Visitare Virginia e Nevada City, due vere città western in Montana

Non so voi ma Luca ed io siamo cresciuti negli anni ’80, l’epoca della riscoperta dei film western, di Bud Spencer e Terence Hill, di Clint Eastwood e di Kevin Costner.

Il mito della corsa all’oro, dei saloon equivoci e alcolici, dei villaggi polverosi circondati da montagne e da deserti, di duelli con la pistola, di banditi con il fazzoletto sulla bocca, di sceriffi dalla stella dorata, di cavalli selvaggi, di cowboy solitari e minatori incalliti, di signore con crinoline e ombrellini: hanno segnato la nostra infanzia e la nostra adolescenza, alimentando il sogno di visitare queste zone selvagge entrate nella leggenda e immortalate da decine di film.

Così quando ci siamo imbattuti in due ghost town, incastonate nello stato del Montana, Virginia City e Nevada City, non abbiamo avuto dubbi: dovevamo inserirle nel nostro itinerario nelle Rookies e Real America. Soprattutto, dal momento che nel nostro precedente viaggio in California, ci è sfumata la possibilità di visitare un’altra ghost town, Bodie, a causa di una nevicata imprevista.

 

Le ghost town in America

In America le ghost town sono più di quelle che potreste aspettarvi.

Solamente nella parte ovest degli Stati Uniti ce sono ben 180: alcune sono completamente abbandonate, altre sono minuscole, altre ancora vivaci e ripopolate per il turismo, vi sono antiche miniere, mulini (dove venino lavorati i minerali), vecchi cimiteri, città ferroviarie e depositi di varia natura.

Il motivo dell’abbandono di queste piccole città? Le cause sono diverse: dai problemi economici per il fallimento delle attività commerciali, ad esempio l’esaurimento di un filone di minerali, all’esodo verso zone più redditizie, dalle calamità naturali, ai conflitti con i nativi americani e le guerre.

Spesso nell’800 le città nascevano e morivano in base alla presenza di riserve di oro, che attiravano centinaia di cercatori: di conseguenza fiorivano tutte le attività commerciali necessarie per la sopravvivenza del villaggio, dagli empori alle poste, dai bordelli all’ufficio dello sceriffo.

Molte di queste città si sono incredibilmente conservate e sono state trasformate in musei “a cielo aperto”, vere attrattive per gli appassionati e per i viaggiatori “on the road”.

 

Dove si trovano

Nevada e Virginia City non sono molto pubblicizzate in Europa e raramente vengono inserite negli itinerari turistici, dal momento che comportano una notevole deviazione rispetto alle principali attrazioni della zona, come lo Yellowstone National Park.

Noi le abbiamo scoperte per caso e non abbiamo avuto dubbi: saremmo dovuti passare da qui. Ed effettivamente la scelta è stata azzeccatissima: è un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, è la materializzazione di tutte le fantasie di quando eravamo bambini e se viaggiate in famiglia, sarà un vero divertimento soprattutto per i più piccoli.

Queste due città, distanti fra loro solamente 2,5 km, si trovano incastonate nello Stato del Montana ma a due passi sia dall’Idaho che dal Wyoming. Sono a 122 km da Butte e 138 da West Yellowstone.

 

Come arrivare

Da nord

Noi arrivavamo dal Glacier National Park e da Butte: ci piacciono le strade secondarie, molto caratteristiche e solitarie, così lasciata la  US90 abbiamo imboccato la 41 fino a Two Bridges e poi la 287 fino a Nevada City. Il tragitto è di circa 1 ora e mezza.

Da sud

Se invece arrivate dallo Yellowstone, il punto più vicino è sicuramente West Yellowstone: dovete raggiungere la US287, percorretela fino ad Ennis a da lì seguire le indicazioni per Virginia City. Identico tempo di percorrenza

 

Nevada City

A differenza della “cugina” vicina, Nevada City è un museo a cielo aperto, rimasto allo stato di abbandono fino a quando la famiglia Bovey la restaurò tra il 1945 e il 1978.

