Come organizzare la visita al Monte Rushmore e al Custer State Park in South Dakota

La Real America è il cuore country degli Stati Uniti: infinite praterie dorate in cui pascolano i bisonti, montagne aspre e vertiginose, boschi a perdita d’occhio, mandrie di mucche in libertà, cowboy fieri della propria cultura e pittoresche cittadine che sembrano uscite da un film.

Un angolo di America ricchissimo di cose da vedere e da visitare, tantissimi chilometri da macinare e paesaggi spettacolari da ammirare.

In questo vasto territorio si trova anche il Monte Rusmore e il Custer State Park, incastonati nelle verdi montagne delle Black Hills, in South Dakota.

👉🏻LEGGI il nostro itinerario nelle Rockies e Real America

Dove si trova il Monte Rushmore

La zona del Monte Rushmore, pur essendo molto famosa, è decisamente lontana dalle più conosciute mete turistiche degl Stati Uniti. Si trova nel cuore delle Black Hills, una bellissima catena montuosa nel South Dakota.

A loro volta, le Black Hills, sono incastonate in una zona vastissima, chiamata Real America, che comprende molti stati fra cui Wyoming, Montana, Colorado, North e South Dakota e che offre molte località interessanti da visitare. Diciamo che arrivare fino qui solo per vedere il Monte Rushmore, le Badlands o il Custer State Park ha poco senso, secondo noi. L’ideale è agganciarlo a un giro più ampio che comprenda alcuni fra i più famosi parchi nazionali americani, come lo Yellowstone o il Glacier.

👉🏻LEGGI come organizzare la visita alle Badlands

Per darvi un’idea delle distanze, il Monte Rushmore si raggiunge da Denver in circa 6 ore, da Salt Lake City in 10 ore e da Chicago in 13 ore. E’ decisamente scomodo arrivare fino qui, a meno che appunto non si inserisca questa zona in un giro più vasto.

 

Monte Rushmore

Quando si parla di Monte Rushmore, tutti pensano ai 4 volti scolpiti nella pietra. Ma cosa è esattamente? Si tratta di uno dei monumenti più imponenti e patriottici degli Stati Uniti: non è altro che un memoriale, alto quasi 20 m e largo 56, che rappresenta 4 Presidenti degli Stati Uniti.  Questa scultura faraonica è nata dal genio dello scultore Gutzon Borgler: ci sono voluti 14 anni di lavoro, 400 operai e tonnellate di dinamite per realizzare questo simbolo della Nazione Americana.

Devo essere sincera, il famoso e blasonato Monte Rushmore non mi ha fatto impazzire.

Sebbene sia un’opera di scultura impressionante per le sue dimensioni, rappresenta benissimo alcuni aspetti della cultura americana che non sopporto: l’egocentrismo mostruoso e il patriottismo esasperato. Forse noi europei e soprattutto noi italiani facciamo fatica a capire gli occhioni lucidi degli anziani americani che si riversano a frotte (circa 2 milioni l’anno) per ammirare le teste di 4 Presidenti. Ma io trovo il tutto davvero esagerato.

I quattro presidenti

In realtà il mastodontico monumento rappresenta non solo quattro figure di spicco della storia americana, ma anche quattro momenti importanti nella crescita di questa nazione. Tutti insieme riflettono i primi 150 anni degli Stati Uniti e simboleggiano la nascita, la crescita, lo sviluppo e la conservazione dell’America.

George Washington (1732 – 1799)

E’ stato il primo presidente americano e ha rappresentato la guida politica e morale per i coloni che si battevano contro la Madre Patria, per ottenere l’indipendenza.

Thomas Jefferson (1743 – 1826)

Il terzo presidente degli Stati Uniti è entrato nella storia per aver introdotto i principi di democrazia nella Dichiarazione d’Indipendenza.

Abraham Lincoln (1808 – 1865)

Il 16° presidente affrontò la Guerra di Secessione, tenendo unita la nazione e pose le basi per la moderna democrazia: l’abolizione della schiavitù.

Theodor Roosevelt (1858 – 1919)

Il 26° presidente ebbe il compito di traghettare il Paese in un periodo di grande crescita economica dando finalmente peso ai diritti dei lavoratori!

Come visitarlo

Dopo un ingresso monumentale, la scultura può essere ammirata dalla Grand View Terrace, un edificio ad anfiteatro che ospita due teatri, un museo e una libreria.

