Visitare La Sucrerie de la Montagne, dove si produce lo sciroppo d’acero

Amo la solitudine, gli angoli sperduti, i panorami solitari e i luoghi alla fine del mondo.

Adoro i boschi, le atmosfere country, i ceppi di legno, le lucine bianche, i cottage immersi nel silenzio e il cibo fatto in casa, l’odore del camino e lo scricchiolio delle foglie sotto le scarpe, la nebbiolina misteriosa e i vecchi oggetti cui viene ridata nuova vita.

E quando tutto questo si racchiude in un unico luogo, pensi davvero di aver trovato la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno, di aver raggiunto un posto magico, assolutamente unico nel suo genere.

Di cosa sto parlando? Ma di un’autentica Cabane à sucre, o Sugar Shack, ovvero una fattoria dove si raccoglie e si lavora la preziosa linfa degli aceri per trasformarla nello sciroppo d’acero, vera e propria essenza della cultura canadese e del Quebec.

In questa fantastica regione vi sono moltissime cabane à sucre, ma solo qui, alla Sucrerie de la Montagne, si può vivere un’esperienza magica e decisamente unica.

Come raggiungere la Sucrerie

A soli 45 minuti da Montreal, si trova il Mont Rigaud, una splendida zona con 110 acri di boschi composti da meravigliosi aceri secolari e stupendi sentieri nascosti.

Uscendo dall’autostrada e inoltrandosi nel villaggio di Rigaud, non penseresti mai di lasciarti alle spalle la modernità in pochi secondi. A un certo punto la strada inizia a inerpicarsi in modo quasi vertiginoso, le case piano piano spariscono e ti trovi circondato dagli alberi e dal silenzio, completamente immersi in una nebbiolina irreale quanto affascinante, perfettamente in linea con le atmosfere autunnali del periodo.

 

La Sucrerie de la Montagne

Questo piccolo angolo di natura incontaminata è stato classificato nei siti del “patrimonio del Québec“. E non è un caso: qui ogni edificio, ogni metodo di lavorazione, ogni oggetto è originale e riflette la cultura tradizionale di questa regione.

L’idea e la visione

Il tutto nasce dalla mente visionaria di Pierre Faucher, un giovane irrequieto e “resiliente”, che prima di stabilirsi qui, ha deciso di viaggiare per il mondo, lavorare nei settori più disparati e scoprire nuove culture prima di tornare a quella di origine.

Alla fine del suo peregrinare, dopo aver lavorato per diversi anni nel settore dello sciroppo d’acero in Canada e aver appreso tutti i segreti del processo tradizionale, acquistò dei vecchi edifici semi abbandonati in mezzo a boschi di Rigaud e si stabilì con la sua famiglia per dare vita a un progetto ambizioso quanto portentoso: ridare lustro ai metodi tradizionali di lavorazione della linfa d’acero, realizzare prodotti di eccellenza e trasformare una semplice cabane à sucre, in un’esperienza sensoriale e culinaria per conoscere la cultura del Quebec.

Questo simpatico signore, che a detta di nostro figlio è “il fratello di Babbo Natale“, è ancora oggi presente nella vita di questo villaggio ed è diventato una figura quasi leggendaria: le sue storie di viaggi, la sua amicizia con un semi lupo che riuscì ad addomesticare e che divenne parte della sua famiglia, le sue idee visionarie che nel tempo hanno ingrandito e ampliato la Sucrerie, la difesa delle tradizioni e della qualità, il suo vestire con abiti locali con una folta barba bianca e un sorriso contagioso. Qui tutto parla di Pierre e della sua storia.

Il villaggio

Ma cos’è la Sucrerie? E’ un piccolo zuccherificio del Quebec, costruito come quelli di una volta, perfettamente funzionante e dal sapore antico e pittoresco. Infatti Pierre Faucher ha voluto riscoprire le suggestioni dell’epoca della colonizzazione delle aree più remote del fiume San Lorenzo, quando i boschi erano battuti dai cacciatori di castori e gli abitanti di queste zone sperdute vivano in modo semplice e a contatto con la natura.

I vecchi edifici semi abbandonati sono stati restaurati usando materiale locale, arredati con immensi tavoli in legno massello, lampade a olio, antichi attrezzi agricoli e ampliati per creare varie sale da pranzo, di diversa grandezza e utilizzo.

 

Visitare la Sucrerie

Non vi nascondo che la Sucrerie è un posto turistico, molto turistico. Forse poco conosciuto da noi europei, ma molto amato dai canadesi. Qui organizzano banchetti per matrimoni in stile vintage, pranzi con scolaresche, cene aziendali, cenoni di Natale o Capodanno.

Tutte le sere, verso ora di cena, arrivano gli autobus che scaricano vagonate di anziane signorotte attempatelle accompagnate da amiche o mariti che non vedono l’ora di assaggiare le specialità culinarie della zona. Pensate che le 4 sale da pranzo possono ospitare fino a 600 persone, un numero impressionante. Leggendo questo io sarei già scappata a gambe levate.

Ma non è così. La Sucrerie è talmente incantevole che merita davvero di essere vissuta in tutti i suoi aspetti. Molto dipende da come amate viaggiare, se siete, come noi, refrattari alla folla oppure se amate il divertimento e la gente con cui condividere spazi e momenti. In base alle vostre esigenze, ci sono delle soluzioni per godersi questo posto in tutto il suo splendore.

Quando andare

©Sucrerie de la Montagne

I periodi più gettonati e affollati in assoluto sono l’inverno, quando la suggestione della neve, delle slitte, delle ciaspolate sui sentieri di Rigaud e delle serate accanto al camino diventa irresistibile e ovviamente la primavera, fra marzo e aprile, quando, ancora sotto metri di neve, la Sucrerie si prepara al grande appuntamento annuale, la raccolta e la lavorazione della linfa d’acero.

Stefan Faucher ci ha raccontato il clima di festa e di gioia che si può vivere in questo periodo, gli brillavano gli occhi, ci ha fatto sognare, devo ammetterlo. Chi sceglie questo periodo si ritrova in un mese di appuntamenti, di menù speciali, di laboratori per vivere la raccolta come una vera festa popolare. Diventa però molto difficile prenotare e la struttura accoglie anche mille visitatori al giorno, una vera bolgia!

L’estate e l’autunno sono invece considerati bassa stagione, con molto meno affollamento e richiesta. In particolare, i mesi autunnali sono perfetti per visitare e vivere in solitaria questo luogo così unico: il clima incerto, la nebbiolina, i colori degli aceri, il freddo pungente e la scarsità di turisti rende il tutto magicamente perfetto.

Come visitarla

Ci sono tanti modi per visitare la Sucrerie. C’è chi arriva fin quassù, si fa un giro fra gli edifici, compra qualche prodotto tipico e ne se va. C’è invece chi prenota la cena, per poi spostarsi a dormire verso Montreal.

Ma il modo migliore per gustarsi la magica atmosfera di questo luogo è prendersi del tempo. Non è solo una visita, ma un’esperienza sensoriale unica che andrebbe, secondo me, inserita in un itinerario nel Canada Orientale.

Per questo motivo è stato studiato un apposito pacchetto che comprende il pernottamento in una delle 3 cabane pittoresche, la cena con intrattenimento musicale e la colazione, oltre alla visita dello zuccherificio.

Il nostro consiglio è quello di arrivare nel tardo pomeriggio, fare qualche passeggiata, godersi il posto in tutte le sue sfaccettature. Cenare con il delizioso menù tipico ascoltando buona musica folk e ritirarsi in serata nel proprio cottage immerso nei boschi, accendersi il caminetto e rilassarsi, magari giocando a carte.

Uno dei momenti più belli è la mattina presto: la Sucrerie è immersa nel silenzio, è tutta per voi. Il personale sarà molto più tranquillo e potrà farvi visitare i locali con calma senza stare dietro alle carovane di turisti. Potrete curiosare fra i prodotti tipici acquistando senza fretta.