La storia

La città nacque per un filone d’oro scoperto nel 1863: ai tempi del suo massimo splendore, Nevada City era chiamata la città delle 14 miglia, per indicare la grande estensione dell’insediamento, che attirava avventurieri e cercatori d’oro da tutto il paese. La città era composta da minatori che lavoravano in diversi distretti minerari tra cui Browns Gulch appena a sud della città e Granite Creek, a circa due miglia a nord-ovest di Nevada City.

Nevada City raggiunse rapidamente il picco, vantando dozzine di imprese e baracche. Tuttavia, nel 1869, la popolazione del campo minerario era già scesa circa 100 persone, ma ancora sfoggiava negozi, due saloon, un fabbro, una macelleria, una fornace, una fabbrica di birra e una sala massonica. Tuttavia, nel 1876, Nevada City era quasi diventata una città fantasma mentre i minatori si trasferivano alla ricerca di nuove scoperte.

La visita

Nevada City è la cittadina che più rende l’idea di una ghost town: è un museo a cielo aperto composto da 108 edifici originali del posto o trasferiti qui da altre città fantasma dello stato, perfettamente conservati, visitabili (spesso solo tramiti affacci dalle porte) e dotati degli arredi dell’epoca.

Se come noi avrete la fortuna di visitarli in una giornata non troppo caotica, avrete proprio la sensazione di ammirare un luogo abbandonato e a tratti misterioso, quando da un saloon sentirete risuonare le note di un piano: infatti a rotazione alcune case e attività vengono aperte e “rese vive” dalla presenza di attori in costume che animeranno, come all’epoca, l’edificio e vi racconteranno la sua storia

La visita dell’intero complesso è molto lunga, circa 2/3 ore, in base ai vostri ritmi e al numero di edifici non visitabili (noi ne abbiamo trovati diversi in ristrutturazione), è a pagamento ma libera: vi verrà appuntata una stella adesiva sul petto che vi permetterà di entrare e uscire dal museo a piacimento.

Seguite la mappa che vi verrà fornita all’ingresso: per ogni edificio c’è una bella descrizione delle funzioni, di chi vi abitava e delle curiosità.

A noi Nevada City è piaciuta tantissimo: ci siamo soffermati su ogni edificio, abbiamo assaporato tutta l’atmosfera d’altri tempi e ci siamo divertiti a immaginarci in quell’epoca, tornando davvero bambini.

👉🏻SCARICA LA MAPPA DI NEVADA CITY

Consigli

  • A Nevada City non vi sono negozi reali, tranne una piccola caffetteria, all’esterno del museo, che chiude dopo pranzo: per spizzicare qualcosa dovrete arrangiarvi o recarvi nella vicinissima Virginia City.
  • Il nostro consiglio è di visitarla la mattina o nel primo pomeriggio quando c’è meno gente.
  • Il personale è molto gentile e non esiterà a rispondere a tutte le vostre domande.

 

Virginia City

La storia

Questa antica città mineraria fu abbandonata dai primi pionieri dopo aver estratto tutto l’oro e l’argento nascosto nelle sue montagne.

La città venne fondata in seguito alla scoperta, nel 1859, della miniera di Comstock Lode, sul monte Davidson:in pochi mesi nella vallata si riversarono più di 20.000 uomini armati di pale, zappe, cavalli, muli, whisky e donne, insediandosi in questo luogo selvaggio.

Da punto remoto e dimenticato da tutti, divenne in poco tempo la città più ricca del West: in cinquant’anni furono estratti più di 22 milioni di dollari in pepite. Avventurieri, romanzieri e uomini in cerca di riscatto e di una nuova vita arrivarono da ogni angolo degli Stati Uniti. Da qui passò anche Mark Twain, nel 1863, firmando con lo pseudonimo di Samuel Langhorne Clemenscon, un articolo pubblicato sul Territorial Enterprise, il giornale locale.