In realtà qui non c’è molto da fare se non vedere, rivedere e rivedere ancora, da 1500 prospettive diverse, sempre la stessa solfa, ovvero 4 teste giganti. Un pò monotono a dire il vero.

Anche se i numeri sono impressionanti, 14 anni di lavoro, 400 operai, 450.000 tonnellate di granito da rimuovere e tantissime di dinamite, 20 m di altezza e 56 di larghezza, occorre però dire che questa faraonica impresa ha sventrato una bellissima montagna. E meno male che venne accantonata l’idea di farlo negli “Aghi” delle Black Hills, ovvero un gruppo di colonne di granito eroso, torri e guglie che si trovano all’interno del Custer State Park, una vera meraviglia che sarebbe stata rovinata per sempre e che per fortuna si rivelò troppo fragile.

Quanto tempo da dedicarci? Non più di due ore!

Presidential trail

Una delle poche cose da fare è seguire questo breve sentiero di circa 1 km che si snoda alla base della montagna permettendo ai visitatori di vedere la scultura più da vicino. Non adatto ai passeggini: è pieno di scale.

Lo studio dell’artista

Unico vero luogo interessante di tutto il sito è il piccolo studio di dello scultore Gutzon Borglum, dove vi lavorò assiduamente dal 1939 al 1941: qui si racconta la storia di queste teste, i momenti salienti del lavoro e potrete ammirare anche un modello in scala ridotta del progetto originario, che prevedeva, oltre ai volti, anche i busti dei presidenti, estensione mai realizzata.

 

Custer State Park

Incastonato nei 71.000 acri delle Black Hills, il Custer State Park è il posto che non ti aspetti. Lo avevamo inserito all’interno del nostro viaggio nelle Rockies e Real America, per spezzare il lungo trasferimento dalle Badlands fino a Denver.

Non ci aspettavamo un granché e invece ci ha stupito. Ovviamente non possiede quei panorami eclatanti e spettacolari del parco di Yellowstone, non ha le montagne vertiginose del Grand Teton National Park e nemmeno la maestosità del Glacier National Park, ma vi confesso che nella sua compattezza, vanta al suo interno una bella varietà di paesaggi, un numero elevato di strade scenografiche e un bel numero di animali da osservare con estrema facilità.

Una giornata è indubbiamente sufficiente per vedere sia il Monte Rushmore sia il parco attraversandolo in macchina ma forse vi consiglierei di dedicarci più tempo se desiderate fare delle attività e delle passeggiate.

👉🏻SCARICA la mappa del parco

Strade panoramiche

Uno degli aspetti che mi ha fatto amare questo piccolo parco sono le strade panoramiche, una la prosecuzione dell’altra, una più bella della precedente: si affrontano tornanti a gomito, si entra in tunnel scavati nelle rocce, si ammirano laghi e montagne aguzze, si attraversano boschi fitti e sconfinate praterie. Tutto in un unico ambiente.

L’intero anello si chiama Peter Norbeck Scenic Byway, dal nome del Governatore del South Dakota, che decise di affrontare l’annoso problema dello sterminio indiscriminato dei bisonti da parte dei bianchi per minare la risorsa alimentare fondamentale dei nativi americani, che in questa zona erano i Lakota Sioux. Venne così creato il parco nel 1914 e si lavorò intensamente per il ripopolamento dei bisonti.

Il nostro consiglio è di dedicare la prima mattinata alla visita del Monte Rushmore, momento in cui troverete anche meno affollamento, per poi imboccare la Iron Mountain Road e iniziare il giro del Custer State Park.

Sono in tutto 80 km circa: vi sembreranno pochi ma vi assicuro che i motivi per soste fotografiche e di visita sono diversi. Vi spenderete sicuramente quasi tutta la giornata.

Iron Mountain road

© SD Tourism

27 km – 1 ora di percorrenza

La Iron Mountain Road è un’opera d’arte in sé. Venne costruita negli anni ’30 e permette di salire e scendere rapidamente superando i dislivelli grazie ai Pigtail Bridges, ovvero dei tornanti/ponti a spirale e ad anello, un design a cavatappi che ha permesso di preservare le caratteristiche naturali di questa strada panoramica senza snaturare il paesaggio. Inoltre si attraversano tre tunnel che incorniciano il Monte Rushmore in lontananza.

Guidate piano e fate molta attenzione all’attraversamento dei tunnel, per non rimanere incastrati insieme ad altre macchine.

Wildlife Loop Road

28 km – 1 ora e mezza di percorrenza

Wildlife Loop Road si snoda e si fa strada attraverso la prateria e le ondulate colline ricoperte di pini che ospitano la fauna selvatica del parco.

