Itinerario di 2 settimane nel Canada occidentale

Il Canada occidentale è stato per anni un mio travel dream, da quando ero una ragazzina: ho sempre sognato i suoi boschi infiniti, i laghi dai colori magici, la sensazione di essere ai confini del mondo, con gli idrovolanti che planano sull’acqua, gli animali selvaggi e le canoe colorate.

E si è rivelato proprio questo: un sogno ad occhi aperti. Mai avrei pensato che questi paesaggi indomiti e solitari  fossero davvero così magici e suggestivi come avevo visto in tante foto di viaggiatori. E’ stato in assoluto uno dei viaggi più emozionanti di sempre e spero un giorno di poterci tornare per godere ancora di questi panorami così remoti e selvaggi, in cui la natura ti sovrasta letteralmente con la sua grandezza secolare e con la sua bellezza senza tempo.

Il Canada dell’ovest vi lascerà perennemente senza fiato: dalla vivace e incantevole Vancouver a mille laghi affascinanti, uno più colorato dell’altro, passando fra montagne, ponti tibetani, terme, funivie mozzafiato e ghiacciai, attraversando parchi favolosi come il Joffre Lakes Park, il Jasper e il Banff.

Inoltre tutto questo è assolutamente alla portata di famiglie con bambini che si possono divertire un mondo alla scoperta della natura. Con un pò di fantasia è possibile riuscire a coinvolgerli con il tema del piccolo esploratore e del piccolo ranger!

Unico neo del viaggio: l’avvistamento degli animali. A causa dell’estate torrida, una delle più calde degli ultimi 50 anni, gli animali hanno stentato a farsi vedere. Molti fiumi erano quasi in secca, si sviluppavano numerosi incendi (infatti c’era divieto assoluto di accendere fuochi ovunque), la siccità aveva impedito la formazione di frutti e bacche di cui si nutrono gli animali. Per questo motivo la normale discesa estiva di cervi, orsi e altri abitanti del bosco, è stata funestata dal clima e gli animali si sono spostati verso nord alla ricerca di cibo, di acqua e di temperature più fresche.

La mancanza di avvistamenti è stata però compensata da un viaggio mite e gradevole dal punto di vista meteorologico: tutti gli indumenti pesanti sono rimasti in valigia e ci siamo goduti temperature veramente eccezionali rispetto alle medie del periodo.

Itinerario

 

1. Vancouver

A causa di un ritardo del primo volo su Amsterdam (nebbia fitta sulla città olandese) abbiamo preso il secondo per un soffio, dopo una corsa a perdifiato.

Arrivati a Vancouver nel pomeriggio, ci siamo dedicati al minuscolo ma pittoresco quartiere di Gastown: l’architettura vittoriana dei primi del ‘900, perfettamente conservata,vi lascerà piacevolmente sorpresi, una sorta di viaggio indietro nel tempo, accompagnato da una serie di deliziosi locali, ristoranti e birrerie uno più bello dell’altro, dove concludere degnamente la giornata. Annotatevi il Peckinpah, un favoloso bistrot specializzato in carne bbq nel cuore del quartiere.

👉🏻LEGGI cosa fare a Vancouver in estate

Dove dormire
 Ottimo ostello, accogliente e molto curato, in posizione perfetta per visitare la città.

 

2. Vancouver

Carichi di entusiasmo, vista anche la meravigliosa giornata di sole, ci dirigiamo a piedi dal nostro ostello fino al Canada Place, un originale edificio a forma di vele che si affaccia sulla baia e che funge da stazione marittima per le navi da crociera.

Da qui decidiamo di proseguire fino alla penisola dello Stanley Park, il più esteso e pittoresco parco cittadino, seguendo il mare con una lunghissima passeggiata, la Seawalk. Questa incantevole camminata si snoda fra edifici e sculture moderne, prima fra tutte la Digital Orca, giardini, bar alla moda, attracchi di yacht e case residenziali.

Lungo la Seawalk si trova anche il piccolo “aeroporto” sull’acqua degli idrovolanti, con tanto di check-in e sala d’attesa: da qui partono i giri panoramici per ammirare Vancouver e la sua baia dall’alto e le corse giornaliere che collegano la città con località remote e poco servite dai mezzi pubblici. Saremo rimasti un’ora ad ammirare i piccoli aerei decollare e atterrare sull’acqua con alle spalle l’incredibile e suggestivo panorama delle montagne ricoperte di boschi che lambiscono la riva del mare. Un paesaggio da cartolina.

Così, senza pensarci troppo, prendiamo la palla al balzo e prenotiamo un giro panoramico per il tardo pomeriggio. Una piccola follia, visto i costi (125 dollari canadesi a persona per 20 minuti di volo), che è stata largamente ricompensata dalla bellezza del panorama e dalla particolarità dell’esperienza.

Il nostro consiglio è di scegliere molto bene l’ora del volo, farà la differenza. La calda luce del tramonto ad esempio è favolosa: accende i colori, illumina gli specchi dei grattacieli e regala una nota magica a tutta la baia. Indimenticabile, soprattutto se viaggiate con bambini

Proseguendo si arriva allo Stanley Park, un polmone verde meraviglioso, ricco di laghetti, parchi giochi per i bambini, piscine riscaldate all’aperto, totem indiani e spiagge stupende. Se intendete noleggiare la bicicletta per fare tutto il giro della penisola, una soluzione perfetta per dimezzare i tempi e divertirvi con i vostri bambini, fatelo al Seawalk. Una volta passato il ponte che collega la città con il parco non esistono più punti di noleggio. Infatti noi ci siamo accontentati di visitare il parco interamente a piedi.

Se siete in estate e trovate una calda giornata di sole, non esitate a mettere in borsa costume e ciabattine: la meravigliosa piscina riscaldata bordo mare dello Stanley Park ancora la ricordiamo con il rimpianto di non esserci potuti andare.

Dopo il giro in idrovolante e una rapida occhiata alla Roedde House Museum, la casa più antica di Vancouver, siamo tornati a Gastown per cenare al The Flying Pig, un ristorantino davvero carino e dal menù accattivante.

 

3. Vancouver

Nonostante un inizio giornata un pò grigio, raggiungiamo il Capilano Suspension Bridge Park: costruito alle porte di Vancouver, a strapiombo sul fiume Capilano e la sua gola, è un vero paradiso per famiglie. Vi attendono percorsi mozzafiato in cima alle sequoie, ponti tibetani, passerelle di vetro a strapiombo sul fiume, magnifici sentieri in mezzo alla natura e ovviamente il famoso ponte sospeso a 70 metri di altezza, lungo 137 metri. Mettete in conto di perderci una mattinata: il divertimento è assicurato e la cura maniacale dei dettagli rende il posto davvero piacevole.

Il nostro consiglio è di recarvi all’apertura per godervi le attrazioni in solitaria: da metà mattina il parco viene preso d’assalto da orde di visitatori. Se avete base a Vancouver ci sono navette gratuite in partenza dal centro città.

➡ LEGGI tutto sulla visita al Capilano Suspension Bridge Park

Ma la giornata ha in serbo per noi ancora molte emozioni. Tornati in centro con il pulmino gratuito ci dirigiamo verso Yaletown, un piccolo ma curatissimo ex quartiere industriale, riqualificato molti anni fa, un tempo sede di cantieri ferroviari oggi trasformati in gallerie d’arte, birrerie e ristoranti alla moda. La sua architettura a mattoni lo rende molto affascinante e dal suo porticciolo partono navette ogni 15 minuti per raggiungere i quartieri al di là della baia.

Dopo una piccola attesa, ci imbarchiamo per Granville Island: le vecchie segherie sono state riconvertite in laboratori artigianali, gallerie d’arte, parchi giochi, ristoranti e bistrot. Un luogo estremamente piacevole per pranzare nei mille chioschi di cucina etnica del mercato, passeggiare senza meta, ammirare lo skyline della città con i suoi grattacieli a specchio e curiosare fra i negozietti, ascoltare la musica degli artisti di strada, mangiare un gelato o assaporare un succo rinfrescante.

Da questa isola variopinta ci trasferiamo, con un’altra imbarcazione, a Kitsilano, un meraviglioso e pittoresco quartiere residenziale affacciato sul mare. Ex enclave hippy, oggi è il rifugio di professionisti benestanti con le loro famiglie. Qui tutto trasuda benessere e relax: casette deliziose, porticcioli, una lunga e incantevole spiaggia corredata di un bellissimo parco giochi e un’altra piscina riscaldata bordo mare risalente agli anni ’20. Improvvisamente ci ritroviamo immersi in un’atmosfera da film: si stava svolgendo la festa dello sport, il Kitsfest, fra partite di basket, pallanuoto e beach volley, sessioni di yoga sulla sabbia, musica indie e tanti palloncini per i bambini. Solo l’urgenza di riprendere l’ultimo traghetto per Vancouver centro ci ha indotto a lasciare questo luogo incantevole.

Finiamo in bellezza la giornata con una deliziosa cena allo Yaletown Brewery Company.

Nota

Nel nostro itinerario reale, a questo punto del viaggio, la tappa successiva è stata Seattle,con un passaggio del confine via treno, alle 6 del mattino, per raggiungere gli Stati Uniti.

Dopo la visita della città più grunge d’America, abbiamo noleggiato l’auto per tornare in Canada e continuare il viaggio. Infatti l’itinerario prevedeva il proseguimento negli States, attraversando Montana, Wyoming e South Dakota, per raggiungere infine Denver, in Colorado.

La scelta un pò contorta è stata in realtà obbligata: non era possibile effettuare un one-way (ovvero un noleggio auto con ritiro in una località e consegna in un altro) partendo dal Canada e arrivando negli States.

Nella descrizione del viaggio ho preferito suddividere l’itinerario fra Canada e Stati Uniti.

 

4. Da Vancouver a Whistler

Partendo in auto da Seattle alle prime ore del mattino, puntiamo in direzione Vancouver per poi dirigerci verso nord.

La nostra prima tappa è il Lighthouse Park: un bel sentiero porta alla vista di un faro (non visitabile) proprio di fronte alla baia di Vancouver. Non ci ha entusiasmato ma è stato il pretesto per sgranchirci le gambe dopo diverse ore di macchina.

Secondo stop il Sea to Sky Gondola. In fase di progettazione del viaggio, era stato lasciato come jolly e invece si è rivelato stupendo. Il nome rappresenta davvero la sensazione che si prova salendo su questa ripidissima funivia: passare in pochi minuti dal mare al cielo. Non adatto a chi soffre di vertigini! I bambini e i ragazzi invece si divertiranno moltissimo e proveranno incredibili emozioni.

Un volta in cima, vi attendono molte alternative: semplici chioschetti e un parco giochi per rilassarvi in quota oppure diversi sentieri per ammirare il panorama della costa da una prospettiva unica. Come sempre avviene in Canada, nulla è lasciato al caso: sentieri perfettamente curati, passerelle in legno a picco sul vuoto per abbracciare con lo sguardo il mondo circostante, ponti tibetani e una fruibilità della montagna che lascia senza parole.

Fra le tante possibilità offerte le nostre scelte sono state:

  • il Panorama Trail di 1.6 km: facilissimo e piacevole loop che conduce al The Chief, una passerella a strapiombo con una vista a 180° sulla valle.
  • Dal Summit Lodge, dove si trovano servizi igienici e bar, parte un emozionante ponte tibetano che da inizio allo Spirit Trail, un altro percorso estremamente facile e molto panoramico.
  • Invece solo Luca ha intrapreso il Wanderland Lake Loop, decisamente più scosceso e impegnativo, mentre il cucciolo ed io ci rilassavamo al parco giochi.

➡ LEGGI tutto sulla visita al Sea to Sky Gondola

La visita del parco è durata più o meno tutto il pomeriggio e infatti siamo arrivati a Whistler molto tardi rispetto alla tabella di marcia.

Qui mi prendo due minuti per fare una doverosa precisazione: Whistler è stato l’alloggio più caro di tutto il viaggio e la sosta non ha meritato affatto la spesa. La cittadina è una sorta di Cortina canadese: ricchissima, esclusiva, cara e molto finta. Tutto il centro ripropone l’architettura alpina creando un villaggio decisamente artefatto, freddo, preso d’assalto da orde di sportivi che vengono a provare tutte le attività outdoor estive (in inverno è stazione sciistica alla moda) o da turisti danarosi. Le strutture alberghiere sono quasi inavvicinabili per i prezzi folli e anche cenare è alquanto difficile. Considerando che siamo arrivati dopo il tramonto, che non abbiamo sfruttato la piscina e mangiato tardi e male, pagando moltissimo, avremmo potuto tranquillamente alloggiare a Pemberton, la cittadina successiva a prezzi decisamente più contenuti.

Dove dormire
 Favoloso hotel nel centro di Whistler, dotato anche di piscina e garage interno.

 

5. Da Whistler a Kamloops

Medium Lake

Con una temperatura mite e il cielo blu, la mattinata è stata interamente dedicata alla scoperta del Joffre Lakes Park. Un percorso di trekking vi porterà in 3 fasi a raggiungere tre meravigliosi laghetti dai colori incredibili. Un’esperienza unica da provare da soli o in compagnia dei vostri bambini: una stupenda passeggiata, facile nella prima parte, moderata nella seconda e impegnativa nella terza, fra boschi, ruscelli e panorami mozzafiato.

➡ LEGGI tutto sulla visita al Joffre Lakes Park

Stanchi ma felici, dopo un pranzo veloce, ci rimettiamo alla guida per raggiungere la zona di Kamloops: il paesaggio cambia radicalmente. I boschi lasciano il posto a praterie e distese di erba secca fino alla zona di Lac Le Jeune, un incantevole laghetto sul quale si affaccia il nostro alloggio.

Dove dormire
Deliziosa struttura a bordo lago con possibilità di noleggiare canoe o pescare. Immerso nella natura,è un luogo incantevole dove soggiornare, con un bel prato, sdraio e parco giochi per i bambini. Ottimo ristorante interno.

 

6. Da Kamloops a Tete Jaune

Lunga giornata di avvicinamento ai parchi, interrotta solamente da un paio di tappe per rendere meno pesante il trasferimento. Grande colpo di fortuna appena partiti: affamatissimi ci imbattiamo in un bellissimo dinner anni ’50 perfettamente conservato a Little Fort, l”High Five Dinner. Colazione con pancakes e omelette!

Fermata presso il  Wells Gray Provincial Park per ammirare lo spettacolo delle Spahats Creek Falls, alte 60 metri e davvero scenografiche. Meno spettacolari le Dawson Falls, anche se il breve percorso a piedi vi porterà proprio sopra la cascata.

Una sosta decisa all’ultimo ci fa vivere una delle esperienze più intense del viaggio: a Valemount ci sono dei punti per avvistare i salmoni che risalgono la corrente. Rimaniamo impressionati dallo sforzo sovrumano che questi pesci devono sostenere per avanzare anche solo di pochi centimetri. Un rito della natura che si rinnova ogni anno immutabile nel tempo. Il piccolo ancora ne parla con grande entusiasmo.

Chiudiamo in bellezza la giornata godendoci il nostro bellissimo alloggio sul fiume: parco giochi, prati con sdraio e cena dentro uno chalet di legno.

Dove dormire
Incantevoli stanze affacciate sul lungo fiume, atmosfera calda e molto country, parco giochi per i bambini e ottimo ristorante interno.

 

7. Jasper National Park

La nostra prima giornata nel parco di Jasper inizia all’insegna del tempo ballerino: dopo un giro esplorativo nel centro di Jasper con sosta all’ufficio turistico, fondamentale per reperire tutto il materiale necessario per organizzare al meglio il soggiorno, ci dirigiamo al Maligne Canyon. Il trail da 4 km non è impegnativo ma il canyon non ci ha particolarmente emozionato, forse anche per la presenza massiccia di turisti, attirati dalla facilità del sentiero.

Proseguiamo verso il Maligne Lake a ora di pranzo: ci vogliono circa 45 minuti di strada per arrivare al parcheggio principale dove si è costretti a lasciare la macchina perché qui finisce la strada. A questo punto si può scegliere di percorrere i vari sentieri che costeggiano il lago, affittare una canoa oppure, come abbiamo fatto noi, seguire il giro in barca che porta a Spirit Island, il punto più famoso e fotografato del lago.

La pioggia battente e il freddo ci costringono a rimanere un paio d’ore in macchina (il piccolo intanto si fa il sonnellino pomeridiano) in attesa di una schiarita, che finalmente avviene nel tardo pomeriggio permettendoci di fare il piccolo tour e ammirare dall’acqua questo magnifico lago. Nonostante l’iniziale delusione per le condizioni meteorologiche (nella notte aveva nevicato in quota), il clima plumbeo e grigio, la nebbiolina e i rari raggi di sole che ogni tanto bucavano le nuvole, hanno regalato al panorama un’atmosfera assolutamente unica e particolare, quasi magica, che ci ha comunque fatto apprezzare l’escursione. Inoltre, sulle sponde del lago solitario, avvistiamo un alce che si abbevera al tramonto, l’unico animale incontrato in Canada.

A concludere la giornata, un rapido giro al Lake Annette e Lake Edith (il freddo e il vento erano pungenti) sperando di avvistare qualche animale (con risultati nulli) e ottima cena presso il Jasper Brewing Company, sulla via principale di Jasper.

👉🏻LEGGI come organizzare la visita al Jasper

Dove dormire
Ottimo e silenzioso ostello in pieno centro, a due passi dall’ufficio turistico: le camere doppie non hanno nulla da invidiare a quelle di un hotel.

 

8. Jasper National Park

Dedichiamo mezza giornata al trail che conduce alla Valle dei 5 laghi, un luogo idilliaco con specchi d’acqua di rara bellezza e colori intensi, dal verde al blu. Il percorso, non particolarmente impegnativo, permette di ammirarli tutti con una meravigliosa passeggiata quasi interamente nel sottobosco. Il papà prosegue con un anello aggiuntivo mentre io e il cucciolo rientriamo lentamente alla macchina per uno spuntino veloce.

Nel pomeriggio ci spingiamo fino alle Athabasca Falls e poi al Patricia e Pyramid Lakes, due laghi entrambi molto affascinanti. Anche qui innumerevoli possibilità di attività outdoor, prima fra tutte la canoa. Al Pyramid Lake lasciamo la macchina per una piccola passeggiata fino all’isoletta collegata da un passerella pedonale. Infine torniamo in centro città per far divertire il piccolo in un parco giochi.

Cenetta deliziosa e sofisticata al The Raven Bistro.

 

 9. Verso Banff

Dopo una deliziosa colazione in un minuscolo caffè, il Bear’s Paw Bakery, iniziamo l’avvicinamento al Banff National Park: lungo il percorso ci sono diversi punti panoramici per ammirare la vista delle montagne e della vallata.

Prima tappa importante, l’Athabasca Glacier, un maestoso ghiacciaio così vicino da poter essere ammirato in sicurezza e a portata di tutti. In questa zona selvaggia in cui i ghiacciai spuntano da ogni angolo, ci sono diverse cose da fare:

  • il famoso Skywalk, la passerella in vetro a strapiombo sulla vallata, è sicuramente impressionante ma non si trova sul ghiacciaio, bensì molto prima. Di fatto si ha la stessa vista che si può ammirare dalla strada.
  • dal centro visitatori parte invece l’escursione in snowcoach con la brewster: noi, viste le code chilometriche alla biglietteria, vi abbiamo desistito. Vi avvertiamo che i prezzi sono elevati e che occorre avere il giusto abbigliamento e calzature adatte per salire fin lassù.
  • La nostra scelta è stata invece un piccolo trail di 2 km in salita con 90 metri di dislivello, il Toe of Athabasca Glacier: non è troppo impegnativo e permette di arrivare molto vicino al ghiacciaio senza però poterlo attraversare. In pratica si cammina sul letto del ghiacciaio, che nel corso degli ultimi 100 anni, si è mano a mano ritirato lasciando pietre lisce e levigate. Ricordatevi di premunirvi contro il freddo pungente anche in estate e soprattutto contro il vento sferzante. Giacca anti-vento, berretto e sciarpa sono indispensabili.

Concluso il trail tra freddo e mal di testa per il vento, rifocillarsi al centro visitatori è stato d’obbligo: qui troverete servizi igienici, tavola calda (abbastanza cara) e una magnifica terrazza da cui si gode una stupenda vista sul ghiacciaio.

Riposati e rinvigoriti da una buona tazza di caffè, ci dirigiamo verso il Peyto Lake, una vera meraviglia turchese. Un piccolo percorso a piedi vi porterà ad un scenografico punto panoramico.

Tappa successiva il Bow Lake: ci ha veramente emozionato grazie ai suoi colori sgargianti e al magnifico panorama al tramonto.

Concludiamo la giornata nel nostro magnifico ostello nel cuore del Lake Louise Village. Non aspettatevi un vero e proprio villaggio: è semplicemente un agglomerato di strutture alberghiere e una piazza/parcheggio da cui partono le navette per i laghi e su cui si affacciano negozi, un piccolo supermercato e un paio di caffetterie.

Approfittiamo del favoloso ristorantino all’interno del nostro ostello: si mangia così bene che ceneremo qui tutte le sere.

Dove dormire
Questo ostello mi è rimasto nel cuore: immerso nel verde con un bellissimo giardino, struttura in legno in stile chalet alpino, salone della lettura con biliardo e giochi da tavolo, programmazione settimanale con serate a tema, cinema e falò.

 

10. Lake Louise

Dal monte Big Beehive

Questa per me è la giornata simbolo di tutto il viaggio, interamente dedicata all’esplorazione del Lake Louise e delle sue incredibili montagne, una giornata da ricordare per la bellezza indescrivibile dei panorami e per le emozioni che il trail intrapreso ci ha suscitato.

Alcune considerazioni

  • I laghi della zona hanno accesso limitato e i parcheggi si riempiono in fretta. Vi consigliamo di partire abbastanza presto per trovare posto. Ad esempio la strada per il Lake Moraine viene chiusa da metà mattina fino al tardo pomeriggio, una volta che i parcheggi sono pieni. Unico modo per raggiungerlo rimane poi la navetta in partenza dal Lake Louise Village, che però ha una frequenza limitata.
  • Portate con voi tutto l’occorrente per la giornata: il bar dello Chateaux ha prezzi astronomici e la teahouse al Lake Agnes è presa d’assalto con code chilometriche.
  • Pianificate bene i trail che intendete seguire: ve ne sono diversi, per tutte le capacità, ma la maggior parte prevede salite e tempi lunghi.
  • Se avete bimbi piccoli e intendete intraprendere trail impegnativi o lunghi, premunitevi di strumenti di supporto come marsupi o zaini. Nonostante il nostro cucciolo avesse già 4 anni e 18 kg di peso, ci siamo portati un marsupio preschooler, ovvero per bambini già grandicelli. Anche se è stato così bravo da percorrere con le sue gambine ben 9 km, i restanti 4 se li è sparati dormendo nel marsupio sulle spalle del suo papà. E’ letteralmente crollato.

Personalmente mi ritengo davvero soddisfatta di essere riuscita a portare a termine un percorso di 12 km, quasi tutto in salita in così tante ore: non sono proprio sportivissima ma amo camminare e considerando le mie inclinazioni, per me è stato come raggiungere un traguardo impensabile.

Tra i vari percorsi a disposizione seguiamo prima il sentiero che porta al Mirror Lake (2,7 km) e successivamente al Lake Agnes (0,8 km). Purtroppo un dolcetto alla famosa teahouse risulta impraticabile: una fila chilometrica. Dopo una breve sosta foto e spuntino, costeggiamo il lago (2,3 km) e riprendiamo il sentiero che porta al Big Beeheve (1,3 km), una montagna a forma di panettone che regala un panorama favoloso sul Lake Louise: per raggiungerlo una salita a tornanti abbastanza impegnativa, che ti lascia con la lingua di fuori. A quel punto inizia la discesa verso il Lake Louise (2,7 km): anche qui un tornante dietro l’altro fra rocce e radici sporgenti per poi arrivare al fiume che da origine al lago. Da qui, torniamo fino al castello (2,3 km).

Alla fine ci concediamo un meritato riposo sulle panchina bordo lago per ammirare ancora una volta questo splendore della natura.

 

11. Emerald Lake e Moraine Lake

Anche questa giornata rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Iniziamo con una deviazione allo Yoho National Park, confinante con il Banff. La perla del parco è l’Emerald Lake, che come dice la parola, è davvero smeraldo/turchese. Una favola a occhi aperti.

Vi consigliamo di arrivare abbastanza presto: come succede in tutti i laghi canadesi, occorre trovare posto nei parcheggi e dribblare la massa di gente che si riversa verso ora di pranzo.

Qui potrete passeggiare o noleggiare una canoa per esplorare il lago a prezzi decisamente più accessibili rispetto agli altri laghi più famosi.

Noi scegliamo invece si seguire il piacevole sentiero ad anello che costeggia tutto il lago: quasi interamente nel sottobosco, con accessi a piccole spiaggette di sassolini, il giro del lago è altamente consigliato per ammirarlo dalle varie prospettive e concedersi finalmente una passeggiata in piano e senza sforzi. Pranzo al sacco bordo lago con il cucciolo che si diverte a sguazzare con i piedini nell’acqua gelida.

Tappa intermedia sulla strada del ritorno alle impressionanti Cascate Takakkaw. Purtroppo io devo rimanere in macchina e far proseguire Luca: il cucciolo si è addormentato profondamente e non vogliamo svegliarlo dopo la lunga camminata.

Nel tardo pomeriggio tentiamo nuovamente di salire al Lake Moraine e finalmente troviamo la strada aperta. Questo lago è una vera meraviglia ma rimaniamo un pò delusi dalla luce: avevamo letto che uno dei momenti migliori per visitarlo è dopo le 17 ma ci ritroviamo di fronte un panorama quasi interamente in penombra e colori purtroppo spenti. Anche la postazione per il noleggio delle canoe è già chiusa. Decidiamo comunque di seguire il sentiero che costeggia il lago fino al fondo per ammirarlo da ogni angolazione. Il colore azzurro dell’acqua è impressionante e quasi ipnotico: solo il buio imminente ci convince a tornare in ostello.

 

12. Lake Louise, Banff e Canmore

Decidiamo di dedicare la mattinata all’esperienza della canoa, una delle attività che ci eravamo prefissati di provare in Canada. All’Emerald Lake non ci siamo riusciti, a causa del calore pazzesco che si è scatenato nelle ore più calde, e nemmeno al Moraine, per la chiusura del noleggio barche. Così decidiamo di tornare al Lake Louise: una scelta assolutamente azzeccata.

Il prezzo per un’ora di noleggio canoa si è rivelato molto costoso ma l’esperienza è davvero unica.

Infatti la grandezza del lago permette di “sentirsi da soli” nonostante ci siano decine di canoe in acqua contemporaneamente. Inoltre la particolare conformazione del lago e il panorama che lo circonda, con i colori e la maestosità della natura, rendono l’esperienza assolutamente unica e indimenticabile, fattibile anche con bambini dell’età di 4 anni come il nostro.

Raggiungiamo Banff dopo pranzo e decidiamo di concederci un paio d’ore alle Hot Springs, ovvero le terme della città. Purtroppo la giornata afosa e caldissima non ci fa godere appieno il piacere di tuffarci nella vasca di acqua bollente (e super affollata), ma il piccolo si diverte moltissimo e riusciamo anche a risolvere un problema fastidioso che ci attanagliava dalla passeggiata della sera prima. L’acqua calda fa ammorbidire la pelle della sua manina e io riesco in un secondo a togliere la brutta spina che gli si era conficcata nel palmo.

La stazione termale è in stile vintage, con una bella vista sulla valle e se non avete portato il costume vi consiglio di acquistare quello retrò anni ’20: assolutamente fantastico e disponibile anche in versione maschile!

Ci godiamo l’ultimo sole passeggiando in centro a Banff per curiosare fra negozi e caffè. Nonostante sia esteticamente molto carina, Banff è stata una mezza delusione: è estremamente turistica, invasa da negozi di souvenir o di abbigliamento sportivo di fascia altissima ma talmente affollata da non riuscire nemmeno a parcheggiare.

Decisamente molto più vicina ai nostri gusti Canmore. Si trova sempre nella valle del parco ma essendo più decentrata rispetto alle maggiori attrazioni, offre alloggi a prezzi umani e un centro altrettanto piacevole e meno turistico. Ottima chiusura di giornata con una cena deliziosa al The Grizzly Paw Pub and Brewing Company: attenzione, dopo le 21/21.30 non accettano bambini.

Dove dormire
Ottimo lodge dotato di una piscina coperta e di una vasca idromassaggio all’aperto.

 

13. Bar U Ranch e Waterton

Nella lunga discesa verso il Waterton Park, attraversiamo una piccola parte delle praterie western del Canada: distese di campi dorati che ondeggiano al vento e insediamenti indiani.

Qui si trova un particolare monumento nazionale, il Bar U Ranch, un autentico villaggio cowboy perfettamente conservato e rimasto intatto. Fondato nel 1882 è stato abitato fino al 1950: divenne un centro di eccellenza per l’allevamento di cavalli Percheron purosangue. Patrick Burns e la sua compagnia modernizzarono il ranch sostituendo i cavalli con i trattori e introducendo diverse macchine nonostante la grande depressione e la seconda guerra mondiale.

Qui potrete ammirare una delle più grandi collezioni di edifici originali del Canada: fra i tanti tesori si trova la bottega del fabbro, il negozio di riparazione di imbracature, l’ufficio postale e il fienile per i cavalli da sellare. Molte le attività in loco che lasceranno senza parole i vostri bimbi: assaporare i biscotti appena sfornati nella cucina anni ’40, ascoltare gli zoccoli fragorosi dei cavalli Percheron che ancora vivono nel ranch e vederli spazzolare e sellare dai cowboy, imparare a lanciare il lazo o a mungere una mucca, annusare il caffè del cowboy preparato sul falò. Un vero e proprio tuffo nel passato e nella storia.

Nonostante sia davvero interessante, raggiungere questo ranch comporta una notevole deviazione. Vi consigliamo di includerlo nel vostro itinerario solo se la vostra destinazione finale è il Waterton Park oppure se intendete recarvi a Calgary, da cui dista circa un’ora.

Arriviamo infine a Waterton giusto in tempo per visitare il favoloso Prince of Wales, l’albergo più antico del Canada occidentale,costruito su un promontorio che domina il lago, per fare un giro in paese (con tappa fissa in un enorme e magnifico parco giochi) e infine cenare a base di costolette di maiale.

Purtroppo il Waterton, per questioni di ottimizzazione del viaggio, è stata la tappa più sacrificata: il parco avrebbe meritato sicuramente un paio di giorni, per esplorare la sua natura e i suoi sentieri. Inoltre la cappa di afa e foschia (anche causa di incendi in corso), da Banff ci ha seguito fino a qui, rendendo difficile la vista del lungo lago che dal Canada si immette nel territorio americano. Nonostante questo, la particolare condizione climatica ci ha regalato un’atmosfera assolutamente particolare.

Dove dormire
Ottimo lodge dotato di una piscina coperta e di una vasca idromassaggio all’aperto.

 

Qui si conclude il nostro itinerario in Canada: in realtà noi abbiamo proseguito verso sud, con la seconda parte del viaggio in terra americana. A presto pubblicheremo il seguito!

 

Luoghi che ci hanno sorpreso

Vancouver

Prima di partire avevamo letto del fascino di Vancouver ma non pensavamo che ci incantasse così tanto, una vera scoperta. Sarà stato il clima mite, le giornate di sole e le temperature piacevoli, ma Vancouver ci è rimasta nel cuore. Moderna ma accattivante, bella esteticamente, curata, solare, pulita, sicura, a misura di pedoni e di famiglie, con un panorama meraviglioso alle spalle e la sensazione di essere in un luogo davvero speciale.

Ci torneremo, questo è sicuro, per scoprire nuovi angoli e per esplorare la Vancouver Island, saltata per questioni logistiche.

13 Comments

  • Bellissimo articolo e bellissime foto, complimenti !! Posso chiederti in che periodo avete viaggiato e quanto tempo prima avete prenotato le varie strutture ? Vorrei organizzare un viaggio negli stessi luoghi per questo agosto ma nei parcho sto avendo problemi a trovare disponibilità nelle strutture..

    • Noi siamo stati in canada nella seconda metà di agosto e abbiamo iniziato a prenotare le strutture intorno a marzo…ma prima inizi meglio è…il lavoro è certosino lo so ma vedrai che qualcosa salta fuori 🙂 ti consiglio di usare google maps!

      • Grazie mille Chiara, diciamo che allora sono ancora in tempo! Se ho ben capito avete fatto 14 giorni in Canada ? Sono sufficienti ? Avrei a disposizione 12, massimo 14 notti e volevo capire se erano abbastanza per un bel giro !

      • in realtà abbiamo fatto 11 giorni pieni! in mezzo c’è stata la tappa a Seattle per noleggiare la macchina! Con 14 notti forse riesci a inserire anche la Vancouver Island che merita davvero!

      • Grazie mille Chiara, davvero gentilissima e di aiuto ! Sto valutando di fare il tuo stesso tour ma allongando un pochino nei parchi, vediamo cosa viene fuori. Vancouver Island mi piacerebbe moltissimo ma non vorrei correre troppo..

      • guarda, la Vancouver Island è talmente bella che merita quasi una settimana per farla bene, escursioni comprese. Per paura di farla di corsa e male, anche noi l’abbiamo scartata lasciandola per un prossimo viaggio!

  • Ciao,
    complimenti per il blog e il bellissimo viaggio in Canada.
    Per quanto riguarda Jasper e banff, quali escursioni vanno organizzate prima di partire tramite agenzie specializzate e quali escursioni da fare direttamente in loco?

    grazie

    • Ciao! grazie!
      Allora posso dirti che in realtà, nessuna delle escursioni citate necessita prenotazioni in anticipo. L’unica che può convenire è la salita al ghiacciaio dell’Icefield Parkway con la Brewster, dal momento che i biglietti on line prevedono sconti. Però è anche vero che prenotare in anticipo, non essendo i biglietti rimborsabili, potrebbe limitare molto la libertà di cambiare programma in base al tempo e alle condizioni meteo. Noi abbiamo fatto tutto in autonomia e sul momento! se hai altre domande sono a disposizione!

      • Ciao Chiara, grazie davvero per la risposta.
        In questi giorni mi sono documentato ulteriormente e ho le idee piu’ chiare sul viaggio nonche’ qualche altra domanda 🙂
        Seguiro’ molto il vostro itinerario, fermandomi pero’ probabilmente al Ranch vicino Calgary come ultima tappa. Il mio periodo saranno gli ultimi 10 gg di Settembre.
        Sto cercando agenzie locali che organizzano campeggio in tenda 1-2 notti a jasper o Banff ma sto avendo difficolta’ a trovarne (semmai avessi qualche contatto fammi sapere).
        Inoltre, mi chiedevo se l escursione nelle belle canoe in legno valga la pena organizzarle con qualche agenzia o anche quelle direttamente in sito cosi da risparmiare. l’esperienza e’ uguale secondo te?
        Per ultimo cercavo anche il modo di avvistare specialmente Orsi e altra fauna locale, qual e’ secondo te il metedo migliore? affidarsi anche qui ad agenzie con tour dedicati (e semmai avessi qualche contatto) oppure lasciare al caso e tentare la fortuna nel trekking giornaliero dei parchi?
        Grazie veramente del prezioso aiuto, e’ molto rassicuranante sapere da persone che realmente sono state li

      • ciao! felice di esserti stata d’aiuto! Posso dirti che è meglio organizzare tutto in loco: il tempo, in queste località di alta montagna, può cambiare rapidamente ed è meglio avere meno vincoli possibili. Inoltre la canoa, a meno che tu non intenda fare rafting, si può noleggiare in loco senza problemi e fare il proprio giro in autonomia. Senza contare che gli uffici del turismo a jasper e a banff sono organizzatissimi: lì troverai tutti i volantini di tutte le agenzie che effettuano escursioni di tutti i tipi e se ci vai subito, al tuo arrivo, puoi programmarti le attività per tutto il soggiorno con l’aiuto del personale, efficiente e gentilissimo.
        Per quanto riguarda invece l’avvistamento animali, dipende un pò da te: ci sono uscite guidate di un paio d’ore che non garantiscono gli avvistamenti e escursioni molto lunghe, anche di 6/8 ore, veri e propri appostamenti in cui si vedono. Noi con un bimbo, abbiamo preferito lasciare al caso: nei parchi è molto facile vederli!Anche perchè normalmente per queste attività occorre partire prima dell’alba o a ridosso del tramonto orari molto scomodi.
        Pr chiarirti le idee puoi leggere il nostro speciale https://www.viaggiamondo.it/guida-avvistamento-animali-canada-parchi-americani/
        Per la tenda prova a guardare qui: https://www.banfflakelouise.com/https://www.jasper.travel/

      • Grazie Chiara della chiarezza e disponibilità e scusa in anticipo per tutte le domande. Ti disturbo ancora, grande dubbio resta Whistler (considerato anche il tuo feedback). A differenza vostra noi la mattina partiremmo da Vancouver e non da Seattle per fare lo stop a sea to sky gondola (piuttosto, quanto tempo va considerato per tutta l esperienza considerando pure i vostri stessi percorsi ?). Avremmo bisogno di una tappa intermedia tra sea to sky gondola e Kamloops ma vorrei evitare Whistler che sembra poco interessante e pemberton che sembra molto insignificante. È pensabile fare sea to sky gondola di mattina, Joffre park di pomeriggio e lasciare la notte con una prenotazione allultimo minuto on the road verso kamloops? Oppure sarebbe troppo stancante e pieno il giorno e imprevedibilmente costoso per la notte lasciata al caso?
        Grazie

      • allora, prima di tutto non mi disturbi affatto! ^_^
        poi occorre fare delle considerazioni: noi abbiamo impiegato un pomeriggio intero (per il gondola) e una mattinata abbondante (joffres lakes) per fare ciascuno, però con un bimbo di 4 anni che inevitabilmente richiede pause e soste…
        diciamo che io non amo fare le cose di corsa, sia per le bellezza del posto, sia per la possibilità di goderseli in tranquillità. Se proprio avete questa necessità, si può tentare ma è molto tirato perchè fra le due attrazioni ci sono circa 2 ore di macchina…
        un’altra considerazione da fare è che da whistler a Kamloops, a parte il già citato pemberton, che sta subito fuori whistler, non c’è assolutamente nulla! noi non cercavamo motel, ma ti assicuro che la strada è proprio desolata!

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