Ma come tutte queste città fondate sulla precarietà, anche Virginia City dovette subire un inevitabile declino: nel 1890, con l’inizio dell’esaurimento del filone d’oro, iniziò anche il suo graduale spopolamento.

Restaurata a partire dagli anni ’60, oggi è una delle città fantasma meglio restaurate, diventando un’importante meta turistica con oltre due milioni di visitatori all’anno.

La visita

La città si sviluppa lungo la classica main street americana su cui si affacciano ben 200 edifici di cui la maggior parte costruiti prima del 1900.

La particolarità di Virginia City è il suo essere contemporaneamente museo e città viva. Infatti i locali degli artigiani, gli allegri saloon, il teatro e le botteghe d’epoca, visitabili solamente da affacci esterni e dotate di tutti gli arredi originali, si alternano a negozi reali, ovviamente ad uso e consumo dei turisti, come il venditore di caramelle, il pub, il fotografo per scatti in costume (per gli amanti del kitsch) e molti altri.

Non impiegherete più di due ore per visitare la città, ma merita passeggiare senza fretta per godervi l’atmosfera unica che vi regna: anche se la città è sicuramente più viva la mattina, il pomeriggio, quando la maggior parte dei turisti riparte per la meta successiva, è il momento della giornata che regala gli attimi più intensi. I commercianti si rilassano e sono più inclini alle chiacchiere, la luce calda del tramonto indugia sulle pareti di legno degli edifici e la strada inizia a svuotarsi, lasciando il posto alla vera anima della città.

👉🏻SCARICA LA MAPPA DI VIRGINIA CITY

Consigli

  • In città c’è un bellissimo teatro dove si svolgono tutti i giorni degli spettacoli umoristici in costume: l’ultima replica è nel primo pomeriggio.
  • Anche se i negozi sono ovviamente super turistici, non perdetevi l’occasione di acquistare un pacchetto di caramelle o i pop corn fatti in casa: vi sentirete come dei veri americani.
  • La sera, per coloro che decideranno di pernottare in città, vengono organizzati dei ghost tour per il divertimento di grandi e piccini.
  • Ricordatevi che i posti per cenare sono pochi e chiudono presto: non pensate di fare tardi per la cena.
  • Sono solo due i locali dove poter fare tardi e vivere appieno l’atmosfera campagnola della zona: il Pioneer Bar, di grande suggestione (sembra uscito da un film western) e il Bale of Hay Saloon, l’unico, tra le altre cose, ad accettare le famiglie con bambini anche la sera.

 

 

Dove dormire

La maggior parte delle persone che passa in questo angolo sperduto del Montana, dopo la visita prosegue per la destinazione successiva e anche noi siamo stati molto indecisi sul da farsi.

Ma alla fine la possibilità di dormire in un hotel storico, nel cuore di Virginia City o Nevada City, ci ha allettato al punto da fermarci per la notte. In entrambe le cittadine ci sono diverse possibilità di soggiorno: eravamo orientati per un edificio storico ma anche inserito in un contesto urbano. Per questo motivo abbiamo scartato il bellissimo Nevada City Hotel: per cenare avremmo poi dovuto spostarci a Virginia City, allora tanto valeva fermarsi direttamente lì.

Infatti abbiamo deciso di prenotare al Fairweather Inn, un meraviglioso hotel risalente al 1863, un grande edificio bianco con le sedie a dondolo sotto al portico, la terrazza da cui si domina tutta la Main Street, le antiche camere dal pesante arredamento d’epoca ma così ricche di fascino da compensare un personale alquanto poco disponibile, la mancanza della colazione (cosa comunque rara, ma era sempre disponibile il caffè), la connessione wifi praticamente inesistente se non nella reception, i materassi un pò scomodi e la mancanza di accessori tipo il phon.

