Itinerario in Thailandia

Per tutti coloro che stanno progettando un viaggio in Thailandia, ho pensato di riepilogare il nostro itinerario, con una breve descrizione delle tappe e degli hotel in cui abbiamo soggiornato.

Un viaggio molto vario: mare, città, parchi archeologici e tanti spostamenti. Siamo tornati a Bangkok, dopo diversi anni, rivedendola con occhi diversi (quelli di genitori), ci siamo spostati nelle città storiche di Sukothai e Ayuttahya per poi rilassarci (per modo di dire) in ben 3 diverse località di mare.

Itinerario

1. Roma – Doha

Per la prima volta proviamo un volo con scalo che spezza esattamente a metà (6 ore + 6 ore) il viaggio.

Se a livello di percezione della lunghezza del viaggio non è stata una brutta esperienza, a livello di comodità un pò meno. Infatti mentre uno scalo a breve termine non incide molto, uno stop a metà rischia di aumentare solamente la stanchezza, di spezzare il sonno (al nostro arrivo a Doha infatti il piccolo si era appena addormentato e le procedure di sbarco lo hanno svegliato) e non conciliano la ripresa di un ulteriore riposo.

Risultato: io ho dormito quasi per nulla e il piccolo si è stressato parecchio.

 

2. Doha – Bangkok

Siamo arrivati a Bangkok nel tardo pomeriggio: il tempo di prendere possesso della stanza, di farci un bel bagno ristoratore in piscina, con grande gioia di Tommaso, di bere qualcosa con una magnifica vista sul fiume, di mangiare un boccone in uno dei piccoli ristorantini sulla strada principale e di tentare una notte di sonno per riprenderci dal fuso.

Dove dormire
Ottima posizione sul fiume, a 5 minuti a piedi dall’attracco dei traghetti urbani, piscina e giochi per bimbi, camere confortevoli. Unico neo: pessima cucina.

 

3. Bangkok

La giornata è molto calda e decidiamo di recarci subito a visitare il Wat Pho, il grande complesso di templi che custodisce il famoso Buddha sdraiato. Sfruttiamo la vicinanza dell’hotel all’attracco dei traghetti per spostarci via fiume. L’area dei templi è molto vasta e il piccolo si diverte molto a scorrazzare per cortili e porticati anche se poi, complice un pò il caldo e un pò il fuso, crolla in un lungo sonno.

Si risveglia solo al nostro arrivo al Wat Arun, uno dei monumenti più famosi della città, uno stupa alto 114 metri, purtroppo parzialmente ingabbiato per lavori di restauro.

Decidiamo sul momento, proprio agli attracchi del tempio, di concludere il pomeriggio con un incantevole giro in barca fra i klongs di Thonburi, ovvero un fitto reticolo di canali, usato dalla popolazione locale come via di scorrimento veloce che attraversa i quartieri popolari di Bangkok.

Concludiamo la giornata con una piacevole serata all’Asiatique, il grande mercato notturno, affacciato sul fiume.

Dalle descrizioni che avevo letto mi aspettavo qualcosa di molto popolare e invece l’Asiatique non è altro che un grande centro commerciale esteso e realizzato per dare l’impressione di una vecchia docklands restaurata.

Il risultato è decisamente gradevole e qui troverete una pluralità di ristoranti dove mangiare anche all’occidentale, tra cui la pizza per i vostri bimbi, e bei negozi per fare shopping di livello.

 

4. Bangkok

Decidiamo di puntare verso la parte più caotica di Bangkok. Gli spostamenti si rivelano molto lunghi, fra attese dei traghetti e coda per prendere lo skytrain, la linea di metropolitana soprelevata che taglia il centro della città.

Arrivati in un orario davvero infuocato, portiamo il piccolo a visitare il Sea Life Bangkok Ocean World. In questo modo superiamo agevolmente le ore più calde della giornata, dedicando del tempo anche a Tommaso che si diverte molto fra vasche di squali, pinguini e pesci di ogni colore.

Il pomeriggio prosegue con la visita alla casa di Jim Thomson, una spia americana trasferitasi in Thailandia che decise di raccogliere nella sua proprietà antiche case in teak smantellate da varie zone del paese. Un luogo idilliaco.

La visita è guidata e voglio annotare che la casa è ricchissima di oggetti pregiati, delicati e tutto è stato lasciato come ai tempi del suo proprietario. Attenzione ai bambini vivaci 😉

 

5. Bangkok – Amphawa

In attesa del trasferimento per Amphawa, ci rimanevano alcune ore libere. Il caldo soffocante avrebbe dovuto farci propendere per una mattinata in piscina senza stress e invece ci siamo incaponiti per tornare al quartiere cinese di Bangkok. L’idea non sarebbe stata malvagia in condizioni differenti ma l’ora torrida, il bimbo nervoso, l’affollamento insopportabile ha reso questo tempo difficile da riempire con un carico di nervosismo da parte mia (probabilmente avevo anche la pressione sotto le scarpe).

Quando arriviamo ad Amphawa traggo un sospiro di sollievo, dopo l’asfissiante clima della capitale: ci accolgono i colori caldi del tramonto sul fiume, un’atmosfera rilassata e poco affollata, un mercato variopinto e incredibilmente affascinante, la sensazione di un luogo tranquillo, socievole e non stressante. Decidiamo di goderci l’ultimo sole con un piacevole giro in barca nei canali.

Consiglio vivamente un giro in barca perchè vi darà una prospettiva diversa e più completa su questa cittadina solo in apparenza minuscola. Infatti Amphawa è formata da un fitto reticolo di canali, le case si affacciano direttamente sull’acqua (un pò come a Venezia, prendete con le pinze questo paragone) così come ristorantini, locali e negozi. A piedi difficilmente la percorrerete tutta ma dal fiume potrete ammirarne ogni aspetto.

Invece vorrei sottolineare la pericolosità di queste “stradine” su palafitta: il passaggio pedonale in alcuni punti è strettissimo, non esistono barriere protettive e spesso occorre fermarsi per far passare le persone. Tenete stretti i vostri bimbi per non doverli ripescare nelle torbide acque dei canali!

Ceniamo con una splendida vista sul fiume, fra lanterne e musica di sottofondo: indimenticabile.

Dove dormire
Eccellente ospitalità, posizione strategica a due passi dal mercato, casa tipica con giardino zen sul retro e amache, colazione locale.

 

6. Amphawa – Sukothai

Cerchiamo di sfruttare al meglio la giornata con una sveglia mattiniera e con un tuk tuk prenotato dai proprietari del b&b raggiungiamo prima il mercato sui binari a Maeklong e successivamente il mercato galleggiante di Damnoern Saduak.

Il primo è veramente pazzesco: la gente del posto allestisce la propria mercanzia, alimentare per lo più, direttamente sulle rotaie della ferrovia e quando passa il treno, a orari stabiliti, sbaraccano tutto per pochi minuti. Come descriverlo? Soffocante, colorato e assurdo: da vedere assolutamente.

Non si può perdere il passaggio del treno e quindi occorre essere lì a orari ben precisi perché il tutto dura pochissimi minuti.
Partenze: 6:20, 9:00, 11:30, 15:30
Arrivi 8:30, 11:10, 14:30, 17:30

Il mercato di Damnoern Saduak, invece, è molto turistico: a livello di esperienza è sicuramente interessante, perchè si esplorano i canali su piccole barchette guidate da vecchiette forzutissime che pagaiano senza esitazioni ma i negozi e la mercanzia esposta, a differenza di Amphawa, assomiglia tanto a chincaglieria cinese, di scarsa qualità, tutta uguale e con venditori insistenti e chiassosi.

Dopo un pranzo al volo, ci dirigiamo all’aeroporto di Bangkok per un nuovo volo: direzione Sukothai.

Voglio spendere due parole sull’aeroporto di Sukothai: non ho mai visto uno scalo così piccolo, curato e delizioso. Tutto costruito e arredato per dare l’illusione di entrare in un tempio. E il personale davvero premuroso.

Dove dormire
Bellissimo giardino interno con dondoli e piscina, personale gentilissimo ma scarsa comprensione della lingua inglese.

 

7. Sukothai

Noleggiamo le biciclette e iniziamo subito la visita del grande parco archeologico che custodisce le imponenti rovine dell’antica capitale. Il parco è pedonale e recintato e girarlo in bicicletta è veramente piacevole. Infatti consente sia di spezzare un pò l’afa e la calura, sia di muoversi velocemente in un’aerea troppo vasta da percorrere a piedi.

Durante i vari stop per visitare i singoli templi, conosciamo una simpatica famiglia italiana espatriata in Inghilterra e Tommaso fa subito amicizia con i due bimbi. Proseguire il giro insieme e pranzare allegramente raccontandoci le nostre vite diventa spontaneo. Ci salutiamo dopo pranzo e andiamo tutti a riposare per scavalcare le ore più torride.

Nel pomeriggio continuiamo l’esplorazione di Sukotahi e dei templi minori per poi dirigerci verso il mercato. Ritroviamo i nostri amici e decidiamo di cenare insieme: purtroppo scegliamo molto male il ristorantino. In tanti anni credo che sia stata una delle cene peggiori in assoluto!

 

8. Sukothai – Ayuttaya

Ci svegliamo presto, andiamo a fare un ultimo giretto in bicicletta, facciamo colazione in un bel bistrot e infine occupiamo il tempo che ci rimane all’appuntamento con il taxi che ci porterà a Phitsanulok, con un bel bagno rinfrescante in piscina.

Purtroppo quando arriviamo alla stazione ferroviaria di Phitsanulok scopriamo che il treno per Ayuttaya porta un grande ritardo, che andrà ad aumentare con il passare del tempo. L’esperienza su un treno locale thailandese è stata decisamente interessante: molta gente da osservare, stazioni sperdute da vedere e soprattutto spuntini a base di riso e pollo e snack a bordo.

Arriveremo a destinazione solamente a ora di cena.

Dove dormire
Magnifica struttura stupendamente arredata, stupendo giardino, personale molto accogliente, generi di conforto a disposizione.

 

9. Ayuttaya – Railay

Il risveglio ci fa già presagire l’andamento della giornata: un caldo torrido, umido e insopportabile. Oggi le temperature sfioreranno i 42 gradi e noi li sentiamo tutti.

Trascorriamo l’intera mattinata esplorando l’immenso parco archeologico di Ayutthaya: a differenza di quello di Sukothai, interamente pedonale e raccolto in un’unica area, quello di Ayutthaya è frammentato e distribuito in una zona molto vasta e in diversi punti della città. E’ davvero impensabile muoversi e spostarsi a piedi. Noleggiamo così un tuk tuk che ci segua e ci accompagni a visitare i diversi templi, tutti molto suggestivi. Il caldo non perdona e spesso dobbiamo fermarci per delle soste all’ombra.

Tommy alla fine crolla per il caldo e noi rientriamo in hotel per rinfrescarci e prepararci al trasferimento per l’aeroporto di Bangkok. Ci imbarchiamo per Krabi dove arriveremo in tarda serata dopo un transfert per il porto e una traversata in notturna a Railay su una piccola imbarcazione di legno insieme ai nostri bagagli.

Dove dormire
Magnifico resort affacciato sulla spiaggia di Railay West, dotato di piscine, camere confortevoli, giochi per i bimbi e un ottimo ristorante.

 

10. Railay

Quando stavamo prenotando il soggiorno nella penisola di Railay siamo stati molto indecisi se alloggiare nella zona ovest, scenografica e costosa, o in quella est, meno bella ma più economica. A conti fatti devo dire che nel bilancio di un viaggio lungo, spendere qualcosina di più per due giorni di vero relax in una struttura di ottimo livello è stata la scelta giusta. Dopo giorni di caldo, fatica, afa e temperature torride, fare colazione bordo di uno splendido mare turchese, con uno dei panorami thailandesi più belli, è stato un vero toccasana.

Ovviamente la prima giornata è stata interamente dedicata al relax: mare e piscina, piscina e mare. Ad eccezione per una piacevole camminata nella Walking Street, il sentiero che collega Railay West e Railay East, su cui si affacciano ristorantini e negozietti. Pranzo dall’altra parte della penisola e shopping per Tommy: non potevano mancare paletta e secchiello!

 

10. Railay

Il giorno successivo ci inoltriamo a piedi fino a Railay Nang, la baia che si trova all’estremità della penisola.

Alcune osservazioni sono d’obbligo se viaggiate con bambini:

  • il sentiero che porta alla baia è facilmente percorribile con il passeggino, come tutte le strade di Railay.
  • a seconda della marea, un tratto di bagnasciuga per raggiungere la baia può risultare sommerso dall’acqua ma è comunque raggiungibile camminando con il mare alle ginocchia.
  • a Railay Nang, a parte l’unico resort privato, non esistono strutture per pranzare. Alcune barche/ristorante attraccano a riva e preparano le pietanze a bordo. Scegliete accuratamente cosa acquistare ed evitate il pesce fresco. Abbiamo avuto il sospetto che il malessere della notte successiva possa essere derivato da pessimi gamberi acquistati li.

 

11. Railay

Saremmo dovuti partire per Phi Phi Island ma una notte tremenda con un malessere gastrointestinale per tutti e tre ci ha costretti a uno stop forzato di un giorno in più nella penisola.

Inutile dire che lo abbiamo trascorso a riprenderci, girando per il resort come cadaveri ambulanti :).

 

12. Railay – Phi Phi Island

Finalmente lasciamo Railay per una lunga traversata che porta fino a Phi Phi Island.

La struttura, completamente immersa nella vegetazione, è completamente isolata: è raggiungibile solamente via mare, con un tragitto di 25 minuti dalla Baia di Ton Sai: i trasferimenti da e per il resort sono disponibili 4 volte al giorno con un supplemento.

Trascorriamo qui la restante parte della giornata, smaltendo la levataccia per il viaggio, facendo passeggiate sulla spiaggia ed esplorando la barriera corallina al ritirarsi pomeridiano del mare.

Dove dormire
Offre bungalow semplici, arroccati su una collina, circondati da giardini e dotati di balcone privato affacciato sul mare o sul paesaggio tropicale, ottimo ristorante, giochi, escursioni e attività proposte dallo staff.

 

13. Phi Phi Island

Il giorno prima avevamo prenotato un’escursione guidata alla famosa Maya Bay, resa famosa dal film The Beach con Lenardo di Caprio e all’isola delle scimmie.

Il nostro consiglio è quello di spendere qualcosina di più per una escursione privata che vi porti alla favolosa Maya Bay alle prime luci dell’alba.

So che l’idea di una levataccia quando state in un’isola tropicale possa sembrare una tortura, ma lo è ancora di più condividere l’esperienza di un luogo assolutamente spettacolare insieme a 3000 persone. Purtroppo le gite organizzate dai resort e dalle agenzie scaricano orde di turisti a caccia di selfie nelle stesse fasce orarie e la spiaggia è talmente invasa dalle speed boat e dalle barche al punto che non si vede il mare e la zona per la balneazione viene delimitata in pochi metri quadri.

 

14. Phi Phi Island – Ko Kradan

Si riparte di nuovo, questa volta direzione Ko Kradan.

Anche in questo caso vorrei rendervi partecipe di cosa significa raggiungere Ko Kradan: una piccola avventura sui mezzi più disparati.

Per arrivare alla bellissima isola di Ko Kradan si prende il traghetto: in realtà da Phi Phi Island prima ci si imbarca su una classica speed boat (caricata di persone e bagagli all’inverosimile, alla faccia della sicurezza), per poi passare su un vero traghetto a Ko Lanta.

Il vero problema è il momento di raggiungere Ko Kradan. Come abbiamo scoperto al momento, le isole più piccole non hanno moli per attraccare. Questo vuol dire che arrivato in prossimità dell’isola, il traghetto si ferma in mezzo al mare e i passeggeri che devono scendere, si devono calare letteralmente su piccole imbarcazioni di legno insieme ai propri bagagli per poi raggiungere in circa 25 minuti la propria destinazione. Potete immaginarvi la scena con un bimbo in braccio, due zainoni e il passeggino con mare non propriamente piatto e calmo!

Inoltre verrete sbarcati direttamente in acqua bassa e non esistendo strade sull’isola, dovrete farvela a piedi sul bagnasciuga, con immensa fatica, a meno che l’hotel non vi mandi qualcuno per aiutarvi.

Dove dormire
Camere confortevoli vista mare, cucina discreta ma non indimenticabile, piscina purtroppo molto assolata, tanti giochi per bambini a disposizione degli ospiti, direttore italiano.

 

15. Ko Kradan

Relax in spiaggia. Sole, bagni, passeggiate sulla spiaggia e tanti giochi.

Il ristorante del nostro hotel non è il massimo ma scopriamo che quello del vicino, il Kalume, vanta una pizza stratosferica. La mangiamo per 2 sere di fila e il piccolo gongola dalla felicità!

 

16. Ko Kradan

Avevamo prenotato un’escursione alla baia dei pirati a Ko Muk ma la sfiga colpisce ancora e io non sto nuovamente bene.

Ci accontentiamo di un’altra giornata di relax.

 

17. Ko Kradan – Trang – Bangkok – Doha – Roma

Ci attende una lunga giornata di spostamenti: trasferimento in barca fino alla terra ferma, in auto fino all’aeroporto di Trang, volo interno per Bangkok, transfert all’aeroporto internazionale, volo per Doha, e infine volo per Roma.

 

Posti che ci/mi hanno deluso

La gestione del mare in Thailandia

Personalmente avevo sognato da decenni il mare della Thailandia ma devo ammettere che mi ha lasciato un pò l’amaro in bocca. Per carità, mare stupendo, nulla da dire, ma i Caraibi, per me, sono decisamente meglio.

In alcuni casi infatti (soprattutto a Phi Phi Island) l’affollamento di turisti, la presenza costante di imbarcazioni a motore che attraccano a riva e le orde di speed boat, rendono questi luoghi sporchi, affollati all’inverosimile e con una puzza di nafta a volte insopportabile.

Bangkok

Luca adora questa città così caotica e contraddittoria, io invece la sopporto a tratti sentendomi in balia di sentimenti contrastanti. Ma del mio amore/odio per Bangkok ho già parlato a sufficienza e vi rimando alle cose da vedere nella capitale thailandese.

 

Posti che si sono rivelati una scoperta

Amphawa

La città su canali di Amphawa non è citata in nessuna guida cartacea da noi consultata e l’abbiamo trovata per caso su un blog personale.

Questa piccola meraviglia ancora poco toccata dal turismo internazionale, che si concentra prevalentemente sul mercato galleggiante di Damnoern Saduak, merita una deviazione per la sua bellezza e la sua atmosfera poetica.

Le città archeologiche

Anche i parchi archeologici di Sukothai e Ayutthaya sono davvero da non perdere: Buddha sdraiati, stupa altissimi, templi pittoreschi e antiche vestigia in rovina. Da scoprire senza fretta girando in bicicletta o in tuk tuk.

Ko Kradan

E’ un’isola poco conosciuta dal turismo di massa, senza strade, negozi o attracchi. Mare cristallino, silenzio e pace per qualche giorno di totale relax nella natura incontaminata.

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