Vi verrà acceso il camino in una sala solo per voi, immersi in mille lucine bianche  e potrete gustarvi una favolosa colazione in totale serenità ad un grande tavolo di legno.

A rendere indimenticabile il soggiorno vi sono alcune costanti che noterete essere perennemente presenti:

  • il fuoco: nella tradizione boscaiola del Quebec è fondamentale per cucinare, illuminare e riscaldare i cottage e Pierre lo ha reso un elemento ricorrente. Nelle sale, nei cottage, nella piazzetta c’è sempre un fuoco acceso, che da calore e che accoglie i visitatori facendoli sentire a casa.
  • la luce: in queste terre che trascorrono tantissimi mesi avvolti dal freddo e dal buio, la presenza della luce è fondamentale per creare un’atmosfera accogliente e per creare benessere. La Sucrerie è tutta circondata da lucine bianche, file e file ovunque, lampade e calore. Un vero sogno ad occhi aperti.
  • il legno e la pietra: anche questi sono due elementi tradizionali della cultura canadese, che danno un senso di solidità e di protezione.
  • lo sciroppo d’acero: ovviamente è lui il protagonista di questi boschi. Questo prezioso liquido ambrato scorre nelle vene degli abitanti del Quebec, costituisce una ragione di vita, viene trasformato in mille derivati usati nella vita quotidiana, rappresenta il collante fra il presente e il passato, è custodito e prodotto con cura e con amore, è l’ispirazione che ha guidato la mente visionaria di Pierre Faucher ma soprattutto diventa un ricordo vivo e indelebile nelle menti di chi passa di qui.

Cosa vedere

La Sucrerie è un minuscolo villaggio, composto da una serie di piccoli edifici posizionati a formare una specie di piazzetta con un falò centrale corredato di panchine.

Le sale da pranzo

L’edificio principale è il cuore del villaggio: qui si trovano le varie sale da pranzo, da quelle immense a quelle più intime e raccolte, tutte arredate con grandi camini in pietra, attrezzi agricoli alle pareti, foto d’epoca, oggetti antichi di un’epoca passata, ritagli di giornale e diversi manufatti della tradizione canadese.

Avrei potuto passare giorni interi ad ammirare ogni singolo oggetto: lampade a olio, antichi registratori di cassa, vecchi sci di legno e tantissimi ricordi di un tempo che non esiste più.

Lo zuccherificio e la boulangerie

Accanto alla struttura centrale si trovano i locali dove si svolge ancora oggi la lavorazione dello sciroppo d’acero e la boulangerie, un antico forno a legna dove viene quotidianamente preparato il pane che si mangia alla Sucrerie. Qui potrete ammirare gli strumenti tradizionali che vengono usati per trasformare la preziosa linfa, raccolta ancora manualmente con i secchi di legno o alluminio, nel famoso maple syrup. Grandi vasconi pronti a far ribollire la linfa trasformandola in zucchero, grandi caldaie che scaldano il liquido, gli stampi per realizzare caramelle e dolcetti.

©Sucrerie de la Montagne

Quando Stefan ci ha illustrato il procedimento, era tutto silente e spento ma non abbiamo fatto fatica a visualizzare il fermento nel periodo della raccolta e la passione che si cela dietro un lavoro così lungo, laborioso ma pieno di amore. Non è stato difficile nemmeno immaginare gli albori di questo procedimento, che i primi coloni della Nuova Francia appresero dalle popolazioni dei nativi canadesi, che già conoscevano la bontà del liquido ambrato. Potrete ammirare un evaporatore in legno realizzato da un membro della famiglia Faucher nel 1800.

Gli esterni

Poi troverete un delizioso angolo dedicato alle cerimonie all’aperto con una specie di altare interamente realizzato in legno: posso solo immaginare la meraviglia di sposarsi qui.

Dall’altro lato c’è la zona ludica, con una divertente cabina per scattarsi le foto in stile Instagram, l’angolo per cimentarsi nel lancio dell’ascia sul bersaglio, un’attività squisitamente Lumberjack style, oppure freccette e tiro con l’arco.

Le magazin general

A seguire una bellissima cabane di legno adibita a negozio in cui potrete assaggiare e acquistare tutte le prelibatezze che vengono prodotte qui come lo zucchero d’acero, l’immancabile sciroppo in tutte le sue varianti, i dolcetti, il burro d’acero, le caramelle e i lecca lecca, oltre a una serie di oggetti di artigianato locale. Inutile dire che ho riempito le valigie e che mi sarei riportata tutto a casa!

 

Cenare alla Sucrerie

Arrivare qui nel tardo pomeriggio presuppone un motivo preciso. Qui si cena presto, anzi prestissimo, per i nostri standard italiani. Iniziano a servire la cena intorno alle 18. Non provate a cercare di ritardare, perchè intorno alle 21.00 cala il silenzio.

Gentilissime signore vestite in abiti tradizionali porteranno al vostro tavolo immensi vassoi con le tipiche pietanze del Quebec, ricette tradizionali tramandate da generazioni.

La cucina della Sucrerie offre una scelta di cinque menu tradizionali. Normalmente viene servito il Festin du temps des sucres, una serie di piatti a base di sciroppo d’acero: sembrerà strano ma in ogni pietanza che vi verrà proposta lo sciroppo sarà presente come ingrediente. Sono tutti piatti buonissimi, soprattutto la meat pie, una torta di carne tipica del Quebec.

©Sucrerie de la Montagne

Ecco il menù:

  • Soupe au pois du Montagnard: una deliziosa zuppa di piselli bianchi, una ricetta tipica di queste zone
  • Pain croûté de la paysanne: il pane fatto in casa nella boulangerie della Sucrerie
  • Jambon au sucre du pays: il classico prosciutto a fette spesse che si vede sempre nelle serie tv, glassato al miele.
  • Tourtière de la beauceronne: una torta salata di carne veramente deliziosa.
  • Ragoût de boulettes: polpettine in umido.
  • Saucisses de campagne: salsicce grigliate.
  • Grillades de lard: un bacon super croccante.
  • Fèves au lard de chantier: una zuppetta di fagioli cotta al forno, un pò troppo dolciastra per i miei gusti.
  • Pommes de terre pilées à l’ancienne: un buonissimo purè fatto in casa.
  • Omelette soufflée de la fermière: una via di mezzo fra un souflée e un’omelette, molto molto soffice.
  • Ketchup aux fruits et marinade maison: salse della casa da abbinare alle carni.
  • Crêpes avec sirop d’érable et tarte au sucre: per finire due dolci più da colazione che da fine pasto, che devo ammettere, abbiamo fatto fatica a finire, tranne il nostro cucciolo che mangerebbe i pancakes a tutte le ore.
  • The e caffè a volontà.

Su richiesta, da maggio a ottobre, ci sono altre opzioni di menù, tutte molto allettanti! Inoltre da pochissimo tempo hanno aperto La bête Sauvage, una sala dedicata esclusivamente alla degustazione di un menù di selvaggina a base di bisonti, cervo, carne di wapiti, fagiano e coniglio selvatico. Obbligatorio indicare, al momento della prenotazione, il tipo di menù che volete assaggiare.

 

Dormire alla Sucrerie

All’interno di questo magico villaggio ci sono solamente 3 cabane: sono meravigliosi cottage costruiti interamente con tronchi di legno, incredibilmente romantici e suggestivi, dotati di caminetti in pietra (con tutto l’occorrente per accenderli), bollitori per il thè ed enormi plaid di lana per avvolgersi nelle fredde serate autunnali.

Qui non esiste wifi o connessione: preparatevi a staccare la spina dalla modernità, accendete il caminetto, portatevi un buon libro oppure dei giochi da tavolo e gustatevi il silenzio e i rumori del bosco. Impagabile!

Peccato che non siano dotati di cucina perché altrimenti avrei soggiornato qui anche un paio di notti, preparando la cena in casa: questi cottage infatti rispecchiano perfettamente l’immagine che mi ero fatta del Canada boscaiolo.

Per la colazione occorre tornare alla struttura principale: accanto a un camino acceso solo per voi, avvolti dalle lucine bianche, sarete coccolati con uno yogurt fatto in casa ai frutti di bosco e zucchero d’acero, pancakes a volontà innaffiati con l’immancabile sciroppo e il classico eggs and bacon accompagnato da french toast. Uscirete satolli!

 

La Sucrerie con i bambini

Per prima cosa occorre specificare che alla Sucrerie tutti adorano i bambini. Portare i vostri figli qui significa far vivere loro un’esperienza unica.

Il nostro cucciolo, che già conosceva benissimo il metodo di lavorazione dello sciroppo d’acero, grazie a una stupenda puntata di Curioso come George, ha potuto vedere tutto dal vivo, osservare i buchi negli alberi di aceri, cui si attaccano i secchi per la raccolta, osservare gli evaporatori e le grandi vasche. Stefan si è prestato con infinita dolcezza alle richieste e alla curiosità del nostro cucciolo, spiegandogli il funzionamento e il processo, compreso quello del pane.

Due giorni in mezzo al bosco, dormendo nelle casette in legno, mangiando accanto al camino acceso è un’esperienza bucolica incredibile per i nostri figli abituati alla modernità, alla televisione, ai ritmi frenetici. Alla Sucrerie si devono confrontare con il silenzio, la calma, il rumore della natura.

Inoltre vi sono alcune attività che faranno impazzire i vostri bambini come un giro sulle slitte (se venite qui in periodo di neve) oppure una magnifica passeggiata sui carri trainati dai cavalli belgi.

©Sucrerie de la Montagne

Potranno anche divertirsi ad assaggiare il classico Maple-taffy-on-snow, ovvero il lecca lecca ottenuto versando lo sciroppo d’acero sulla neve e sul ghiaccio.

Si è capito che ho adorato questo posto incantato? Se amate le atmosfere country dovete assolutamente fare un salto fin quassù e inserire questo pezzetto di cultura canadese nel vostro itinerario! Rimarrete indissolubilmente rapiti dalla passione e dalla bellezza senza tempo di questa cabane, o casetta in Canada!

4 Comments

  • Ciao Chiara leggendo il tuo articolo mi e’ venuta voglia di inserire questa tappa nel mio viaggio ad agosto. Quale cabane mi consigli? Anche noi saremo con bimba di 5 anni. Arriveremo nel tardo pomeriggio dopo la giornata a Montreal. Volevo fare il pacchetto completo ma ho letto che si cena molto presto: come funziona quali sono gli orari? Grazie

  • Ciao! si è una bellissima esperienza! noi abbiamo dormito alla Maisonnettes
    DU TRAPPEUR ET DU BÛCHERON! si è vero si cena molto presto ma il servizio inizia alle 18 e finisce alle 20.30 quindi ancora fattibile 🙂

  • Grazie Chiara, si’ l’avevo letto ma non ho capito se sono due cabane nella stessa casetta. Ho visto poi che c’è cabane De sous bois e cabane d’amour Quella con le finestre azzurre. Volevo sapere se hai avuto modo di capire quale fosse la più carina.
    Per la cena quindi e’ Possibile arrivare anche alle 19 o si inizia tutti alle 18 tassativamente? Secondo te e’ Fattibile arrivando il tardo pomeriggio a Montreal vedere la città la sera e il giorno dopo per poi trasferirsi alla
    Sucrerie nella seconda metà del pomeriggio? Ti preciso che le città non sono la nostra priorità.

  • Si in questa casetta vi sono 2 mini cabane! Guarda sono tutte belle la differenza sta nel numero di letti e nella presenza o meno del camino…
    Non c’è un inizio unico per tutti ma consiglio di non andare oltre le 19 perché poi suonano!
    Si direi che come programma va benissimo!

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