Pedalando in bicicletta a Tam Coc

Quelli che seguono sono vecchi appunti del periodo 2001-2012, scritti mentre eravamo in viaggio, il più delle volte durante i trasferimenti su bus o treni. Pensiamo possano comunque essere interessanti e utili.

Ripartiamo da Mai Chau immersi in un nebbione che ricopre i ripidi tornanti di montagna con una certa strizza per il pericoloso modo di guidare non solo del nostro autista ma dei vietnamiti e affrontiamo 3 ore di auto su strade sterrate fra buche e viottoli sconnessi sobbalzando ad ogni cratere!

Ci fermiamo a visitare i templi dell’antica città imperiale di Hoa Lu e dopo essere rimasti bloccati in un vicolo da una trebbiatrice al lavoro arriviamo a Tam Coc, il tempo di salire su un sampano e via.

Risaliamo il fiume un pò come alla pagoda dei profumi ma senza mai scendere e passando attraverso 3 grotte sotto i picchi rocciosi a strapiombo sull’acqua con il frinire incessante delle cicale e un bel venticello caldo.

Ma la vera sorpresa della giornata ce la regala il tardo pomeriggio quando decidiamo per un giro in bicicletta lungo canali e risaie, contadini che trebbiano il riso, gente che sorride al nostro passaggio e il vento fra i capelli…una delle esperienze più belle mai fatte in assoluto!

Siamo arrivati fino a una antica pagoda sperduta fra le rocce dove l’anziano monaco dalla lunga barba ci ha raccontato in uno stentato francese la storia del tempio e di quando, bambino, vide arrivare gli aerei francesi che mitragliarono la zona e colpirono proprio una colonna della pagoda! Da film!

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