Vi chiederete allora: perché fermarsi a dormire qui? Per il fascino senza tempo. E’ una di quelle esperienze davvero particolari da provare: soprattutto dal tramonto in poi, quando la maggior parte dei turisti riparte e la città si svuota quasi completamente, tranne i pochi coraggiosi che pernottano qui insieme alla gente del posto.

Quella sera non c’era un posto per mangiare aperto, tranne un paio di takeaway, forse perchè eravamo già in settembre, e così siamo finiti al pub: una serata davvero unica per l’atmosfera che si respirava, con il karaoke (che in Italia non farei nemmeno sotto tortura) in mezzo ai veri abitanti di Virginia City.

Dove dormire
Meravigliosa struttura risalente al 1863, un pò datato ma sicuramente ricco di fascino e di atmosfera.

 

Con i bambini

La visita di queste due città renderà i vostri figli davvero felici: cowboy, personaggi in costume, città fantasma, l’ufficio dello sceriffo con tanto di prigione, la vecchia scuola e altre attrazioni che li porteranno dritti dritti nel mondo western.

Se tutto questo non dovesse bastarvi ci sono alcune attrazioni adatte proprio ai bambini.

A bordo di un trenino d’epoca

Esiste un collegamento in trenino fra Nevada City e Virginia City : percorrerete insieme ai vostri bimbi, l’antica tratta ferroviaria con scambi azionati manualmente.

Il giro impiega circa 20 minuti a tratta e il biglietto si può acquistare in entrambe le cittadine. Sarà un’esperienza davvero divertente per i vostri bimbi mentre le assistenti vi racconteranno proprio tutto quello che occorre sapere sulle due città e la loro economia.

Si parte dalla piccola stazione che si trova esattamente di fronte all’ingresso del museo di Nevada City oppure accanto alla Opera House a Virginia City: la corsa va prenotata per un orario specifico.

Cacciatori d’oro si diventa

Un’altra esperienza divertente per bimbi più grandicelli è quella di diventare cacciatori d’oro per un giorno: affiancati da tutor, proverete a setacciare la sabbia alla ricerca dell’oro, rivivendo i giorni della corsa all’oro ad Alder Gulch.

Incantarsi di fronte alla Recreation Hall

Prima di entrare nel complesso di Nevada City, passerete attraverso un grande stanzone delle meraviglie.

Ospita la più grande collezione di macchine musicali automatiche del Nord America. Charles e Sue Bovey iniziarono a raccogliere le macchine negli anni ’40, riunendo un assortimento unico di pezzi d’antiquariato come nessun’altra collezione. Molte di queste macchine sono ancora perfettamente funzionanti, mentre altre sono state ripristinate in collaborazione con il programma Adopt-A-Piano.

L’edificio fu costruito come “Recreation Hall” al Canyon Lodge nel Parco Nazionale di Yellowstone, nel 1910. Fu poi smontato nel 1959 e trasferito a Nevada City. Il Music Hall ora contiene la più grande collezione al mondo di macchine musicali in mostra al pubblico. Gli organi più grandi sono per lo più organi Gavioli, prodotti a Parigi nel 1890. Ci sono anche tre organi della Wurlitzer, un organo teatrale e diverse macchine basate su pianoforte, così come altre macchine arcade del 1900 circa.

Questo edificio ospita anche il più grande organo del mondo, quasi la dimensione di una casa. Intagliato a 90 chiavi, fu costruito a Parigi intorno al 1880: lo strumento è largo 8 metri, alto 3 e profondo 1.

I vostri bimbi rimarranno letteralmente incantati di fronte a questi gioielli antichi: sono ancora molto attuali, nella loro semplicità.

A bordo di una vecchia diligenza

Qui a Virginia City si può apprendere la storia in tanti modi: grazie ai racconti dei personaggi in costume, negli spettacoli teatrali al The Opera House, a spasso con le antiche diligenze, oppure a bordo di antichi camion dei pompieri.

Un modo davvero originale per visitare la città da una prospettiva diversa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *