La balena della tempesta in inverno

Da quando è iniziata la quarantena ho dovuto affrontare alcune problematiche non facili da tenere sotto controllo.

Gestire la didattica di mio figlio, facendolo leggere ed esercitare senza lamentele, articolare la relazione via skype con i nonni lontani, delicata e con il rischio noia (dal momento che i giorni sono un pò tutti uguali ed è difficile trovare cose interessanti da dirsi), riempire le giornate che diventano infinite!

Così mi sono inventata un escamotage: una fiaba al giorno. Ogni giorno (non tutti eh!) scegliamo un libro illustrato dalla nostra fornitissima libreria personale, mio figlio lo legge ad alta voce (così si esercita per un tempo variabile tra i 10 e i 40 minuti in base alla lunghezza della storia), nel frattempo io lo registro con il cellulare.

Poi discutiamo del contenuto e delle tematiche del testo (sempre italiano), raccogliamo le parole nuove che non conosciamo (arricchimento del lessico) e troviamo uno spunto per creare sulla base della storia un progetto di creatività, che può essere legato ad arte e immagine, che può diventare un laboratorio oppure un esperimento. In questo modo lavoriamo anche sulla manualità, su scienze e a volte è capitato anche sulla geometria!

Alla fine inviamo il tutto ai nonni : la registrazione, le immagini del libro e il risultato del nostro lavoretto creativo. In questo modo ai nostri amati nonni sembrerà di sfogliare insieme l’albo e di sentirlo narrare dal loro nipotino. Un modo per alleviare nostalgia e tristezza.

Questo progetto non è solamente un lavoro di didattica: è un piccolo viaggio della fantasia, della creatività e della mente. Un modo per ricordare momenti passati, imparare cose nuove ad esempio sul mondo degli animali o delle piante, un percorso di apprendimento e di consolidamento di concetti, argomenti e ricordi. Una strategia per sfuggire al grigiore di queste giornate che si susseguono senza scopo e senza progettualità.

Inoltre molto spesso ci divertiamo a trovare correlazioni con i nostri viaggi passati. Da qui il passo è semplice: andare a rivedere le nostre fotografie e ricordare i bei momenti passati insieme!

 

La balena della tempesta in inverno

Questo dolcissimo libro illustrato pubblicato da EDT – Giralangolo è uno dei riuscitissimi albi di Benji Davies.

Tutto parla di mare freddo e sperduto, di solitudine e di quel clima semplice e solitario tipico dei paesi nordici: reti da pesca, fari nella notte, spiagge deserte, case su palafitta, mappe del mare, impermeabili gialli, lanterne e pescherecci, vento sibilante e mare ghiacciato. Potremmo essere in Norvegia, in Alaska o forse in Canada. A me ricorda moltissimo la penisola di Gaspé, nel Canada Orientale: anche qui abbiamo attraversato villaggi silenziosi di pescatori, in una stagione solitaria come l’autunno, con i pescherecci ormai ritirati, la nebbia che avvolgeva le alture, il mare impetuoso e un senso di profonda comunione con la natura selvaggia.

Ma a controbilanciare questo clima silenzioso e solitario, c’è la dolcezza di Nico, un piccolo bambino con il cappello di lana e la maglia a righe, il suo papà immenso e protettivo, assente di giorno (fa il pescatore) ma presente nei momenti importanti, i 6 gatti miagolanti, una casetta piccola ma accogliente e soprattutto un valore che non si vede ma che è grande come il mondo: l’amicizia.

Nei libri di Davies non si parla molto, i dialoghi sono minimi: a parlare sono le immagini, descrittive e salienti, ma soprattutto i gesti. In un mondo fatto di apparenza, di tante parole e di pochi fatti, le storie di Davies ci insegnano il valore del comportamento, l’importanza del fare davvero e non solo promettere. Lo avevamo già visto ne La balena della tempesta, in cui Nico salva una piccola balena, la nasconde nella vasca da bagno e infine la riporta nel posto esatto dove deve stare. E si ripropone qui, ne La balena della tempesta in inverno, quando Nico esce da solo nella fredda notte ghiacciata per cercare il papà, in cui la sua piccola amica torna per riportarlo in salvo. L’immagine delle balene vista da sotto la superficie ghiacciata è semplicemente favolosa.

I legami in questo libro sono forti e indissolubili: come quello da tra l’uomo e la natura, tra padre e figlio. E anche le immagini sono potentissime: il quadro di questo ambiente sperduto nella morsa del freddo con i suoi panorami ghiacciati e il silenzio che avvolge tutto è perfettamente bilanciato dal tepore delle lanterne e dal calore degli abbracci.

 

Tutorial balena di cartone

Per ricreare l’atmosfera di questo bellissimo libro, abbiamo pensato di costruire la nostra balena della tempesta, usando cartone e colori!

Un lavoretto semplice ma di grande effetto visivo che i bambini possono creare senza troppe difficoltà.

Cosa serve

  • una piccola scatola delle scarpe, con coperchio rigido
  • colori acrilici o tempere
  • pennelli
  • forbici
  • cartoncino
  • pennarello
  • colla

Come realizzare la balena

  • Per prima cosa dipingete di blu tutta la superficie esterna della scatola e del coperchio e l’interno di rosso o rosa fucsia. Lasciare asciugare bene. Potrebbero volerci più passate.
  • Ritagliate da un pezzo di cartone (spesso utilizziamo le alette dei pacchi Amazon) la forma della coda della balena che andremo a incollare sulla parte finale del coperchio.
  • Sempre da un pezzo di cartone ritagliate la forma di un occhio.
  • Ora non resta che decorare la balena con qualche macchiolina, colorare l’occhio e posizionarlo al posto giusto e sistemare il coperchio in modo da creare una bocca aperta.

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