All’interno del territorio vivono circa 1.500 capi di bisonti del Nord America. Comunemente noti come bufali, questi enormi mammiferi possono crescere fino a 6 piedi di altezza e pesare più di 2.000 sterline. Tra gli altri animali selvaggi da osservare ci sono il cervo bianco e il cervo mulo, l’antilope, le capre di montagna, le alci, i coyote, i burros, le pecore bighorn, gli uccelli, i tacchini selvatici e i cani della prateria.

Il momento migliore per osservare gli animali lungo la Wildlife Loop Road è la mattina presto o il tardo pomeriggio poco prima del tramonto.

La strada porta questo nome perché è la porzione del parco con la maggior possibilità di avvistare, anche da molto vicino, tantissimi tipi di animali. Devo ammettere che dopo tutta la fatica fatta per avvistare gli animali allo Yellowstone, al Grand Teton e al Glacier, non ci è sembrato vero di vederne così tanti, in così poco spazio e di varia natura.

Il percorso è davvero piacevole e attraversa ambienti molto diversi fra loro e saranno davvero molte le occasioni per fermarsi e fotografare.

Needles Hwy 87

© SD Tourism

22 km – 1 ora di percorrenza

A un certo punto la strada inizia a salire e il paesaggio cambia radicalmente: il percorso spettacolare attraversa pini secolari e foreste di abeti neri, circondati da betulle e aspre montagne di granito appuntite. Questa piccola catena montuosa chiamata sia Parete degli aghi che Cattedrale di granito, si accende al tramonto con i colore rosato del sole e regala vedute davvero bellissime.

Anche qui vi sono numerosi tunnel da attraversare e tornanti da affrontare

Sylvan Lake

©SD Tourism

Alla fine della Needles Hwy 87, poco prima di uscire dal parco, si trova uno dei 4 laghi della zona.

Anche in questo caso, è il panorama che non ti aspetti: un meraviglioso specchio d’acqua su cui si riflettono magnifiche rocce modellate dagli elementi.

Noi purtroppo siamo arrivati qui dopo il tramonto e abbiamo potuto fare solamente il giro del lago a piedi, ma qui, con maggior tempo a disposizione, si possono noleggiare pedalò o canoe, o intraprendere percorsi escursionistici. Inoltre si può anche campeggiare o dormire nel lodge, spesso affittato per celebrare scenografici matrimoni a bordo lago.

 

Quando andare

Il parco è una meta squisitamente estiva perché la neve potrebbe cadere già a settembre e durare fino a metà maggio. Quindi potremmo dire che l’autunno è molto a rischio, mentre l’inverno decisamente difficoltoso, al punto che molte strade vengono chiuse al traffico e ci si può spostare solamente con ciaspole e sci.

In estate le giornate sono calde mentre le notti fresche e occorre fare attenzione ai frequenti temporali pomeridiani che possono portare fulmini, grandinate, forti venti e piogge intense ma brevi.

 

Quanto tempo dedicare a questa zona

Calcolate che il Monte Rushmore si visita tranquillamente, e stando larghi, in due ore. Dedicargli più tempo, secondo me, è una follia: a parte leggere la storia e la realizzazione, alla fine è sempre la stessa solfa.

Il Custer State Park, invece, è tutta un’altra storia: considerando tutte le varie soste, può comportare da un pomeriggio a una giornata piena, in base ai vostri tempi e alle attività che desiderate intraprendere. In ogni caso, solamente la percorrenza delle 3 strade panoramiche occupa un intero pomeriggio.

Se poi volete aggiungere altre località interessanti, anche se minori, che sono presenti in zona, allora si potrebbe ipotizzare una giornata e mezza/ due giorni da dedicare a questa zona.

 

Dove dormire

All’interno del parco ci sono ben 9 campeggi e 4 lodge: per i primi occorre partire attrezzati con tutto il necessario per dormire sotto le stelle mentre per i secondi bisogna mettere in conto prezzi salati per soggiornare nel cuore di queste meraviglie naturali.

Una valida alternativa, che si può applicare a tutti i parchi nazionali americani, è quella di dormire appena fuori dalle aree protette. In questa zona sono due essenzialmente i centri abitati più vicini, Kystone o Custer. Keystone è una specie di villaggio a tema, molto pacchiano e decisamente turistico, il genere di posto che piace molto agli americani ma che noi rifuggiamo a gambe levate. Vi dico solamente che dovevamo pranzarci e siamo scappati mangiando poi al sacco.

Custer invece è la classica cittadina della Real America, raccolta intorno alla Main Street, autentica, non turistica (o comunque a livelli umani), con diversi edifici storici e un paio di posticini per cenare il Sage Creek Grille e fare una colazione a base di burritos e avocado toast al Baker’s Bakery & Cafe

Altrimenti occorre fermarsi a Rapid City, molto più grande e caotica ma che offre sicuramente tante opportunità di alloggio.

 

Con più tempo a disposizione

Questa zona della Real America è ricca di cose da fare, ovviamente di minor importanza rispetto alle principali attrazioni del Monte Rushmore e del Custer State Park.

Crazy Horse Memorial

©SD Tourism

I Sioux hanno dedicato il Crazy Horse Memorial al capo indiano Cavallo Pazzo, in risposta all’invasione dell’uomo bianco nel proprio territorio.

In realtà, dopo decenni, questa scultura è ancora in costruzione ma al termine di tutti i lavori, sarà la più grande opera impressa nella roccia mai realizzata prima. Deve essere anche molto interessante il Museo degli Indiani del Nord America, per approfondire questo aspetto della storia della regione.

Purtroppo la mattina in cui avremmo voluto visitarla, una spessa coltre di nebbia avvolgeva la montagna e la visibilità era nulla, motivo per cui abbiamo proseguito verso Cheyenne.

Spearfish Canyon Scenic Byway

©SD Tourism

Se arrivate dal Devil’s Tower e la vostra meta successiva è la pittoresca cittadina di Deadwood, allora non mancate di percorrere questa tortuosa strada che si insinua nella parte iniziale delle Black Hills. Boschi, montagne scoscese che incombono sulla strada tutta curve, cascate e ruscelli. Il nome “Black Hills” deriva dalle parole in lingua Lakota, Paha Sapa, che significa “colline nere”. Da lontano infatti, queste alture ricoperte di pini, che si innalzano per diverse migliaia di metri sopra la prateria circostante, sembrano molto scure, a causa del legname.

Percorrere le stradine secondarie come la Spearfish Canyon Scenic Byway, è quasi sempre una scelta azzeccata: porterà sicuramente via molto più tempo, ma permetterà di vedere da vicino il territorio rispetto alle grandi arterie ad alto scorrimento.

Deadwood

La pittoresca cittadina di Deadwood sembra uscita da un film western ed non siamo così lontani dalla realtà: tutti gli edifici che si trovano ai lati della via principale sono originali e non è difficile immaginarsi saloon fumosi ed equivoci, carovane di passaggio e sparatorie lungo la strada.

Unica vera pecca è aver trasformato la città in una sorta di Las Vegas per 60enni, dove tutto gira intorno al gioco d’azzardo e alle slot machine. A compensare questo aspetto, vi è sicuramente il mito western che viene alimentato e ravvivato da rappresentazioni in costume e finte sparatorie in mezzo al paese. Inoltre qui è seppellita Calamity Jane!

Jewel Cave

© SD Tourism

È la terza grotta più lunga del mondo e ha più di 180 miglia di passaggi mappati. Jewel Cave è un monumento nazionale che vorrete sicuramente esplorare. Colori brillanti e cristalli fragili indugiano laggiù dove arriva solo la luce creata dall’uomo. Avvolto in una mezzanotte permanente e increspato da vene preistoriche, una natura sotterranea nasconde passaggi ancora da esplorare.

Il suo labirinto di passaggi attira gli esploratori e la sua ricchezza scientifica rimane un mistero. Ovviamente, per visitarla, occorre seguire uno dei 4 tour proposti dai ranger. Attenzione al freddo!

Wind Cave National Park

© SD Tourism

Bisonte, alci e altri animali selvatici vagano per le praterie ondulate e le colline boscose di uno dei parchi nazionali più antichi d’America. Sotto questa prateria incontaminata si trova la Wind Cave, una delle caverne più lunghe e complesse del mondo. Chiamata così per i venti barometrici al suo ingresso, questo labirinto di passaggi è sede di una formazione rocciosa unica,  raramente trovata altrove.

South Dakota Air and Space Museum

Visita la base aerea di Elsworth per dare uno sguardo al settore aerospaziale e aerospaziale del South Dakota Air and Space Museum . 

Ci sono molte mostre diverse, artefatti unici e attività divertenti che mostrano la storia di coloro che hanno rischiato tutto per l’innovazione dell’aviazione e la scienza aerospaziale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *