Lago Titicaca, trekking su la Isla del Sol

Quelli che seguono sono vecchi appunti del periodo 2001-2012, scritti mentre eravamo in viaggio, il più delle volte durante i trasferimenti su bus o treni. Pensiamo possano comunque essere interessanti e utili.

A quasi un anno di distanza dalle fine di quel viaggio, ho ritrovato tra le bozze del tablet da battaglia, questi appunti scritti sul bus che da La Paz ci stava portando al confine con il Perù. Da lì a poco il macinino cinese con le pretese da IPad si sarebbe definitivamente spento e persi quindi la possibilità di continuare a prendere appunti…
Lo pubblico a futura memoria, come ultima testimonianza di un viaggio fantastico…

 

Partiti da La Paz alle 7 del mattino, impieghiamo circa 5 ore di bus per arrivare a Copacabana, attraversando prima la triste e povera periferia cittadina per poi lasciarci alle spalle le fogne a cielo aperto di El Alto, per immergerci nella splendida campagna bolviana.

A metà strada siamo costretti a scendere dal bus perché occorre attraversare la prima ansa del Titicaca. Noi passeggeri saliamo su una piccola barca, mentre il bus viene caricato su una grande chiatta di legno. In mezzora sbrighiamo la pratica e ripartiamo.
I primi scorci del lago blu ci fanno crescere la voglia di arrivare…

A mezzogiorno siamo finalmente a Copacabana, recuperiamo gli zaini, prendiamo i biglietti per la barca che ci porterà alla Isla del sol e andiamo a prenotarci una stanza in un ostello bellissimo sul lago per il giorno seguente. Dopodichè scendiamo al molo, il tempo di comprare due panini pollo e avocado e partiamo!

In un’ora e mezza di navigazione alquanto lenta siamo sulla mitica Isla del Sol!
L`impatto è bellissimo, il lago a quest’ora è di un blu intenso e l’isola ricca di vegetazione.
Una volta scesi siamo circondati da bambini che si offrono come guida per raggiungere il proprio alloggio o per consigliartene uno.
Avendo già preso contatti con un eco villaggio, decliniamo l’offerta e ci incamminiamo.

Dopo pochi metri però la prima sorpresa, per accedere al villaggio occorre scalare la temibile “escalera inca”, che dal porto sale su fino a metà del crinale, all’altezza del villaggio.
Siamo a 4000 mt e salire quegli antichi e alti gradoni ci mette un fiatone incredibile.
Dopo non so quante soste per tirare il fiato raggiungiamo il villaggio, ma un bambino ci fa presente che il nostro alloggio, il Palla Khasa, è ben oltre…
Accettiamo allora il suo aiuto e ci facciamo guidare verso il resort, attraversando le case di mattoni di fango rossi, superando maiali e asini in libertà e godendo nel frattempo dei bellissimi panorami.

Il nostro alloggio è effettivamente molto isolato, in una posizione spettacolare sul lago.
Diamo una piccola mancia a Rodrigo, il bambino che ci ha aiutato a trovarlo, e prendiamo possesso della camera.

C’è ancora un bel sole, sono le 17, scappiamo quindi in giardino per riposarci un po. Qui conosciamo i primi italiani del viaggio, sono un gruppo di La Spezia appassionati di trekking che hanno percorso i sentieri che noi invece affronteremo il giorno seguente.

Ci facciamo un mate di coca per contrastare l’altitudine e ci incamminiamo subito verso la montagna che sovrasta il resort per vedere il tramonto sul lago dall’alto.
Il sentiero non è comodissimo, ma dopo qualche difficoltà iniziale raggiungiamo il mirador da cui osserviamo il sole calarsi dietro l`isola.
Una volta scesi, ci fermiamo al “bar” dell’eco villaggio per bere qualcosa.

Qui i ritmi sono lenti, dopo un frullato di ananas scegliamo la cena che sarà a base di trota del titicaca e di una miriade di tuberi diversi.
Andiamo a letto presto, il giorno seguente ci aspetta il trekking dell`isola!

Dopo una colazione pantagruelica partiamo zaino in spalla per il nostro trekking imboccando il sendero alto.
Il percorso è meraviglioso, camminando sul crinale attraversiamo boschi di eucalipto osservando da entrambi i lati il lago blu che ci circonda. Da questa posizione riusciamo a vedere sia il versante boliviano che quello peruviano.

Il sentiero di per se non è eccessivamente impegnativo, è un continuo saliscendi di media difficoltà, ma siamo intorno ai 4300 metri di altitudine e il fiatone i costringe a continue anche se brevi soste.

Dopo due ore di cammino arriviamo alle rovine di Chincana, un insediamento Inca a picco sul lago. Il panorama è mozzafiato, le rovine sovrastano una baia turchese dall’aspetto esotico.
Le rovine sono composte da un labirinto di basse e piccole stanze ormai senza tetto, dislocate lungo il fianco della montagna.

Poco distante un altare sacrificale in pietra circondato da basse pietre sembra messo li apposta per un picnik, quando invece era il luogo dove venivano offerti in sacrificio al dio sole uomini e animali.

Gli Inca credevano infatti che proprio su questa isola in mezzo al lago Titicaca fosse nato il sole ed era il sole la principale divinità venerata.
Anche la kuna ave…


E qui finisce l’ultima testimonianza diretta dalla Bolivia.
Dopo quel giorno fantastico sull’Isla del Sol entrammo in Perù,visitando prima Puno e il versante peruviano del Titicaca, quindi la valle del Colca e Arequipa, dalla quale prendemmo un bus notturno che in 9 ore ci portò nella mitica Cuzco. In quella zona siamo rimasti 5 giorni, abbiamo visitato con calma la città e i suoi dintorni, Ollantaytambo, Chinchero, Pisac e ovviamente la spettacolare Machu Picchu.
Infine, volo interno per Lima da cui, dopo un giro di mezza giornata, siamo ripartiti alla volta di Roma.

Dopo sono successe robe brutte di cui non mi va nemmeno di parlare troppo, sappiate solo che Chiara ha lasciato la fotocamera sull’aereo e non c’è stato più verso di recuperarla.
L’incubo di ogni viaggiatore: perdere le foto di 33 giorni di viaggio ai confini del mondo. Fortunatamente avevamo con noi due fotocamere, quindi abbiamo comunque molti scatti di quel viaggio meraviglioso, ma il pensiero che oltre 2000 foto siano andate perdute per sempre mi rovina l’umore ancora oggi.

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