso dei carnivori. Qui si spazia dal filetto di wapiti a quello di bisonte, passando per trote e salmoni locali. L’interno del ristorante è incredibile: un tempo ospitava un museo sulla fauna del Wyoming e conserva trofei, animali impagliati, vecchi mobili e foto antiche. Un’atmosfera calda e accogliente grazie anche a un monumentale camino sempre acceso.

Jackson Hole Roasters – Restaurant & Coffeehouse

©Jackson Hole Roasters

Se non avete la colazione inclusa nel vostro alloggio, oltre all’immancabile Starbucks, vi consiglio questa spettacolare caffetteria: qui potrete fare colazioni dolci e salate così gustose ed abbondanti da sostituire il pranzo oppure acquistare sandwich o pranzi al sacco da portar via. Inoltre, essendo una torrefazione, il caffè è squisito. Assolutamente favolosa!

 

Dove dormire

Come già per lo Yellowstone, gli alloggi all’interno del Grand Teton sono limitati e severamente regolamentati. Ci sono lodge (hotel di lusso), cabin (bungalow) o campeggi a disposizione ma ovviamente a prezzi molto elevati

Jackson Hole, il principale centro abitato in prossimità del parco, e i suoi dintorni, offrono moltissime sistemazioni disponibili, che vanno dal classico motel, spartano ed essenziale, agli hotel ricchi di comfort, fino ai ranch cowboy dove vivere esperienze a contatto con la natura come cavalcate nelle praterie e barbecue all’aperto.

Tutto dipende da quanto volete spendere, dal vostro budget, dalle vostre abitudini di viaggio e dalla lunghezza della vostra vacanza.

Qualche consiglio

  • Se intendete dormire all’interno del parco occorre prenotare con larghissimo anticipo per fermare le opzioni più economiche e vantaggiose.
  • A differenza dello Yellowstone, qui le distanze di percorrenza verso le zone esterne sono davvero piccole. Dormire fuori dal parco non rappresenta quindi uno svantaggio logistico: in 15 minuti circa si raggiungono le porte della riserva. Infatti dall’ingresso nord a quello sud c’è solamente 1 ora di auto.
  • Inoltre alloggiare nei centri abitati come Jackson Hole, fornisce l’opportunità di avere maggiori comodità, opportunità di scelta per mangiare e di locali per fare serata.

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